Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    Iterum rudit leo
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    Predefinito Le idee confuse della Prestigiacomo

    Pedrizzi: la Prestigiacomo ha le idee confuse


    ROMA, 28 LUG - Riccardo Pedrizzi, senatore di An e responsabile del dipartimento famiglia, boccia la proposta del ministro Prestigiacomo sul divorzio veloce. ''La Prestigiacomo - sostiene Pedrizzi - ha le idee un po' confuse e contraddittorie: si dice a favore del divorzio col turbo, cioe' del consumismo matrimoniale, che minerebbe ulteriormente la stabilita' della coppia e attenterebbe sempre piu' alla tenuta della famiglia, pero' aggiunge che bisognerebbe educare alla responsabilita' del matrimonio. Per giunta - aggiunge l'esponente di An - il ministro ritiene che il numero sempre piu' alto di coppie che scoppiano sia dovuto all'emancipazione femminile che fa parte della storia e del costume, per cui non si puo' tornare indietro. Della serie: lo sfascio della famiglia e' segno di progresso e di evoluzione''. ''Alla Prestigiacomo sfugge -afferma ancora Pedrizzi- che col divorzio lampo si favorirebbe ulteriormente la tendenza ad accostarsi all'istituto del matrimonio, religioso o civile che sia, con leggerezza e superficialita', accentuando l'erosione dalle fondamenta del concetto di unione fra i due coniugi e l'istituzionalizzazione della loro abdicazione al compito di assumersi delle reciproche responsabilita' anche attraverso, perche' no, l'esercizio del sacrificio e della rinuncia''. ''Se passasse questa proposta, - nota ancora il senatore- saremmo il Paese europeo che meno di tutti gli altri si pone il problema delle conseguenze sociali, soprattutto per i figli, della dissoluzione della famiglia, introducendo le norme piu' divorziste d'Europa. Ci sembra che siano ben altre le priorita' e i provvedimenti di cui la famiglia italiana ha bisogno urgentemente. Servono misure che favoriscano la sua unione e la sua riaggregazione, non la sua dissoluzione''. ''Sarebbe davvero singolare - conclude Pedrizzi - che, con un governo e una maggioranza di Centrodestra, la sinistra riuscisse a far passare in Parlamento quella proposta di riforma della legge sul divorzio che nella scorsa legislatura, quando era al governo e aveva la maggioranza, non riusci' a far passare...''. (ANSA)

  2. #2
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    Considero incredibile cheun'esponente di Destra possa fare certe proposte, uno dei compiti fondamentali di questo governo sarà quello di tentare di rifondare l'istituto della famiglia distrutto dal 1968 e dal lassismo cattocomunista e questa fa proposte degne di Rifondazione Comunista, bah
    Probabilmente la politica si intreccia con il personale.....

  3. #3
    Iterum rudit leo
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    Maggioranza contraria alla riduzione dei tempi

    ROMA, 29.
    Il tempo che intercorre tra separazione e divorzio - che
    già fu ridotto dai 5 anni iniziali e che dovrebbe servire
    a una riflessione seria su un atto drammatico e
    dirompente - deve almeno restare di tre anni: i partiti
    della maggioranza bocciano sul nascere l'ipotesi avanzata
    in un'intervista dal ministro per le Pari opportunità,
    Stefania Prestigiacomo, di abbreviare i tempi per
    ottenere il "distacco finale" dall'impegno matrimoniale.

    Un tema delicato, che è stato sollevato - come già accaduto
    per altre importanti questioni - proprio nell'imminenza
    della chiusura estiva del Parlamento.
    E dunque, davanti a un'opinione pubblica meno presente e
    attenta.

    Prestigiacomo, nell'intervista al "Corriere della Sera",
    ha parlato di divorzi in aumento ricordando che c'è una
    proposta dei Ds per ridurre a un anno il periodo di attesa;
    ed ha aggiunto che "anche il Governo ha in cantiere delle
    proposte di riforma che tendono a snellire la procedura",
    per poi concludere: "Penso che tre anni siano troppi, ma
    già sarebbe un successo se diventassero effettivi. Di fatto
    i tempi nella prassi giudiziaria sono molto più lunghi".

    La sortita ha provocato una levata di scudi degli alleati
    di governo.
    An e Udc si sono subito dichiarate contrarissime ad
    abbreviare i tempi del divorzio perché "si favorirebbe
    ulteriormente la tendenza ad accostarsi all'istituto del
    matrimonio, religioso o civile, con leggerezza e
    superficialità", afferma Riccardo Pedrizzi di An.

    La riduzione dei tempi "non è la strada giusta" anche per
    l'Udc, perché "il ruolo delle istituzioni è quello di
    creare i presupposti e di utilizzare tutti gli strumenti
    a disposizione per tentare fin quando è possibile una
    ricomposizione del rapporto tra i coniugi, e non il
    contrario"; e il Governo, secondo Olimpia Tarzia, dovrebbe
    occuparsi invece "di sostenere le famiglie aiutandole a
    superare il più possibile le difficoltà economiche e
    sociali".

    Sulla vicenda interviene la promotrice della proposta sul
    divorzio "veloce", la diessina Elena Montecchi, per
    chiedere che la Camera ne acceleri l'iter approvandola
    subito dopo le ferie estive.

    L'ipotesi divide anche i tecnici: tre anni per divorziare
    sono "troppi" per alcuni avvocati matrimonialisti, i
    quali sottolineano come l'Italia sia il Paese con i tempi
    di attesa più lunghi.
    Di parere opposto altri avvocati e diversi magistrati.

    Per Fabio Di Stefano, vice presidente del consiglio
    centrale della San Vincenzo de Paoli, "ogni provvedimento
    teso a snellire i tempi per ottenere il divorzio" è un
    segnale di tentativi "per destituire il fondamento della
    famiglia e della sua peculiarità fondata sul matrimonio".

    Alla fine è intervenuto anche il partito del ministro,
    Forza Italia, che con il responsabile nazionale per i
    rapporti con il mondo cattolico, Francesco Giro, ha detto
    che Stefania Prestigiacomo "è stata fraintesa", precisando
    che "non c'è alcuna intenzione di trasformare il divorzio
    in una passeggiata, ma piuttosto l'intenzione di rendere
    più snelle le procedure".

    (©L'Osservatore Romano - 30 Luglio 2003)

  4. #4
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    In origine postato da AngelodiCentro
    L'Osservatore Romano e il signor Ratzinger hanno rotto abbastanza...non dico cosa. Ricordo a questi signori, Pedrizzi in testa, che siamo in Italia e non in un regime talebano. il matrimonio non è solo religioso ma c'è anche quello civile.
    anch'io sono contrario in genere alla riduzione dei tempi per il divorzio, ma comprendo anche le ragioni della Prestigiacomo, che in realtà non è contro il matrimonio(al contrario ha sempre detto che bisogna favorire la stabilità e l'amore di coppia), ma solo per una più forte distinzione tra le famiglie con più figli e le coppie sposate senza figli, che in realtà non si sono mai prese delle responsabilità e dei doveri, per le quali quindi non ci sarebbe nulla da opporre per una riduzione dei tempi. al contrario per le coppie con figli a carico sono d'accordissimo con Olimpia Tarzia(UDC ) che chiede un rafforzamento dei consultori e dei centri di accoglienza per rimuovere le cause del divorzio.
    si parlava per l'appunto di lassismo cattocomunista

  5. #5
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    In origine postato da AngelodiCentro
    Almirante votò, per posizione personale diversa dall'MSI, contro il referendum sul divorzio, eppure nessuno si azzardò di definirlo cattocomunista. Almeno allora c'erano i fascisti in doppio petto...invece voi fascistelli dell'ultima generazione siete troppo ridicoli
    Forse perchè era più coerente del tuo leader che ha votato contro il divorzio e poi si è divorziato.
    Questa è la differenza tra noi neofascisti e voi del partito della pagnotta.

  6. #6
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    In origine postato da AngelodiCentro
    non so proprio cosa votò Berlusconi nel 1974, se ti riferisci a Casini è separato e non divorziato. Non c'entra nulla la coerenza privata e personale, si può essere contrari a qualcosa pur essendo costretti a farlo con dolore.
    Oppure vuoi che ti conto tutti i divorziati di destra o estrema destra? lascia perdere che è meglio
    Taci, l'altro giorno in TV ho finalmente sentito parlare di questi "valori" del centro tra i quali spiccava la "cultura di governo" che tradotto in italiano significa l'attaccamento alla cadrega e ai posti di potere.
    Siete i soliti opportunisti e non fate nulla per nasconderlo, siete il partito della pagnotta !

  7. #7
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    Siete i soliti opportunisti e non fate nulla per nasconderlo, siete il partito della pagnotta !
    Credo che a volte ci meritiamo queste frasi, anzi ce le cerchiamo.
    Se crediamo in determinati valori, se abbiamo determinate idee dobbiamo portarle avanti. Non possiamo farci paladini dei valori cattolici in campagna elettorale, per essere sicuri di beccarci i voti di preti e suore, e poi una volta al governo soffrire di amnesia o fare tutto il contrario. Credo sia necessario un serio esame di coscienza e vedere se è ancora opportuno, per chi chiama il Card. Ratzinger e l'Osservatore Romano in un certo modo, mantenere nel nome del partito la dizione "cristiani".

  8. #8
    Iterum rudit leo
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    In origine postato da AngelodiCentro
    senza accorgersi di quanti cattolici credenti facciamo scappare dalla Chiesa(comunità di fedeli)
    Se scappano, evidentemente, hanno poca fede.

 

 

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