Skinheads, la vicenda va a Strasburgo
Un eurodeputato di An chiede maggiore equità
«Questi ragazzi hanno già pagato abbastanza»
«La legge applicata in maniera più rigida per una certa parte»


PAVIA. La vicenda degli skinheads pavesi che hanno avuto misure cautelari in seguito all'assalto del «Barattolo» è destinata ad arrivare a Strasburgo. Questo, almeno, è quanto ha anticipato ieri Sergio Berlato, parlamentare europeo eletto nelle liste di Alleanza nazionale. Durante una conferenza stampa, alla Sala dell'Annunciata, l'eurodeputato ha parlato di legge «applicata in maniera più rigida nei confronti di alcuni» e ha preannunciato che chiederà che i naziskin possano essere messi in condizione di godere «di tutti i diritti garantiti a qualsiasi altro cittadino».
La conferenza stampa è stata aperta da Marco Rossella, dell'associazione Veneto fronte skinheads. Rossella ha ribadito che, in occasione degli incidenti al Csoa Barattolo, lui e altri skin vi si erano recati per «interrompere in modo non violento» una assemblea che vedeva come relatore Saverio Ferrari. Ha ricordato come, dopo gli scontri, alcuni ragazzi siano stati raggiunti da «provvedimenti liberticidi». In particolare, per due è stato disposto l'obbligo di dimora, con divieto di uscire dai confini del Comune di Pavia e divieto di uscire di casa, la sera, dalle 21 alle 6; per altri quattro, non residenti in città, è scattato invece il foglio di via con il divieto a rientrare nei confini cittadini.
La parola è poi passata ad Andrea Miglioranzi, dirigente nazionale dell'«Associazione per il diritto e la giustizia Enzo Tortora», sodalizio che, pur riprendendo il nome di un giornalista vittima di un clamoroso errore giudiziario, non ha nulla a che vedere con la «Fondazione Enzo Tortora». «In primavera - ha riferito Miglioranzi - siamo stati contattati dalle famiglie dei ragazzi coinvolti. Noi ci occupiamo di "malagiustizia" e abbiamo creato un osservatorio sull'operato di una certa magistratura. Nostro scopo è anche quello di dare un contributo alla riforma della giustizia. In questo caso chiediamo alla magistratura di vagliare attentamente la posizione dei ragazzi. Noi ci schieriamo a priori per la libertà di espressione e ci sembra che i provvedimenti si stiano prolungando un po' troppo».
Sergio Berlato, europarlamentare per Alleanza nazionale, ha aggiunto: «Io ho grande rispetto per la magistratura, ma è importante creare le condizioni perchè non si applichi la legge in maniera più rigida nei confronti solo di alcuni. Non voglio entrare nel merito del caso, credo che questi ragazzi abbiano pagato abbastanza. Nella mia veste di deputato del parlamento europeo non ho intenzione di rimanere inerte, neanche per ragazzi di altri schieramenti. Nei prossimi giorni chiederò che i ragazzi possano essere messi in condizione di godere di tutti i diritti garantiti a qualsiasi altro cittadino italiano. Al di là degli eventuali errori commessi in una vicenda caratterizzata da grande tensione, e nella quale era facile cadere in provocazioni o trappole artatamente confezionate, è importante che la giustizia non funzioni a senso unico, ma a garanzia di tutti i cittadini». In piazza Petrarca, a presidio della conferenza stampa, un nutrito schieramento di poliziotti e carabinieri, sia in divisa che in borghese.


L'EPISODIO
Assalto al Barattolo con cinque feriti


PAVIA. I provvedimenti adottati nei confronti dei naziskin si riferiscono all'episodio verificatosi nella serata di venerdì 28 marzo. Quella sera, al centro sociale Barattolo, era in corso un dibattito sul tema «Le nuove destre: un pericolo per la convivenza civile». Un gruppo di skinheads attaccò il centro, tentanto di penetrarvi. Solo la presenza di agenti della Questura impedì che l'azione venisse portata a termine. Rimasero feriti quattro poliziotti e una ragazza austriaca. Successivamente, in una conferenza stampa, gli skin dissero di aver cercato di entrare pacificamente al Barattolo.

(da LA PROVINCIA PAVESE 08/08/2003)