M.O. non è solo Israele o la Palestina, i diritti civili hanno vita durissima in molti paesi di quell’area, e un discorso sui diritti civili non può che cominciare con alcune considerazioni sulla condizione della donna nei paesi dell’area mediorientale.

La condizione della donna risente dalla struttura sociale strettamente e patriarcale di molti paesi islamici . L’elemento genericamente religioso conta molto, probabilmente più che il contenuto specifico del Corano i : l’ interpretazione del Corano può al limite discriminare tra legislazione più o meno aderente alla scrittura, ma il vero problema resta che alla base di una legislazione dello stato come l'Iran c’è una religione i cui precetti riguardano ovviamente l’etica e che quindi, tra l’altro , investe ciò che dovrebbe essere lasciato in parte alla libera adesione di ciascuno.

E’ come ho detto non è un problema di strettamente di religione , né di struttura patriarcale della società perché in fondo tutto ciò che si stigmatizza nella legislazione di molti paesi islamici è un retaggio comune al passato di molti paesi occidentali ( tranne forse al poligamia ma alcune sette cristiane come i mormori la praticano da sempre) , dove fino ad alcuni secoli fa la condizione della donna non era meno dura, la libertà religiosa (e non solo quella) inesistente.

Ma il fatto è che in occidente si è avuto un volte sviluppo sociale che in molti paesi del medio oriente non c’è stato o che comunque fatica a trovare una strada. E questo perché oltre a cozzare contro una prassi consolidata , certe rivendicazioni si trovano a sbattere contro dogmi religiosi che, come tali , non possono esser emessi in discussione senza che l’intero impianto religioso ne debba in qualche modo risentire .

Le resistenze non sono però solo di tipo mentale ma anche delle gerarchie religiose, tanto più se essa hanno un potere, che vedono diminuito il loro potere di controllo sui fedeli .
Non è la stessa cosa che alla base di una legislazione di sia una serie di prescrizioni tratte da un testo religioso, molte delle quali minuziose descrizioni di comportamenti ritenuti corretti e puri, piuttosto che un principio come quello che si può leggere nella della nostra costituzione : tutti sono uguali davanti alla legge , senza distinzione di razza, sesso, cultura e religione.

Perché quel principio , quello di uguaglianza dei DIRITTI ( che è ben diverso dalla fratellanza che si trova in tutte le religioni) ed è un ‘”invenzione” molto umana, frutto di un rivolgimento sociale come quelle della rivoluzione francese che, guarda caso spazzò via la religioso da buona parte dell’Europa. E come principio generale e inventato dall’uomo si può anche riempire di significati diversi, ma resta un grande principio di umanità.
E con l’imporsi della laicità dello stato ha subito una grossa accelerazione in occidente quel processo di democratizzazione, di attenzione ai diritti civile e alle libertà individuali che, come ho scritto, fatica molto a trovare la sua strada in paesi dove si devono combattere oltre resistenze mentali anche quelle religiose, che di per se stesse non possono che tendere alla conservazione quanto più rigorosa di una verità che è rivelata all’uomo e che quindi non è di principio modificabile in quanto sacrilego modificare la parole divina ( anche se poi nel gioco interpretativo le modifiche possono arrivare alla negazione del Parola stessa).

Ed è quella stesa laicità che permette di costruire una moschea a Roma e a impedire che in Arabia Saudita si possa fare altrettanto con un edificio religioso di altre religioni, è quella laicità che in ultima analisi permette una convivenza non basata sulla “tolleranza”, ma sul diritto e di portare avanti rivendicazioni di diritti civili come il voto alle donne, una conquista recente delle nostre democrazie e che nei paesi arabi ha un nemico in più: la religione.
Senza laicità dello stato è difficile che si possa avere uno sviluppo sociale, e persino culturale di un popolo..in Italia il primato scientifico dei tempi di Galileo ce lo siamo giocato con l’inquisizione e l’asse della cultura scientifica si spostò definitivamente verso il nord Europa nell’Inghilterra dove il potere religioso era stato fortemente ridimensionato da quello politico.

Credo che valga la pena riflettere su questi temi..con la caduta del modello socialista sono riamasti solo due modelli di molto diversi, quello laico occidentale e quello teocratico che basa l’organizzazione sociale sui prescrizioni religiose, e credo che molti problemi sia all’esterno che all’interno di alcuni paesi islamici in termini di fanatismo e di intolleranza siano purtroppo frutto di questo intreccio fra potere politico e religioso, fra prescrizione religiosa e norma legislativa. Un tale intreccio ha scritto le pagine più oscure del nostro passato, quello dell’inquisizione e dei roghi che hanno sinistramente illuminato le piazze della nostra Europa.

saluti laici