(Tratto da TGCOM del 17 Agosto) - "Non bisogna governare tanto per farlo a scapito delle riforme. Se non si riesce a farle finito il semestre di presidenza Ue si torna a votare". Lo ha detto il ministro per le Politiche Agricole, Alemanno, parlando a Cortina di ciò che succederà in politica a settembre. Ha detto: "Questo governo non è ancora riuscito a dare un segnale netto". E poi: "Noi di An non possiamo più vivacchiare", indicando così la necessità delle riforme.
"Non bisogna governare tanto per farlo a scapito delle riforme. Se non si riesce a farle, finito il semestre di presidenza Ue si torna a votare". Gianni Alemanno, ministro per le Politiche Agricole, ha esordito così nel corso di un incontro a Cortina d'Ampezzo, sugli avvenimenti di settembre della vita politica.
"Non è solo un problema della Lega nel governo, c'è anche un problema - ha proseguito il ministro - sull'approccio economico sociale. Questo governo non è ancora riuscito a dare un segnale netto, un salto di livello".
Secondo Alemanno "Noi di An non possiamo più vivacchiare", facendo capire che c'è bisogno di un confronto chiaro, di uno scossone dell'economia. Da quì l'indicazione sulla necessità delle riforme. Per quanto riguarda invece il dibattito interno ad An, Alemanno ha detto che è vivo.
"Il 26 e 27 settembre torneremo a Fiuggi per fare una Fiuggi 2 dove il senso è dobbiamo passare dalla destra al governo al governo della destra", ha proseguito il ministro che ha quindi ribadito che "Fini è leader di tutti in An, però dietro di lui c'è una classe dirigente che si sta formando, una destra sommersa che in Italia non è conosciuta e che può ambire ad andare ben oltre il 12%".
Sul tema della devolution e dell'unità nazionale, Alemanno ha sottolineato che c'è una richiesta forte di An e Udc per modificare la riforma del titolo V della Costituzione, fatta dal centrosinistra e che rappresenta un federalismo scellerato". Ma per Alemanno la Lega deve dare una alternativa netta, un segnale chiaro sulla devoluzione e un segnale chiaro sulla governabilità: "altrimenti il problema che ebbe Prodi con il centrosinistra - ha detto - si porrà anche in questa maggioranza".




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