A TEL AVIV
Asili, musei, piscine scontati per le famiglie omosessuali
DAL NOSTRO INVIATO
GERUSALEMME - Si può fare una rivoluzione spacciandola per un'offerta di
sconti. L'ha fatto il Comune di Tel Aviv proponendo alle coppie omosessuali
le «tariffe ribassate» applicate a quelle regolarmente sposate. Basta che un
notaio certifichi che i due vivono insieme, e per accedere a piscine, musei,
asili, servizi comunali si è classificati alla voce «famiglie». La comunità
gay fa festa. «Con questo voto (passato lunedì, sarà in vigore dal 15
agosto) per la prima volta in Israele un'istituzione pubblica riconosce le
coppie omosessuali di fatto». Non è un caso che succeda a Tel Aviv, il porto
franco della Israele più laica, giovane e (anche) godereccia, «una città
europea in mezzo al Medio Oriente, che ora con la nuova legislazione si
avvicina a Paesi come il Canada o l'Olanda», dice Jonathan Rosenblum, di Am
Echad, un think tank religioso. E' qui che l'assessore per gli affari
comunitari Adir Steiner può confessare alle telecamere: «Undici anni fa
sedevo accanto al letto del mio compagno all'ospedale Ichilov. Quando entrò
in coma, fui trattato come fossi invisibile. Con la nuova legge ad altri
sarà risparmiato ciò che ho sofferto io». La legge si applica a Tel Aviv,
non in tutta Israele. E, per quanto la coppia possa dichiarare di crescere
un bambino insieme, non è previsto (ma se ne discute) che possa adottarne
uno. Però è un segnale: Israele è tra i Paesi più progressisti rispetto all'
uguaglianza delle minoranze sessuali.




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