Anche in questo la nostra sinistra è "anomala". L'ultimo bastione ferocemente liberista e privatizzatorio è annidiano nei DS italiani e in un governo che ssvende di tutto!!
E anche Rifondazione, correntone e sindacati su questo fronte tacciono!
A me parrebbe indispensabile che almeno nei servizi pubblici essenziali (aqua, energia, sanità ed istruzione) vi sia una presenza pubblica maggioritaria ed una presenza comunque forte nella TV e nelle telecomunicazioni.
Da Repubblica.
Il Caso
Si moltiplicano i salvataggi pubblici delle aziende in crisi
Da Parigi a Berlino
il grande ritorno
dello Stato-padrone
MILANO - Lo Stato-padrone, dopo anni di ostracismo, torna alla riscossa. L'ingresso di Parigi nel capitale di Alstom infatti è solo la punta dell'iceberg di una vera e propria epidemia di salvataggi pubblici che non conosce confini né geografici né politici. Un fenomeno figlio della crisi economica che ha fatto proseliti a Tokio come a Washington, tra i Governi conservatori e teoricamente liberisti come quello francese così come tra le fila dei paladini della sinistra internazionale come Tony Blair.
Il primo segnale è arrivato subito dopo l'11 settembre dagli Usa. Quando George Bush ha aperto il portafoglio e firmato un assegno di 15 miliardi di dollari per sostenere le compagnie aeree, travolte dal crollo dei passeggeri dopo gli attentati alle Torri gemelle. Da allora, complice il progressivo deteriorarsi della congiuntura, i salvagenti di Stato sono diventati una costante delle cronache economiche. Il Governo laburista inglese ha nel suo carnet più recente due "ristatalizzazioni" forzate. La prima, già andata in porto, è quella di Rail-track. Lasocietà privatizzatanel '96 cui era affidata la gestione dei treni britannici, tornata sotto il tetto dello Stato a furor di popolo per la drammatica crescita degli incidenti ferroviari e la carenza degli investimenti. Poi è toccato al nucleare di British Energy. Finita in crisi per un eccesso d'indebitamento e salvata con prestiti e revisioni contrattuali da Londra, una serie di interventi finiti da poco ufficialmente nel libro nero dell'antitrust di Mario Monti.
Sul fronte delle sinistre europee il suo contributo al fenomeno l'ha dato anche Gehrard Schroder. Sceso in campo un anno
fa (guarda caso sette giorni prima delle elezioni federali) con un prestito straordinario per evitare il crack della Mobilcom prima che questa" trovasse un accordo con il socio di controllo (pubblico) France Telecom. Quest'ultima salvata a sua volta anche lei pochi mesi fa da Parigi con una ciambella di salvataggio statale da 9 miliardi di euro, attraverso una ricapitalizzazione (nel mirino di Bruxelles) che ha scongiurato il rischio-bancarotta per il colosso delle tic.
Più "political-correct" (tanto da meritare l'ok di Monti) l'intervento di Schroder per tappare la falla dei prestiti in sofferenza delle banche tedesche. A lungo si è parlato della creazione di una sorta di grande banca pubblica in cui far convergere tutti i debiti non onorati dalle aziende in crisi. Poi il Governo di Berlino ha convinto le stesse banche a varare una maxi-joint venture "ad oc" in cui è intervenuto per tranquillizzare il mercato anche l'istituto pubblico Kfw.
L'ultimo e più clamoroso caso di salvataggio statale arriva dal Giappone: il Governo Koizumi, di fronte alla crisi della Resona, ha deciso di salvarla versando nelle casse della quinta banca nipponica circa 15 miliardi di euro e diventandone il maggior azionista con il 75%.
Lo Stato-padrone, insomma, Monti permettendo, è tornato di moda in tutti i continenti. Togliendosi anche la soddisfazione di assistere alla quasi estinzione (per asfissia dei mercati) delle privatizzazioni. Il successo italiano sul fronte dell'Eti è infatti poco più di un caso isolato: nei primi quattro mesi del 2003 le vendite mondiali di beni pubblici sono stati pari solo a 11,3 miliardi. Meno della metà di quanto l'Italia aveva incassato nel '97 in un colpo solo con la cessione di Stet-Telecom.




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