User Tag List

Risultati da 1 a 3 di 3
  1. #1
    Patrie dal Friul
    Data Registrazione
    11 Jul 2002
    Località
    Udin
    Messaggi
    1,148
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Giassico:Festa dell'imperatore e Mitteleuropa

    http://www.mitteleuropa.it/

    155^ FESTA DEI POPOLI DELLA MITTELEUROPA "
    nella tradizione del genetliaco imperiale
    Cormòns - Giassico
    14-17 Agosto 2003


    Giovedì 14 Agosto:

    ore 18,30 Brazzano - Cimitero militare
    Cerimonia in memoria di tutti i caduti e le vittime delle guerre fratricide europee

    ore 21,00 Cormons - Piazza del Municipio
    Concerto inaugurale

    Venerdì 15 Agosto:

    ore 17,00 Broilo di Giassico
    Apertura ufficiale della "155^ Festa dei Popoli della Mitteleuropa"

    dalle ore 17,30 Borgo di Giassico
    Musica di strada, Concerto bandistico e Ballo popolare

    Sabato 16 Agosto:

    ore 17,00 Broilo di Giassico
    Apertura della festa

    dalle ore 17,30 Borgo di Giassico
    Musica itinerante di strada e Concerti bandistici


    ore 19,00 Broilo di Giassico
    Cerimonia di consegna delle Croci della Mitteleuropa


    dalle ore 19,30 Broilo di Giassico
    Spettacolo folkloristico e Ballo dei popoli della Mitteleuropa

    ore 23,00 Broilo di Giassico
    Tradizionale estrazione della tombola


    Domenica 17 Agosto:

    ore 9,00 Cormons
    Raduno in piazza Libertà dei gruppi provenienti dal Friuli, da Trieste, dall'Austria, dalla Slovenia, dall'Ungheria, dalla Repubblica Ceca, da Treviso, dal Cadore, dal Sud-Tirolo
    Concertino

    ore 10,00 Cormons
    Corteo dei Gruppi in costume

    ore 11,00 Cormons
    S.Messa solenne per l'unità europea

    ore 12,00 Cormons
    Saluto delle Autorità in Piazza del Municipio

    ore 13,30 Broilo di Giassico
    Convivio dei popoli della Mitteleuropa

    dalle ore 15,00 Broilo di Giassico
    Concerti bandistici
    Musica itinerante di strada e di osteria
    Canti tradizionali e cori spontanei
    Spettacoli di musica e folklore
    Ballo popolare





    ASSOCIAZIONE CULTURALE MITTELEUROPEA
    via San Francesco, 34 33100 Udine Tel e Fax 0432.204269 E-mail: [email protected]

    ------------------------------------------------------------------------------



    Tutti a Giassico, nel nome dell'Imperatore



    Il 18 agosto del 1830 nasceva Francesco Giuseppe I d'Asburgo-Lorena, che a soli 18 anni diventerà imperatore e regnerà a Vienna fino alla morte, nel 1916. La ricorrenza di quella nascita viene oggi celebrata a Giassico (un villaggio che fa parte del comune di Cormons, in provincia di Gorizia) nel corso una festa che durerà fino a domenica e che vedrà giungere in Friuli molti neo-austriacanti.

    C'è una frase di Joseph Roth, e proprio nel suo romanzo più noto (La cripta dei cappuccini), la quale restituisce bene l'universo storico da cui trae origine una manifestazione come quella di Giassico: "L'anima dell'Austria non è il centro, ma la periferia". Essa torna alla mente di fronte a un evento culturale che, ogni anno, conduce in questo borgo situato sul confine italo-sloveno frotte di friulani, galiziani, ungheresi, trentini, cechi, lombardi e slovacchi, tutti riuniti a ricordare l'imperatore Cecco Beppe e - con lui - quella Felix Austria che scomparve nel 1918. Non è a Vienna, infatti, che si festeggia il genetliaco di chi resse l'impero per quasi settant'anni, ma in una contrada goriziana: ora periferia dell'Italia dopo essere stata periferia della Cacania (per usare l'espressione coniata da Robert Musil per indicare l'impero austro-ungarico).

    Il "festival dei nostri popoli" in onore dell'imperatore Francesco Giuseppe rappresenta la più clamorosa iniziativa che gli ammiratori della vecchia Austria - riuniti nell'Associazione Culturale Mitteleuropa - hanno creato per far riemergere le ragioni e la grandezza di istituzioni, personalità ed episodi storici che nessuna retorica risorgimentale riuscirà a cancellare. E che oggi, nella crisi degli Stati nazionali, tornano alla luce.

    Nei giorni scorsi Quirino Principe ha scritto che, dopo essere stato imbottito di molte menzogne sull'Austria sui banchi di scuola, si accorse presto "dalle memorie del contesto familiare, cittadino e regionale che l'uomo impegnato a reggerci 'con saggio amor' (come diceva una canzone popolare del tempo, ndr) non era ricordato come un oppressore". E questa esperienza è stata fatta da molti altri e in molti differenti contesti.

    La festa di Giassico, insomma, è soprattutto l'occasione per riconsiderare la storia di tante terre che il nazionalismo e la "ragion di Stato" hanno strappato dalla proprie tradizioni e dalle proprie radici.

    Come è possibile che, a decenni di distanza, ci sia ancora chi nutre nostalgia per un uomo austero come l'imperatore Francesco Giuseppe e per quel mondo austroungarico ormai tanto remoto? Come mai, insomma, c'è chi rimpiange quell'antica monarchia asburgica che riuniva al proprio interno popoli così diversi?

    Le ragioni sono numerose e, tra di esse, una è eminentemente culturale. Fin dagli anni Settanta, infatti, si è assistito ad una sorta di Wien Renaissance. I testi fondamentali di Schorske e di Johnston, ma soprattutto il crescente successo di autori come Roth, Musil e Kafka hanno obbligato a considerare ciò che univa esperienze intellettuali tra loro tanto diverse, ma accomunate da un'epoca e da un luogo: la Mitteleuropa tra fine Ottocento e primo Novecento.

    Durante l'epoca moderna, d'altra parte, non si era mai assistito ad una tale concentrazione di personalità geniali e innovative. Freud, Doderer, Klimt, Schumpeter, Husserl, Schönberg, Kokoschka, Mahler, Loos, Schnitzler, Hayek, Webern, Wittgenstein, Popper, Broch, Mises, Kelsen: questi nomi non rappresentano che una parte dell'insieme di autori "austriaci" che hanno cambiato la cultura occidentale con la scoperta dell'Es, con la rottura dell'ordine musicale tonale, con la critica dell'economia socialista, con le teorie del positivismo giuridico e dell'empirismo logico, ecc.

    In quegli anni, Vienna seppe dare il meglio di sé nel suo essere il punto di raccordo di piccole nazionalità che, senza rinunciare alla propria specificità, divenivano parte di un qualcosa di più grande. Nella capitale dell'impero retto da Franz Joseph, infatti, erano molte le personalità che provenivano da regioni non austriache: Karl Kraus era di Praga; l'attore più celebre del teatro popolare viennese si chiamava Girardi; Theodor Herzl, padre del sionismo, era nato a Bupadest, mentre il poeta Georg Trakl era d'origine ungherese da parte di padre e ceco da parte di madre; Bertha von Suttner, fondatrice della Società degli amici della pace e Premio Nobel nel 1905, era figlia del conte Kinsky (discendente di una delle maggiori famiglie boeme). E l'elenco potrebbe continuare.

    Sotto Francesco Giuseppe, insomma, emerse nel centro del continente una società finalmente europea, sovra-nazionale e intimamente anti-nazionalista, dove potevano trovarsi a casa propria uomini di lingua, religione e tradizioni anche molto differenti. E Vienna ebbe la particolarità di essere la capitale pluralista di un impero pluralista, destinato a soccombere di fronte all'avanzata di Romanticismi patriottardi e avversi a ogni forma di cosmopolitismo. Nell'epoca dei nazionalismi guerrafondai, armati di retorica e bellicismo, l'eccezione asburgica non poteva durare. E difatti fu cancellata dalle mappe dell'Europa all'indomani della prima guerra mondiale.

    A distanza di tanti anni, nel ritorno della Mitteleuropa vi è anche il riaffiorare di un'Europa divenuta "minore", di identità marginali e marginalizzate, ma che fino al 1918 potevano resistere dinanzi all'espansionismo tedesco e russo in virtù del "federalismo implicito" (e come tale vissuto) da tutti coloro che - a Gorizia come a Brno, come a Budapest - percepivano nell'impero una casa comune multietnica e multilinguistica.

    Quella monarchia "imperial-regia" scomparve per gli errori di molti: di tanti austriaci, certo, che vollero essere soprattutto tedeschi, ma anche per la responsabilità delle classi dirigenti ceche, italiane e ungheresi, vittime della passione irredentista. Come scrisse un protagonista di quel mondo, Franz Werfel, "gli Stati nazionali sono nella loro essenza stessa unità demoniache" che sanno trasfigurarsi solo quando riescono ad abbandonare la perversa pretesa di identificare Stato e nazione, divenendo - come nel caso dell'Impero asburgico - entità sovranazionali. E l'uomo che forse più di ogni altro ha incarnato questo tentativo di resistere di fronte agli sciovinismi moderni è stato proprio l'imperatore Francesco Giuseppe, i cui sforzi - secondo André Reszler - erano tutti tesi a "rigenerare lo spirito e le istituzioni di un impero multinazionale di cui era il sovrano", non senza rendersi conto però che si trattava di "una vasta impresa irrimediabilmente votata al fallimento".

    Oggi, il riaffiorare della Mitteleuropa è nostalgia per una grande cultura e per un mondo ancora largamente immune dal nazionalismo. Ma non si può ignorare che nel sentimento di affezione che torna a circondare la figura di Francesco Giuseppe vi sia un elemento tutto particolare che concerne l'Italia e il dibattito politico che la caratterizza.

    I friulani, i lombardi, i tirolesi e i triestini che tornano a guardare a Cecco Beppe come a una figura degna di rispetto sanno di minare, in questo modo, un elemento basilare della "religione civile" risorgimentale sulla quale è costruito lo Stato italiano e della quale esso continua ad avvalersi come di una sorgente di legittimazione. L'omaggio al vecchio imperatore è tutt'uno con l'aspirazione all'autonomia di popoli che tornano a pensarsi quali soggetti liberi di scegliere il proprio futuro.

    Nel recupero delle ragioni che militarono dalla parte dell'impero - e quindi contro l'Italia - vi è pure la precisa volontà di porre un argine alla meridionalizzazione del Nord e a quella perdita di identità che stanno subendo le culture alpine e padane: sempre più vicine a Roma e a Palermo, sempre più lontane da Vienna e da Praga.

    Per i piccoli popoli che fecero parte dell'impero, d'altra parte, l'idea della Mitteleuropa ha avuto più di una volta una funzione liberatoria, quale strumento atto a prefigurare una sorta di indipendenza o quanto meno di più ampia autonomia. Oltre a rappresentare l'ipotesi di un'Europa centrale non tedesca e non germanizzata; dopo aver reso evidente - quando mezza Europa era costretta ad aderire al Patto di Varsavia - l'esistenza di tradizioni del tutto diverse da quella est-europea (essenzialmente russa); oggi sembra che il mito mitteleuropeo possa giocare anche quale grimaldello in grado di scardinare la compattezza dello Stato nazionale italiano e possa venire celebrato da chi auspica che pure da noi si affermi una politica maggiormente rispettosa delle differenti realtà e ispirata alle ragioni del federalismo e dell'autogoverno.

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    Ho letto una lista di intellettuali legati allo spirito mittel-europeo.
    Ho notato l'assenza di un grande scrittore e di un grande libro:
    Alexander Hernet-Holenia e il suo bellissimo romanzo "Lo Stendardo"...
    Credo, che " Lo Stendardo" dovrebbe essere una sorta di Bibbia per coloro che guardano al modello austro-ungarico, come all'unico modello politico-statuale possibile in una futura Europa unita.

  3. #3
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by Tertulliano
    Lo stendardo celebra la dissoluzione di quel modello e il pronto riemergere delle specificità che l'impero non era mai riuscito a distruggere.
    E nella scena dello stendardo che brucia a Vienna è il De profundis di quelli'impero.
    Ei fu.
    E la pagina fu voltata.
    Si possono bruciare i simboli visibili di quell'Impero; ma l'idea, no.




 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 21
    Ultimo Messaggio: 16-07-13, 20:45
  2. Le bugie dell'Imperatore
    Di SPYCAM nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 04-06-09, 17:14
  3. €uro strumento dell'imperatore
    Di Genyo nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 82
    Ultimo Messaggio: 02-07-05, 22:41
  4. Giassico Mitteleuropeo:Festa dell'Imperatore
    Di friuli nel forum Padania!
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 14-08-03, 12:20
  5. La reazione dell'Irak al discorso dell'Imperatore...
    Di pietro nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 13-09-02, 17:00

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226