Per quanto personalmente mi riguarda - sono un giornalista, e sono
siciliano - i miei interessi hanno a che fare con la liberta'
d'informazione e la lotta alla mafia. In entrambi i settori, mi sento
minacciato dalla destra ma non garantito dal centrosinistra senza
trattino. Io, per esempio, non credo che la Rai debba essere fatta a
pezzi e privatizzata. Non credo in un'informazione completamente in
pugno agli imprenditori. Certo, con un imprenditore solo la situazione
e' peggiore che se ce ne fossero due o tre: ma i due o tre, quando ci
fossero, non tarderebbero a mettersi d'accordo sui punti essenziali,
esattamente come hanno fatto quelli delle assicurazioni, dei telefoni e
gli altri "liberi concorrenti". Su questo, non mi fido di Prodi (o
D'Alema). Sono pronto a fare dei compromessi con loro (oligarchia) per
non far vincere Berlusconi (tirannide), ma senza abbandonare la mia
idea (democrazia).
Non parliamo poi dell'antimafia. Qua, Fassino ha appena finito di
mandare un messaggio di solidarieta' al suo esponente siciliano
sorpreso a trattare appalti con i mafiosi. Fassino sara' un galantuomo,
ma il suo messaggio in Sicilia verra' pagato in vite umane. Se il
leader dell'opposizione, di fatto, dichiara di non considerare
importante la questione dei poteri mafiosi, e' evidente che questi
ultimi andranno avanti e non indietro. E io non me lo posso permettere,
perche' sono siciliano. Il centrosinistra potra' essermi utile contro i
mafiosi con coppola e lupara: ma quelli imprenditori e politici, a
quanto pare, me li dovro' combattere da solo. E sta bene: uniti nel
primo caso, ognuno per se' nel secondo. Trattino, trattino e ancora
trattino.
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Tratto dalla e-zine di Riccardo Orioles




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