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  1. #1
    scemo del villaggio
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    Predefinito Violenta stroncatura "tradizionalista" del libro di don Nitoglia sull'esoterismo (I)

    AI MARGINI DI UN LIBRO SULL'ESOTERISMO
    un magistrale intervento del Conte Neri Capponi

    "Controrivoluzione" n. 72-77, febbraio 2002-gennaio 2003

    L'esoterismo secondo Curzio Nitoglia sarebbe l'unico grande nemico (ovviamente ispirato da Satana: una specie di dio del male) del Cristianesimo e della Chiesa cattolica. Questo è ovviamente una versione riduttiva dei nostri nemici che non sono solo il falso misticismo nella sua versione esoterica o meno, ma anche il razionalismo che con l'esoterismo nulla ha a che vedere; nei nostri nemici, poi, non solo agisce satana ma anche la stessa natura umana decaduta (che per fare il male non ha bisogno di satana!). L'esoterismo è correttamente definito dall'autore come quelle "dottrine a carettare segreto, i cui contenuti sono rivelati solo agli iniziati, ai quali è riservata la tradizione o trasmissione di una verità occulta e di un significato nascosto". Corretta anche la constatazione che l'esoterismo è incompatibile col Cristianesimo. Dopo questa corretta definizione e corretta constatazione si aprono le cateratte della confusione in quanto all'esoterismo è ricondotto ogni modo di pensare che non rientri negli schemi aristotelici (1).
    Ciò facendo l'autore cancella dal pensiero cristiano tutti i Padri della Chiesa (e soprattutto quelli orientali) che furono chi più chi meno influenzati dal neo-platonismo e probabilmente affonda quella parte della scolastica (San Bonaventura) che accanto ad Aristotele fa posto anche a Platone! E' il neo-tomismo nella sua manifestazione più vieta e riduttiva, quello che a furia di "distinzioni" ha ridotto Dio ad un sillogismo ed ha prodotto un...Maritain!
    L'autore identifica, giustamente, nella gnosi il primo tentativo esoterico di inquinare il Cristianesimo. Peraltro data l'ossessione dell'autore con gli ebrei (a cui probabilmente, se potesse, attribuirebbe anche la responsabilità dei terremoti e delle eruzioni) anche questa manifestazione soterica viene fatta risalire al giudaismo quando l'autorevole "Dizionario di Teologia Dommatica2 espressamente dice: "Per fortuna lo Gnosticismo fu anti-giudaico"...
    Il Nitoglia si addentra, in seguito, a spiegare come ugualmente ogni esoterismo, ogni gnosi, abbia le sue origini nella cabbala ebraica. Il nostro distingue una cabbala buona che nessuno ha mai visto (e che conterrebbe improbabili profezie sull'Incarnazione e la Passione del Signore) da una cattiva cabbala rabbinica che appunto starebbe alla base di ogni deviazione dalla religione cristiana. Con questo sistema anche i razionalisti più impenitenti sia laici che religiosi (come il Machiavelli o calvino) diventano cabalisti, gnostici, falsi mistici, ecc. ecc.! la confusione aumenta a esi avvicina alla bestemmia quando vengono attaccat dei Beati martiri come raimondo Lullo (mai condannato dalla Chiesa), reo di aver usato, nella sua speculazione filosofica, il metodo allegorico ed anagogico, che si serve appunto di segni e simboli per meglio comprendere le realtà sovraordinate (San Vincenzo Ferrer aveva lo stesso vizio!). Si avvicina alla calunnia blasfema quando insinua (i galantuomini accusano, gli altri "insinuano") che Giovanni Paolo II (ovviamente di origine ebraica) arebbe un occulto seguace della setta esoterica ebraica dei "frankisti". Del resto il nostro piomba nell'eresia quando afferma che la locuzione generica "figlio di Dio" (che, nell'Antico Testamento, è usata per indicare, fra glialtri, gli angeli) venne da satana insinuata nella Bibbia per confondere gli ebrei al tempo di Gesù: con ciò il nostro nega la divina ispirazione ed inerranza di tutta la Scrittura. Sempre sull'onda dell'orrore teologico il Nitoglia non si limita a presentare l'inferno eterno come un mistero di Dio rivelato, ma ne fa una condizione perché Dio possa dirsi...Dio! Così esce dai binari quando identifica la via mistica unicamente nell' esperienza di Teresa di Avila e di Giovanni della Croce (ambedue con abbondante sangue ebraico), che è solo un tipo, per quanto elevatissimo, di misticismo: è decisamente, poi, nell'errore teologico quando afferma che tutti siamo chiamati a tale via.

    (continua).

  2. #2
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    Predefinito

    CARO PROFESSORE,

    ATTENDO TREPIDANTE IL SEGUITO DI QUESTA RECENSIONE FATTA DAL VECCHIO ESOTERISTA FIORENTINO, il NOTISSIMO CONTE NERI CAPPONI.
    GRAZIE, DAVVERO, PER LA SEGNALAZIONE E PER LA FATICA DELLA TRASCRIZIONE CHE GETTA PIENA LUCE SU CERTO "CATTOLICESIMO TRADIZIONALISTA" LEGATO, PURTROPPO, A VARIO TITOLO ALLA FRATERNITà SAN PIO X

    GUELFO NERO

  3. #3
    scemo del villaggio
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    Predefinito Seconda parte dell'articolo di Capponi

    Quando il Nitoglia si avvicina al Mordini dimostra di non aver capito nulla. Un devoto della scolastica (quanto meno nella sua edizione "bignami"), come il nostro, dovrebbe sapere cosa sono i "futuribili". Appunto su questa categoria di pensiero, e nel presupposto che Caifa e Pilato fossero dotati di libero arbitrio, il Mordini ha speculato su che cosa sarebbe successo se il Cristo non fosse stato crocifisso. Se il Nitoglia avesse capito qualcosa avrebbe dovuto esultare perché, secondo Mordini, si sarebbero allora inverate le profezie sul Messia trionfante e sulla fine della storia che, invece, così continua per colpa ... degli ebrei!
    Inutile dire che il nostro ha ragione quando attacca la massoneria e la sua dottrina sincretista e pelagiana per cui l'uomo si salva da sé con la conoscenza di pseudo-verità occulte: peraltro sciupa tutto con le sue esagerazioni e con l'ostinazione con cui deve, per forza, trovare un antenato ebreo in tutti gli autori di "deviazioni" nel Cristianesimo (quelle vere e quelle inventate dal Nitoglia). Si raggiunge, poi, la sublimità del ridicolo quando associazioni di tipo pastoral-culturale che si basano, nell'esposizione della dottrina cristiana, sul metodo scolastico (quello di San Tommaso e di San Bonaventura, non quello dei neo-tomisti), come Alleanza Cattolica, vengono accusate di essere associazioni esoteriche, gnostiche e quant'altro!
    Ovviamente il nostro si occupa anche delle dottrine millenariste che (anche quando sono erronee) nulla hanno a che vedere con l'esoterismo; il Nitoglia, però, le presenta lo stesso come dottrine esoteriche peraltro senza nemmeno citare il passo dell'Apocalisse (ma lo conosce?) che è all'origine di queste credenze che non hanno nulla di occulto.
    Dopo la confusione e le assurdità dei primi capitoli, l'autore, prende in esame tre autori cosiddetti tradizionalisti. Il Nitoglia tenta di demolire da un punto di vista cristiano il de Maistre (cosa non facile), il Guénon (cosa più facile) ed Evola (cosa facile). Anche se Evola pare non sia del tutto antipatico al Nitoglia (forse perché anti-ebraico), poichè si pone in antitesi al Cristianesimo, deve per forza avere sangue ebraico: secondo l'autore essendo Evola siciliano non può non avere sangue ebraico! Il libro termina con un interessante excursus sul capitalismo italiano i cui principali protagonisti, guarda caso, non sono ebrei, nonostante che per tutto il libro l'autore identifichi rigorosamente capitalismo con ebraismo. Sull'antiebraismo paranoico dell'autore (che sconfina in un vero razzismo) bisogna fare un'ulteriore considerazione: come concilia il Nitoglia questo suo anti-ebraismo viscerale con il capitolo 11, versi 11-38 della Lettera ai Romani, che parla del ruolo degli ebrei nell'economia della salvezza? Anche in questo brano è ispirato (sic) Satana? Certo esiste un certo ebraismo che è pervicacemente anti-cristiano ma includere tutti quanti hanno sangue ebraico nell'accusa di complottare per distruggere la Chiesa rischia, purtroppo, di rendere scettici nei confronti di quei circoli che hanno tali intenzioni. L'autore, poi, non crede al cosiddetto "olocausto", e cita a supporto di questa tesi un ebreo, certo Finkelstein: il guaio è che Finkelstein (figlio di deportati ad Auschwitz), non nega affatto l'"olocausto", solo sostiene che Israele ed i capi delle agenzie ebraiche mondiali lo hanno trasformato in un affare a loro vantggio. E varie sono queste falsificazioni! La bibliografia del libro contiene quqsi tutti autori di seconda mano, rarissimamente testi originali.
    Il libro infine è inficiato da una colluvie di mistificazioni grossolane, da banalità, da battute piatte e da uno stile apologetico da oratorio di quarta categoria, il tutto immerso in una cupa atmosfera apocalittico-giansenista. In conclusione l'Esoterismo di Curzio Nitoglia non è un libro serio, il che è peccato perché l'argomento meritava meglio. Mai menzionato, nel testo l'ebreo Carlo Marx. Che sia un caso?

    Neri Capponi

  4. #4
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    Predefinito

    Ah "Controrivoluzione", quanti delitti si commettono in tuo nome!
    Chiunque legga, almeno da qualche mese, questo forum, ha già capito a quale "parrocchia" appartenga il Conte Neri Capponi: è la stessa parrocchia dei Mordini, della Tfp, del "cattolicesimo" che serve (male) a due padroni
    Ringrazio davvero il professor Damiani per la trascrizione completa della "recensione" che lumeggia a fondo le oscure latebre in cui si dibatte certo tradizionalismo: "ucci ucci, sento odore di ebreucci".
    Molti "rilievi" sono palesi sciocchezze e giochi di parole: ad altri con parvenze di verosimiglianza risponderà l'autore nelle sedi deputate.
    Questo non vieta certo il dibattito tra noi,

    un carissimo saluto

    Guelfo nero

  5. #5
    scemo del villaggio
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    Predefinito Nota di Capponi sull'infallibilità

    Poiché i vari Curzio Nitoglia praticano un cristianesimo tutto loro e considerano garantiti da carisma dell'infallibilità anche gli starnuti dei papi fino alla morte di Pio XII, non è inopportuno richiamare qua i "paletti" della nostra Fede all'interno dei quali c'è libertà di opinione.
    Il Magistero della Chiesa è infallibile quando si esprime in maniera straordinaria e solenne come le definizioni ex-cathedra dei papi o le definizioni solenni dei concili. E' altresì infallibile il Magistero quale (sic) i vescovi in unione con il papa insegnano, in via ordinaria una dottrina definitiva: ad esempio, nessuna delle grandi verità morali è stata definita solennemente, ma sono state, tuttavia, oggetto del Magistero ordinario infallibile perché insegnate da duemila anni dai vescovi in unione con il papa. Va precisato che il carisma dell'infallibilità serve solo ad evitare l'errore non a proporre bene la verità. C'è poi lo sviluppo del dogma purché sia eodem sensu eadem sententia: il dopo non può contraddire il prima. Va ulteriormente precisato che quando il Magistero solenne non definisce una verità ma condanna il suo contrario, cioà l'eresia (qualificata come tale), la definizione del Magistero non può estendersi automaticamente ad altri casi.
    Infine mentre non è difficile identificare le pronunce del Magistero solenne, è più difficile identificare le pronunce infallibili del Magistero ordinario che non si possono presumere ma vanno provate. Le sentenze, pertanto, "comuni" dei teologi e l'insegnamento ufficiale, ma non ex-cattedra (sic), dei pontefici, non possono certo essere imprudentemente disattese, ma non costituiscono ostacolo ad opinioni contrarie.

    (nota alla recensione al libro sull'esoterismo di don Nitoglia).

  6. #6
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    Predefinito

    Nihil sub sole novi, purtroppo.

    Valeva la pena che i Padri conciliari si dessero tanto da fare nel 1870? Credo proprio di no. Visto l'atteggiamento del Conte che seleziona allegramente ("e prudentemente") il magistero ordinario pontificio e le "sentenze comuni".
    Insomma, siamo tornati all'anno zero o quasi: secoli di sviluppo omogeneo del dogma dell'infallibilità gettati a mare, insieme a ottant'anni di sviluppo teologico dopo la Proclamazione del Dogma 1870-1950) perchè "Monsignore" ha detto e fatto in un certo modo.
    Poi, meglio un papa pupazzo da disobbedire comodamente nel palazzo avito ad ogni passo che confrontarsi con un non-papa da ammonire o da sostituire.
    In fondo questo "cattolicesimo tradizionalista" tramonta nelle sue contraddizioni, affoga nel doppio scisma (quello dei rientranti e quello di chi, come se il papa non ci fosse, continua a fare "come prima", dicendo che il papa c'è).
    Non è colpa dei singoli fedeli, per carità: è una cattiva scuola teologica francese che ha prodotto tutto questo (da Maurras a padre Le Floch)...

    Mi scuso per la polemica un po' aspra ma necessaria.

    Guelfo Nero

  7. #7
    scemo del villaggio
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    Predefinito Lettera a Pucci Cipriani

    Caro Pucci,

    sono rimasto esterrefatto e addolorato nel leggere la violenta stroncatura che il conte Neri Capponi ha fatto del libro di don Curzio Nitoglia "L'esoterismo". Una stroncatura a mio avviso ingiusta perché il libro potrà avere qualche difetto, come tutti i libri, ma è un'ottima sintesi di dottrina cattolica, illuminante per tutti coloro che si dichiarano "tradizionalisti". Mi pare che il recensore avrebbe potuto usare toni meno aspri e più carità, visto oltretutto che stiamo parlando di un sacerdote cattolico del quale tutti conosciamo la dottrina, che fa parte (anche se questo nella recensione non viene detto, anzi l'autore viene persino privato dell'appellativo di "don") del benemerito Istituto mater Boni Consilii, del quale molti fra noi sono seguaci o simpatizzanti e del quale ricordo con malinconia che venni a conoscenza proprio sulle colonne della tua splendida rivista (a proposito, ricordo quando su queste colonne comparivano articoli di don Ricossa e quando tu presentavi - Ferrara 1996 - "Sodalitium" - su cui sono usciti a partire da diversi anni fa tutti gli articoli che formano l'ossatura del volume - come una rivista "bomba", da ogni numero della quale c'era da spettarsi qualche ghiotta rivelazione o qualche prospettiva rivoluzionaria). Non avevo mai letto su "Controrivoluzione" una recensione così spietata - nemmeno di opere neomoderniste -, con uso di termini quali "eresia" e "bestemmia" che non possono non far pensare a qualche animosità personale e che nessuno di noi riesce in alcun modo ad associare alla figura di don Curzio. Il quale certo risponderà da par suo nelle sedi opportune (chissà che sia tu stesso a fornirgliene la possibilità). Per quanto mi riguarda vorrei solo osservare di sfuggita che è ingiusto accusare l'autore non solo di ignorare l'Apocalisse ma addirittura di distruggere il dogma dell'inerranza della Scrittura e di voler escludere dalla filosofia cattolica tutto ciò che non rientri negli schemi di un vieto tomismo. E' ingiusto anche accusarlo di ossessione antiebraica, dacché don Nitoglia non manca di precisare che è fedele seguace della dottrina cattolica la quale vieta l'odio contro chicchessia ma impone una assidua vigilanza dottrinale per schivare le trappole che il giudaismo talmudico semina sulla strada dei cristiani. E' ingiusto cercar di ridicolizzare il suo illuminante saggio su Evola attribuendogli l'affermazione che Evola avrebbe sangue ebreo in quanto siciliano, affermazione che non ricordavo e che non ho trovato alla rilettura. E' ingiusto accusarlo di fondare la sua convinzione sull'"olocausto" sul libro di Finkelstein (nemmeno citato), dacché don Curzio ben conosce la letteratura revisionista, cui ha dedicato una parte importante del suo saggio "Sionismo e fondamentalismo" uscito pochi anni fa presso "Controcorrente". Ed è ingiusto attribuire a lui, ai suoi confratelli e ai seguaci dell'IMBC la convinzione che sin gli starnuti dei papi fino alla morte di Pio XII siano garantiti dal dogma dell'infallibilità. La questione, come sai, è ben altrimenti complessa, è affrontata da "Sodalitium" quasi in ogni numero e meritava una trattazione più seria. Infine, e per restare in tema di serietà, è una carognata definire il libro di don Nitoglia un libro "non serio". "Non seria" è invece una recensione animata da così evidente malanimo. Siamo già così pochi e ci facciamo pure la guerra fra noi. Peccato che all' annuale bellissimo ritrovo di Civitella qualcuno di noi debba venire con quest'amarezza nel cuore.

    Con l'amicizia di sempre

    Franco Damiani

    Venezia-Mestre,

  8. #8
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    Predefinito

    Capponi?!?
    Nomen omen

  9. #9
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    Predefinito NO AL TRADIZIONALISMO ESOTERICO



    Potevamo dimenticarci del "benemerito" conte Neri Capponi, una delle anime nere di Monsignor Lefebvre, alla vigilia di Ferragosto?

    No, non potevamo di certo.
    Quindi piccola gogna ferragostana anche per lui.

    un carissimo saluto

    GUELFO NERO

 

 

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