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  1. #1
    ITALIANO ROZZO
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    Predefinito chie è Stefania Ariosto? Ecco la risposta

    [...]

    Ed ancora (cfr. rapporto si servizio 11.9.1995, pag. 117) emerge come proprio l’Ariosto avesse chiesto ai magistrati inquirenti “un interessamento per risolvere i seguenti problemi: imminente sfratto dall’abitazione di Via Montenapoleone; rimborso da parte dell’assicurazione di quanto dovutole per un furto subito dalla sua società, richieste da parte della CARIPLO di restituzione dei fondi prestati. Lo scrivente (cap. Martino n.d.r.) si metteva immediatamente in contatto con la dr.ssa Taddei al fine di portarla a conoscenza dell’accaduto. La dr.ssa Taddei preso atto di quanto richiesto ha escluso ovviamente un qualsiasi interessamento nelle suddette situazioni da parte della A.G. e quindi concordava con lo scrivente di telefonare all’Ariosto e comunicarle di non preoccuparsi in quanto ci sarebbe stata l’opportunità di manifestare compiutamente le sue richieste alla A.G. nell’incontro programmato per il giorno 12.9.1995. Lo scrivente quindi procedeva a telefonare dal proprio cellulare alla Ariosto e a dirle testualmente <sig.ra Stefania non si preoccupi. Potrà riferire tutto quanto mi ha esposto direttamente quando vi vedrete martedì>” (cfr. rapporto di servizio a firma del cap. Martino del 11.9.1995, pag. 117).

    Ecco dunque la prova che proprio il testimone chiave dell’inchiesta avrebbe chiesto “favori” a magistrati in occasione della sua collaborazione. E di tale rilevante circostanza di fatto (della quale l’Ufficio della Procura era ben a conoscenza) la difesa non era mai stata informata.

    Non v’è dubbio che tale circostanza non poteva allora e non può adesso non avere riflessi sulla attendibilità dell’Ariosto, dal momento che va ad incidere sensibilmente non solo sulla “genesi” della testimonianza Ariosto ma anche sulla “genuinità” del contenuto delle sue dichiarazioni.

    [...]

    http://www.lexlab.it/indexgiur15.htm

  2. #2
    email non funzionante
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    Predefinito

    chissà se damps, a sinistra, il socialdemocratico ti risponderanno..... restiamo in attesa

  3. #3
    estoy de puta madre aquì
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    Predefinito


    Va beh, l'Ariosto ha chiesto...
    Ma poi, ha effettivamente ottenuto qualcosa?

  4. #4
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    In Origine Postato da pillimo
    Va beh, l'Ariosto ha chiesto...
    Ma poi, ha effettivamente ottenuto qualcosa?
    Credo che la semplice richiesta getti un'ombra... sinistra... su tutta la questione.


    Un Saluto dal Kobra.

  5. #5
    ITALIANO ROZZO
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    Predefinito più credibile lei di marini?

    STEFANIA ARIOSTO HA “LE SINAPSI DIVARICATE E NON INCANALATE” PERO’ RICORDA CHE VITTORIO DOTTI SOFFRIVA DI EIACULATIO PREACOX…

    Luigi Ferrarella per il Corriere della Sera


    «Presidente, possiamo passare alla domanda successiva?». No, rispondono gli occhi della presidente del tribunale, Luisa Ponti, alla teste Stefania Ariosto, siamo al processo Sme, non in un quiz di Mike Bongiorno. Al massimo, si può rispondere «non ricordo», che è poi quello che Ariosto dice a modo suo quando gli avvocati di Previti, tornando a interrogarla sul suo ruolo di «confidente» della Guardia di Finanza prima che di teste dei pm, le chiedono ragione dei due tempi di circostanze riferite nel 1995: «Ma perché, avvocato, chi conosce la libera circolazione delle idee nel cervello? Non l’avrò detto all’epoca perché in quel momento le mie sinapsi si erano divaricate e non incanalate verso questo ricordo».

    Questione di sinapsi. O del «pensiero solitario e notturno» che, a suo dire, avrebbe tradito un capitano della Guardia di Finanza fino a fargli «scrivere quello che ha voluto». Il contrasto è con il rapporto in cui il 3 agosto ’95 il capitano Antonio Martino scrisse che Ariosto gli aveva chiesto di «rappresentare» ai pm le «richieste» per «risolvere» tre suoi problemi (sfratto da casa, cause con assicurazione e banca). Ma quando mai, esplode Ariosto, «Martino, che ho quasi pensato di denunciare per falso ideologico, a voler essere buona ha detto una cosa inesatta (...), questa per me è pattumiera, non sono cose condivise da me, io non c’entro se lui ha modificato nel suo repertorio il mio messaggio». Non che l’ufficiale se lo sia inventato, anzi «con me è sempre stato un gentiluomo. Ma ha male interpretato, ha interpretato con mentalità militare quello che io gli avevo chiesto».

    Cosa? «Ero diventata teste, ero la compagna di Vittorio Dotti, ero cliente dell’avvocato Dotti in tre procedimenti che temevo fossero manipolati. Avevo visto corruzioni ovunque della Banda Bassotti, mi aspettavo male da tutte la parti, avevo paura delle vendette possibili di Previti e Dotti. Allora chiesi a Martino di avere maggiore tutela istituzionale, costituzionale, sociale: lo pregai di parlare con un magistrato perché i miei procedimenti non venissero accelerati o decelerati o manomessi. Ho chiesto giustizia e non favori: se li avessi cercati, mi sarei rivolta a Previti. E poi io avevo già parlato il 25 luglio con il pm Greco di questi problemi».
    Alt, scattano i difensori: con un magistrato? Ma no, ma sì, dall’aria di quiz si passa all’aria di Domenica sportiva, il Tribunale ordina la moviola, si risente in aula il nastro, effettivamente la frase è lì, ma Ariosto poi precisa che per «problemi» intendeva «fatti. Posso correggere? Fatti sotto il profilo soggettivo, rilevanti per la mia attività di imprenditrice» che, aggiunge più tardi, a tutt’oggi ha «debiti con le banche per 1,5 miliardi di lire».


    (E Cesare si fuma un bel sigaro ascoltando la testimonianza della Ariosto)


    Le sottopongono una serie di «memo» da lei consegnati alla Guardia di Finanza, con pesanti riferimenti a chi (come l’ex manager Publitalia Bebo Martinotti, o l’allora onorevole e oggi direttore del Tg1 Fabrizio Del Noce), nemmeno è mai stato indagato. Ariosto conferma di averli redatti prendendo appunti di talune sue conversazioni («avevo questo vizio, adesso mi è passato»). Poi però, a dispetto della notevole apparente precisione di questi «memo», non sa ripeterne in aula il contenuto nemmeno a grandi linee perché «ora non lo ricordo bene, lo ricorderò tra un po’», «ho chiesto cortesemente di venire sottoposta a un’altra domanda, se questo non è possibile dico che oggi non ricordo», «ho una chiusura totale sull’argomento».

    Vittima 15 giorni fa di una greve battuta a sfondo sessuale di Previti, ora Ariosto si rifà con gli interessi su Dotti, anche se nessuno in aula capisce che nesso ci sia tra il sospettare della lealtà di una persona e le sue prestazioni sessuali. E a Dotti riserva anche un’altra acida deduzione, a 7 anni dall’acquisto del mobile che prima portò la Guardia di Finanza all’antiquaria Ariosto e poi la indusse a rendere dichiarazioni («Oggi io so di essere stata una confidente, all’epoca non sapevo che per la Finanza ero la "fonte Olbia"»). Dotti la pagò con un libretto di quelli risalenti ai soldi di Berlusconi, «non con assegno o bonifico: quella vicenda, colposamente o dolosamente, fu provocata da Dotti, questo è chiarissimo alla mia anima».


    EIACULATIO PREACOX
    Luigi Gambacorta per Libero

    (…) “Volete sapere qual è il motivo personale, perché non mi fidavo di Vittorio Dotti? Ve lo dico, certo che ve lo dico”. E si rifugia nel latino elementare dei sessuologi per mettere agli atti del processo che di quel compagno non c’era da fidarsi anche perché, se mai ci arrivava, a letto era troppo frettoloso. E dopo il riso, l’imbarazzo, ma non suo, di Luisa Ponti, il Presidente che alle 15.30 interrompe per l’ennesima volta la seduta.
    Una vendetta voluta, come lei stessa ammette, fumando nervosa nei corridoi.

    http://media.dagospia.com/public_htm...ndex_4972.html

  6. #6
    Araldo
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    Predefinito

    Oppsss...vi siete dimenticati la firma di tale documento....fa niente ci penso io:


    Avv. Prof. Gaetano Pecorella

    Avv. Niccolò Ghedini

    Avv. Piero Longo

    Avv. Filippo Dinacci


    ....Tutto un programma....

    Ciao

  7. #7
    ITALIANO ROZZO
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    Predefinito

    beh questo è ovvio...
    non mi illudevo di trovarne uno firmato da Pisapia!

    Il succo della questione non è chi firma i documenti... ma se quello che riportano corrisponde a verità.

  8. #8
    ITALIANO ROZZO
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    Predefinito elefantino...

    Il conte Igor e la contessina
    Telekom Serbia, quando i galantuomini parlano e agiscono come Previti



    Guardate le cose a parti rovesciate, e vedrete che ridere. La commissione parlamentare d’inchiesta sul caso dell’incauto acquisto di Telekom Serbia ha gli stessi poteri della magistratura. Si imbatte in apparenza casualmente in una figura, Igor Marini detto il conte Igor, che non ha precisamente il profilo della massima attendibilità, ma picchia duro. Piero Fassino, Romano Prodi e Lamberto Dini secondo lui hanno incassato tangenti faraoniche, cosa che gli sarà agevole dimostrare per tabulas non appena arriveranno certi scatoloni pieni di documenti da Zurigo. Il conte Igor è un tipo spesso al verde, e le sue storie coinvolgono notai, professionisti del sottobosco giudiziario, faccendieri finanziari di vario tipo (e anche una giovane mogliettina che si lamenta sull’Espresso per essere stata sedotta e abbandonata, e batte cassa). Il conte ha forse qualche buffa parentela con un’altra contessina sempre al verde, che originò da una storia d’amore andata a male un famoso processo le cui conclusioni provvisorie scandalizzano in questi giorni il paese stropicciato che noi siamo e molto anche l’Ulivo, la sua parte lavata e stirata. Ma la magistratura inquirente non lo mette sotto protezione h24, cioè da mane a sera, e non procede in base alle sue propalazioni ad arresti, intercettazioni magari anche spicce, rogatorie inflessibili eccetera. No, invece di procedere come avvenne con la contessina, il pm qualifica subito questo delatore aristocratico come un mitomane, non senza qualche pezza d’appoggio. La commissione parlamentare invece se lo coccola, raccoglie religiosamente le sue accuse, vuole aprire quegli scatoloni a costo di far arrestare in Svizzera un paio di suoi membri. Il commissario Carlo Taormina, figura pubblica ineffabile e preziosa, tira veloci conclusioni e chiede di arrestare il segretario dei Ds, il presidente della Commissione esecutiva di Bruxelles e l’ex ministro degli Esteri oggi leader della Margheritina. Troppo zelo? Sicuramente. Un contrappasso gustoso per il poco zelo dei pm torinesi? Sicuramente. Sta di fatto che la sinistra perbene si difende esattamente come si è difeso quel mostro di Previti. Querela il conte per calunnia, come lui la contessina. Si difende dal processo, boicottando i lavori dell’augusta commissione, cercando in ogni modo di dilazionarne i tempi e invocando il legittimo sospetto presso i presidenti delle Camere. Cerca di bloccare con successo la rogatoria umana inviata a Zurigo per guardare dentro gli scatoloni magici. E fa tutto questo sotto la supervisione del simpaticissimo avvocato-parlamentare Guido Calvi, un Pecorella o un Ghedini in servizio militante a sinistra. Dei poteri e doveri investigativi della commissione, poi, il centrosinistra si fa beffe parlando di una gigantesca manovra politica e propagandistica per colpire la rispettabilità degli accusati. Le stesse identiche parole usate dal Mostro per stigmatizzare i comportamenti della Boccassini. Non è semplicemente fantastico?


    http://www.ilfoglio.it/editoriale.php?data=08/08/2003

  9. #9
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    In Origine Postato da svicolone
    chissà se damps, a sinistra, il socialdemocratico ti risponderanno..... restiamo in attesa
    Non so damps, ma io ti rispondo tranquillamente...
    Chi sia la Ariosto mi interessa poco o niente. Mi interessa piuttosto quello che lei dice e soprattutto quello che i giudici hanno accertato.
    Se ha sparato cazzate avranno assolto le persone da lei accusate e avranno condannato lei, se avrà detto cose verificabili e accertate avranno creduto a lei e avranno condannato le persone che lei ha accusato. Più chiaro di così...
    Tutto il resto, che previti si fumasse un buon sigaro o che la Ariosto fumasse nervosamente in corridoio, sono stupidaggini da Novella 2000 o giornaletti simili.
    Ora dimmi...La Ariosto è stata condannata per quello che ha detto, in poche parole erano calunnie oppure è stata creduta? Perchè alla fine di tutte le vostre balle l'importante è questo e solo questo.

    Devo poi notare che molto bello è questo passaggio: «Presidente, possiamo passare alla domanda successiva?». No, rispondono gli occhi della presidente del tribunale, Luisa Ponti, alla teste Stefania Ariosto, siamo al processo Sme, non in un quiz di Mike Bongiorno.
    Ecco, alla Ariosto è stato ricordato che era in tribunale e non a "Il prezzo è giusto" o giù di lì. A berlusconi non è stato ricordato questo e infatti lui pensava di essere al mercato. Non solo non ha risposto alle domande, ma si è prodigato per due ore a fare l'intrattenitore...Ma non gli è riuscito neppure quello e alla fine ha dovuto, anche se dileggiato da mezzo mondo e schifato dall'altra metà, farsi approvare una legge ad personam.

  10. #10
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    In Origine Postato da Legione
    beh questo è ovvio...
    non mi illudevo di trovarne uno firmato da Pisapia!

    Il succo della questione non è chi firma i documenti... ma se quello che riportano corrisponde a verità.
    Vedi...Per andreotti il 3 di maggio la sua avvocatessa ha urlato: Assolto, assolto, assolto...Grande Presidente...
    E poi, a fine luglio la doccia fredda...andreotti è stato sì assolto ma gli si è data l'etichetta di colluso con la mafia fino alla primavera del 1980...Ora non so quanto possa essere contento di quella assoluzione e di essersela cavata solo perchè il tempo trascorso era troppo e non poteva più essere condannato. Credo che quella accusa sia un marchio di infamia per un politico serio. andreotti ha detto: va bhè, l'importante è l'assoluzione...Contento lui..
    I documenti, in questo caso la storia romanzata e sponsorizzata della ariosto, conta poco. Quello che conta è il risultato.

 

 
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