Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    Hanno assassinato Calipari
    Data Registrazione
    09 Mar 2002
    Località
    "Il programma YURI il programma"
    Messaggi
    69,193
     Likes dati
    0
     Like avuti
    4
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Solidarieta' a PeaceLink, contro l'arroganza della Nato e di Libero

    Questa mail ti arriva perche' hai aderito all'appello in difesa
    dell'associazione PeaceLink: http://www.peacelink.it/emergenza

    Il consulente Nato che minaccia di farci chiudere con una citazione da
    50mila euro questa volta ci ha attaccato attraverso le pagine del
    quotidiano 'Libero', dove l'immagine di PeaceLink e' stata associata a
    minacce e pestaggi.

    Ti chiedo di aiutarci a divulgare il messaggio di rettifica che ti
    allego, dove e' riportato anche l'articolo in questione.

    C'e' bisogno di far conoscere la nostra vicenda al maggior numero
    possibile di persone: noi non abbiamo spazi sui giornali, e l'unico
    strumento di diffusione e' il 'passaparola' attraverso la posta
    elettronica.

    Ti chiedo anche di mandare un fax alla redazione di 'Libero' (Tel
    0228184264)
    Nel testo del fax dovresti semplicemente ripetere la formula con cui hai
    aderito all'appello per la difesa della nostra associazione:

    'Esprimo pubblicamente la mia solidarieta' nei confronti
    dell'Associazione PeaceLink e dei suoi volontari, che ritengo
    ingiustamente e pesantemente penalizzati dall'azione legale attualmente
    intrapresa contro di loro. Mi impegno a fare quanto e' in mio potere
    affinche' questa voce telematica indipendente e nonviolenta non sia
    oscurata'

    Grazie ancora per il tuo aiuto.

    A presto

    Carlo Gubitosa
    Associazione PeaceLink


    CONSULENTE NATO CONTRO PEACELINK: LO SCONTRO CONTINUA SULLE PAGINE DI
    'LIBERO'

    Richiesta di rettifica - comunicato stampa con preghiera di MASSIMA
    diffusione

    Il consulente Nato Corrado Maria Daclon, presidente dell'associazione
    ambientalista 'Pro Natura', esce allo scoperto sulle pagine di 'Libero'
    e spiega perche' vuole gettare sul lastrico l'associazione nonviolenta
    'PeaceLink' con una citazione da 50mila euro.

    L'associazione protesta con il quotidiano, e chiede una rettifica
    dell'articolo, dove l'attivita' di PeaceLink viene associata a minacce e
    ingiurie.

    Il nome di Daclon, finora celato dall'associazione PeaceLink per ragioni
    di tutela della privacy, e' adesso di dominio pubblico, e la sua
    divulgazione fa nascere una serie di interrogativi sui punti di contatto
    tra il mondo ambientalista e gli apparati militari dell'Alleanza
    Atlantica.

    Maggiori informazioni su: http://www.peacelink.it/emergenza

    -----

    All'attenzione di:

    Vittorio Feltri, direttore del quotidiano 'Libero'
    Enrico Novi, redattore

    E p.c. ai principali organi di informazione italiani, con preghiera di
    diffusione e pubblicazione

    RICHIESTA DI RETTIFICA AI SENSI DELLA LEGGE SULLA STAMPA

    Ai sensi dell'articolo 8 della legge sulla stampa, in qualita' di
    segretario dell'associazione PeaceLink, chiedo la pubblicazione di una
    rettifica in merito all'articolo apparso sul numero del 3 agosto di
    'Libero', intitolato 'Arruolato dai pacifisti, ma lui non lo sapeva', a
    firma di Enrico Novi.

    L'occhiello dell'articolo recita 'Il presidente di un'associazione
    ambientalista trova la sua firma sotto un manifesto di Peacelink'. Va
    precisato che il testo per cui Corrado Daclon ha ritenuto opportuno
    denunciarci non e' un 'manifesto di PeaceLink', ma la riproduzione
    integrale del 'Manifesto per un Forum Ambientalista', pubblicato nel
    2000 da altri siti e da noi successivamente segnalato.

    La legge sulla stampa ci concede il diritto di chiedere rettifica nei
    casi in cui vengano attribuiti 'pensieri o affermazioni ritenuti lesivi
    della dignità o contrari a verità'. L'associazione PeaceLink e' una
    associazione nonviolenta, che combatte contro la violenza del linguaggio
    oltre che contro la violenza delle armi, e pertanto riteniamo lesivo
    della nostra dignita' l'accostamento della nostra associazione ad un
    commento ingiurioso e violento inserito da estranei e subitamente
    rimosso gia' nel FEBBRAIO SCORSO dalle nostre pagine, in quanto
    contrario alla nostra policy di pubblicazione.

    Alla nostra associazione sono stati indirizzati piu' di duemila messaggi
    di solidarieta', e il fatto che tra questi messaggi ne sia stato scelto
    uno di carattere ingiurioso, APPARSO SULLE NOSTRE PAGINE PER POCHI
    SECONDI ED ELIMINATO DA PIU' DI SEI MESI, ci fa seriamente dubitare
    sulla serenita' di giudizio dell'estensore dell'articolo in questione.

    RITENIAMO INOLTRE LESIVO DELLA NOSTRA DIGNITA' E DEONTOLOGICAMENTE
    SCORRETTO DA PARTE VOSTRA IL FATTO DI AVER ACCOSTATO IL NOME DI
    PEACELINK A MINACCE DI VIOLENZA NEI CONFRONTI DEL DACLON, CHE NESSUNO
    DEI NOSTRI ASSOCIATI HA MAI PRONUNCIATO, NE' SCRITTO, NE' TANTOMENO
    PENSATO.

    Ci sembra anche poco esatto sostenere che abbiamo usato la firma di
    Daclon 'a sua insaputa', perche' non e' a noi che va attribuita questa
    azione, ma agli estensori del testo che abbiamo riportato sul nostro
    sito. Sarebbe come chiedere al vostro giornale di assumersi davanti agli
    organismi di controllo pubblicitario la responsabilita' degli annunci
    che appaiono sulle proprie pagine, confezionati da aziende estranee alla
    vostra redazione.

    Chiediamo inoltre la rettifica delle affermazioni pubblicate da Enrico
    Novi nel suo articolo, quando afferma che l'Associazione PeaceLink
    'decide, per principio, di tenere on line la pagina web con il nome di
    Daclon'.

    In merito a tale affermazione riteniamo opportuno precisare che
    l'appello pubblicato su altri siti con la firma del signor Daclon e'
    stato lasciato sul nostro sito non 'per principio', ma perche' la sua
    rimozione avrebbe essere interpretata come una ammissione di
    colpevolezza, mentre noi non ci riteniamo colpevoli di nulla. Se il
    signor Daclon, cosi' come ha fatto con Rifondazione Comunista e altri
    siti che hanno pubblicato il testo 'incriminato', ci avesse chiesto la
    rimozione o la rettifica del testo PRIMA di procedere ad una causa
    civile, saremmo stati BEN LIETI DI ACCONTENTARLO. Questa possibilita' ci
    e' stata negata dallo stesso signor Daclon, che prima di procedere la
    sua azione legale NON CI HA MAI CONTATTATO IN ALCUN MODO, NE' CI HA
    INVIATO LETTERE DI DIFFIDA.

    Enrico Novi scrive che Corrado Daclon si sarebbe rivalso contro di noi
    'in base alla legge sul trattamento dei dati personali', mentre
    nell'atto di citazione che ci e' stato rivolto si sostiene che 'la
    professionalità e l'immagine del Daclon e la carriera dello stesso
    risultano fortemente pregiudicati'. Quindi il danno ipotizzato da
    Daclon, e ancora tutto da dimostrare, non e' una violazione della
    privacy, ma un freno alla sua carriera come consulente Nato. Quello che
    non si capisce e' come mai l'unico soggetto dal quale voglia pretendere
    un risarcimento sia la nostra associazione anziche' tutti i soggetti che
    hanno pubblicato (e continuano a pubblicare tuttora) quell'appello sulla
    rete Internet.

    Affinche' i lettori di 'Libero' possano completare con ulteriori
    documenti la loro opinione sui fatti in questione, chiediamo
    espressamente di segnalare che all'indirizzo
    http://www.peacelink.it/emergenza/ e' presente una ricca collezione di
    documenti sulla vicenda, compreso il testo integrale dell'atto di
    citazione, che Novi avrebbe potuto quantomeno consultare, prima di
    parlare a sproposito di 'violazione della privacy'.

    Enrico Novi, infine, scrive che il 'manifesto ambientalista' su cui
    altri hanno apposto la firma di Daclon e' stato 'pubblicato sul sito di
    PeaceLink'. In questo caso non si puo' parlare di pubblicazione in senso
    stretto, perche' quel manifesto e' stato solamente SEGNALATO sul nostro
    sito, indicando l'indirizzo della fonte originaria. La sua prima
    pubblicazione e' avvenuta sulle pagine web di un partito nazionale, che
    curiosamente non ha avuto nessuna contestazione legale da parte del
    Daclon.

    Oltre a documentare la finta solidarieta' espressa con linguaggio
    violento da persone che hanno abusato della liberta' di scrivere
    commenti sul nostro sito, ritengo che il vostro giornale avrebbe potuto
    adempiere in modo piu' efficace all'obbligo professionale di completezza
    dell'informazione pubblicando anche altri messaggi di VERA solidarieta'
    ricevuti dalla nostra associazione.

    Il missionario comboniano KIZITO SESANA ha dichiarato che 'come
    giornalista - oltre che come missionario - ritengo ingiusta e priva di
    fondamento questa citazione in giudizio contro PeaceLink; È UNA CAUSA
    CIVILE NON CONDIVISIBILE PER CHI DIFENDE LA LIBERTÀ DI INFORMAZIONE e
    che mira a colpire una rete distintasi per le sue attività di pace e di
    solidarietà'.

    L'intellettuale liberal ebreo-statunitense NOAM CHOMSKY ci ha scritto
    che 'questa faccenda e' strana. NON RIESCO A CREDERE CHE QUESTA
    CITAZIONE POSSA ANDARE A BUON FINE, E CREDO CHE SI TRATTI SOLAMENTE DI
    UNA INTIMIDAZIONE. Mi unisco volentieri alla vostra protesta'.

    Padre ALEX ZANOTELLI e Padre MICHELE STRAGAPEDE, anche a nome dei
    missionari Comboniani di Bari e della scuola di Pace 'don Tonino Bello'
    di Molfetta hanno dichiarato che LA RICHIESTA DI RISARCIMENTO DANNI
    RIVOLTA A PEACELINK E' 'PESANTE, INGIUSTA E PRETESTUOSA'.

    Confido nella correttezza e nella serieta' del vostro giornale per la
    pubblicazione di queste rettifiche con lo stesso rilievo dell'articolo
    in questione e 'in testa di pagina e collocate nella stessa pagina del
    giornale che ha riportato la notizia cui si riferiscono', cosi' come
    previsto dalla legge sulla stampa.

    Cordiali saluti e buon Lavoro.

    Carlo Gubitosa
    Segretario Associazione PeaceLink


    ----------------

    ALLEGATO:

    L'ARTICOLO PUBBLICATO SU 'LIBERO'

    Da Libero, 3 Agosto 2003


    IL CASO Corrado Maria Daclon e' consulente di Nato e Nasa


    Arruolato dai pacifisti
    Ma lui non lo sapeva


    Il presidente di un'associazione ambientalista trova la sua firma sotto
    un
    manifesto di 'Peacelink'. E li denuncia.

    di Enrico Novi


    Roma - Non si sarebbe mai sognato di firmare un 'manifesto
    ambientalista' con
    frasi del tipo: 'La guerra e' divenuta strumento ordinario di gestione
    della
    potenza imperiale Usa, con effetti umanamente e ambientalmente tragici e
    inaccettabili'. Non se lo sarebbe mai sognato perche' lui, Corrado Maria
    Daclon, presidente di 'Pro Natura', la piu' antica associazione
    ambientalista
    italiana, non sta con i no-global per scelta di principio; secondo
    perche',
    oltre a insegnare all'universita' di Venezia, fa il consulente per la
    Nato e
    per la Nasa, e certe frasi, dunque, non sono proprio il massimo della
    diplomazia verso i suoi committenti.
    Eppure una sera, mentre navigava su internet, quella firma se la ritrova
    davanti: e' riportata sotto un manifesto ambientalista pubblicato sul
    sito di
    'Peacelink', un'associazione pacifista. Il testo, appunto, e' grondante
    di
    accuse feroci nei confronti degli Stati Uniti, del neocapitalismo e del
    nuovo
    ordine mondiale. La sua firma e' li' ma lui non aveva mai dato
    l'autorizzazione a riportarla, non sapeva neppure dell'esistenza del
    manifesto. I suoi avvocati allora scrivono ai responsabili dei sito e
    chiedono un risarcimento di 50.000 euro, in base alla legge sul
    trattamento
    dei dati personali, che all'articolo 22 scrive che 'i dati personali
    idonei a
    rivelare le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati o
    associazioni possono essere oggetto di trattamento solo con il consenso
    scritto dell'interessato'; la stessa legge, all'articolo 18, spiega che
    'chiunque cagiona danno ad altri per effetto del trattamento di dati
    personali e' tenuto al risarcimento ai sensi dell'articolo 2050 del
    codice
    civile'. E secondo gli avvocati di Daclon, la sua professionalita',
    immagine
    e carriera 'risultano fortemente pregiudicati dalla propaganda e non
    autorizzata adesione al manifesto'.
    Sgamata la firma falsa, l'associazione 'Peacelink' reagisce: 'Abbiamo
    riprodotto testualmente il manifesto, compresi i firmatari, dal sito web
    di
    Rifondazione comunista'. Che pero', nel frattempo, provvede a cancellare
    la
    firma di Daclon dal documento. Peacelink, invece, la prende un po'
    peggio:
    non solo decide, per principio, di tenere on line la pagina web con il
    nome
    di Daclon, ma lancia una campagna di solidarieta', un appello alla
    societa'
    civile per 'il sostegno all'associazione e perche' vengano dati
    contributi
    per le spese legali'. Come? Per saperlo, si legge in un volantino di
    'Peacelink', basta collegarsi al sito dell'associazione.
    Bene, su quel sito, oltre alle informazioni per i contributi, ci sono
    anche i
    testi delle e-mail dei simpatizzanti. Che, per simpatia all'associazione
    'pacifista', scrivono frasi 'pacifiste' del tipo 'porc... spaccategli il
    c...
    a 'sti guerrafondai di m...' o, per essere piu' specifici, 'perche' non
    ci
    date il nome e cognome di questo bastardo che andiamo a spaccargli il
    c...
    come merita?'.
    Davvero uno spirito pacifista vivissimo; prima usano una firma
    all'insaputa
    dell'interessato sotto un manifesto, poi, quando lui si ribella, lo
    minacciano di farlo a pezzi. A causa in corso, Daclon si limita a dire
    che 'i
    50.000 euro, rispetto ad attribuirmi frasi sulla Nato del tipo
    'mercenari in
    divisa' e roba del genere, sono una richiesta simbolica, dal momento che
    con
    la Nato ci lavoro. So solo che contro di me hanno organizzato perfino
    volantinaggi, perche' m'ero permesso di ribellarmi alla falsificazione
    della
    mia firma'.

  2. #2
    Obama for president
    Data Registrazione
    10 Apr 2003
    Località
    Venezia
    Messaggi
    29,093
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    ho già espresso la mia solidarietà da tempo, sai qualcosa su come evolve il processo

  3. #3
    Obama for president
    Data Registrazione
    10 Apr 2003
    Località
    Venezia
    Messaggi
    29,093
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    vorrei richiamare l'attenzione su questa questione perchè rischiano di chiudere tutti i siti che raccolgo petizione su internet

  4. #4
    Hanno assassinato Calipari
    Data Registrazione
    09 Mar 2002
    Località
    "Il programma YURI il programma"
    Messaggi
    69,193
     Likes dati
    0
     Like avuti
    4
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ci tocchera' andare a Cuba

  5. #5
    Obama for president
    Data Registrazione
    10 Apr 2003
    Località
    Venezia
    Messaggi
    29,093
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    ma va a da via el cul

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 30
    Ultimo Messaggio: 23-11-11, 14:00
  2. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 09-06-07, 10:02
  3. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 09-06-07, 10:00
  4. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 28-06-06, 16:43

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito