Preoccupazione diffusa e agghiacciante: stiamo diventando come l'America? Welfare a pezzi, pensioni private, deregulation totale, più mercato e niente Stato e, nel dubbio, lo Stato in mano ai campioni del mercato, eccetera, eccetera. Da drizzare i capelli in testa, d'accordo. Ma che succede invece se sarà l'America ad assomigliare di più all'Italia? Ipotesi spaventosa tanto quanto. Eppure qualche segnale c'è. E l'hanno colto al volo alcuni senatori americani leggendo il bilancio dello stato del Connecticut. Non che sia una lettura particolarmente interessante - la trama fa schifo, probabilmente - ma qualcosa di buono c'è. Eccolo: il Connecticut ha avviato una campagna di perdono per alcuni reati fiscali. Un condonino piccolo piccolo, che già per l'etica fiscale americana è un notevole strappo. Ma, sorpresa, il Connecticut che si aspettava di ricavare dal suo condono una trentina di milioni di dollari, ne ha incassati, a sorpresa, ben 110, quasi il quadruplo. Questo deve aver fatto fare un notevole balzo sulle sedie a parecchi senatori, sia repubblicani che democratici. Il Connecticut è in buona compagnia: altri stati (Louisiana, Massachusetts, New Jersey e New York) hanno adottato negli ultimi vent'anni provvedimenti di "pace col fisco", un modo tutto americano di dire "condono". Vedete che già scricchiola un vecchio e caro mito americano, quello che puoi avere alle calcagna l'Fbi o la Cia, i killer di cosa nostra, la mafia delle lavanderie, il rapinatore fatto di crak, il matto generico o il serial killer, e puoi anche sperare di cavartela. Ma al fisco non si sfugge, e qui è buona norma tirare in ballo la vecchia storia di Al Capone che finì in galera per evasione fiscale e non per sbudellamenti vari. Ora invece, ecco una lobby abbastanza trasversale che si è messa in testa un'idea meravigliosa: il condono fiscale federale, vale a dire il perdono (a pagamento) di tutti quelli che col fisco l'hanno in qualche modo fatta franca. E subito si sono messi a fare i conti, affidando il progetto ad Arthur B. Laffer che fu uno dei pilastri teorici della reaganomics. Carta canta: secondo Laffer, che si è messo alacremente al lavoro, gli Stati uniti potrebbero ricavare dal condono fiscale qualcosa come 175 miliardi di dollari, una cifra spaventosa con cui (ma guarda cosa vado a pensare!) si potrebbero un giorno finanziare tutte le guerre "giuste" di questo mondo.
Sempre secondo i conti della lobby condonista, i contribuenti americani che hanno noie, grandi o piccole, con il Fisco sono circa il 20 per cento. Di questi, più della metà (il 60-70 per cento) avrebbe evaso o eluso in buona fede, per errori tecnici, per incompetenza, e si prevede che sarebbero ben contenti di mettersi in regola, pagando una multa ragionevole.
Naturalmente 175 miliardi di dollari fanno gola a tutti, specie a chi ha tante spese e tanti ragazzi all'estero a portare la democrazia coi carri armati, e dunque urge cercare una giustificazione anche politica, se non etica e morale. Eccola: la nuova politica fiscale del clan Bush è talmente innovativa da creare uno stacco netto con le politiche precedenti (quelle di Clinton prima di tutto). E dunque (banalissimo barbatrucco per allocchi), si potrebbe approfittarne per "ridisegnare il patto fiscale tra governo federale e cittadini", il che significa, tradotto in linguaggio corrente, fare un bel po' di cassa perdonando gli evasori.
Se il mito del fisco americano, implacabile e occhiuto, traballa, però, è anche perché sono in corso entusiasmanti esperimenti. Per esempio l'Offshore Voluntary Compliance Initiative, che permette ai cittadini americani che - distratti - non abbiamo dichiarato al fisco i loro conti off-shore, di farlo adesso. Pagando s'intende. Una leggina di poco conto che ha portato finora alle casse federali circa ottanta milioni di dollari, destinati ad aumentare entro la scadenza di ottobre.
Il condono fiscale americano è per ora uno studio di fattibilità, un sogno e un progetto non molto definito. Ma c'è da scommettere che quando il clan dei texani vedrà quel numero di dodici cifre (175.000.000.000 di dollari), anche il rigore etico del fisco americano uscirà dal mito e tornerà tra gli umani, mostrandoci una nuova faccia della nuova America, anche lei un po' tremontizzata.
Alessandro Robecchi




Rispondi Citando
