Dopo il violento attacco di Maroni (foto), il direttore non rischia più il posto. Bossi lo "grazia": "Tutti sbagliano, ma come giornalista ha dimostrato qualità".
PONTE DI LEGNO - Gigi Moncalvo, direttore della "Padania", può tirare un sospiro di sollievo. Nonostante l'ultimatum ricevuto dal ministro Roberto Maroni per un editoriale contro il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, non rischia più il posto. Maroni, dopo quell'articolo (datato 24 luglio) che faceva riferimento alla promozione della consorte del sottosegretario Sacconi "alla guida di un'area strategica di Confindustria", aveva detto "o via lui o via io". Moncalvo si era scusato, ma non era bastato. Tutti lo davano per spacciato, mentre lui, sconsolato, partiva per la Sardegna attendendo novelle. Ieri Umberto Bossi, che della "Padania" è direttore politico, ha cercato di buttare acqua sul fuoco della polemica.
"Nessuno è perfetto - ha detto Bossi parlando di Moncalvo - ma l'uomo ha anche delle capacità. D'altra parte per fare il giornale politico ci vuole uno bravo politicamente, che entra nelle cose della politica, però poi serve uno che è capace e che ha un pò di fantasia". Sulla "Padania" di ieri, tra l'altro, era comparso un editoriale di Giuseppe Baiocchi, l'ex direttore del giornale. Nell'editoriale, che per alcuni osservatori poteva rappresentare un rientro al quotidiano leghista, Baiocchi tracciava la linea della Lega che al comizio della sera avrebbe illustrato Umberto Bossi.
Il leader del Carroccio, sempre a proposito di Moncalvo, ha detto che bisogna essere tolleranti "perché ogni tanto si becca qualche errore". E alla domanda su cosa dirà Maroni, che aveva chiesto la testa del direttore, dopo queste dichiarazioni di pacificazione, Bossi ha replicato: "Si incazzerà perché lui è alla guida di un Ministero difficile. Ma adesso è sulla sua barca a vela, attraversa il mare e di notte guarda le stelle. Tra breve tutto sarà dimenticato".
(16 AGOSTO 2003, ORE 13:00)




Rispondi Citando
