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Discussione: bubusette

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    Predefinito bubusette

    I fantasmi che infestano l'Italia

    Viaggio alla scoperta del soprannaturale

    Qualcuno ci crede, qualcuno assolutamente no, qualcuno tentenna. Presenze misteriose, creature spaventose, catene, lenzuoli bianchi, urla cupe e soffocate nel cuore della notte. I fantasmi fanno parte dell'immaginario fiabesco e, per pochi ostinati, persino della realtà. Innanzi tutto, dicono gli esperti, ne esistono diverse tipologie. Le apparizioni: compaiono nel momento in cui qualcuno sta passando a miglior vita, una specie di proiezione extracorporea. Pare durino pochissimo. Gli spiriti: ovvero le anime di persone decedute (questa volta da tempo) che tornano sulla Terra per mettersi in contatto con i vivi. Poltergeist: pare siano i più temibili. Sono presenze fastidiose e piuttosto dispettose, urlano, lanciano e spostano oggetti, interagiscono con gli umani solo per insultarli, spaventarli o tormentarli. Di fantasmi, poi, ce ne sono molti e molto differenti tra loro. Fantasmi di lontani antenati, di animali, di oggetti (armature, antichi galeoni) e persino, dicono, di persone viventi, delle specie di sdoppiamenti.

    I siti di appassionati con informazioni sul tema sono tanti, molti raccolgono le testimonianze di chi ritiene di aver avvistato presenze inquietanti. Qualcuno racconta di macchie nere che si muovono strisciando sul terreno e parlando in latino, qualcuno di donne misteriose morte tre anni fa che vagano sotto la pioggia, televisori che si accendono da soli, motociclette che vanno in panne proprio davanti ai cimiteri. Il sito Fantasmitalia.it ospita addirittura una mappa dei luoghi in cui ci sono stati più avvistamenti, in Italia. A Torino, nel centralissimo Palazzo Madama, pare che una volta l'anno appaia una figura femminile. Nel Castello di Fenis (Aosta) alcuni turisti giurano di aver sentito dei passi provenire da stanze non aperte al pubblico. A Milano un corista del teatro La Scala afferma di essersi imbattuto più volte in una figura spettrale. Secondo alcuni si tratterebbe di Maria Callas, secondo altri di Maria Malibran, famoso soprano del 1800. Pare che sul Ponte dei Sospiri, a Venezia, si possano ancora udire i lamenti dei condannati al patibolo. Nel castello di Spilamberto (Modena) si aggira il fantasma di un prigioniero del 1500, detto "Filippo il diavolino". Si dice che a Pisa, in via Bonanno, ci sia una villa in stile Liberty dalla quale tutti gli affittuari sono scappati a gambe levate, compreso un gruppo di studenti, visto correre via con gli abiti sotto il braccio, di gran carriera. A Foligno (Perugia) all'interno di un grande castello situato sopra a una collina e adiacente a un maneggio apparirebbe uno strano animale, una capra dalle grandi corna e dagli occhi color fuoco che, dopo aver caricato i malcapitati, sparirebbe nel nulla. Il Fantasma di Olimpia Pamphili si dice vaghi ancora per piazza Navona, a Roma, su di una carrozza trainata da splendidi cavalli neri. Molti dicono di avere udito le sue risate, la vita le riservò un ruolo di prestigio e potere, ma non riuscì mai a far breccia nel cuore dei romani. Oggi la sua vendetta consiste nello spaventare a morte i malcapitati che passeggiano di notte per la piazza. Maria Carolina di Borbone, sposa di Ferdinando IV di Napoli, dà vita a sfarzosi ricevimenti nelle sale del museo di Capodimonte, a Napoli. Nei saloni apparirebbero luci e misteriose figure. Le danze sono accompagnate dal suono di antichi strumenti musicali. Al teatro Massimo di Palermo l'ombra di una suora di bassa statura è apparsa diverse volte sul palcoscenico, tra le quinte e nei sotterranei. Insomma, ce n'è per tutti i gusti e per tutte le regioni. Ma saranno davvero spiriti?

    news 2000


  2. #2
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    Lo spirito che scrive

    Resoconto di una seduta spiritica a Genova

    di Silvano Fuso


    Da diverso tempo ho frequenti contatti con il noto cultore di paranormale e medianità Alfredo Ferraro, autore di diversi libri sull’argomento. Nonostante le diverse posizioni su cui ci troviamo, tra noi è nato un rapporto di amicizia e serena collaborazione.

    Qualche tempo fa Alfredo mi telefona per comunicarmi di aver conosciuto un tizio in grado di realizzare un curioso fenomeno, apparentemente paranormale. Fissiamo un incontro e la sera del 26 novembre dello scorso anno mi reco a casa sua per assistere al fenomeno. Oltre ad Alfredo e la sua signora sono presenti altri tre ospiti e la "medium" Anna (pseudonimo) con la quale Alfredo conduce da qualche tempo sedute medianiche (ad alcune delle quali anch’io ho partecipato e di cui riferirò in un successivo intervento). Tutti i presenti, tranne il sottoscritto, sono fermamente convinti dell’esistenza del paranormale e della medianità.

    Verso le 10 e un quarto arriva il soggetto che tutti aspettavamo. Si chiama Lino, ha 33 anni, di professione fa la guardia giurata, e arriva in compagnia della sua fidanzata. Lino racconta che anni addietro un suo amico indiano (ma di religione cattolica) gli ha insegnato uno straordinario rito che tutti siamo ansiosi di vedere.

    Lino invita qualcuno dei presenti a scrivere una domanda su un foglio di carta. Prima del suo arrivo i presenti mi avevano gentilmente invitato a porre la prima domanda, in qualità di scettico. Avendo cura che né Lino né la fidanzata vedano la mia domanda scrivo: "QUAL E’ LA RADICE CUBICA DI VENTISETTE?". Su suggerimento di Lino aggiungo la firma (altrimenti l’esperimento non riesce!) e piego il foglio in più parti. Lino mi fa sedere accanto a lui, prende il foglio piegato lo incendia e lo pone in un posacenere. A questo punto pone le mani vicino alla fiamma e bisbiglia qualche cosa poco comprensibile. Poi mi fa porre le mani sul tavolo e mette le sue sulle mie. Inoltre mi invita a concentrarmi. Quando il foglio è interamente bruciato prende un po’ di cenere e con questa mi segna le mani e la fronte. Infine mi invita a compiere il segno della croce. Sto al gioco. A questo punto prende la cenere e se la cosparge sull’avambraccio sinistro. Poi prende la mia mano sinistra e comincia a strofinarla sulla cenere posta sul suo avambraccio. In tal modo, secondo le sue aspettative, sulla sua pelle dovrebbe apparire la risposta medianica alla domanda da me posta. Dopo aver spolverato via la cenere in eccesso dall’avambraccio, osserviamo tutti il risultato. Non c’è assolutamente nulla. Grande delusione tra tutti i presenti.

    Ci si comincia a chiedere come mai l’esperimento non sia riuscito. Lino, rivolto a me, dice: «Forse non ti sei concentrato abbastanza e forse il fatto che tu sia scettico ha disturbato il fenomeno». Decide di ripetere l’esperimento. Nel frattempo va in bagno (da solo) per lavarsi il braccio sporco di cenere.

    La seconda domanda viene posta da uno degli ospiti, di nazionalità tedesca. Scrive, in tedesco: "QUAL E’ LA CAPITALE DELLA GERMANIA?". Lino ripete tutto il rito. Alla fine non compare nuovamente nulla. A questo punto Lino vuole sapere quali erano state le domande. Glielo diciamo. Grande disappunto da parte sua. Ci redarguisce dicendo: «Ma voi conoscevate già le risposte. Gli spiriti non si scomodano per cose così banali». E poi continua (appoggiato in questo dalla medium): «Occorre fare domande di cui non si conosce la risposta. Inoltre le domande devono riguardare la vostra vita personale. Ad esempio dovreste chiedere qualche cosa che riguarda il vostro futuro». Lino decide di fare ancora una prova (sarà l’ultima perché poi si sentirà esausto a causa dell’enorme perdita di energia che subisce ogni volta). Va nuovamente in bagno, indisturbato, per lavarsi.

    La terza domanda la pone un altro ospite di nome Sandro (particolarmente credente nella medianità). Sandro scrive: "VERRO’ PROMOSSO SUL LAVORO?". Lino ripete il rito e, alla fine, sull’epidermide del suo avambraccio compare la scritta (ben visibile): "XCVIII".

    Immediatamente si diffonde una grande eccitazione tra i presenti. Gli spiriti, non solo hanno risposto affermativamente alla domanda di Sandro, ma addirittura hanno indicato la data della sua promozione: il 1998. Sandro è visivamente compiaciuto per aver saputo che l’anno prossimo avanzerà di carriera. Qualcuno fa notare: "E’ strano che la data sia stata scritta in numeri romani". Lino si rivolge a Sandro per sapere se, per caso ha qualche rapporto con Roma. Al che Sandro risponde, con il suo abituale accento caratteristico, "Io sono di Roma". A questo punto l’euforia dei presenti viene ancor più esaltata "E’ incredibile Lino è la prima volta che vede Sandro: non poteva assolutamente sapere che fosse di Roma! Questo dimostra, al di là di ogni dubbio, l’autenticità del fenomeno". (Tutti mi guardano con aria soddisfatta dando l’impressione di pensare "Hai visto, infedele, che il paranormale esiste?").

    Non infierisco più di tanto. Mi limito a dire a Lino che sarebbe interessante scoprire in che modo la scritta si forma. Chiedo se per caso ha mai provato a lavarsi il braccio, oltre che con acqua e sapone, anche con qualche solvente (per fargli capire che sospetto il trucco). Mi risponde di aver provato con l’alcol. Visto che aveva già stabilito che non avrebbe ripetuto l’esperimento, non gli dico che nella tasca della giacca avevo (…casualmente) un boccettino di acetone e uno di trielina. D’altra parte non valeva neppure la pena perdere dell’altro tempo. I caratteri della scritta "medianica" apparivano, con tutta evidenza, tracciati col dito, spalmando sicuramente qualche sostanza adesiva, per esempio del succo di limone (erano ben evidenti le sbavature caratteristiche).

    Sono rimasto piuttosto impressionato dal fatto che in nessuno dei presenti sia sorto il minimo dubbio e che nessuno abbia sollevato alcuna critica. Nessuno si è reso conto che Lino ha palesemente pilotato la terza domanda e nessuno ha notato l’inequivocabile accento romanesco di Sandro che ha, evidentemente, suggerito a Lino la "trovata" dei numeri romani. Inoltre, tutti i presenti ritenevano perfettamente normale che Lino andasse a lavarsi da solo. Infine, come da manuale, qualcuno dei presenti ha commentato: "Se si trattasse di un trucco, l’esperimento sarebbe riuscito anche nei primi due tentativi. Non c’è dubbio che sia autentico".

    Lascio gli allegri creduloni un tantino depresso. Di fronte a un tale desiderio di credere neanche l’opera di mille CICAP sarebbe sufficiente. Ma, tutto sommato, come diceva Piero Angela a proposito della sua trasmissione sulla parapsicologia, noi ci rivolgiamo a chi vuole capire, non a chi vuole credere.

    PS.: alla fine della serata la "medium" Anna, rivolta a Lino, afferma: "Sento che questa volta non ti capiterà di sentirsi esausto". Alcuni giorni dopo, tramite Alfredo Ferraro, vengo a sapere che Lino ha comunicato che la profezia di Anna si è avverata. Naturalmente.

  3. #3
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    da: fantasmi.it

    Il colle delle pene (12 maggio 2003)

    Voglio raccontarvi quanto accaduto a me ed alla mia fidanzata l’inverno scorso, durante la visita ad un paese “fantasma”.
    Il paese è ormai disabitato da più di cent’anni, ed è posto sulla sommità di una collinetta chiamata “colle delle pene” della gente dei paesi vicini. Già il nome della collina diceva tutto; ho poi raccolto voci secondo le quali lassù venivano bruciati gli eretici nel medioevo (dolciniani, credo, quelli de “il nome della rosa”), e le streghe attorno al XVII secolo, da qui il nome della collina.
    Sono rimaste in piedi solo poche case, ricoperte da rampicanti e vegetazione varia.
    All’interno dei ruderi si possono ancora vedere resti di mobili, di sedie, tavoli e arredi, ci sono persino cocci di vasellame! Il tutto insieme alle travi del tetto crollate. A mio avviso, le case furono abbandonate in tutta fretta… ed a buon motivo!
    Abbiamo iniziato a visitare le rovine, alla ricerca di qualche particolare da fotografare, quando dai ruderi di una cappelletta è spuntata una figura nera, molto bassa, che veniva verso di noi strisciando. Impietriti dallo spavento non ci muovevamo e quella cosa avanzava verso di noi. Ad una decina di metri ha cacciato un urlo tremendo, che poi si è trasformato in un rantolo prolungato e una serie di sospiri; un essere umano non poteva urlare così.
    Si è avvicinata ancora e a pochi passi da noi si è come schiacciata a terra.
    Tra un sospiro e l’altro sembrava voler “parlare”, probabilmente. Io non ricordo di aver capito quello che diceva, ma la mia fidanzata dice di aver capito bene “fratris”, “honesto”, “pietate”, “viribus”, “flamma” e altri termini latini (studia al liceo classico, e penso che sappia quello che dice).
    La figura è poi letteralmente schizzata via verso le rovine dalle quali era sbucata cacciando un secondo urlo, ancora più violento del primo.
    Siamo fuggiti dalla collina verso l’automobile, senza voltarci indietro.
    Durante il viaggio di ritorno abbiamo parlato di quanto accaduto, ma non ci siamo dati nessuna spiegazione.
    Alcuni giorni ci siamo rivolti ad un amico che ci ha messo in contatto via e-mail con uno psicologo appassionato di studi paranormali.
    Costui ci ha spiegato che le anime strappate alla vita in modo violento ed anche ingiusto non raggiungono la pace, ma restano aggrappate al loro corpo, anche se questo non c’è più.
    Quello che abbiamo visto (o pensato di aver visto) è la proiezione del dolore di quell’anima che voleva in tutti i modi tornare alla vita.
    Ci ha anche spiegato che non è affatto bello che quell’entità si sia dimostrata così cattiva nei nostri confronti, e ci ha diffidato a tornare in quel luogo.
    Questa cosa mi ha davvero spaventato.

  4. #4
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    da: fantasmi.it

    Il pianoforte

    mio padre suonava il pianoforte, dopo la sua morte ho lasciato il registratore acceso in casa quando non c'era nessuno e quando ho riascoltato il nastro ho sentito le note del piano e la voce di mio padre che chiamava mia madre.

  5. #5
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    I fantasmi si acchiappano con la webcam

    Mania vecchia ma tecnologia nuova

    C'era un tempo in cui si credeva che i fantasmi fossero lenzuoli bianchi che svolazzavano senza senso nella notte. Poi si è diffusa la certezza che si tratti di entità incorporee che periodicamente decidono di riproporsi per comunicare qualcosa o anche solo per fare qualche scherzetto. E siccome questi ribaldi insistono a fare capolino perché non provare ad acchiapparli?

    Sembra ieri che nei cinema spopolava il filmetto "Ghostbusters", quello in cui un manipolo di mezzi pazzi oversize equipaggiati di improbabili armi e gabbie neutralizzava ectoplasmi in ogni dove con grande sollazzo di grandi e piccini.

    Ma oggi siamo nell'era telematica, oltretutto in un momento di rigurgito pacifista: l'uso delle armi per fermare qualcuno, ancorché sotto forma di spiritello, suona male. Tanto vale lasciare gli arsenali al passato e accendere la webcam: in questo modo i fantasmi vengono sì acchiappati, ma in modo del tutto indolore.

    Si piazza una webcam in un luogo "sospetto" e si aspetta che un fantasma faccia la sua eterea apparizione, ovviamente ignaro di essere nel fuoco di un obiettivo. Le immagini sono trasmesse in rete in modo che tutti possano vedere. E appena qualcuno scorge la tanto agognata epifania, l'imperativo è segnalarla. Per la verità si corre il rischio di guardare per giornate intere un angolo di una biblioteca o il caminetto di un vecchio ranch del Mid-West nella (vana) attesa che qualcosa di intraveda nella penombra. O, cosa anche peggiore, passare da fessi non appena si dà un falso altolà.

    Vi sembra il tipico ozioso trastullo made in web? Forse per gli scettici lo è, ma questi "acchiappafantasmi da poltrona" mettono sui loro sitii le prove dell'apparizione degli ectoplasmi, come a dire: gli spiriti ci sono e stanno tra noi. Mostriciattoli biancastri che fanno cucù nei corridoi di una scuola, splendenti forme senza senso apparse a qualche metro da terra in un salone vuoto, inspiegabili ombre umanoidi sul pavimento di una fabbrica e poi immagini velate semitrasparenti simili a fumetti che dispettosamente rovinano la fotografia. Per loro sono la prova provata dell'esistenza di questi spiritelli.

    Ma c'è il rischio assai più concreto che le ghostcam più che acchiappare fantasmi finiscano per acchiappare citrulli.

  6. #6
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    Fantasmi a casa nostra

    Le dimore degli spettri

    Alcuni sostengono che i fantasmi siano nati con uno scopo. Che siano stati creati e "usati" dai malfattori per spaventare i poveri ignoranti che a una certa ora si chiudevano in casa, in modo tale che i furboni potessero compiere indisturbati le loro malefatte.

    Comunque siano andate le cose, è il caso di dire che i fantasmi hanno conquistato l'immaginario collettivo, perché il binomio "spettri e case infestate" incuriosisce un po' tutti. E chissà poi perché in genere, pensandoci, si delineano nella mente castelli e cattedrali gotiche, dimore in stile Famiglia Addams, avvolte da nordiche nebbie.

    Peccato (o per fortuna, diranno gli appassionati di mistero e occultismo) che i fantasmi popolino anche il nostro Paese. E numerosi. L'Italia dei fantasmi, è il caso di dire, che infestano dimore abbandonate o meno, ex manicomi, monasteri, chiese, cimiteri e strade. Sull'omonimo sito se ne trovano di tutti i tipi: dispettosi e terribili. Ma anche disperati, innamorati e addirittura simpatici, come il fantasma delle patatine, lo spettro di un soldato della marina americana che compare in una via napoletana solo negli appartamenti dove vengono preparate... le patate fritte. Chi l'ha visto lo descrive biondo, con un bel sorriso amichevole e in testa la tipica "bustina" della marina militare Usa.

    Altri itinerari di luoghi misteriosi e infestati sono suggeriti da Creepynet, che propone storie e foto delle costruzioni italiane abitate da presenze inquietanti. Come l'ex ospedale psichiatrico infantile Auguscello di Ferrara, abbandonato agli inizi degli anni Settanta. Si dice che i piccoli ospiti siano morti misteriosamente ma che tutt'oggi, dall'ultimo piano dell'edificio, irraggiungibile a causa del crollo della scala, provengano i pianti disperati dei bambini.

    Molte di queste costruzioni sono fatiscenti e frequentate da sette sataniche e simili, quindi se qualche coraggioso decidesse di farci una visitina, non si limiti a guardarsi dai fantasmi.

    Un particolare che fa riflettere: alla fine della lista dei luoghi infestati su Crepynet compare il campo di concentramento di Dachau, in Germania. Fra tutte le foto sono quelle che più fanno rabbrividire, prova che i fantasmi e le loro storie, se pur paurose, nulla sono a confronto dell'orrore che suscitano le nefandezze dell'umanità.

  7. #7
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    PC infestati che si impadroniscono del nick del proprietario e rispondono al suo posto....

  8. #8
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    mihhhhhhhhhhhh!!!!! ahahahahha


  9. #9
    Il tacchino di POL
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    jaki....vatti a trovare la foto scattata in un manicomio brasiliano...c'è una ragazza senza gambe vestita di nero con i capelli neri che tiene in mano una bambolina di cencio nera anch'essa...e gl'occhi spiritati...io non dormii per una notte dopo averla vista...brrrr
    Beh, son'ì meglio

  10. #10
    Il tacchino di POL
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    Eccotela....dormi bene jaky
    Beh, son'ì meglio

 

 
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