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  1. #1
    Affus
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    Predefinito Il mito don Giussani e quei di CL

    Il mostro sacro Don Giussani Post #1 di 1

    DON GIUSSANI, IL GRANDE MISTIFICATORE
    Egli non sa darsi una risposta e se gli si pone una domanda semplice semplice : “ perché la guerra ?” saprebbe solo dire : “seguire Cristo che va a morire sulla croce ,essere come lui e basta “ ; sono queste parole da santo mistificatore , e son certo che il nostro qui raggiunge il massimo della sua prosa mistica , che ci danno la certezza che il nostro si è prenotato un buon piedistallo nella grande comunita cattolica futura ed è quindi certo che lo faranno santo alla sua morte . Se un sovrano cristiano cattolico gli avesse chiesto un consiglio, per fare un esempio , se contribuire concretamente alla guerra di Busch o non contribuire , lui con raggiri piu che mistici, psicologici , gli avrebbe dato questa risposta che avrebbe lasciato stupito o di stucco il sovrano cattolico il quale a stento avrebbe desunto che bisognava rimettere la spada nel fodero e lasciare tutto com’è , essendo i contendenti affetti da peccato originale e non all’altezza della situazione spirtule della nostra epoca .
    Un sovrano che vedesse in uno stato islamico la minaccia a ogni forma di dialogo e di pace e che vedesse nel fondamentalismo inestinguibili focolai di violenza su tutto il pianeta , riluttante ad ogni dialogo e a ogni
    forma di coesistenza che non sia il trionfo della civiltà del corano, sarebbe dovuto accontentarsi di questo illuminante discorso chiarificatore di tutti i suoi dubbi . Poniamo un sovrano cattolico che si trova di fronte all’alternativa di eliminare il terrorismo montante nella sua nazione ed è costretto ad atti di guerra perché non crede alle assurde teorie del complotto giudomassonico mondiale e non voglia percio favorire dittatori criminali, schierandosi dalla loro parte perché favorirebbe il disegno geopolitica dell’islasm mondiale ; il nostro seguendo il discorso platonico- giussianeo , resterebbe paralizzato se non dalla confusione da un discorso che in romanesco suonerebbe : “ me ne frego di voi cattivi e pensateci voi che non siete educati per niente alla pace .”
    Don Giussani , il grande mistificatore ,mostro sacro per alcuni , possiede il privilegio di insegnare ai giovani e al mondo che sceglie le strade della concretezza e quindi della politica , come si sfugge al problema della realtà che ci circonda e come sfuggirvi nel nome di X.to o di una pretesa pace frutto piu di discorsi platonici e da tavolino .” Chi deve vivere nel mondo e testimoniare Cristo , deve entrare in un convento e battersi il petto sui suoi peccati “ egli direbbe a chiunque volesse affrontare i problemi posti dalla politica . “Stupendosi per l’Assoluto , l’uomo scopre chi è , direbbe , quindi lasci tutto com’è quaggiù “e si perda nella contemplazione del creato e della sua bellezza “
    Si intende , Don Goussani , è un fenomeno nello smantellare i capisaldi di quelli che è sono gli idoli e le false sicurezze della cultura contemporanea e come trovare l’Assoluto in questo mondo dove trionfa solo l’uomo e la sua opera o la sua tecnica ,ma se chiediamo a don Giussani quali sono le scelte pratiche da compiere di fronte al male nelle sue fattezze ideologiche o pratiche concrete , egli scappa e sfugge come un anguilla . Si rifugia sempre nel discorso mistico , non rispondendo , lasciandoci ancora piu confuso che mai .
    La stessa confusione e scandalo che lasciava Cristo a chi lo invitava ad entrare in politica ?
    Non direi , perché proprio Cristo , non ha voluto entrare in politica perché la sua non era una morale politica , ma un azione di salvezza e proprio per non fare avvenire questa confusione in chi lo seguiva , ha evitato fin dalla nascita ogni
    discordo politico . Anche Lui crede che bisogna evitare ogni discorso politico diretto : “chi mi ha costituito vostro giudice ? “ pero non manca di fare il discorso spirituale : “ non attaccate il vostro cuore alle cose materiali che dovrete lasciare “
    Per don Giussani Cristo nasce in una grotta per insegnarci la virtu cristiana della poverta e non per evitare o rinviare il discorso politico come richiedeva e pretendeva israele . Sul discorso mistico e sul disimpegno dal mondo infatti Don Giussanni è insuperabile . Ti fa credere che sia l’unico discorso equlibrato che sia possibile ,ma il suo non è altro che una lavata di mano per non schierarsi da nessuna parte . “Se l’uomo lotta contro il peccato , cesseranno le guerre “ , è un discorso vero e santo ,ma non mi aiuta a risolvere il problema concreto perche’ è un discorso che va bene per dei religiosi che abbandonano il mondo . Quando mai i sovrani della terra prima si convertiranno e si educheranno al suo discorso, loro che hanno tradito spesso ogni regola morale per salire a quel posto ? “ Mai ! Quando il soldato americano e il soldato iracheno , scopriranno insieme la misericordia di Dio ? entreranno nel grande mistero di salvezza ? quando il soldato americano , come quello iracheno scoprira la croce saranno dei perfetti religiosi ! Io mi chiedo quando questo sara possibile e ammesso che gli eserciti abbiano questa cultura , non ci sarebbe mai piu la guerra e don Giussani non dovrebbe mai dare rispose equivoche e difficili da capire . Io mi domando : ma riguarda l’al di quà , hinc et nunc , quello che dice don Giussani , oppure egli non fa altro se non quello che fanno molti religiosi per risolvere il problema dell ‘ingiustizia in politica ? “mettiamo tutto in comune , eliminiamo la ricchezza , vestimoci tutti allo stesso modo e nessuno patira piu la fame perché le ricchezze saranno ugualmente distribuite .” In pratica una trasposizione del discorso di ascesi religiosa e di fede sul piano politico della legge naturale . E’ una rete da cui non si esce facilmente e che non risolve nessun problema materiale , e lo abbiamo visto . Per me don Giussani puo parlare solo dell’al di là , perché sull al di quà , è peggio di Ponzio Pilato !
    Egli dice : “Se non si giunge a questo(la coscienza del peccato) , tutto è menzogna; e la ragione si incista in una contraddizione: si accusa l’altro o si accusa se stessi, finendo nella disperazione pura.
    La salvezza è data dal seguire Cristo, dall’immedesimazione col Suo sentimento dell’uomo e invocando la grazia che l’uomo faccia con la sua libertà ciò che Cristo ha fatto con la Sua: l’abbandono della propria debolezza mortale nelle mani della misericordia del Padre, cioè del Mistero dell’essere. “
    I o mi chiedo se Carlo Martello , Carlo Magno ,Carlo V, San Pio V e i cristiani di Lepanto , se non Costantino il Grande e i suoi discendenti stessi , si fossero posti in questi stessi sofismi platonici , mi chiedo se l’Europa avesse ancora qualche segno della civiltà cristiana da offrire . Cosa c’entra il discorso di salvezza di fronte all’agire concreto politico ? Che c’entra il discorso mistico , per cui Cristo , per evitarlo , preferiva scappare ? Cristo o regnava e si faceva rispettare ,e la croce non la vedeva piu ,oppure saliva la croce per salvarci evitando ogni discorso politico concreto . Lui dice , bonta sua , che nei salmi c’è tutto quello che lui pensa , ma io non ce lo vedo . Nei salmi c’è nome e cognome preciso dei nemici e degli amici e non si passa a quell ‘ecumenismo delle parti in lotta sotto la misericordia di Dio che lui dice . Per Davide i nemici avevano un nome preciso proprio perché per niente educato al dialogo ecumenico che fa vedere l’altro come parte della verita , in cui tutti , secondo i canoni massonici , siamo piccole scintille di verita che insieme costruiamo la verita . Oggi dice lui , è sbagliata la guerra perché non c’è motivo adeguato ; ma quando mai sara adeguata una guerra se ,secondo un certo pensiero, la guerra è sempre sbagliata ? Dio , a mio parere , giudichera non solo i contendenti , ma anche Ponzio Pilato che per liberare Cristo , avrebbe dovuto farsi dei nemici e rischiare la sua testa , se non usare direttamente la forza per ristabilire l’ordine . Cosa avrebbe dovuto fare Pilato, un politico , per liberare Cristo ? Ecco , nel discorso rappacificatore e cordiale tra Pilato , Erode ed i Sommi Sacerdoti , possiamo vedere di che pace si tratta molto spesso e che pace essi vogliono per la nazione e per il popolo . Una pace che troppo spesso evita i problemi e li sposta solo di qualche anno piu in la , quando scoppiera l’irreparabile a causa delle troppe cecita e voltafaccia non piu ammissibili dei buoni cristiani . “ Preghiamo perché il Signore ci aiuti “ lo diceva anche Davide , che era un re politico , di fronte ai nemici da abbattere .

    •   Alt 

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  2. #2
    Non sono d'esempio in nulla
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    Predefinito

    Caro Affus, ottimo post davvero, pensa che a riguardo delle ambiguità e delle abili risposte "psicologiche" o semplicemente da sofista di don Giussani avrei qualche aneddotto, ma non essendo nessuno di questi confermato da fonti attendibili, mi fermerò solo a raccontarne uno secondario, ma di capitale importanza, che mi è capitato di vivere personalmente.

    Parlavo qualche tempo fà con un fedele che frequenta attivamente l'ambiente di Comunione e Liberazione e divergendo su molti temi, decisi di "stringere" il discorso attorno al fatto storico del Deicidio, facendoli osservare stringatamente che le S.Scritture affermano, ed il Magistero ha sempre sostenuto, che i vertici religiosi dei giudei insieme al popolo hanno voluto la crocifissione di N.S.Gesù Cristo, in odio a Lui ed alla Sua Legge, rompendo definitavamente così l'allenza con Dio e quindi terminando di esistere come religione portatrice di Salvezza per l'anima causando così il castigo divino che si manifestò perentoriamente nella distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70d.c. da parte delle legioni dell'imperatore Romano Tito....dal Deicidio i giudei sono il popolo maledetto in assoluto, quindi abbandonato da Dio, in quanto loro continuarono e continuano fino ad oggi a negare la divinità di Gesù, quindi il sangue innocente di Gesù il Cristo ricadde e ricade su di loro da padre in figlio in generazione e generazione, solo infatti la conversione singola o Dio voglia di popolo tutto può perdonare per Misericordia infinità tale capitale ed abbominevole delitto al singolo od al popolo.

    Aggiunsi che dal Concilio VaticanoII sulla scia della dichiarazione conciliare Nostra Ætate oggi non solo è possibile essere liberi in materia religiosa, equiparando di fatto, se pure non a parole, qualsivoglia credenza religiosa che sappiamo essere solo speculazione di pensiero umana o peggio adorazione di demoni o feticci, alla Fede Cattolica, ma bensì innalzare a religione portatrice di salvezza o quantomeno di "semi di verità", il giudaismo, che come detto finì di esistere come religione dopo il Deicidio e che quindi oggi non esiste, se non nella forma della superstizione orgogliosa, odiosa, altera e discriminatoria di stampo biologico-razziale della "religione" post giudaico-farisaico-sadducea del tempo di Nostro Signore, infarcita di varie credenze tramandate e di libera interepretazione rabbinica del loro libro "base" che è il Talmud.

    Gli spiegai brevemente che infatti nella S.Messa di San PioV si prega per la conversione degli ebrei, e che ovviamente poi ogniuno può pregare per la conversione di qualsiasi persona e popolo in cuor suo oltre a come detto quella degli ebrei.

    Gli posi il quesito di come mai secondo lui, oggi non si prega più per la conversione degli ebrei, anche se qualche sacerdote "conciliare" ancora lo fà, stringendo il discorso....ma come retaggio culturale, non certo per Fede.

    Poi quindi di come sia possibile che si cambi degli insegnamenti scritturistici infallibili, non contenenti errori proprio perché ispirati e testimonianti della Rivelazione, stravolgendo il Magistero fino al 1962 ufficialmente ancora insegnato e quindi valido.

    Aspettai qualche giorno, poi tornando sul discorso mi rispose che aveva parlato con i suoi amici di Comunione e Liberazione e che la cosa importante che dovevo capire era che si doveva pregare per tutti, non solo per gli ebrei e che quindi se pur facendo questo in cuor proprio, era necessario togliere dalla S.Messa una inutile richiesta di conversione di un singolo popolo....

    ....obbiettai che quel popolo era il popolo Deicida portatore della colpa di tale delitto ancora oggi, ma egli distoglieva l'attenzione su questo punto, ribadendo della inutilità della preghiera di conversione per un singolo popolo. Ribadii che non era un singolo popolo qualsiasi, ma "IL" popolo Deicida e lo invitai a leggere le S.Scritture a tale proposito.

    Lo confusi e si celò in un silenzio riflessivo, ma inqueto.....forse qualche dubbio sulla bontà degli insegnamenti di Comunione e Liberazione e quindi su quelli del "papa" Giovanni PaoloII e del Concilio VaticanoII penetrarono nella sua cotta di modernismo-conservatorismo.

    In effetti intese molto bene che se la dichiarazione conciliare Nostra Ætate era infallibile quanto le S.Scritture, c'éra qualcosa che non tornava, infatti non si possono credere e professare e vivere nella vita che Iddio ci dà da vivere quotidianamente due dottrine diverse e specularmente contrapposte....previo diventare schizzofrenico, ovviamente non nella accezione del termine in senso Psichiatrico, oppure totalmente falso e mendace da far credere che sia possibile unire la notte con il giorno.

    Ci sentiamo ancora e a settembre quando tornerà dalla sua terra natale meridionale mi ha chiesto di portarlo ad ascoltare la S.Messa di San PioV da un Sacerdote dell'Istituto Mater Boni Consilii.....così da poter capire bene e meglio di quanto io gli abbia potuto dire sulla capitale questione del Deicidio e delle evidenti contrddizioni (quindi eresie....) contenute in vari documenti del Concilio VaticanoII.

    Per smascherare e strappare qualche anima dalle grinfie turpi dei modernisti-conservatori, perché infatti se la stragrande maggioranza dei fedeli oggi è in "buona fede", molti preti, vescovi ecc.....non lo sono.....è relativamente facile! SEMPRE CON LA RICHIESTA DELL'AIUTO DELLA NOSTRA MADRE E REGINA CELESTE LA VERGINE SANTISSIMA MARIA, DISSIPATRICE DI OGNI ERESIA E POTENTE BALUARDO CONTRO IL DEMONIO E I SUOI PRINCIPALI SEGUACI I GIUDEI E GLI ERESIARCHI.

    Sùrsum corda! Dio ci ama! Dio è con noi!

    Daniele

  3. #3
    Affus
    Ospite

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    Originally posted by Sùrsum corda!
    Caro Affus, ottimo post davvero, pensa che a riguardo delle ambiguità e delle abili risposte "psicologiche" o semplicemente da sofista di don Giussani avrei qualche aneddotto, ma non essendo nessuno di questi confermato da fonti attendibili, mi fermerò solo a raccontarne uno secondario, ma di capitale importanza, che mi è capitato di vivere personalmente.

    Parlavo qualche tempo fà con un fedele che frequenta attivamente l'ambiente di Comunione e Liberazione e divergendo su molti temi, decisi di "stringere" il discorso attorno al fatto storico del Deicidio, facendoli osservare stringatamente che le S.Scritture affermano, ed il Magistero ha sempre sostenuto, che i vertici religiosi dei giudei insieme al popolo hanno voluto la crocifissione di N.S.Gesù Cristo, in odio a Lui ed alla Sua Legge, rompendo definitavamente così l'allenza con Dio e quindi terminando di esistere come religione portatrice di Salvezza per l'anima causando così il castigo divino che si manifestò perentoriamente nella distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70d.c. da parte delle legioni dell'imperatore Romano Tito....dal Deicidio i giudei sono il popolo maledetto in assoluto, quindi abbandonato da Dio, in quanto loro continuarono e continuano fino ad oggi a negare la divinità di Gesù, quindi il sangue innocente di Gesù il Cristo ricadde e ricade su di loro da padre in figlio in generazione e generazione, solo infatti la conversione singola o Dio voglia di popolo tutto può perdonare per Misericordia infinità tale capitale ed abbominevole delitto al singolo od al popolo.

    Aggiunsi che dal Concilio VaticanoII sulla scia della dichiarazione conciliare Nostra Ætate oggi non solo è possibile essere liberi in materia religiosa, equiparando di fatto, se pure non a parole, qualsivoglia credenza religiosa che sappiamo essere solo speculazione di pensiero umana o peggio adorazione di demoni o feticci, alla Fede Cattolica, ma bensì innalzare a religione portatrice di salvezza o quantomeno di "semi di verità", il giudaismo, che come detto finì di esistere come religione dopo il Deicidio e che quindi oggi non esiste, se non nella forma della superstizione orgogliosa, odiosa, altera e discriminatoria di stampo biologico-razziale della "religione" post giudaico-farisaico-sadducea del tempo di Nostro Signore, infarcita di varie credenze tramandate e di libera interepretazione rabbinica del loro libro "base" che è il Talmud.

    Gli spiegai brevemente che infatti nella S.Messa di San PioV si prega per la conversione degli ebrei, e che ovviamente poi ogniuno può pregare per la conversione di qualsiasi persona e popolo in cuor suo oltre a come detto quella degli ebrei.

    Gli posi il quesito di come mai secondo lui, oggi non si prega più per la conversione degli ebrei, anche se qualche sacerdote "conciliare" ancora lo fà, stringendo il discorso....ma come retaggio culturale, non certo per Fede.

    Poi quindi di come sia possibile che si cambi degli insegnamenti scritturistici infallibili, non contenenti errori proprio perché ispirati e testimonianti della Rivelazione, stravolgendo il Magistero fino al 1962 ufficialmente ancora insegnato e quindi valido.

    Aspettai qualche giorno, poi tornando sul discorso mi rispose che aveva parlato con i suoi amici di Comunione e Liberazione e che la cosa importante che dovevo capire era che si doveva pregare per tutti, non solo per gli ebrei e che quindi se pur facendo questo in cuor proprio, era necessario togliere dalla S.Messa una inutile richiesta di conversione di un singolo popolo....

    ....obbiettai che quel popolo era il popolo Deicida portatore della colpa di tale delitto ancora oggi, ma egli distoglieva l'attenzione su questo punto, ribadendo della inutilità della preghiera di conversione per un singolo popolo. Ribadii che non era un singolo popolo qualsiasi, ma "IL" popolo Deicida e lo invitai a leggere le S.Scritture a tale proposito.

    Lo confusi e si celò in un silenzio riflessivo, ma inqueto.....forse qualche dubbio sulla bontà degli insegnamenti di Comunione e Liberazione e quindi su quelli del "papa" Giovanni PaoloII e del Concilio VaticanoII penetrarono nella sua cotta di modernismo-conservatorismo.

    In effetti intese molto bene che se la dichiarazione conciliare Nostra Ætate era infallibile quanto le S.Scritture, c'éra qualcosa che non tornava, infatti non si possono credere e professare e vivere nella vita che Iddio ci dà da vivere quotidianamente due dottrine diverse e specularmente contrapposte....previo diventare schizzofrenico, ovviamente non nella accezione del termine in senso Psichiatrico, oppure totalmente falso e mendace da far credere che sia possibile unire la notte con il giorno.

    Ci sentiamo ancora e a settembre quando tornerà dalla sua terra natale meridionale mi ha chiesto di portarlo ad ascoltare la S.Messa di San PioV da un Sacerdote dell'Istituto Mater Boni Consilii.....così da poter capire bene e meglio di quanto io gli abbia potuto dire sulla capitale questione del Deicidio e delle evidenti contrddizioni (quindi eresie....) contenute in vari documenti del Concilio VaticanoII.

    Per smascherare e strappare qualche anima dalle grinfie turpi dei modernisti-conservatori, perché infatti se la stragrande maggioranza dei fedeli oggi è in "buona fede", molti preti, vescovi ecc.....non lo sono.....è relativamente facile! SEMPRE CON LA RICHIESTA DELL'AIUTO DELLA NOSTRA MADRE E REGINA CELESTE LA VERGINE SANTISSIMA MARIA, DISSIPATRICE DI OGNI ERESIA E POTENTE BALUARDO CONTRO IL DEMONIO E I SUOI PRINCIPALI SEGUACI I GIUDEI E GLI ERESIARCHI.

    Sùrsum corda! Dio ci ama! Dio è con noi!

    Daniele
    Caro Daniele , tu dici delle cose molte inesatte e parli per fideismo e non per fede cattolica .
    Prima di tutto dimostrami dove sta scritto nelle sacre scritture il popolo Giudeo è il popolo deicida . Voglio i passi precisi diove si dice questo .
    Devi subito escludere tutto il Vecchio Testamento dove gli ebrei sono addirittura il popolo eletto !
    Passando al nuovo , la nostra è piu una deduzione logica , che una affermazuìione esplicita . Ma la loro colpa non è inferiore alla nostra , perchè la vera colpa è il peccato di Adamo .
    Sa Paolo dice : sono tutti colpevoli , "prima i giudei e poi i greci ".
    Accanirsi controgli ebrei è quindi deplorevole antisemitismo ,è antievangelico !
    Non posso io esssere il giustiziere , il vangelo non te lo comanda perchè loro sono i deicidi ! Il vengelo non ti da ne a te , ne ad altre teste di cavolo , il mandato di odiare gli ebrei nè il popolo della legge !
    ll vostro antisemitismo non ha nessuna base biblica ne ecclesiale .
    La maledizione di Dio poi sull'uomo peccatore , , è una maledizione su tutto il genere umano , ebrei per prima ,ma è solo una maledizione rispetto a Cristo , l'uomo che si è dichiarato Dio .
    Ora sul piano naturale e non sul piano della grazia isarele è e rimane il poplo eletto , mentre sul piano della grazia in Cristo , rimane il popolo deicida insieme a tutti i cattolici che non hanno la fede e sono peccatori .

  4. #4
    Affus
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by Sùrsum corda!
    Caro Affus, ottimo post davvero, pensa che a riguardo delle ambiguità e delle abili risposte "psicologiche" o semplicemente da sofista di don Giussani avrei qualche aneddotto, ma non essendo nessuno di questi confermato da fonti attendibili, mi fermerò solo a raccontarne uno secondario, ma di capitale importanza, che mi è capitato di vivere personalmente.

    Parlavo qualche tempo fà con un fedele che frequenta attivamente l'ambiente di Comunione e Liberazione e divergendo su molti temi, decisi di "stringere" il discorso attorno al fatto storico del Deicidio, facendoli osservare stringatamente che le S.Scritture affermano, ed il Magistero ha sempre sostenuto, che i vertici religiosi dei giudei insieme al popolo hanno voluto la crocifissione di N.S.Gesù Cristo, in odio a Lui ed alla Sua Legge, rompendo definitavamente così l'allenza con Dio e quindi terminando di esistere come religione portatrice di Salvezza per l'anima causando così il castigo divino che si manifestò perentoriamente nella distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70d.c. da parte delle legioni dell'imperatore Romano Tito....dal Deicidio i giudei sono il popolo maledetto in assoluto, quindi abbandonato da Dio, in quanto loro continuarono e continuano fino ad oggi a negare la divinità di Gesù, quindi il sangue innocente di Gesù il Cristo ricadde e ricade su di loro da padre in figlio in generazione e generazione, solo infatti la conversione singola o Dio voglia di popolo tutto può perdonare per Misericordia infinità tale capitale ed abbominevole delitto al singolo od al popolo.

    Aggiunsi che dal Concilio VaticanoII sulla scia della dichiarazione conciliare Nostra Ætate oggi non solo è possibile essere liberi in materia religiosa, equiparando di fatto, se pure non a parole, qualsivoglia credenza religiosa che sappiamo essere solo speculazione di pensiero umana o peggio adorazione di demoni o feticci, alla Fede Cattolica, ma bensì innalzare a religione portatrice di salvezza o quantomeno di "semi di verità", il giudaismo, che come detto finì di esistere come religione dopo il Deicidio e che quindi oggi non esiste, se non nella forma della superstizione orgogliosa, odiosa, altera e discriminatoria di stampo biologico-razziale della "religione" post giudaico-farisaico-sadducea del tempo di Nostro Signore, infarcita di varie credenze tramandate e di libera interepretazione rabbinica del loro libro "base" che è il Talmud.

    Gli spiegai brevemente che infatti nella S.Messa di San PioV si prega per la conversione degli ebrei, e che ovviamente poi ogniuno può pregare per la conversione di qualsiasi persona e popolo in cuor suo oltre a come detto quella degli ebrei.

    Gli posi il quesito di come mai secondo lui, oggi non si prega più per la conversione degli ebrei, anche se qualche sacerdote "conciliare" ancora lo fà, stringendo il discorso....ma come retaggio culturale, non certo per Fede.

    Poi quindi di come sia possibile che si cambi degli insegnamenti scritturistici infallibili, non contenenti errori proprio perché ispirati e testimonianti della Rivelazione, stravolgendo il Magistero fino al 1962 ufficialmente ancora insegnato e quindi valido.

    Aspettai qualche giorno, poi tornando sul discorso mi rispose che aveva parlato con i suoi amici di Comunione e Liberazione e che la cosa importante che dovevo capire era che si doveva pregare per tutti, non solo per gli ebrei e che quindi se pur facendo questo in cuor proprio, era necessario togliere dalla S.Messa una inutile richiesta di conversione di un singolo popolo....

    ....obbiettai che quel popolo era il popolo Deicida portatore della colpa di tale delitto ancora oggi, ma egli distoglieva l'attenzione su questo punto, ribadendo della inutilità della preghiera di conversione per un singolo popolo. Ribadii che non era un singolo popolo qualsiasi, ma "IL" popolo Deicida e lo invitai a leggere le S.Scritture a tale proposito.

    Lo confusi e si celò in un silenzio riflessivo, ma inqueto.....forse qualche dubbio sulla bontà degli insegnamenti di Comunione e Liberazione e quindi su quelli del "papa" Giovanni PaoloII e del Concilio VaticanoII penetrarono nella sua cotta di modernismo-conservatorismo.

    In effetti intese molto bene che se la dichiarazione conciliare Nostra Ætate era infallibile quanto le S.Scritture, c'éra qualcosa che non tornava, infatti non si possono credere e professare e vivere nella vita che Iddio ci dà da vivere quotidianamente due dottrine diverse e specularmente contrapposte....previo diventare schizzofrenico, ovviamente non nella accezione del termine in senso Psichiatrico, oppure totalmente falso e mendace da far credere che sia possibile unire la notte con il giorno.

    Ci sentiamo ancora e a settembre quando tornerà dalla sua terra natale meridionale mi ha chiesto di portarlo ad ascoltare la S.Messa di San PioV da un Sacerdote dell'Istituto Mater Boni Consilii.....così da poter capire bene e meglio di quanto io gli abbia potuto dire sulla capitale questione del Deicidio e delle evidenti contrddizioni (quindi eresie....) contenute in vari documenti del Concilio VaticanoII.

    Per smascherare e strappare qualche anima dalle grinfie turpi dei modernisti-conservatori, perché infatti se la stragrande maggioranza dei fedeli oggi è in "buona fede", molti preti, vescovi ecc.....non lo sono.....è relativamente facile! SEMPRE CON LA RICHIESTA DELL'AIUTO DELLA NOSTRA MADRE E REGINA CELESTE LA VERGINE SANTISSIMA MARIA, DISSIPATRICE DI OGNI ERESIA E POTENTE BALUARDO CONTRO IL DEMONIO E I SUOI PRINCIPALI SEGUACI I GIUDEI E GLI ERESIARCHI.

    Sùrsum corda! Dio ci ama! Dio è con noi!

    Daniele
    quindi se di eresie dobbiamo parlare queste sono proprio le voster, che fate un ragionamendto fideistico e razzista .


    E' come se io dicessi , odio il popolo dei mori solo perchè sono pagani e non acettano il battesimo . E' un discorso che posso fare solo rispetto alla fede che non è una cosa naturale .
    Posso sopportare questa affermazione con mille testi biblici contro i peccatori e odiare il popolo dei mori !
    Lei sta sullo stesso piano di Don Giussani se non peggio .
    Lui è un moderato democratico , tu sei un invasato antisemita , che vuole trarre l'acqua al suo mulino per forza .
    sursum corda !

  5. #5
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    Caro Sursum Corda, come vedi parlare coi giudaizzanti è tutto tempo perso.
    Costui poi non è neppure cattolico, ma professa una religione inventata da se medesimo basata su prinpipi legalitari talmudici e noachidi.
    La Chiesa cattolica ha insegnato per secoli, e infallibilmente, che gli autori del deicidio furono gli ebrei, anche il popolo tutto, aizzati dai sacerdoti del Sinedrio nel pretendere la crocifissione della seconda persona della SS Trinità. Tanto ci basti!
    La maledizione a causa dell'olocausto di Cristo fu estesa a tutti gli ebrei ed alle generazioni future, come si evince leggendo il Vangelo di S. Matteo: "il suo sangue ricada su noi e suoi nostri figli". Questa e null'altra è la dottrina cattolica alla quale tutti i fedeli devono uniformarsi con fede, ed ogni forma negazionista o revisionista riguardante la passione di Cristo deve essere rigettata e condannata, pena l'autoesclusione dal corpo mistico di Cristo e dalla comunione dei santi.
    Non v'è apostasia più grave di questa! Non v'è bestemmia più disgustosa della riabilitazione del popolo deicida che ancora oggi rifiuta di riconoscere il Verbo.
    Ogni parola in più è dettata dal demonio.
    Bellarmino

  6. #6
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    Caro Affus, prima smetti di vomitare odio....così sarai più credibile nel imputarlo a me, non credi?
    Bene, se vuoi puoi credere ai S.Vangeli e convertirti a Gesù, ma prima visto che non ascolti gli altri (e questo può essere anche un bene....) allora leggiteli da te, mi chiedevi dove stà scritto che gli Ebrei sono il popolo Diecida, ovvero responsabili e portatori ad oggi della colpa di avere voluto morto sulla croce la seconda persona della SS Trinità, ecco:

    "LA PAROLA AL VANGELO

    Anzitutto, crediamo nostro dovere porre innanzi allo sguardo del lettore le pagine evangeliche in cui viene riferita la scena terrificante di cui ci dobbiamo occupare. Si tratta delle pagine più oscure ed orrende scritte dalla mano tremante degli Evangelisti. In esse, viene ricordata, con semplicità e sobrietà pari a verità, tutta la malignità e l’estrema empietà ebraica nel chiedere ed ottenere la morte di croce di Nostro Signore Gesù Cristo. Per capirle però e comprenderne, per quanto è possibile, il tragico svolgimento, noi le riferiamo tutt’intere, quali sono narrate dalla penna dei quattro Evangelisti. E, a tale scopo, ci serviamo del Vangelo unificato e tradotto dai testi originali, a cura di Padre Pietro Vanetti s.j. (Editrice Missioni, Venezia 1958).

    Gesù davanti al Governatore

    (Mt 27,11; Gv 18, 28-32)

    «Condussero dunque Gesù dalla casa di Caifa al pretorio. Era mattino. E Gesù fu posto davanti al Governatore. Ma essi non entrarono nel pretorio per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Allora Pilato uscì fuori verso di loro e disse: «Che accusa portate contro quest'uomo»? Gli risposero: «Se costui non fosse un malfattore, non te l’avremmo consegnato». Disse dunque loro Pilato: «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge». Gli risposero i giudei: «A noi non è lecito uccidere alcuno». Affinché si adempisse la parola di Gesù, quella che disse significando di qual morte stava per morire».

    Accuse del Sinedrio

    (Lc 23, 2)

    «E incominciarono ad accusarlo dicendo: «Trovammo costui a perturbare la nostra nazione ed impedire di dare tributi a Cesare, e a dire di essere lui il Cristo re».

    Interrogatorio segreto

    (Mt 27, 11; Mc 15, 2; Lc 23, 3; Gv 18, 33-38)

    «Pilato dunque entrò nuovamente nel pretorio e chiamò Gesù e gli disse: «Tu sei il re dei giudei»? Gesù rispose: «Da te stesso tu dici questo o altri te l’hanno detto di me»? Rispose Pilato: «Sono forse io giudeo? La tua nazione e i pontefici ti consegnarono a me: che cosa hai fatto»? Gesù rispose: «Il mio regno non è di questo mondo. Se il mio regno fosse di questo mondo, i miei sudditi avrebbero lottato perché non fossi consegnato ai giudei. Ora invece il mio regno non è di quaggiù». Pilato allora gli disse: «Dunque tu sei re»? Gesù rispose: «Tu dici che sono re! Io per questo sono nato e per questo sono venuto nel mondo per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce». Pilato gli dice: «Che cos’è la verità»?

    Nuove accuse del Sinedrio

    (Mt 27, 12-13; Mc 15, 3-5; Lc 23, 4-7; Gv 18, 38)

    «E detto questo; nuovamente uscì verso i giudei e disse ai pontefici e alle folle: «Io non trovo in lui nessuna colpa». E Gesù, quando fu accusato dai pontefici e dagli anziani in molte cose, non rispose nulla. Ma Pilato di nuovo lo interrogava: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano». Ma Gesù non gli rispose nulla affatto, nemmeno ad una parola, di modo che Pilato si meravigliò molto. Ma quelli insistevano dicendo: «Agita il popolo insegnando per tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, fin qua». Avendo udito ciò Pilato domandò se l’uomo fosse galileo; e venuto a conoscenza che era della giurisdizione di Erode, lo rinviò ad Erode che era anche lui a Gerusalemme in quei giorni».

    Gesù di fronte ad erode

    (Lc 23, 8-12)

    «Erode al vedere Gesù si rallegrò molto. Da molto tempo infatti era desideroso di vederlo perché aveva udito di lui, e sperava vederlo compiere qualche prodigio. Lo interrogava perciò con molte parole, ma egli non gli rispose niente. E stavano lì i pontefici e gli scribi accusandolo con veemenza, ma Erode disprezzatolo con i suoi soldati e fattosene gioco dopo averlo vestito di una veste sgargiante lo rinviò a Pilato. In quello stesso giorno Erode e Pilato divennero amici, poiché prima erano nemici tra loro».

    «Dopo averlo castigato, quindi, lo lascerò libero»

    (Lc 23, 13-16)

    «Pilato allora, convocati i pontefici e i capi e il popolo, disse loro: «Mi avete portato quest’uomo come un sovvertitore del popolo; ed ecco, dopo averlo esaminato alla vostra presenza, non no trovato nulla di colpevole in quest’uomo di quanto l’accusate. Anzi neppure Erode; lo rinviò infatti a noi. Ecco dunque egli non ha commesso nulla degno di morte. Dopo averlo castigato, quindi, lo lascerò libero».

    Gesù o Barabba?

    (Mt 27, 15-18; Mc 15, 6-10; Lc 23, 17; Gv 18 ,39-40)

    «Il Governatore era solito, in ciascuna festa di Pasqua, liberare alla folla un carcerato, quello che volevano. C’era allora un carcerato famoso, chiamato Barabba. Era il detto Barabba incarcerato fra i rivoltosi che nella rivolta avevano commesso omicidio. E la folla salì e cominciò a chiedere a Pilato quello che sempre faceva con loro. Radunatisi, dunque, disse loro Pilato: «è consuetudine per voi che vi liberi uno per la Pasqua. Chi volete che vi liberi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo»? Sapeva infatti che per invidia lo avevano consegnato».

    La moglie di Pilato

    (Mt 27, 15)

    «Sedendo poi Pilato al banco del tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Nulla (ci sia) fra te e quel giusto; molto infatti ho sofferto oggi in sogno per causa sua».

    Barabba liberato

    (Mt 27, 20-25; Mc 15, 11-15; Lc 23, 18; 23, 20-25; Gv 18 ,40)

    «Ma i pontefici e gli anziani persuasero le folle a chiedere Barabba e a far morire Gesù. Prendendo dunque la parola il Governatore disse loro: «Chi dei due volete che vi liberi»? Gridarono tutti insieme dicendo: «Togli via costui, e liberaci Barabba». Ma di nuovo Pilato gridò loro volendo liberare Gesù: «Che debbo fare di quello che chiamate il re dei giudei»? Ma quelli tutti di nuovo gridavano dicendo: «Crocifiggilo»! Ma egli per la terza volta disse loro: «Ma che fece di male costui»? Non ho trovato in lui niente che meriti la morte. Dopo averlo castigato dunque, lo lascerò libero». Ma quelli sempre più insistevano con alte grida, chiedendo che fosse crocifisso, e le loro grida si rinforzavano. Perciò Pilato volendo soddisfare il popolo, deliberò che fosse fatto ciò che chiedevano. Rilasciò colui che per sedizione e omicidio era in carcere: quel Barabba che essi chiedevano».

    Gesù flagellato ed incoronato di spine

    (Mt 27, 27-30; Mc 15, 16-19; Gv 19, 13)

    «Allora Pilato prese Gesù e lo fece flagellare. I soldati condussero Gesù dentro nel cortile, cioè nel pretorio, e convocarono attorno a lui tutta la coorte composta di circa 500 soldati. E spogliatolo, gli misero addosso una clamide scarlatta; e intrecciata una corona di spine, la posero sul suo capo, e posero una canna nella sua destra. Poi venivano a lui e piegando il ginocchio davanti a lui, lo schernivano e cominciarono a salutarlo dicendo: «Ave, re dei giudei», e gli davano schiaffi. E dopo avergli sputato addosso, presero la canna e con quella lo percuotevano sul capo».

    «Ecco l'uomo»!

    (Gv 19, 4-7)

    «Pilato uscì di nuovo fuori e disse loro: «Ecco, ve lo conduco fuori, affinché conosciate che non trovo in lui nessuno colpa». Uscì fuori dunque Gesù portando la corona di spine e la veste purpurea. E Pilato dice loro: «Ecco l’uomo»! Ma quando lo videro, i pontefici e le guardie gridarono dicendo: «Crocifiggilo, crocifiggilo»! Dice loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io infatti non trovo in lui colpa». I giudei gli risposero: «Noi abbiamo una legge e secondo la legge deve morire, perché si fece Figlio di Dio».

    Il maggiore peccato

    (Gv 19, 8-11)

    «Quando Pilato udì questo discorso, s’impaurì di più; ed entrò di nuovo nel Pretorio, e disse a Gesù: «Da dove vieni»? Ma Gesù non gli diede risposta. Gli dice allora Pilato: «Con me non parli? Non sai che ho potere di liberarti e ho potere di crocifiggerti»? Rispose Gesù: «Non avresti nessun potere contro di me se non ti fosse stato dato dall’alto; perciò chi mi ha consegnato a te, ha maggiore peccato».

    Ultimi tentativi del Governatore

    (Gv 19, 12-15)

    «Dopo questo, Pilato cercava di liberarlo. Ma i giudei gridarono dicendo: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare. Chiunque si fa re, contraddice a Cesare». Pilato, dunque, udite queste parole, condusse fuori Gesù e sedette in tribunale in un luogo detto Lastricato, in ebraico Gabbata. Era la preparazione della Pasqua, verso l’ora sesta; e dice ai giudei: «Ecco il vostro re»! E quelli gridarono: «Via, via, crocifiggilo»! Pilato dice loro: «Crocifiggerò ii vostro re»? Risposero i pontefici : «Non abbiamo altro re che Cesare».

    La sentenza

    (Mt 27, 24-26; Mc 15, 15; Lc 23, 25; Gv 19,16-17)

    «Ora Pilato, vedendo che non otteneva nulla, anzi che il tumulto si faceva maggiore prendendo dell’acqua, si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Sono innocente del sangue di questo giusto. Pensateci voi»! E rispondendo tutto i popolo disse: «Il suo sangue ricada sopra noi e sopra i nostri figli». Allora finalmente consegnò loro Gesù perché fosse crocifisso. E l’abbandonò in loro balia. Presero essi dunque Gesù». "

    "ATTI DEGLI APOSTOLI

    Gli Atti degli Apostoli sono il libro ispirato in cui più esplicitamente e pubblicamente viene presentata la morte violenta di Cristo come il più iniquo ed orrendo delitto dei capi e del popolo ebraico. Basta scorrerne alcuni capitoli, dove la tragica vicenda del Calvario viene ricordata con la più chiara espressione da parte specialmente degli Apostoli Pietro e Paolo e dal primo martire, Santo Stefano. Prima però di iniziarne la rassegna, notiamo che tutte le volte che si parla della morte di Cristo, viene anche ricordato come Egli trionfò della medesima nella Sua Risurrezione gloriosa, vincendo la morte stessa e tutte le insidie dei Suoi nemici. Ecco pertanto, come parla San Pietro, nel giorno della Pentecoste: «Uomini d’Israele, ascoltate queste parole. Gesù di Nazaret, uomo accreditato da Dio presso di voi con opere, prodigi e potenti segni che Dio fece tra voi per suo mezzo, come voi stessi sapete, voi lo avete trafitto per mano d’empi, e ucciso, dopo che per determinata volontà e prescienza di Dio fu tradito; Dio l’ha risuscitato, avendo infranto i legami della morte, siccome era impossibile che ne fosse ritenuto» (At 2, 22-24). Ed ancora: «Sappia dunque indubitatamente tutta la famiglia d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo questo stesso Gesù che voi avete crocifisso» (At 2, 36). La stessa cosa ripete il primo Apostolo e primo Papa, dopo la guarigione dello storpio alla porta del tempio di Gerusalemme:« Israeliti, perché vi meravigliate voi di questo, e perché tenete gli occhi su noi, come se per potenza e bontà nostra avessimo fatto sì che costui cammini? Il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei Padri nostri ha glorificato il suo Figlio Gesù che voi avete tradito e rinnegato davanti a Pilato, benché lui fosse risoluto di liberarlo. Ma voi rinnegaste il Santo e il Giusto e chiedeste che vi fosse graziato un assassino; e uccideste l’Autore della vita che Dio resuscitò da morte, cosa di cui noi siamo testimoni» (At 2, 12-15). «Allora Pietro, ripieno di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, ascoltate: giacché oggi siamo interrogati sul beneficio fatto ad un uomo ammalato, per sapere in qual modo questo sia stato risanato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele come in nome del Signor Nostro Gesù Cristo Nazareno che voi crocifiggeste e Dio risuscitò dai morti, in virtù di questo nome costui sta sano innanzi a voi. Questa è la pietra rigettata dai voi costruttori, la quale è divenuta testata d’angolo» (At 4, 8-11). Pietro e gli Apostoli presero a rispondere: «Bisogna ubbidire piuttosto a Dio, che agli uomini. Il Dio dei padri nostri ha risuscitato Gesù che voi uccideste appendendolo ad un patibolo» (At 5, 29-30). Ed ora è la volta di Santo Stefano, il quale rimprovera ai giudei l'uccisione di Cristo, come degli antichi Profeti che lo avevano annunciato. Ecco come egli parla ai suoi lapidatori: «Voi pure siete come i vostri padri. Quale dei Profeti i vostri padri non perseguitarono? Uccisero persino coloro che predicavano la venuta del Giusto, di cui voi siete stati adesso i traditori e gli assassini» (At 7, 51-52). Dopo, il Protomartire, torna a parlarci dell'uccisione di Cristo da parte degli ebrei ancora il primo Apostolo e primo Papa: «Voi sapete - egli dice ai giudei - quello che è avvenuto per tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il Battesimo predicato da Giovanni, come Dio unse di Spirito Santo e di potenza Gesù di Nazaret. Egli andò ovunque, facendo del bene e sanando tutti gli oppressi dal diavolo, perché Dio era con lui. E noi siamo testimoni di tutte le cose che egli fece nel paese dei giudei e in Gerusalemme; ma l’uccisero, avendolo appeso ad una croce. Dio però lo risuscitò il terzo giorno» (At 10, 27-41). A tutte queste testimonianze ultra-convincenti, noi aggiungiamo soltanto quella dell’Apostolo Paolo: «Giacché voi, fratelli, siete stati imitatori delle Chiese di Dio, che sono per la Giudea in Cristo Gesù; perché le medesime cose avete sofferte anche voi dai vostri connazionali come anche quelli dai giudei, i quali ed uccisero il Signore Gesù e i Profeti, e ci hanno perseguitato, e non piacciono a Dio, e sono avversi a tutti gli uomini; i quali proibiscono a noi il parlare alle genti perché si salvino, per andare sempre colmando la misura dei loro peccati; poiché è venuta sopra di essi l’ira di Dio sino alla fine» (1 Ts 2, 14-16). Chi uccise dunque Cristo? La parola di San Pietro di San Paolo e di Santo Stefano, è unanime, e credo debba essere sufficiente a convincere chiunque voglia o abbia pensato il contrario: Cristo fu tradito, ucciso crocifisso dai capi e dal popolo ebraico. La testimonianza qui riportata degli Atti degli Apostoli s’impone, com’è evidente, più di qualunque altra. Essa è veramente decisiva, assoluta e irrefragabile intorno all’uccisione di Cristo da parte dei giudei. Non è soltanto una testimonianza ispirata; porta con sé la certezza storica 29, e perciò esige l’assenso di tutti: credenti e non credenti, cristiani ed ebrei, purché non si dimentichino né le persone qualificate, né le diverse circostanze in cui venne affermata. è resa, infatti, da testi di primo piano che proclamano, con ogni sicurezza, sulla piazza e nel tempio di Gerusalemme, e alla presenza di varie migliaia di persone ed innanzi agli stessi capi della nazione il delitto enorme del deicidio. Eppure, nessuno degli uditori reagisce, nessuno nega il fatto così atroce, dell’uccisione del Messia, della crocifissione di Gesù che Pietro chiama senza timore «Autore della vita»! (At 3, 15). Anzi, al sentire Pietro, che accusa tutta la casa di Israele di aver crocifisso Gesù, gli ascoltatori non si rivoltano contro di lui; ma, convinti del loro enorme peccato, sono «compunti» e chiedono allo stesso Pietro e agli altri Apostoli: «Fratelli che dobbiamo fare? E Pietro a loro: «Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo a remissione dei vostri peccati. E [...] salvatevi di mezzo a questa generazione perversa». E in quel giorno il numero dei fedeli aumentò di circa tremila persone» (At 2, passim.). In questi ed altri fatti consimili due cose appaiono, quindi, ben certe: 1) Pietro parla innanzi alla folla del popolo, e l’accusa di avere ucciso l’Autore della vita (cioè Gesù Uomo-Dio); 2) la folla e i capi non negano il fatto, ma chiedono che cosa debbono fare per sfuggire alla vendetta divina. Questo comportamento da parte del popolo e delle guide spirituali del medesimo, conferma con ogni evidenza ciò che Pietro va affermando intorno alla responsabilità dei giudei nella crocifissione e morte di Cristo. Ciò è chiaro e non ci vuole molto per capirlo. Eppure oggi vi è chi si chiede: «Perché il popolo giudaico viene chiamato «popolo deicida»? (cfr. in Palestra del Clero, art. cit., pag. 975; P. Mariano, op. cit.). La risposta a questa insistente domanda degli ebrei e non ebrei dei nostri tempi è ovvia: se lo chiamò così San Pietro, primo Apostolo e primo Papa, senza che il popolo e i loro capi negassero la sua affermazione, quando vedendo la gran folla parlò e, tra l`altro, disse: «Uomini israeliti [...] il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri Padri ha glorificato il servo suo Gesù, che voi metteste in mano di Pilato e rinnegaste in faccia a lui, mentr’egli aveva deciso di liberarlo. Sì, voi rinnegaste il Santo e il Giusto, e chiedeste vi fosse graziato un omicida. Voi uccideste l’Autore della vita» (e uccidere l’Autore della vita è lo stesso, qui, che uccidere Gesù Uomo-Dio; N.d.R.), perché meravigliarsi che questa stessa affermazione sia stata ripetuta attraverso la Storia? (At 3, 12-15) Si potrà forse discutere se sia opportuno o meno rinfacciare in questa o in quella circostanza al popolo ebraico l’enorme delitto del deicidio, ma in nessun modo e da nessuno si potrà affermare e molto meno scrivere che tale delitto non fu mai commesso dal popolo ebraico. La carità può suggerire, qualche volta, di tacere, ma la verità comanda a tutti di non essere tradita ogni qualvolta è necessario parlare o scrivere di questo, come di qualunque altro argomento. "

    Altro? sentiamo le parole dell'amato Signore Gesù, riguardo alla SEMPRE presente perfidia del popolo ebraico, nonostate il suo essere eletto ad accogliere il Figlio di Dio ed a predicarne prima la sua venuta al mondo:

    Dal Vangelo secondo Matteo: «In quel tempo, Gesù raccontò alla folla dei giudei e ai capi dei sacerdoti questa parabola: «Un padre di famiglia piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò in essa un frantoio e vi edificò una torre. Chiamati a lavorare dei vignaioli, partì per un paese lontano. Quando venne la stagione dei frutti, mandò i suoi servi dai coloni per esigere la parte che gli spettava. Ma i contadini, presi i servi, alcuni li percossero, altri li uccisero e altri li lapidarono. Il padrone mandò nuovamente dei servi più numerosi di prima, ma i vignaioli li trattarono allo stesso modo. Alla fine, inviò ad essi il figlio suo, dicendo: «Avranno almeno rispetto per mio figlio». Ma quelli, visto il figlio, dissero tra loro: «Ecco l'erede; uccidiamolo, e i suoi beni li erediteremo noi». Ed impadronitisi di lui, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Ora, che cosa farà, secondo voi, al suo ritorno il padrone della vigna a quei vignaioli»? «Farà perire - gli risposero - senza pietà quei malvagi e affiderà la vigna ad altri lavoratori i quali gli daranno a suo tempo la parte di raccolto che gli spetta». Gesù riprese: «Non avete mai letto la Scrittura: «La pietra che i costruttori rifiutarono di adoperare, è diventata la pietra angolare. Dal Signore è stata fatta questa cosa, ed è mirabile ai nostri occhi». E' per questo che io vi dico: voi non farete più parte del regno di Dio, il quale invece sarà dato ad un popolo che saprà produrre frutti e chi cadrà su questa pietra, andrà in pezzi e se la pietra cadrà su qualcuno, lo stritolerà». All'udire questa ed altre parabole, i capi dei sacerdoti ed i farisei compresero che Gesù parlava di loro, e pur cercando di impadronirsi di lui, avevano paura della folla che lo considerava profeta».

    Nel mio primo post ho dimostrato non esserci nessuna inesattezza....sei tu che leggi in chiave discriminatoria biologico-razziale, proprio come fanno i giudei nei confronti dei goym, cioè di qualsiasi essere umano non sia giudeo....quindi anche te.

    Quando parli di antisemitimo.....mi devi dire dove l'hai letta tale parola, che nei fatto nel mio post non c'é, bensi esiste la benigna parola: antigiudaismo teologico.....penso che tu sappia la differenza tra le due parole.

    Ti invito a pregare per la conversione degli ebrei nonché per la tua, e conta mentalmente fino a dieci prima di scrivere (...o parlare) vedrai che anche i tuoi discorsi saranno più ragionevoli e diventerai capace di argomentare libero dalle emozioni.

    Con cordialità,
    Daniele

  7. #7
    Affus
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by Sùrsum corda!
    Caro Affus, prima smetti di vomitare odio....così sarai più credibile nel imputarlo a me, non credi?
    Bene, se vuoi puoi credere ai S.Vangeli e convertirti a Gesù, ma prima visto che non ascolti gli altri (e questo può essere anche un bene....) allora leggiteli da te, mi chiedevi dove stà scritto che gli Ebrei sono il popolo Diecida, ovvero responsabili e portatori ad oggi della colpa di avere voluto morto sulla croce la seconda persona della SS Trinità, ecco:

    "LA PAROLA AL VANGELO

    Anzitutto, crediamo nostro dovere porre innanzi allo sguardo del lettore le pagine evangeliche in cui viene riferita la scena terrificante di cui ci dobbiamo occupare. Si tratta delle pagine più oscure ed orrende scritte dalla mano tremante degli Evangelisti. In esse, viene ricordata, con semplicità e sobrietà pari a verità, tutta la malignità e l’estrema empietà ebraica nel chiedere ed ottenere la morte di croce di Nostro Signore Gesù Cristo. Per capirle però e comprenderne, per quanto è possibile, il tragico svolgimento, noi le riferiamo tutt’intere, quali sono narrate dalla penna dei quattro Evangelisti. E, a tale scopo, ci serviamo del Vangelo unificato e tradotto dai testi originali, a cura di Padre Pietro Vanetti s.j. (Editrice Missioni, Venezia 1958).

    Gesù davanti al Governatore

    (Mt 27,11; Gv 18, 28-32)

    «Condussero dunque Gesù dalla casa di Caifa al pretorio. Era mattino. E Gesù fu posto davanti al Governatore. Ma essi non entrarono nel pretorio per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Allora Pilato uscì fuori verso di loro e disse: «Che accusa portate contro quest'uomo»? Gli risposero: «Se costui non fosse un malfattore, non te l’avremmo consegnato». Disse dunque loro Pilato: «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge». Gli risposero i giudei: «A noi non è lecito uccidere alcuno». Affinché si adempisse la parola di Gesù, quella che disse significando di qual morte stava per morire».

    Accuse del Sinedrio

    (Lc 23, 2)

    «E incominciarono ad accusarlo dicendo: «Trovammo costui a perturbare la nostra nazione ed impedire di dare tributi a Cesare, e a dire di essere lui il Cristo re».

    Interrogatorio segreto

    (Mt 27, 11; Mc 15, 2; Lc 23, 3; Gv 18, 33-38)

    «Pilato dunque entrò nuovamente nel pretorio e chiamò Gesù e gli disse: «Tu sei il re dei giudei»? Gesù rispose: «Da te stesso tu dici questo o altri te l’hanno detto di me»? Rispose Pilato: «Sono forse io giudeo? La tua nazione e i pontefici ti consegnarono a me: che cosa hai fatto»? Gesù rispose: «Il mio regno non è di questo mondo. Se il mio regno fosse di questo mondo, i miei sudditi avrebbero lottato perché non fossi consegnato ai giudei. Ora invece il mio regno non è di quaggiù». Pilato allora gli disse: «Dunque tu sei re»? Gesù rispose: «Tu dici che sono re! Io per questo sono nato e per questo sono venuto nel mondo per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce». Pilato gli dice: «Che cos’è la verità»?

    Nuove accuse del Sinedrio

    (Mt 27, 12-13; Mc 15, 3-5; Lc 23, 4-7; Gv 18, 38)

    «E detto questo; nuovamente uscì verso i giudei e disse ai pontefici e alle folle: «Io non trovo in lui nessuna colpa». E Gesù, quando fu accusato dai pontefici e dagli anziani in molte cose, non rispose nulla. Ma Pilato di nuovo lo interrogava: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano». Ma Gesù non gli rispose nulla affatto, nemmeno ad una parola, di modo che Pilato si meravigliò molto. Ma quelli insistevano dicendo: «Agita il popolo insegnando per tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, fin qua». Avendo udito ciò Pilato domandò se l’uomo fosse galileo; e venuto a conoscenza che era della giurisdizione di Erode, lo rinviò ad Erode che era anche lui a Gerusalemme in quei giorni».

    Gesù di fronte ad erode

    (Lc 23, 8-12)

    «Erode al vedere Gesù si rallegrò molto. Da molto tempo infatti era desideroso di vederlo perché aveva udito di lui, e sperava vederlo compiere qualche prodigio. Lo interrogava perciò con molte parole, ma egli non gli rispose niente. E stavano lì i pontefici e gli scribi accusandolo con veemenza, ma Erode disprezzatolo con i suoi soldati e fattosene gioco dopo averlo vestito di una veste sgargiante lo rinviò a Pilato. In quello stesso giorno Erode e Pilato divennero amici, poiché prima erano nemici tra loro».

    «Dopo averlo castigato, quindi, lo lascerò libero»

    (Lc 23, 13-16)

    «Pilato allora, convocati i pontefici e i capi e il popolo, disse loro: «Mi avete portato quest’uomo come un sovvertitore del popolo; ed ecco, dopo averlo esaminato alla vostra presenza, non no trovato nulla di colpevole in quest’uomo di quanto l’accusate. Anzi neppure Erode; lo rinviò infatti a noi. Ecco dunque egli non ha commesso nulla degno di morte. Dopo averlo castigato, quindi, lo lascerò libero».

    Gesù o Barabba?

    (Mt 27, 15-18; Mc 15, 6-10; Lc 23, 17; Gv 18 ,39-40)

    «Il Governatore era solito, in ciascuna festa di Pasqua, liberare alla folla un carcerato, quello che volevano. C’era allora un carcerato famoso, chiamato Barabba. Era il detto Barabba incarcerato fra i rivoltosi che nella rivolta avevano commesso omicidio. E la folla salì e cominciò a chiedere a Pilato quello che sempre faceva con loro. Radunatisi, dunque, disse loro Pilato: «è consuetudine per voi che vi liberi uno per la Pasqua. Chi volete che vi liberi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo»? Sapeva infatti che per invidia lo avevano consegnato».

    La moglie di Pilato

    (Mt 27, 15)

    «Sedendo poi Pilato al banco del tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Nulla (ci sia) fra te e quel giusto; molto infatti ho sofferto oggi in sogno per causa sua».

    Barabba liberato

    (Mt 27, 20-25; Mc 15, 11-15; Lc 23, 18; 23, 20-25; Gv 18 ,40)

    «Ma i pontefici e gli anziani persuasero le folle a chiedere Barabba e a far morire Gesù. Prendendo dunque la parola il Governatore disse loro: «Chi dei due volete che vi liberi»? Gridarono tutti insieme dicendo: «Togli via costui, e liberaci Barabba». Ma di nuovo Pilato gridò loro volendo liberare Gesù: «Che debbo fare di quello che chiamate il re dei giudei»? Ma quelli tutti di nuovo gridavano dicendo: «Crocifiggilo»! Ma egli per la terza volta disse loro: «Ma che fece di male costui»? Non ho trovato in lui niente che meriti la morte. Dopo averlo castigato dunque, lo lascerò libero». Ma quelli sempre più insistevano con alte grida, chiedendo che fosse crocifisso, e le loro grida si rinforzavano. Perciò Pilato volendo soddisfare il popolo, deliberò che fosse fatto ciò che chiedevano. Rilasciò colui che per sedizione e omicidio era in carcere: quel Barabba che essi chiedevano».

    Gesù flagellato ed incoronato di spine

    (Mt 27, 27-30; Mc 15, 16-19; Gv 19, 13)

    «Allora Pilato prese Gesù e lo fece flagellare. I soldati condussero Gesù dentro nel cortile, cioè nel pretorio, e convocarono attorno a lui tutta la coorte composta di circa 500 soldati. E spogliatolo, gli misero addosso una clamide scarlatta; e intrecciata una corona di spine, la posero sul suo capo, e posero una canna nella sua destra. Poi venivano a lui e piegando il ginocchio davanti a lui, lo schernivano e cominciarono a salutarlo dicendo: «Ave, re dei giudei», e gli davano schiaffi. E dopo avergli sputato addosso, presero la canna e con quella lo percuotevano sul capo».

    «Ecco l'uomo»!

    (Gv 19, 4-7)

    «Pilato uscì di nuovo fuori e disse loro: «Ecco, ve lo conduco fuori, affinché conosciate che non trovo in lui nessuno colpa». Uscì fuori dunque Gesù portando la corona di spine e la veste purpurea. E Pilato dice loro: «Ecco l’uomo»! Ma quando lo videro, i pontefici e le guardie gridarono dicendo: «Crocifiggilo, crocifiggilo»! Dice loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io infatti non trovo in lui colpa». I giudei gli risposero: «Noi abbiamo una legge e secondo la legge deve morire, perché si fece Figlio di Dio».

    Il maggiore peccato

    (Gv 19, 8-11)

    «Quando Pilato udì questo discorso, s’impaurì di più; ed entrò di nuovo nel Pretorio, e disse a Gesù: «Da dove vieni»? Ma Gesù non gli diede risposta. Gli dice allora Pilato: «Con me non parli? Non sai che ho potere di liberarti e ho potere di crocifiggerti»? Rispose Gesù: «Non avresti nessun potere contro di me se non ti fosse stato dato dall’alto; perciò chi mi ha consegnato a te, ha maggiore peccato».

    Ultimi tentativi del Governatore

    (Gv 19, 12-15)

    «Dopo questo, Pilato cercava di liberarlo. Ma i giudei gridarono dicendo: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare. Chiunque si fa re, contraddice a Cesare». Pilato, dunque, udite queste parole, condusse fuori Gesù e sedette in tribunale in un luogo detto Lastricato, in ebraico Gabbata. Era la preparazione della Pasqua, verso l’ora sesta; e dice ai giudei: «Ecco il vostro re»! E quelli gridarono: «Via, via, crocifiggilo»! Pilato dice loro: «Crocifiggerò ii vostro re»? Risposero i pontefici : «Non abbiamo altro re che Cesare».

    La sentenza

    (Mt 27, 24-26; Mc 15, 15; Lc 23, 25; Gv 19,16-17)

    «Ora Pilato, vedendo che non otteneva nulla, anzi che il tumulto si faceva maggiore prendendo dell’acqua, si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Sono innocente del sangue di questo giusto. Pensateci voi»! E rispondendo tutto i popolo disse: «Il suo sangue ricada sopra noi e sopra i nostri figli». Allora finalmente consegnò loro Gesù perché fosse crocifisso. E l’abbandonò in loro balia. Presero essi dunque Gesù». "

    "ATTI DEGLI APOSTOLI

    Gli Atti degli Apostoli sono il libro ispirato in cui più esplicitamente e pubblicamente viene presentata la morte violenta di Cristo come il più iniquo ed orrendo delitto dei capi e del popolo ebraico. Basta scorrerne alcuni capitoli, dove la tragica vicenda del Calvario viene ricordata con la più chiara espressione da parte specialmente degli Apostoli Pietro e Paolo e dal primo martire, Santo Stefano. Prima però di iniziarne la rassegna, notiamo che tutte le volte che si parla della morte di Cristo, viene anche ricordato come Egli trionfò della medesima nella Sua Risurrezione gloriosa, vincendo la morte stessa e tutte le insidie dei Suoi nemici. Ecco pertanto, come parla San Pietro, nel giorno della Pentecoste: «Uomini d’Israele, ascoltate queste parole. Gesù di Nazaret, uomo accreditato da Dio presso di voi con opere, prodigi e potenti segni che Dio fece tra voi per suo mezzo, come voi stessi sapete, voi lo avete trafitto per mano d’empi, e ucciso, dopo che per determinata volontà e prescienza di Dio fu tradito; Dio l’ha risuscitato, avendo infranto i legami della morte, siccome era impossibile che ne fosse ritenuto» (At 2, 22-24). Ed ancora: «Sappia dunque indubitatamente tutta la famiglia d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo questo stesso Gesù che voi avete crocifisso» (At 2, 36). La stessa cosa ripete il primo Apostolo e primo Papa, dopo la guarigione dello storpio alla porta del tempio di Gerusalemme:« Israeliti, perché vi meravigliate voi di questo, e perché tenete gli occhi su noi, come se per potenza e bontà nostra avessimo fatto sì che costui cammini? Il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei Padri nostri ha glorificato il suo Figlio Gesù che voi avete tradito e rinnegato davanti a Pilato, benché lui fosse risoluto di liberarlo. Ma voi rinnegaste il Santo e il Giusto e chiedeste che vi fosse graziato un assassino; e uccideste l’Autore della vita che Dio resuscitò da morte, cosa di cui noi siamo testimoni» (At 2, 12-15). «Allora Pietro, ripieno di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, ascoltate: giacché oggi siamo interrogati sul beneficio fatto ad un uomo ammalato, per sapere in qual modo questo sia stato risanato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele come in nome del Signor Nostro Gesù Cristo Nazareno che voi crocifiggeste e Dio risuscitò dai morti, in virtù di questo nome costui sta sano innanzi a voi. Questa è la pietra rigettata dai voi costruttori, la quale è divenuta testata d’angolo» (At 4, 8-11). Pietro e gli Apostoli presero a rispondere: «Bisogna ubbidire piuttosto a Dio, che agli uomini. Il Dio dei padri nostri ha risuscitato Gesù che voi uccideste appendendolo ad un patibolo» (At 5, 29-30). Ed ora è la volta di Santo Stefano, il quale rimprovera ai giudei l'uccisione di Cristo, come degli antichi Profeti che lo avevano annunciato. Ecco come egli parla ai suoi lapidatori: «Voi pure siete come i vostri padri. Quale dei Profeti i vostri padri non perseguitarono? Uccisero persino coloro che predicavano la venuta del Giusto, di cui voi siete stati adesso i traditori e gli assassini» (At 7, 51-52). Dopo, il Protomartire, torna a parlarci dell'uccisione di Cristo da parte degli ebrei ancora il primo Apostolo e primo Papa: «Voi sapete - egli dice ai giudei - quello che è avvenuto per tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il Battesimo predicato da Giovanni, come Dio unse di Spirito Santo e di potenza Gesù di Nazaret. Egli andò ovunque, facendo del bene e sanando tutti gli oppressi dal diavolo, perché Dio era con lui. E noi siamo testimoni di tutte le cose che egli fece nel paese dei giudei e in Gerusalemme; ma l’uccisero, avendolo appeso ad una croce. Dio però lo risuscitò il terzo giorno» (At 10, 27-41). A tutte queste testimonianze ultra-convincenti, noi aggiungiamo soltanto quella dell’Apostolo Paolo: «Giacché voi, fratelli, siete stati imitatori delle Chiese di Dio, che sono per la Giudea in Cristo Gesù; perché le medesime cose avete sofferte anche voi dai vostri connazionali come anche quelli dai giudei, i quali ed uccisero il Signore Gesù e i Profeti, e ci hanno perseguitato, e non piacciono a Dio, e sono avversi a tutti gli uomini; i quali proibiscono a noi il parlare alle genti perché si salvino, per andare sempre colmando la misura dei loro peccati; poiché è venuta sopra di essi l’ira di Dio sino alla fine» (1 Ts 2, 14-16). Chi uccise dunque Cristo? La parola di San Pietro di San Paolo e di Santo Stefano, è unanime, e credo debba essere sufficiente a convincere chiunque voglia o abbia pensato il contrario: Cristo fu tradito, ucciso crocifisso dai capi e dal popolo ebraico. La testimonianza qui riportata degli Atti degli Apostoli s’impone, com’è evidente, più di qualunque altra. Essa è veramente decisiva, assoluta e irrefragabile intorno all’uccisione di Cristo da parte dei giudei. Non è soltanto una testimonianza ispirata; porta con sé la certezza storica 29, e perciò esige l’assenso di tutti: credenti e non credenti, cristiani ed ebrei, purché non si dimentichino né le persone qualificate, né le diverse circostanze in cui venne affermata. è resa, infatti, da testi di primo piano che proclamano, con ogni sicurezza, sulla piazza e nel tempio di Gerusalemme, e alla presenza di varie migliaia di persone ed innanzi agli stessi capi della nazione il delitto enorme del deicidio. Eppure, nessuno degli uditori reagisce, nessuno nega il fatto così atroce, dell’uccisione del Messia, della crocifissione di Gesù che Pietro chiama senza timore «Autore della vita»! (At 3, 15). Anzi, al sentire Pietro, che accusa tutta la casa di Israele di aver crocifisso Gesù, gli ascoltatori non si rivoltano contro di lui; ma, convinti del loro enorme peccato, sono «compunti» e chiedono allo stesso Pietro e agli altri Apostoli: «Fratelli che dobbiamo fare? E Pietro a loro: «Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo a remissione dei vostri peccati. E [...] salvatevi di mezzo a questa generazione perversa». E in quel giorno il numero dei fedeli aumentò di circa tremila persone» (At 2, passim.). In questi ed altri fatti consimili due cose appaiono, quindi, ben certe: 1) Pietro parla innanzi alla folla del popolo, e l’accusa di avere ucciso l’Autore della vita (cioè Gesù Uomo-Dio); 2) la folla e i capi non negano il fatto, ma chiedono che cosa debbono fare per sfuggire alla vendetta divina. Questo comportamento da parte del popolo e delle guide spirituali del medesimo, conferma con ogni evidenza ciò che Pietro va affermando intorno alla responsabilità dei giudei nella crocifissione e morte di Cristo. Ciò è chiaro e non ci vuole molto per capirlo. Eppure oggi vi è chi si chiede: «Perché il popolo giudaico viene chiamato «popolo deicida»? (cfr. in Palestra del Clero, art. cit., pag. 975; P. Mariano, op. cit.). La risposta a questa insistente domanda degli ebrei e non ebrei dei nostri tempi è ovvia: se lo chiamò così San Pietro, primo Apostolo e primo Papa, senza che il popolo e i loro capi negassero la sua affermazione, quando vedendo la gran folla parlò e, tra l`altro, disse: «Uomini israeliti [...] il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri Padri ha glorificato il servo suo Gesù, che voi metteste in mano di Pilato e rinnegaste in faccia a lui, mentr’egli aveva deciso di liberarlo. Sì, voi rinnegaste il Santo e il Giusto, e chiedeste vi fosse graziato un omicida. Voi uccideste l’Autore della vita» (e uccidere l’Autore della vita è lo stesso, qui, che uccidere Gesù Uomo-Dio; N.d.R.), perché meravigliarsi che questa stessa affermazione sia stata ripetuta attraverso la Storia? (At 3, 12-15) Si potrà forse discutere se sia opportuno o meno rinfacciare in questa o in quella circostanza al popolo ebraico l’enorme delitto del deicidio, ma in nessun modo e da nessuno si potrà affermare e molto meno scrivere che tale delitto non fu mai commesso dal popolo ebraico. La carità può suggerire, qualche volta, di tacere, ma la verità comanda a tutti di non essere tradita ogni qualvolta è necessario parlare o scrivere di questo, come di qualunque altro argomento. "

    Altro? sentiamo le parole dell'amato Signore Gesù, riguardo alla SEMPRE presente perfidia del popolo ebraico, nonostate il suo essere eletto ad accogliere il Figlio di Dio ed a predicarne prima la sua venuta al mondo:

    Dal Vangelo secondo Matteo: «In quel tempo, Gesù raccontò alla folla dei giudei e ai capi dei sacerdoti questa parabola: «Un padre di famiglia piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò in essa un frantoio e vi edificò una torre. Chiamati a lavorare dei vignaioli, partì per un paese lontano. Quando venne la stagione dei frutti, mandò i suoi servi dai coloni per esigere la parte che gli spettava. Ma i contadini, presi i servi, alcuni li percossero, altri li uccisero e altri li lapidarono. Il padrone mandò nuovamente dei servi più numerosi di prima, ma i vignaioli li trattarono allo stesso modo. Alla fine, inviò ad essi il figlio suo, dicendo: «Avranno almeno rispetto per mio figlio». Ma quelli, visto il figlio, dissero tra loro: «Ecco l'erede; uccidiamolo, e i suoi beni li erediteremo noi». Ed impadronitisi di lui, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Ora, che cosa farà, secondo voi, al suo ritorno il padrone della vigna a quei vignaioli»? «Farà perire - gli risposero - senza pietà quei malvagi e affiderà la vigna ad altri lavoratori i quali gli daranno a suo tempo la parte di raccolto che gli spetta». Gesù riprese: «Non avete mai letto la Scrittura: «La pietra che i costruttori rifiutarono di adoperare, è diventata la pietra angolare. Dal Signore è stata fatta questa cosa, ed è mirabile ai nostri occhi». E' per questo che io vi dico: voi non farete più parte del regno di Dio, il quale invece sarà dato ad un popolo che saprà produrre frutti e chi cadrà su questa pietra, andrà in pezzi e se la pietra cadrà su qualcuno, lo stritolerà». All'udire questa ed altre parabole, i capi dei sacerdoti ed i farisei compresero che Gesù parlava di loro, e pur cercando di impadronirsi di lui, avevano paura della folla che lo considerava profeta».

    Nel mio primo post ho dimostrato non esserci nessuna inesattezza....sei tu che leggi in chiave discriminatoria biologico-razziale, proprio come fanno i giudei nei confronti dei goym, cioè di qualsiasi essere umano non sia giudeo....quindi anche te.

    Quando parli di antisemitimo.....mi devi dire dove l'hai letta tale parola, che nei fatto nel mio post non c'é, bensi esiste la benigna parola: antigiudaismo teologico.....penso che tu sappia la differenza tra le due parole.

    Ti invito a pregare per la conversione degli ebrei nonché per la tua, e conta mentalmente fino a dieci prima di scrivere (...o parlare) vedrai che anche i tuoi discorsi saranno più ragionevoli e diventerai capace di argomentare libero dalle emozioni.

    Con cordialità,
    Daniele

    conosco questi testi e confermano tutti quello che gia ti ho detto .
    Dobbiamo dedurre quindi che se Cristo fosse morto solo per mano degli ebrei e solo loro sono colpevoli della morte di Cristo a noi non ci ha salvati perchè è morto solo per loro ? !!!
    ti pare ?
    Se io non ho ucciso nessuno , di cosa mi si potra incolpare ?

    che c'entri tu con la salevzza se gli ebrei sono colpevoli ?
    A te nulla ti deve nessuno e non hai bisogno di esssere perdonato di nulla . Non sei colpevole della morte di Cristo , percio non frequentare piu la messa che è un sacrificio di espiazione dei peccati , anzi frequenta solo quella dei devoti di Lefebvre , che quella è una messa razzista , fuori della comunione cattolica , perchè lì Cristo muore solo per alcuni e non per tutti .
    Il mio concetto invece era un altro .
    ti faccio un esempio .
    Immagina che in una sommossa una folla fa un assalto a un supermenrcato . La folla vine poi circondata dall ' esercito e tutti vengono presi . In mezzo a questi poi si trovano carabinieri e poliziotti che hanno guidato la sommossa .

    Chi lapideresti per prima ? Pensi che la colpa di qui poliziotti non sia leggermente superiore ? Oppure faresti all'italiana o secondo i metodi ugulitari ? Sei un razzista e basta .

  8. #8
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    E' ovvio che ci troviamo di fronte ad una persona squilibrata e delirante.
    Purtroppo questo figuro non è nè unico nè raro.
    Oggi questi traditori e rinnegatori del Verbo e della Verità governano la Chiesa di Cristo, facendo ben più danno alle anime di questo miserabile giudaizzante.
    Non si tema però che costoro: figli del demonio, dell'odio, dell'iniquità, della menzogna, del tradimento e dell'apostasia; rinnegati e ribelli ai sacramenti ricevuti, ignobili servi dei servi di Satana... possano nuocere oltremodo.
    La promessa di Cristo è inequivocabile, pesante come il maglio, risolutiva e rincuorante: NON PRAEVALEBUNT! Così sia.
    Bellarmino

  9. #9
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    Originally posted by Bellarmino
    E' ovvio che ci troviamo di fronte ad una persona squilibrata e delirante.
    Questa frase dovrebbe fare riflettere, vero Bellarmino?
    There are only 10 types of people in the world: those who understand binary and those who don't

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  10. #10
    Manuel
    Ospite

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    Per fortuna la Chiesa si è evoluta ed oggi non vengono più lanciati questi anatemi contro chi ha un'altra fede religiosa ma si tende sempre a ricercare il dialogo, questa è la giusta via da seguire.

 

 
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