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  1. #1
    anticomunista
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    Predefinito Museo del Terrore comunista a Budapest

    IL MUSEO DEL TERRORE COMUNISTA A BUDAPEST


    la "Casa del Terrore" è un museo unico nel suo genere, è il Museo più grande e meglio articolato del mondo che illustri il terrore del comunismo e renda onore alle sue vittime. La missione del Museo è non è semplicemente quella di dimostrare gli orrori delle dittature nazista e, in seguito, comunista, in Ungheria, ma anche di eseguire una ricerca scientifica sull’epoca che portò morte e infelicità alle vite di milioni di persone nell’Europa Centro-orientale.

    Da quando fu inaugurato meno di un anno fa, il Museo è stato visitato da oltre 200mila persone. Ancora oggi il Museo è travolto da un alluvione di visitatori, perché l’interesse non è scemato. La fama del museo ha raggiunto oltre 160 milioni di persone nel mondo, ed è altamente apprezzato dagli studiosi, storici ed esperti più illustri.

    Purtroppo il Museo è stato attaccato continuamente dalle forze socialiste e di sinistra dell’Ungheria, fin dal momento del suo concepimento. E adesso le pressioni sono cresciute fino ad arrivare a renderne impossibile la gestione. Il pericolo è che queste pressioni finiscano per soffocare completamente l’istituzione.

    Inizialmente gli attacchi si concentravano sulla facciata dell’edificio, e si basavano su argomenti estetici. Nonostante queste critiche, tuttavia, poco dopo le Nazioni Unite hanno incluso il viale Andrassy, dove si trova il Museo, nell’elenco dei siti del World Heritage, insieme quindi alla tanto criticata facciata.

    La seconda ondata di critiche ha investito invece l’idea stessa del Museo. Poco dopo la sua inaugurazione, il Segretario del Partito Socialista ungherese, successore del Partito Comunista ungherese, ha dichiarato che il Museo doveva essere rinominato “Casa della Riconciliazione” e che questo comportava l’obbligo di riorganizzare tutta la mostra in un modo diverso.

    Ma il colpo di grazia è arrivato dalla decisione presa dalla maggioranza di sinistra del Parlamento ungherese il 17 dicembre scorso. Usando il dibattito in corso sulla finanziaria in Parlamento, questa maggioranza ha apportato un taglio di oltre il 50 per cento ai fondi necessari a gestire il Museo, nonostante il fatto che lo stesso bilancio del Museo era stato stabilito da un contratto pubblico fra il Museo stesso e il Ministero della Cultura.

    È da notare che l’emendamento alla finanziaria è stato proposto da un deputato di sinistra il cui padre era stato uno dei funzionari più potenti dell’era più nera dell’oppressione comunista nell’AVH, l’Autorità di Difesa dello Stato. Il suo nome e la sua foto sono visibili nel Museo sul cosiddetto “Muro degli aguzzini”, insieme a…… gli altri agenti del terrore comunista. Questo deputato SZDZS al Parlamento, che ha proposto il taglio al bilancio del Museo, attualmente è vice- presidente della Commissione Cultura del Parlamento ungherese, ciononostante non ha mai messo piede nel Museo.

    A seguito di questo voto in Parlamento, siamo molto preoccupati per la eventualità che possa venire meno la possibilità di far funzionare il Museo. Il bilancio decurtato infatti non permette nemmeno di affrontare i costi operativi di base, tanto meno l’arricchimento del suo materiale o i progetti di ricerca che il Museo aveva programmato per il 2003. Inoltre, dal gennaio 2003, il Museo potrebbe essere costretto a ridurre le ore di apertura al pubblico.

    Segue una breve lista dei progetti che dovrebbero essere annullati a seguito del taglio del bilancio (Ann Applebaum : libro sui Gulag.. .. pubblicazioni… conferenze: inviti…. Edizioni ebraiche: ricerche sull’antisemitismo dell’epoca...........)

    L’attuale maggioranza parlamentare non è disposta a tollerare che ci sia un museo che commemora le vittime del comunismo nel cuore di Budapest, ancora oggi, a dodici anni dal cambio di regime, e alla vigilia dell’entrata dell’Ungheria nell’Unione europea. L’élite post-comunista ha ancora una volta posto mano agli strumenti di terrore spirituale.

    È triste che il gesto del Primo Ministro Peter Medgyessy, che aveva espresso il suo sostegno per il Museo durante la sua visita in ottobre 2002, sia stato ridotto a vuota propaganda da questa decisione della sinistra maggioritaria in Parlamento.

    Chiediamo il sostegno di coloro che ritengono che questo Museo abbia un ruolo scientifico e storico da svolgere per arrivare a capire gli orrori del passato. Vi chiediamo di scrivere allo Speaker del Parlamento ungherese (nome, indirizzo), al Primo Ministro Peter Medgyessy, al Ministro della Cultura, al Presidente della Commissione Cultura… chiedendo la revisione della decisione e la ripresa del sostegno finanziario al Museo secondo gli accordi pattuiti in precedenza con il governo.


    http://www.libertates.org/focus%20-%...s%20afraid.htm

    come al solito i comunisti cercano di nascondere i loro crimini orrendi...

  2. #2
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    Hai dimenticato la parte più importante dell'articolo della direttrice del museo, l'ultima riga, in cui Maria Schmidt dice:


    "Vi chiediamo di farci sapere se esiste una qualche struttura cooperativa internazionale all’interno della quale continuare i progetti di ricerca ideati dal Museo."


    Hai provato a girare la richiesta all'On. Urbani o alla Presidenza del Consiglio? Essi hanno strutture cooperative internazionali.

    Come dici? Che nella nostra ultima Finanziaria sono stati tagliati fondi per l'Universtià, la ricerca, la sanità, gli enti locali, la scuola e chi più ne ha più ne metta? E che la prossima Finanziaria sarà anche peggiore?

    Peccato. Temo che il museo di Budapest dovrà rivolgersi altrove per completare le sue vitali ricerche e conferenze su Gulag ed Ebrei, argomenti sui quali, giustamente, non si sa quasi niente....
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  3. #3
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    uno o più musei del genere sarebbero necessari anche in Italia

  4. #4
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    Ce ne sono, ce ne sono. Sei mai stato alle Fosse Ardeatine? Vale più di 100 musei. Prova....
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  5. #5
    anticomunista
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    quando spunteranno musei per le vittime del terrore rosso 1943-46 magari faccio una visita alle ardeatine (strage comunque non paragonabile alle foibe, il crimine più orrendo della guerra in Italia).

    Comunque si vede benissimo che cerchi di coprire i crimini commessi dai comunisti nell'est...

  6. #6
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    Io non copro niente caro Ariel, cerco solo di aiutare a capire quelli come te. Per esempio non sai che le foibe furono opera dei partigiani titini ed ebbero motivazioni di pulizia etnica, per cui le vittime designate erano gli "italiani", a prescindere che fossero fascisti, non fascisti, partigiani o preti. E' stata la destra poi ad appropriarsi "in via esclusiva" delle foibe. Uno dei tanti falsi storici che i destrorsi hanno propagato e continuano a propagare in Italia (e non solo).
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  7. #7
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    sei monotematico ariel

  8. #8
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    Trovo un secondo giusto per far chiarezza su un punto: la palazzina scelta dal governo ungherese per il museo era la palazzina sede della polizia stalinista che negli anni divenne celebre per la feroce oppressione degli oppositori del regime. Si stima che negli anni alcune centinaia di persone arrestate e portate nella celebre "casa bianca" abbiano trovato la morte dopo le feroci torture subite nei sotterranei.
    Il luogo ha quindi un elevato valore simbolico ma per altre ragioni non era il più adatto.
    Queste ragioni, per la quale l'opposizione ungherese si era battuta erano principalmente due: la prima che l'associazione dei famigliari delle vittime del comunismo voleva che quella casa venisse abbattuta, ed il precedente governo l'aveva promesso loro... la seconda che a Budapest esiste un'altro luogo simbolo,la ex-ambasciata di svezia, dove centinaia, forse migliaia di ebrei riuscirono, grazie all'aiuto della popolazione di Budapest, a sfuggire alla ferocia nazista. Quel palazzo, molto più ampio, più bello (è di fine 1700, mentre la "palazzina bianca" è tardo liberty) e più centrale, è stato invece venduto e destinato ad uffici privati, perdendo quella grande memoria di speranza, prima che di orrore.

    Il museo, tra l'altro, è quasi interamente dedicato ai crimini dell'occupazione sovietica e dimentica quasi del tutto i crimini nazisti e fascisti che sono relegati a poche foto in una o due stanze sulla quindicina che ad oggi sono attive.
    Un'altra rave dimenticanza è la partecipazione attiva di truppe ungheresi all'oppressione comunista. La Soziaste Brigade che controllava i confini e che manteneva l'ordine dove la polizia segreta non arrivava ha sulla coscienza forse più anche assassini.
    Ma di questo il museo si dimentica.

    È per queste polemiche, e per la poco credibile difesa del governo ungherese "amplieremo in futuro le parti oggi dimenticate..." (sic) che l'UE e la fondazione Rosenthal e poco dopo lo statio di Israele hanno deciso di cancellare gli stanziamenti previsti come supporto alla costituzione del museo stesso.

    Tutto questo per riportare un minimo, giusto un minimo, di verità.

    E adesso torno in vacanza!

  9. #9
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    Un famosissimo autore ungherese, Fischer, che vive a Londra e che ha scritto il celebre "Sotto il culo della rana" una delle migliori descrizioni dell'oppressione comunista in Ungheria e delle bellissime giornate di Budapest 56 ha definito il museo (dopo averlo visitato) in questo modo (lo riporto dalla sua autobibliografia):
    "...è in posti come questo che si perde la memoria e tutto diventa uguale, una minestra scotta dove il pomodoro marcio e quello sano si mescolano in un unico sapore. Nauseabondo."

  10. #10
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    In origine postato da Aeroplanino
    "...è in posti come questo che si perde la memoria e tutto diventa uguale, una minestra scotta dove il pomodoro marcio e quello sano si mescolano in un unico sapore. Nauseabondo."
    E' esattamente questo che anche i nostri destrorsi cercano di fare in ogni occasione.

    No pasaran!!
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

 

 
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