Catanzaro, capitale degli invalidi civili
La città calabrese può vantare il primato del più alto numero di pensioni di invalidità in Italia: quasi il quadruplo della media nazionale. Ma i politici locali affermano: sono veri invalidi.
di Mario Meliadò
LA CALABRIA DELLE TRUFFE
CATANZARO - Capoluogo di regione? Macché: Catanzaro si scopre Capitale. Delle pensioni d'invalidità.
Lo sconcerto è generale, ma i dati parlano chiaro: tra Catanzaro-città e il suo comprensorio (non vastissimo: comprende però Lamezia Terme, quarta città della Calabria per popolazione) le pensioni d'invalidità a tutt'oggi risultano 55.670. Cioè esattamente 500 per chilometro quadrato: in termini percentuali fa il 14,58 per cento della popolazione attiva, bambini inclusi. Un dato enorme. Quasi il quadruplo, rispetto alla media nazionale (4,61 per cento). E dietro Catanzaro, le meridionali Benevento e Potenza...
"Eccolo qui, il frutto della politica clientelare degli ultimi anni - s'indigna Vincenzo Mazzei, catanzarese, segretario regionale del Partito repubblicano - Un permissivismo bieco e amorale, che evidentemente per qualche forza politica "paga". Ma è vero pure che c'è gente ridotta ai minimi termini: io non colpevolizzerei certo i percettori degli assegni, molti hanno cercato di arrabattarsi come hanno potuto. "
Del resto, anche altri elementi statistici consegnano un quadro analogo. Nel 2001 (fonte, Inail) le "rendite di gestione" nel Catanzarese erano ben 5.688; solo in quell'anno, vennero avanzate 3.696 denunce d'infortunio.
Di Lamezia Terme è il battagliero sindacalista della Cisl Mimmo Cubello, che tanto piace agli iscritti per il suo stile energico, poco disposto alla mediazione. Eppure... "Record per la provincia catanzarese? A guardare le risposte del tessuto socioeconomico, non mi pare. Io non ho riscontri di questo tipo, quantomeno, anche se è noto che un certo ricorso alle "pensioni facili" c'è stato... ". "Ma sì, molti giovani disoccupati girano col cellulare e la macchina di una discreta cilindrata... - non si stupisce Cubello - Allo stesso modo, non voglio dire che si specula, ma c'è un costante ricorso alle possibilità che offre la legge, ecco. Nel ricco Nord-Est, che pullula di servizi economici ed efficienti, forse nemmeno ci si pensa alle pensioni per gli invalidi: qui invece l'anziano, magari disabile, resta rigorosamente nel nucleo familiare d'appartenenza perché resiste lo schema della "famiglia allargata" ma anche perché, non nascondiamocelo, certi sussidi rappresentano una fonte di reddito anche per i parenti più giovani".
Ciononostante, c'è qualcuno che pensa che gli invalidi accertati, a Catanzaro e in Calabria, siano ancora pochi: è Franco Corbelli, l'inossidabile fondatore del Movimento per i diritti civili. "Sono in migliaia ad aspettare un riconoscimento formale: migliaia di persone disperate, che non hanno come vivere", s'indigna lui. Il baffuto operatore del Terzo Settore, un paio d'anni fa, ottenne un risultato d'eccezione che avrà inciso non poco in questo primato di Catanzaro: "Sì, sono stato proprio io a far riconoscere l'invalidità di oltre 50mila calabresi, per lo più paraplegici, che aspettavano da tempo immemorabile per via del passaggio di competenze dalla Prefettura alla Regione. E allora? Per me, dietro le fredde cifre ci sono casi concreti, tantissimi uomini e donne disperati, che senza un sussidio, un'attenzione diversa, non saprebbero come tirare avanti. Anzi, agli artigiani mestrini appassionati di statistiche dico: non vorrei scoprire, domani, che qualcuno di questi poveracci ha pagato per tutti. Perché è chiaro che in questi 55mila "invalidi" c'è di tutto: disabili veri e furbastri, vittime d'infortuni e malintenzionati. Però a generalizzare, a fare del sensazionalismo, si rischia di far danni".
Altri nicchiano e danno risposte veloci: "Ehm... Richiamerebbe fra qualche ora, perfavore?", bofonchia il giovane presidente della Commissione regionale Bilancio, il catanzarese Franco Talarico del Ccd/Udc. Eppure, chi più di lui ha il quadro delle risorse economiche in Calabria e del loro non sempre sapiente utilizzo? "Invalidi? Record? ...Mmhhhh, sono impegnato, comunque non me ne occupo", tartaglia il solitamente estroso sindaco di Soveria Mannelli Mario Caligiuri, ben conosciuto alle cronache di tutt'Italia per trovate d'ogni tipo, dalla segreteria telefonica del Comune con la voce di Piero Chiambretti alla proposta d'esilio a Soveria per Saddam Hussein.
"Più turismo, meno pensioni d'invalidità - s'infervora il repubblicano Mazzei - E' questa la ricetta, l'antidoto calabrese: bisogna fare perno sulle risorse per sfruttarle meglio e ampliare il reddito disponibile. E allora sì che gli invalidi guariranno miracolosamente ...come altrettanti Lazzaro...".
(8 AGOSTO 2003, ORE 70
paga somaro lombardo, e i terroni campano alle tue spalle.
Ladri bastardi.




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