Intervista con il giornalista e scrittore Carlo Climati

ROMA, lunedì, 31 ottobre 2005 (ZENIT.org).- Il giornalista e scrittore Carlo Climati (www.carloclimati.com), autore di saggi sulla cultura giovanile: "I giochi estremi dei giovani", "I giovani e l'esoterismo", "Il popolo della notte" (tutti pubblicati dalle edizioni Paoline), afferma che la festività dei Santi (primo novembre) e la celebrazione dei defunti (2 novembre) rischiano di essere travolte da rituali neopagani

“Negli ultimi anni – ha spiegato Climati in una intervista a ZENIT – intorno alla ricorrenza di Halloween si è scatenato un fenomeno parallelo: la moda delle feste in discoteca che si ispirano all'orrore e all'occultismo”.

Fra la notte del 31 ottobre e l’1 novembre, data in cui si celebra la festa di Halloween, “fioriscono i party all'insegna della stregoneria. Di conseguenza, la moda coinvolge e ‘avvolge’ i ragazzi in un periodo che, tradizionalmente, era rivolto al ricordo di tutti i Santi e alla Commemorazione dei defunti”, ha aggiunto Climati.

“Il ricordo dei morti (2 novembre) viene sostituito dal cattivo gusto degli scheletri e dei fantasmi. I silenzi del raccoglimento e della preghiera vengono travolti e calpestati dal volume assordante di certa musica”, ha poi sottolineato.

Per i cristiani la celebrazione dei defunti aiuta a riflettere sul significato della vita, mentre adesso c’è la tendenza a banalizzare la morte…

Climati: In occasione di Halloween, discoteche e pub organizzano feste ispirate al mondo dell'orrore e dei vampiri. Il problema è che la passione per il macabro, a volte, rischia di spingere alcuni ragazzi a praticare un passatempo di cattivo gusto: le bravate notturne nei cimiteri.

Questa triste abitudine, negli ultimi anni, ha dato origine anche ad episodi di vandalismo e di profanazione. Nella notte di Halloween del 2001, in un paesino della Sardegna, otto minorenni mascherati da streghe, fantasmi e diavoli sono entrati in un cimitero. Dopo aver scavalcato il cancello, hanno cominciato a scherzare e a rincorrersi. Poi hanno forzato la porta dell'ossario e hanno sparso le ossa tra le tombe e i vialetti.

La festa di Halloween si lega a un altro preoccupante fenomeno: la presenza di cartomanti e chiromanti nelle discoteche. E così, oltre a ballare, i ragazzi hanno anche la possibilità di entrare in contatto con gli operatori dell'occulto e di farsi leggere i Tarocchi. Ad Halloween, il ballo può trasformarsi in una specie di "ponte" tra i ragazzi e il mondo dell'occultismo. Il problema non è da sottovalutare e rischia di alimentare, ancora di più, un certo tipo di tendenza all'esoterismo e alla superstizione, che è fortemente in crescita tra i giovani.

Infine, nel periodo di Halloween, non è difficile trovare nelle edicole riviste per ragazzi che si ispirano alle più classiche mode New Age: l’uso di erbe magiche, i presunti poteri delle pietre, la lettura della mano, la fabbricazione di amuleti e talismani e perfino l’adorazione del pianeta Terra, come se fosse una specie di divinità.

E’ impressionante vedere come, con la scusa del gioco, si possa arrivare a vere e proprie forme di indottrinamento neopagano. Il tema della magia, da sempre, ha fatto parte delle fantasie di bambini e ragazzi. Le vecchie favole sono piene di streghe, fate ed incantesimi. Ma c’è una grande differenza tra una concezione della magia del tutto innocente, che può aiutare a sognare, e certi inviti a pratiche superstiziose di matrice New Age.

Dal punto di vista storico la festa di Halloween risale ai tempi dei Celti. La notte del 31 i sacerdoti dei celti, i druidi, onoravano Samhain, signore delle tenebre. Una leggenda narra che tutte le persone morte l'anno precedente tornassero sulla terra per cercare di rientrare nei corpi dei vivi.

Durante la notte venivano offerti sacrifici propiziatori di sementi e animali. Dopo i sacrifici si festeggiava fino al 2 novembre, ci si mascherava con le pelli degli animali uccisi per ingannare gli Spiriti. I Romani quando invasero la Britannia (43 a.C.) onoravano negli stessi giorni Pomona, dea dei frutti e dei giardini, offrendole frutti (soprattutto mele) per propiziare la fertilità futura.

Col passare degli anni il culto di Samhain e di Pomona si unificarono, l'usanza dei sacrifici fu abbandonata, e al suo posto si bruciavano effigi. La pratica di mascherarsi da fantasmi, streghe e di offrire dolci divenne parte del cerimoniale.

I culti pagani dei celti e dei romani vennero superati dai cristiani i quali fecero del primo novembre il giorno dei Santi, All Allows day. La notte del 31 ottobre era All Allows Eve da qui dunque il nome di Halloween. Gli immigrati irlandesi portarono questa festa negli stati Uniti nel XIX secolo e usarono le zucche per fare le lanterne. È da qui che la zucca divenne una parte essenziale di questa festa.