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Sentenza Andreotti: fino all'80 rapporti con mafia
La sentenza di appello che ha mandato assolto GiulioAndreotti per associazione mafiosa, riconosce tuttavia che fino alla primavera del 1980 l'ex presidente del Consiglio aveva dimostrato "una autentica, stabile e amichevole disponibilità verso i mafiosi". Lo si legge nelle motivazioni della sentenza che sono state depositate oggi. La ragione dell'assoluzione va ricercata nel fatto che dopo il 1980 il senatore a vita non ha "concretamente agito per agevolare il sodalizio criminale". Per i fatti precedenti, cioè, si applica la prescrizione, mentre per quelli succesivi l'uomo politico deve essere assolto.
Le motivazioni della sentenza del 2 maggio sono contenute in tre volumi di complessive 1.520 pagine. In esse i giudici distinguono con chiarezza ciò che avvenne prima e dopo lo spartiacque del 1982, quando venne definito il reato di "associazione mafiosa".
Secondo i giudici, "manifestazioni di disponibilità personale del sen. Andreotti successive a tale periodo sono state semplicemente strumentali e fittizie, comunque non assistite dalla effettiva volontà di interagire con i mafiosi anche a tutela degli interessi della organizzazione criminale: anzi, in termini oggettivi è emerso un, sempre più incisivo, impegno antimafia, condotto dall'imputato nella sede sua propria della attività politica". (red)




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