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  1. #1
    Conservatorismo e Libertà
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    Predefinito Si apre domani il Congresso dei Tories

    Manchester, domani si apre Congresso del Partito Conservatore


    Un congresso con la concreta prospettiva di una vittoria alla elezioni politiche: al Partito Conservatore non capitava ormai dai tempi di Margaret Thatcher, ma l'ottimismo che regnerà domani tra i delegati riuniti a Manchester dovrà essere temperato dalla pesante eredità che il prossimo esecutivo, qualunque sia, si troverà ad affrontare. Dopo gli scandali dei rimborsi illegali ai parlamentari la fiducia dell'elettorato britannico nella politica e nelle istituzioni è al minimo storico: la crisi economica e la sua gestione da parte del governo laburista potranno dare una mano ai Tories, che dovranno un eventuale successo nel 2010 più all'impopolarità del premier Gordon Brown che ai meriti effettivi di David Cameron. Questi ha dalla sua parte un'immagine di gioventù e dinamismo non dissimile da quella di Tony Blair all'inizio del suo mandato: dovrà anche trovare una politica in grado di risolvere o lenire problemi quali la disoccupazione in aumento, il debito pubblico salito a mille miliardi di sterline, il tutto alla guida percepito da sempre come quello dei più ricchi e privilegiati. Partito che potrebbe trovarsi a vivere anche una pericolosa tensione interna: il "sì" irlandese al Trattato di Lisbona spiana la strada alle ultime ratifiche ancora in sospeso (Polonia e Repubblica Ceca) e rende difficile per Cameron rispettare l'impegno a tenere un referendum una volta l'accordo sia già stato adottato da tutta l'Ue; è probabile però che una parte dei Tories insisterà comunque sulla consultazione, rischiando di mettere il leader conservatore in rotta di collisione con il resto dell'Unione. Cameron da parte sua, in un editoriale pubblicato dal Sunday Telegraph, si è impegnato a smantellare "il labirinto governativo" messo in piedi dai laburisti, colpevole a suo dire di aver "soffocato l'innovazione le imprese, i veri motori della crescita e dell'occupazione".

    Gb/ Manchester, domani si apre Congresso del Partito Conservatore - Esteri - Virgilio Notizie

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Si apre domani il Congresso dei Tories

    Una strana destra s’aggira…

    I centri studi, gli esperti e le idee che definiscono il “Cameronism”. Ma c’è una domanda senza risposta

    Una strana destra s’aggira… - [ Il Foglio.it › La giornata ]

    di Paola Peduzzi

    Non sono gli editoriali che contano, ma i voti di milioni di inglesi che leggono il Sun. Noi crediamo che loro conoscano bene i vantaggi di cui godono grazie a questo governo. Nel giorno delle elezioni, dimostreranno al Sun che sbaglia”. Era il 1997 e il portavoce dell’ufficio centrale del Partito conservatore inglese commentò così la decisione del più popolare tabloid d’Inghilterra di dare il suo appoggio al New Labour di Tony Blair.

    © 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO

    1 ottobre 2009
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  3. #3
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    Predefinito Rif: Si apre domani il Congresso dei Tories

    Manchester si colora di blu, come i colori del partito Conservatore di David Cameron a congresso per l'ultima volta prima delle elezioni che si terranno la prossima primavera nel Regno Unito. E il congresso si apre con la buona notizia di un vantaggio solido dei Tory contro i laburisti di Gordon Brown (una decina di punti facendo la media fra i diversi istituti di statistica) e quella per lui più problematica che arriva dall'Europa.
    Il sì irlandese a Dublino rischia di spaccare il partito di David Cameron sempre più diviso fra euroscettici, eurofobici ed euro pragmatici. Per questo anche oggi nell'attesa intervista all'Andrew Marr show della Bbc, Cameron, ha evitato di impegnarsi a favore o contro un referendum britannico sul trattato di Lisbona. La sua linea riaffermata anche oggi è che se il Trattato non sarà stato ratificato da tutti i Paesi (mancano solo cechi e polacchi) nel giorno della sua ascesa al potere, il governo Tory indirà un referendum popolare.
    Il problema è che le frange più euro-fobiche del partito conservatore vorrebbero l'impegno di Cameron per un referendum anche nel caso – quasi scontato - di approvazione già avvenuta. Pressato su questo punto Cameron ha evitato di pronunciarsi "per non influenzare l'iter di ratifica" negli altri paesi dell'Unione. In realtà il leader tory tace perché un pronunciamento ora lo porterebbe al congresso con un partito dolorosamente diviso, spettacolo che certo non lo aiuterebbe a guadagnare ulteriore consenso popolare. E di consenso, nonostante il vantaggio dei polls, ha ancora bisogno. Lo spostamento di voti a suo favore deve essere molto più consistente di quello ipotizzato dagli istituti di statistica per garantirgli la possibilità di governare da solo. La prospettiva, con i numeri di oggi, è infatti quella di un parlamento senza maggioranza netta.
    Il congresso cercherà di consolidare il favore popolare per l'opposizione lungo due direttrici: evitare la frattura sui temi europei e offrire una proposta attraente per rilanciare l'economia. David Cameron punta a una riforma globale del welfare state con tagli massicci affiancati da una rivoluzione nel sistema degli assegni di disoccupazione e di assistenza sanitaria agli anziani. Il training di chi è senza lavora sarebbe assegnato ad agenzie private con programmi ad hoc, mentre una forma di assicurazione pubblica\privata garantirebbe ai pensionati bisognosi piena assistenza domiciliare.
    Europa e Welfare sono quindi i passaggi stretti che il Tory party di David Cameron dovrà saper attraversare per continuare a sperare in un ritorno a Downing street dopo 12 anni di assenza.

    L'Europa divide i conservatori inglesi a congresso - Il Sole 24 ORE

  4. #4
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    Predefinito Rif: Si apre domani il Congresso dei Tories

    Tories aprono congresso con speranza di vittoria elettorale

    Un congresso con la concreta prospettiva di una vittoria alla elezioni politiche: al Partito Conservatore - i cui delegati si riuniscono da oggi a Manchester - non capitava ormai dai tempi di Margaret Thatcher, ma i sondaggi parlano chiaro. Il Labour del post-blairismo è ai minimi storici e verosimilmente toccherà a David Cameron riportare al governo un partito Conservatore che negli ultimi anni ha corso il rischio di essere relegato un movimento limitato all'Inghilterra meridionale. L'ottimismo che regna tra i delegati dovrà essere temperato dalla pesante eredità che il prossimo esecutivo, qualunque sia, si troverà ad affrontare - e se dovessero spuntarla i Tories, non ultima la questione legata al Trattato di Lisbona. Dopo gli scandali dei rimborsi illegali ai parlamentari la fiducia dell'elettorato britannico nella politica e nelle istituzioni è al minimo storico: la crisi economica e la sua gestione da parte del governo laburista potranno dare una mano ai Tories, che dovranno un eventuale successo nel 2010 più all'impopolarità del premier Gordon Brown che ai meriti effettivi di David Cameron. Questi ha dalla sua parte un'immagine di gioventù e dinamismo non dissimile da quella di Tony Blair all'inizio del suo mandato: dovrà anche trovare una politica in grado di risolvere o lenire problemi quali la disoccupazione in aumento, il debito pubblico salito a mille miliardi di sterline, il tutto alla guida percepito da sempre come quello dei più ricchi e privilegiati. Partito che potrebbe trovarsi a vivere anche una pericolosa tensione interna: il "sì" irlandese al Trattato di Lisbona spiana la strada alle ultime ratifiche ancora in sospeso (Polonia e Repubblica Ceca) e rende difficile per Cameron rispettare l'impegno a tenere un referendum una volta l'accordo sia già stato adottato da tutta l'Ue; è probabile però che una parte dei Tories insisterà comunque sulla consultazione, rischiando di mettere il leader conservatore in rotta di collisione con il resto dell'Unione. I primi segnali di pericolo ci sono tutti: il sindaco di Londra Boris Johnson ha già avvertito Cameron di voler andare comunque alle urne, mentre l'ex ministro degli esteri Malcolm Rifkind ha avvertito che in caso di ratifica da parte di Varsavia e Praga il referendum si trasformerebbe in un mero sondaggio che servirebbe solo a creare "un'inutile commedia". La prima giornata del Congresso ha però messo in luce soprattutto i temi legati alla riforma del welfare, con il piano che prevede il riesame di tutte le pratiche di sussidio per inabilità al lavoro, dando a coloro che non ne hanno veramente diritto la possibilità di ricevere formazione e incentivi. In un editoriale pubblicato ieri dal Sunday Telegraph Cameron si è impegnato a smantellare "il labirinto governativo" messo in piedi dai laburisti, colpevole a suo dire di aver "soffocato l'innovazione le imprese, i veri motori della crescita e dell'occupazione".

    Gb/ Tories aprono congresso con speranza di vittoria elettorale - Esteri - Virgilio Notizie


    * Questo articolo riprende temi giù pubblicati nel primo post ma con qualche informazione in più sull'andamento dei lavori congressuali (che seguiremo su questa stanza di discussione)
    Ultima modifica di FalcoConservatore; 05-10-09 alle 20:25

  5. #5
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    Predefinito Rif: Si apre domani il Congresso dei Tories

    Dopo il sì irlandese, il sindaco di Londra fa la fronda a Cameron

    Dopo il sì irlandese, il sindaco di Londra fa la fronda a Cameron|Libertiamo.it

    Il risultato del referendum irlandese ha aperto un fronte molto interessante di politica interna. Anzi, un fronte interno ad un partito. Il fatto curioso è che si tratta di un partito del Regno Unito, non irlandese.

    Ma facciamo ordine. L’Irlanda ha approvato con un’ampia maggioranza (il 67 per cento dei votanti) il Trattato di Lisbona. Era sicuramente lo scoglio più grande per l’entrata in vigore del nuovo impianto istituzionale, dalla riduzione delle materie in cui si decide all’unanimità al rafforzamento delle prerogative del Parlamento europeo, fino all’istituzione di un presidente Ue. Ma l’esito del voto irlandese potrebbe convincere gli euroscettici ad alzare il livello dello scontro. Da Dublino, la partita si sposta a Praga e Varsavia. Nelle due capitali centro-orientali il Trattato di Lisbona giace sulle scrivanie dei capi di stato, che tergiversano e non lo firmano. Il presidente polacco Lach Kazcynski, per la verità, dovrebbe essere più morbido del suo collega ceco Vaclav Klaus, avendo assicurato che la sua firma sarebbe arrivata all’indomani del referendum irlandese. Ma proprio l’ostinazione di Klaus potrebbe convincere Kazcynski a non abbandonare la partita e a dare man forte all’economista liberale ceco, che tesse e disfa la tela della ratifica, in attesa che la Corte Costituzionale del suo paese si pronunci sul ricorso presentato da un manipolo di senatori suoi fedelissimi. L’obiettivo di Kazcyinski e, soprattutto, di Klaus è quello di tenere il Trattato in scacco fino all’arrivo della cavalleria conservatrice britannica.

    E qui si entra nel merito della questione preannunciata all’inizio. La prossima primavera si terranno le elezioni politiche nel Regno Unito ed un’eventuale vittoria dei Tories potrebbe riaprire la partita referendaria. In passato, David Cameron ha ribadito in più occasioni la sua volontà di sottoporre al vaglio dell’elettorato la ratifica del Trattato di Lisbona, nel caso in cui quest’ultimo non sarà ancora entrato in vigore per quella data. Nulla è certo in politica, come nella vita, ma è chiaro a tutti che la bocciatura del Trattato da parte dei britannici sarebbe altamente probabile.

    Ma ora che l’Irlanda ha votato e che la prospettiva di diventare primo ministro diventa per Cameron più realistica, l’aria per il giovane leader inizia a cambiare. All’interno dei Tories alzano la voce uno sparuto gruppo di europeisti, secondo i quali un eventuale strappo referendario di Cameron comprometterebbe definitivamente i rapporti tra Albione e Bruxelles. Sarebbe “ludicrous”, che è peggio di ridicolo, a detta di sir Leon Brittan (già Home Secretary conservatore e commissario europeo) tenere un referendum retroattivo quando tutti i 27 stati membri, Regno Unito incluso, avranno già ratificato il Trattato.

    Ma più che Brittan e sodali, sono le telefonate di Sarkozy e della Merkel a mettere Cameron di fronte alla realtà, suggerendogli un linguaggio più morbido rispetto al passato: un premier non può prescindere dai delicati equilibri internazionali e il Regno Unito può permettersi di essere border-line rispetto all’Europa ma non di restare completamente fuori. Per evitare vittorie di Pirro, bisogna essere particolarmente prudenti ed abili, tanto che da ieri Cameron e William Hague (ministro degli esteri ombra) non parlano più di referendum, ma di un Regno Unito che – Lisbona vigente – s’impegnerà a rimpatriare alcune politiche oggi appannaggio dell’Ue.

    Troppo poco per i duri e puri del partito, primo fra tutti il popolare sindaco di Londra, Boris Johnson. Libero da preoccupazioni internazionali, il ragionamento del sindaco è il seguente: l’accettazione senza dibattito pubblico di una tale cessione di sovranità è già di per sé scandalosa, ma lo è ancora di più se il frutto del Trattato di Lisbona sarà President Blair. E qui casca l’asino, l’ipotesi che sia proprio l’ex primo ministro a ricoprire l’incarico di Presidente Ue rischia di far diventare la partita squisitamente domestica. E pericolosa per Cameron: “Ma come – si legge in giro per la blogosfera conservatrice – votiamo Cameron e ci ritroviamo Blair?”.

    Fiutata l’aria, Johnson ha deciso di buttarsi a pesce nella questione Europa: questa mattina, in un’intervista a BBC Breakfast, ha lasciato intendere che, secondo lui, nemmeno l’eventuale ratifica di Polonia e Repubblica Ceca dovrebbe fermare il futuro Governo Cameron dal chiamare in causa gli elettori, se non per un pieno referendum, quantomeno per una consultazione. A che possa servire e che valore giuridico abbia questa consultazione non si sa, ma è certo che il pittoresco sindaco ha in mente di inchiodare il leader del partito di fronte alle sue responsabilità. Un ammorbidimento di David sulla faccenda dell’Europa aprirebbe lo spazio, ben prima del previsto, per una dialettica interna ai Tories, permettendo a Boris di conquistare la platea e di porsi come alter ego.

    Insomma, Cameron rischia di scoprire molto presto che gli spazi di manovra di un governante sono più ridotti rispetto a quelli di leader dell’opposizione. E Tony Blair e Boris Johnson finiranno forse per dirsi grazie a vicenda: l’uno serve al destino dell’altro.
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  6. #6
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    Predefinito Rif: Si apre domani il Congresso dei Tories

    Cameron, il conservatore "rivoluzionario"


    Per essere l'ultimo congresso conservatore prima delle elezioni che dovrebbero riportare i Tory al potere dopo 12 anni di dominio laburista, quello lanciato ieri a Manchester non
    nasce esattamente sotto la migliore stella. Raccontano a mezzabocca i delegati con la coccarda azzurra che il leader David Cameron sia a dir poco contrariato dall'agenda dettata dal referendum irlandese. Con la seconda bocciatura dell'ex tigre celtica, avrebbe potuto temporeggiare fino al voto di giugno prima d'affrontare la scarsa voglia d'Europa del Regno Unito, dove tre quarti della popolazione chiede d'esprimersi come a Dublino. Invece, giovedì, dovrà spiegare chiaramente come la pensa alla platea degli iscritti caricata contro Bruxelles dal più temibile dei suoi rivali, il collega di partito e sindaco di Londra Boris Johnson, che da giorni ribadisce il diritto dei britannici a dire la propria, a cominciare dall'eventuale, paventata, presidenza Blair.

    L'estremo sprint del ciclista Dave è tutto in salita. Sì, perchè nonostante il vantaggio di 12 punti sui laburisti, il sostegno della stampa popolare capitanata dal Sun che ha scaricato Gordon Brown, l'84% dei militanti dalla sua, il campione Tory deve pedalare ancora molto per aggiudicarsi l'eredità della Thatcher.

    "Cameron è veramente un rivoluzionario?" si chiede l'ultimo numero del settimanale The Spectator, organo dell'intellighenzia conservatrice. Molti ne dubitano, incerti se dare la colpa alla mancanza d'esperienza politica o di convinzione. Certo, a giudicare dalla scelta dell'anglopakistana Sayeeda Warsi come consigliera per la coesione sociale e dal gay village allestito all'interno del congresso di Manchester, il partito è cambiato tanto rispetto a quando criticava l'immigrazione e ignorava l'universo omosessuale. Una svolta a sinistra riconosciuta perfino dal columnist dell'antagonista New Statesman, Steve Richards: "Cameron ha saputo aggiornare i valori del partito meglio dei laburisti. Conciliando la qualità della vita con la tradizione cooperativa, il climate change e i tagli di spesa necessari, ha portato sulla scena il conservatorismo progressista". Eppure, l'etichetta di Blair della destra potrebbe non essere sufficiente.

    "Non è ancora uno statista" nota l'analista Bruce Anderson. David Cameron camunica assai più diplomaticamente della Lady di ferro che, come ripete il rettore di Oxford ed ex governatore di Hong Kond Chris Patten, "sarebbe sembrata Dracula anche nell'atto di donare il sangue". Ha lavorato sodo perchè gli elettori dimenticassero le sue origini nobili, gli studi nell'esclusivo college di Eton dove a dispetto del 92% della popolazione esclusa dall'istruzione privata si sono formati i principini William e Harry, il reddito milionario che non impedisce alla moglie Samantha di sfoggiare a Manchester scarpe Zara da 29,90 sterline (poco più di 30 euro). Quando a febbraio è morto il figlio Ivan, ha raccontato d'aver scoperto la sanità pubblica e d'essere pronto a risparmiarla da qualsiasi taglio, anche quelli imposti dal peggior deficit della storia britannica. Ma zavorrata da 2,4 milioni di disoccupati la Gran Bretagna brama un governo forte.

    Avesse potuto legare il congresso Tory al piano appena messo a punto per la riforma del welfare, con cui conta di recuperare 600 milioni di sterline in tre anni, l'aspirante premier avrebbe cominciato la campagna elettorale alla grande. Invece dovrà rispondere sull'Europa. E non perchè sia l'assoluta priorità del partito. Ma per provare di saper prendere una posizione decisa. Non come sulla tassa sui ricchi approvata da Gordon Brown che minaccia di mettere in fuga, tra gli altri, l'artista Tracy Emin e far perdere al paese 800 milioni di sterline l'anno. "E' sbagliata" ha ribadito Cameron in una recente intervista. Non abbastanza però da respingerla nettamente rischiando di riattizzare la rabbia popolare contro banche e potentati economici.

    Scisso tra l'audacia dell'azione e quella della speranza, il leader senza leadership studia gli errori dei predecessori. "Vuol ripartire dove si è fermato Blair" spiega il direttore del think tank Demos Richard Reeves. In cima alla salita c'è da governare. Magari, butta là Reeves, con l'aiuto di Peter Mandelson.

    Cameron, il conservatore "rivoluzionario" - LASTAMPA.it

  7. #7
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    Predefinito Rif: Si apre domani il Congresso dei Tories

    I Tories annunciano piano per riformare le pensioni

    I Tories presenteranno oggi al loro Congresso di Manchester, giunto al secondo giorno, i loro progetto di riforma delle pensioni. Secondo quanto riporta il sito web della Bbc, George Osborne, numero due dei conservatori e ministro del Tesoro del governo ombra, spiegherà ai delegati presenti che in caso di vittoria nelle elezioni del prossimo anno (e i sondaggi danno i Tories favoriti) l'età pensionabile sarà portata da 65 a 66 anni a partire dal 2016. L'attuale governo laburista ha già annunciato che intende innalzare l'età pensionabile a 66 anni, ma in modo graduale tra il 2024 e il 2026. Il leader del partito David Cameron parlerà giovedì. Tra Tories regna l'ottimismo circa la possibilità di tornare al governo il prossimo anno per la prima volta dal 1997. Tuttavia presidente del partito Eric Pickles ha avvertito ieri i delegati che non sarà così scontato, sebbene i sondaggi siano positivi. Pickles ha infatti ricordato che per ottenere la maggioranza parlamentare i Tories dovranno mantenere i 193 seggi attuali e vincerne altri 117. Si tratta di un exploit che i conservatori non fanno dal 1931. "Ci vuole una svolta più grande di quella compiuta da Margaret Thatcher nel 1979", ha detto Pickles. Un sondaggio pubblicato oggi dal Times indica tra l'altro che l'attuale consenso che gode il partito conservatore è dovuto più all'insoddisfazione dell'elettorato britannico per i laburisti di Gordon Brown che all'entusiasmo per i Tories. Una grande maggioranza dell'elettorato (il 68%) ritiene infatti che il partito non sia molto cambiato sotto la leadership di David Cameron, ma che stia facendo bene solo grazie all'impopolarità dei laburisti.

    APCom - Gb/ I Tories annunciano piano per riformare le pensioni

  8. #8
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    Predefinito Rif: Si apre domani il Congresso dei Tories

    I tory: «Congeleremo gli stipendi dei dipendenti pubblici»

    Innalzamento dell’età pensionabile e congelamento degli stipendi per i dipendenti della pubblica amministrazione: al congresso dei conservatori in corso a Manchester, il ministro delle Finanze ombra George Osborne ha svelato una serie di misure che il suo partito vorrebbe attuare se vincesse le elezioni del prossimo anno e che, secondo lui, servirebbero al governo a risparmiare 7 miliardi di sterline entro la fine della prossima legislatura.
    Sotto i conservatori l’età pensionabile salirà da 65 a 66 anni entro il 2016 per gli uomini e da 60 a 65 entro il 2020 per le donne. «Chi è già pensionato o sta per diventarlo non verrà colpito. Ma questo è l’unico modo in cui possiamo permetterci di aumentare la pensione di Stato per tutti», ha detto Osborne.
    Riguardo all’intenzione di congelare gli stipendi del settore pubblico - decisione già annunciata anche dall’attuale governo - Osborne ha detto che i conservatori si spingeranno un po’ più in là dei laburisti, che intendono toccare soltanto categorie come i giudici, i medici di famiglia e gli incarichi dagli stipendi particolarmente alti. Se i tory vinceranno, a rinunciare all’aumento per tutto il 2011 saranno tutti i dipendenti pubblici, fatta eccezione per il personale militare di importanza strategica e coloro che guadagnano meno di 18.000 sterline all’anno. Per questo motivo, ha detto Osborne, i conservatori per il momento non intendono abolire la nuova tassa del 50% sulle entrate dei cittadini più ricchi, appena annunciata dai laburisti.
    Osborne ha poi minacciato di introdurre una tassa sui bonus dei manager bancari se dovessero essere troppo alti e di introdurre limiti più severi sugli stipendi dei dipendenti ministeriali, imponendo inoltre un limite di 50.000 sterline sulle pensioni dei dipendenti pubblici. Novità anche sugli aiuti alle famiglie: chi guadagna più di 50.000 sterline all’anno e ha figli non avrà più sconti fiscali e gli aiuti saranno riservati solo ai settori più poveri della società.

    I tory: «Congeleremo gli stipendi dei dipendenti pubblici» - Esteri - ilGiornale.it del 07-10-2009

  9. #9
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    Predefinito Rif: Si apre domani il Congresso dei Tories

    David Cameron – Liveblogging

    di Simone Bressan


    October 8th, 2009


    E’ il gran giorno di David Cameron alla convention di Manchester. Il discorso più importante per il leader dei conservatori sta per essere pronunciato a momenti. Il nostro liveblogging può partire…destinazione Downing Street.





    Ore 16.30: David conclude il suo discorso: quando ci guarderemo indietro non diremo che il governo ha reso possibile tutto questo, che i ministri hanno reso possibile tutto questo but the businesswoman made it happen,the police officer made it happen, the father made it happen,the teacher made it happen. You made it happen.

    Ore 16.27: Posso guardarvi negli occhi e dirvi che con un governo conservatore ricompenseremo chi si assume le proprie responsabilità, aiuteremo chi non può farlo

    Ore 16.25: La sinistra inglese per un decennio si è innamorata di un’istituzione che nessuno elegge, nessuno controlla, nessuno può rimuovere: l’Unione Europa.

    Ore 16.21: William Hague sarà il ministro degli Esteri, “l’uomo che ha guidato la nostra campagna per il referendum sul trattato europeo”.

    Ore 16.20: Abbiamo rovinato l’immagine del nostro parlamento con lo scandalo rimborsi. Adesso serve trasparenza e responsabilità.

    Ore 16.18: Mettetevi comodi, inizia il pistolotto sul climate change: act now, bla bla bla, il sole, ecc ecc. E’ la parte di Cameron che ci piace meno.

    Ore 16.16: Immigrazione: se hai qualcosa da dare, puoi chiamare questa nazione “your home”.

    Ore 16.15: Saremo l’unico partito che si presenterà con lo stesso simbolo in ogni seggio del Regno Unito e sono molto orgoglioso di questo.

    Ore 16.15: Tocca alla Scozia: credo al Regno Unito, non farò mai niente che rischi di dividerci.

    Ore 16.12: Basta sprechi sull’educazione, ogni singolo penny di tasse pagate deve servire per i nostri ragazzi

    Ore 16.09: siamo il partito dell’NHS (sistema sanitario): ieri, oggi, domani. Applausi, meno convinti di quelli sulla parte economica.

    Ore 16.06: parte la difesa al sistema sanitario nazionale, gratuito e basato sui bisogni, non sulla capacità di spesa

    Ore 16.02: basta trattare i bambini da adulti e gli adulti da bambini: serve un nuovo modello, family-friendly

    Ore 16.00: Iain Duncan Smith sarà un membro del governo.

    Ore 15.58: Abbasseremo le tasse ai più poveri [l'applauso più lungo]

    Ore 15.57: Dopo 12 anni di “big governement” non abbiamo risolto i nostri problemi sociali. Il governo non ha aiutato le persone a risolvere i problemi, li ha creati.

    Ore 15.54: Attacco a Gordon Brown: sei tu che hai creato il sistema che ha portato alla crisi finanziaria. E’ la prima volta che nomina il primo ministro in carica.

    Ore 15.52: Elogio dell’imprenditoria e richiamo alla semplificazione. Importate David Cameron in Italia.

    Ore 15.48: Ai pensionati dobbiamo garantire dignità e sicurezza – e legge una lettera di una donna anziana

    Ore 15.45: Non possiamo più spendere più di quello che abbiamo. Non c’è niente di progressista nello spendere più per gli interessi sul debito che per l’educazione dei nostri figli.

    Ore 15.42: David Cameron attacca il Big Governement di questi ultimi anni, ha promesso troppo, ha speso troppo, ha cercato soluzioni per tutto. Non risolveremo i nostri problemi con un governo più invadente ma con una società più forte.

    Ore 15.42: Family, Community, Country: questo è il mio DNA. Ed è questo quello di cui l’Inghilterra ha bisogno. Voglio che ogni bambino abbia le possibilità che ho avuto io

    Ore 15.40: Momento personalissimo, David parla della perdita del figlio. Samantha e David si guardano, è un momento molto intenso.

    Ore 15.37: Ricorda i 4 anni da leader, il primo discorso a Blackpool. Cita George Osborne definendo il suo discorso “magnifico”.

    Ore 15.36: l’omaggio ai soldati in missione, tutti in piedi!

    Ore 15.34: Il messaggio è chiaro: vincere la guerra, garantire la sicurezza degli afgani e tornare a casa. Liam fox sarà il ministro della difesa

    Ore 15.33: Se vinciamo, la prima responsabilità che avremo sarà quella di garantire la sicurezza delle nostre truppe in Afghanistan

    Ore 15.31: Sappiamo quanto il momento è difficile, oggi voglio parlarvi di come far andare meglio le cose. Primo attacco ai Laburisti: irresponsabili.

    Ore 15.32: la musica sale, Dave è in sala. E’ il suo ultimo discorso da leader del partito. “Thank you, Thank you”

    Ore 15.30: We will fight, Britain will win rimane la più bella frase di DC da quando guida i Tories.

    Ore 15.26: Video con gli ultimi 4 anni di DC alla guida, è bello rivedere momenti così.

    Ore 15.25: Non ci crederete, sugli schermi appare Bono degli U2 a portare il suo saluto…

    Ore 15.22: William Hague: “Pronti a governare, ecco a voi il consiglio dei ministri ombra”.

    Ore 15.20: Spot spettacolare proiettato sugli schermi della sala. Pubblico in piedi. E’ entrato il governo ombra conservatore.

    Ore 15.09: L’ex spin doctor dei Tories di Maggie Thatcher spiega la strategia: bisogna vincere con almeno 13 punti di vantaggio, altrimenti il rischio è di una forte ingovernabilità e di un messaggio poco chiaro.

    Ore 15.04: Aspettando Dave.



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    di Simone Bressan

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