Domenico Letizia
Nelle società odierne dominate dalla burocrazia e dalle maggioranze, la “democrazia” è il bene assoluto, valore totale da rispettare e da diffondere in ogni cultura. Ma la democrazia come qualsiasi altro dogma che s’impone agli individui non è altro, in fin dei conti, il potere della maggioranza, che indubbiamente può variare o no, sulle minoranze. Ad un analisi approfondita la scelta di un governo democratico non risulta per nulla trasportatrice di valori di libertà e sovranità individuale.
Il dibattito dovrebbe portare ad un confronto tra democrazia e “leggi” della concorrenza o mercato. Se nella democrazia l’opinione della maggioranza risulta oppressiva per le minoranze, nel mercato la responsabilità con tutte le conseguenze ricade sulla scelta in sé. Ciò che va visto con attenzione è il problema dell’ “efficienza” e confrontare se questa metodologia sia rispettata nella democrazia attuale o nelle “democrazie concorrenziali ” o di mercato. Ludwing Von Mises utilizza l’argomento della democrazia affermando che la distribuzione dei voti monetari è il frutto essa stessa, del referendum perenne dei consumatori. Nozick si avvale dell’argomento della libertà ritenendo che la distribuzione di potere è nel mercato l’espressione del criterio “ ognuno in base a come sceglie a ognuno in base a come è scelto”. Risulta di facile comprensione affermare che il modello mercato è più “democratico” della democrazia attuale. A differenza del consumatore che si muove nel mercato e nello scambio, durante le elezioni il voto non implica alcun patto tra chi “consuma” il voto e chi viene designato, se l’eletto non rispetta il programma per il quale è stato votato, non viene spazzato via dalla concorrenza in favore di un altro individuo che rispetti tali programmi o le scelte dichiarate. Se io scelgo un prodotto è questo non è di mio gradimento semplicemente lo cambio, anche dopo un paio d’ore, in democrazia non è così.
A ciò va aggiunto il carattere dispotico della democrazia che non si ritrova nel mercato, quello della scelta, dell’oppressione della maggioranza sulle minoranza. Milton Friedman, l’economista premio nobel, ha chiarito bene la differenza fra i sistemi democrazia e mercato attraverso l’esempio delle cravatte. Mentre nel mercato economico illustra Friedman, ognuno va al negozio per conto suo, di modo che ciascuno ha quello che sceglie, vale a dire ciò per cui vota (se il 51 per cento vuole una cravatta rossa, se la prende, e il 49 per cento la prende verde o come vuole) nella democrazia politica la gente vota: se il 51 per cento vota cravatta rossa, deve portarla il 100 per cento. Ciò che il mercato dovrebbe portare al modello democratico è la libertà di scelta e la responsabilità, ciò porterebbe ad un governo privo di caste imposte e ad una società a-statale.
Libertà contro Dittatura. Il sistema mercato e il confronto con la democrazia è stato ben illustrato da Riccardo La Conca.
Confronto tra Democrazia e Mercato | Notizie Radicali




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