da www.unionesarda.it

Mostre.
Fino all’8 dicembre nell’ex vetreria di Pirri restituita ai cagliaritani

La Sardegna vista dagli Alinari
Tra ’800 e ’900, affascinante viaggio per immagini

Lontananze arcaiche, grandi solitudini. È la Sardegna di un tempo a scorrere nelle stampe della mostra “Viaggio in Sardegna. Fotografie tra 800 e 900 dalle Collezioni Alinari”, all’ Ex Vetreria di Pirri fino all’ 8 dicembre. Opere e giorni del popolo sardo, sullo sfondo di un’isola remota, lenta ad assorbire i cambiamenti e chiusa in una pittoresca povertà. Le immagini più antiche sono quelle scattate da Edouard Delessert, foto pallide, quasi evanescenti, nel morbido bianco nero del calotipo. Era il 1854 quando Delessert giunse in Sardegna per produrre un reportage del tutto inedito. Le preziose stampe originali su carta salata raccontano ciò egli vide scendendo da Porto Torres verso Cagliari, in un itinerario descritto anche in un sapido libro. Nelle sei settimane dei suoi giri curiosi, Delessert il parigino fissò case e piazze, qualche bella chiesa, le strade lastricate di Cagliari e i palazzi coi balconi in ferro battuto, città polverose difese dai fichi d’India. Neanche Milis, che tanto gli piacque, offre al suo obiettivo altro che uno slargo sassoso e misere case.
Qualche decennio dopo, (1887) l’iconografia comincia a staccarsi da briganti e berritte per documentare le prime grandi opere d’ingegneria. È Vittorio Besso, inviato nell’isola da Quintino Sella, a fotografare tra l’altro il viadotto di Belvì, la galleria Monte Sarcu, la costruzione delle Ferrovie Secondarie che portarono in Sardegna - come afferma Luciano Marrocu nel testo in catalogo, “la modernità”. Altro pioniere dell’imprenditoria fu Erminio Sella. Una foto del 1905 lo ritrae a bordo della sua De Dion Bouton nelle deserte plaghe di Villanova. Aveva impiantato nella zona d’Alghero, con il fratello Vittorio e il cognato Edgardo Mosca, quei vigneti che avrebbero dato vita alla gloriosa “Sella & Mosca”. Anche Vittorio Emanuele III si dilettava di fotografia: lo attestano le vedute di Tavolara e della Maddalena. Nel 1913 giunse in Sardegna Vittorio Alinari. Vi approdò a bordo di uno yacht, “Il Trionfante”, accompagnato dal pittore Guido Spadolini, per effettuare rilievi geologici delle coste. Ma ne approfittò per fotografare barche, mare, porti, forre, dirupi, nuraghi, i graniti di Gallura, la Barbagia innevata. Immortala Porto Torres coi velieri alla fonda, cavalli e cavalieri e gli asinelli alla fontana del Rosello a Sassari. Ad Oristano, ai piedi della torre di Mariano, borghesi e donne in costume. Bellissime le facce della gente di Ploaghe e le pale di fichi d’India mostrate come trofei nei campi di Sanluri.
Divisa in sezioni, e con un continuo rimescolamento cronologico, la mostra utilizza immagini di autori vari, forestieri e sardi. La memoria di un secolo di storia è catturata dalle stampe originali alla celloidina, alla gelatina bromuro d’argento, all’albumina . A Cagliari capitale le carrozzelle aspettano in via Roma l’arrivo del piroscafo. Rivivono l’insegna della Tramvia del Campidano e il tram a cavalli che trasporta i bagnanti allo stabilimento Sa Perdixedda. I piccioccheddus e’ crobi coi cestini in testa. Questa, d’autore anonimo, è da libro Cuore. Seduti in terra e scalzi i monelli, coi vestiti rattoppati alla Chaplin e in secondo piano il fanciullo di buona famiglia, basco, fiocco e mantellina. Accomunati, il ricco e i poveri, dalla curiosità per il fotografo.
Dalla metà dell’Ottocento alla metà del Novecento, le foto raccontano la Sardegna tutta, dalle montagne (Aritzo, Belvì, Oliena, Tonara, Mores) ai posti di mare come Carloforte. Il lavoro dei campi, la vendemmia, la trebbiatura coi cavalli, pecore, aratri a buoi. Peschiere, saline, tonnare, carbonaie, miniere. Le donne sono sempre al telaio o davanti al forno ad impastare il pane, a lavare i panni al fiume, a intrecciare canestri, a faticare nelle cave di Laconi con le corbule in testa. E ci sono i santi. Con i carretti, i fiori, i ceri, le preghiere. Le visite importanti, Vittorio Emanuele al Lido di Cagliari, il Duce a Carbonia, nel 1938. Regnanti, capi di stato e briganti. Mulas Antonio da Oliena, ucciso in conflitto. I fratelli Serra Sanna, ammazzati dai carabinieri in una sparatoria in cui morirono cinque banditi e due militi. Lombrosiana la parata dei visi maschili datata 1901. La rassegna è organizzata dall’assessorato comunale alla Cultura con i Fratelli Alinari di Firenze e la Fondazione Banco di Sardegna. Patrocinio del Consiglio regionale. I testi del catalogo sono di Luciano Marrocu e Charles Henri Favrod. (Alessandra Menesini).


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