Ken Loach: la rovina della sinistra parte da Blair
di l.bu.
LOCARNO «Dio me ne scampi», e subito dopo si fa un segno della croce quasi scaramantico. È con questa gag che Ken Loach, premiato quest’anno al festival di Locarno con il Pardo d’Onore alla carriera, si congeda dalla conferenza stampa alla domanda su suoi eventuali rapporti personali con Blair. E come ormai è consuetudine, eccoti lì l’alfiere inglese di una cinematografia politicamente impegnata esporsi in prima persona su tutti gli argomenti più caldi del momento. Dalla nuova e preoccupante destra, capitanata dalle tre B di Bush-Blair-Berlusconi alla grande occasione «bucata» dalla sinistra sulla scia delle massicce manifestazioni per la pace del febbraio scorso e dei movimenti no-global.
Come sempre, gentilezza, intelligenza e lingua senza freni, ovvero, i modi di essere che hanno contraddistinto la bussola di quarant’anni di carriera. «Abbiamo semplicemente sfruttato l’ipocrisia di un sistema che si dice liberale e aperto, solo quando le ideologie dominanti non si sentono in pericolo. Quando invece c’è odor di minaccia, le voci del dissenso vengono costrette ai margini e messe alla berlina». Ma è soprattutto sul premier inglese che si concentra la preoccupazione del regista. «L’esperienza del centro-sinistra è morta, anche perché è stato questo socialismo riformista a smantellare tutta una serie di conquiste sociali. In questo Blair è il massimo rappresentante, il “privatizzatore” per eccellenza e grande sostenitore di Bush. Non a caso, ha creato con Berlusconi e Aznar una nuova destra europea, stringendo alleanze soffocanti con persone come Murdoch».
Toccati questi tasti, ecco il legame con la cronaca più recente sullo scontro per le gonfiature bugiarde dei dossier iracheni tra governo inglese e BBC, la televisione con cui lo stesso Loach è cresciuto. «L’indipendenza della BBC è in grave pericolo, visto che il governo cerca in tutti i modi di assoggettarla alle proprie esigenze. Ormai c’è un quotidiano attacco dei giornali contro la BBC fatto dai “soldati” di Murdoch. Avendo contribuito all’elezione del premier, il magnate fa sentire tutto il suo peso nella vita politica inglese e Blair fa di tutto per tenerselo vicino. Proprio in questi giorni si sta varando una legge per permettere a Murdoch l’acquisto di un’ulteriore rete televisiva, Channel 5, assecondando la sua ambizione di creare un’altra Fox».
Che fare, dunque? Per Ken Loach bisogna ripartire dalle folle smobilitate contro la guerra, senza per questo trascurare la difesa dei diritti lavorativi, oggi bersaglio di un’aggressione senza precedenti. «La grande novità sono state le manifestazioni del 15 febbraio, dove l’Europa ha raccolto masse in piazza come non si vedevano da anni. Ma bisogna andare più in là. La sfida della sinistra è esattamente quella di riuscire a organizzare e incanalare questo flusso di energia perché diventi azione politica incisiva. Un po’ come il vapore delle locomotive. Se non è collegato a delle ruote di metallo non può partire e rischia di essere sabotata o repressa».
Per Loach non si può più perdere tempo, anche perché l’appuntamento con situazioni di questa portata va assolutamente cavalcato. «La presenza simultanea di Bush, Blair e Berlusconi non può che aiutare per un gioco di opposti il reclutamento continuo di nuove persone e la spinta verso una sinistra rinnovata a sinistra. Un’opportunità storica, questa, che non possiamo mancare».
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