ROMA - «Tra noi e Adriano Sofri c’è una differenza fondamentale», dice Valerio Fioravanti, parlando di sé e di sua moglie Francesca Mambro. Quale? «Che noi siamo comunque dei criminali», risponde con consapevole freddezza l’ex-terrorista dei Nar, 45 anni compiuti dei quali la metà passati in galera (gli ultimi in regime di semilibertà, dentro la notte e fuori il giorno, come adesso che accompagna la figlioletta al parco), un po’ di ergastoli sulle spalle per altrettanti omicidi commessi tra il 1978 e il 1981, anni di piombo rosso e nero, e lui aveva scelto quello nero. Poi c’è la condanna per la strage di Bologna, 85 morti e 200 feriti saltati in aria il 2 agosto ’80 per i quali Fioravanti e Mambro - uniti anche da quella pena al carcere a vita - negano ogni responsabilità. Come Sofri per il delitto Calabresi; di qui i paragoni, le analogie, le chiacchiere sulla grazia che se venisse concessa a uno andrebbe data anche agli altri due, e via di seguito. «Ma per Sofri non c’è una terza via o è colpevole di quell’omicidio oppure è innocente tout court - riprende Fioravanti -. Lui non ha altri conti da pagare. Noi invece, seppure innocenti per Bologna siamo stati comunque dei criminali. Possiamo trovare delle attenuanti come la violenza diffusa dell’epoca, la risposta ad altri omicidi e gli errori di gioventù, ma sempre criminali restiamo».
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riminale era anche chi sparò ad Alberto Giaquinto,criminale era chi massacrò fuori e dentro il carcere Nanni de Angelis,chi "suicidò" Giorgio Vale..., Giustificabili o meno erano in lotta contro le istituzioni, e sparare ad un poliziotto o ad un magistrato rientrava in questa logica...giusto o sbagliato non sta a me decidere ne a voi... e più di venti anni di carcere bastano, o no?