Ennesima dimostrazione di affetto e popolarità per il Presidente del Consiglio! Sicuramente sarà stata ricambiata con uno dei suoi soliti sorrisoni!

Il Gazzettino

Mercoledì, 27 Agosto 2003

Il paradosso dello scatolettista: preso e subito liberato finisce in tv a chiedere l'autografo a Berlusconi

Quanto lavoro inutile e quanti soldi sprecati a causa di una legge fatta male e che non ha risolto il problema di fondo. L'unico risultato prodotto dalla Bossi - Fini è un superlavoro delle forze dell'ordine che non porta ad alcun risultato. Lo stato di arresto imposto dalla nuova normativa sull'immigrazione si traduce nella permanenza dell'arrestato nella sede delle forze dell'ordine che hanno proceduto. Così gli agenti o i militari che hanno scoperto e bloccato un clandestino già espulso e inottemperante sono costretti a prolungare i turni e rifocillare a loro spese la persona che è trattenuta in centrale. Poi c'è il problema che tutto questo daffare si traduce in una condanna molto lieve e con la sospensione condizionale e in una conseguente frustrazione per gli operatori di polizia.

«Da tempo denunciamo questo andazzo - dicono alla segreteria provinciale del Sindacato autonomo di polizia - ma questo problema sembra non interessare a nessuno».

Proprio questo è accaduto con il rumeno con due decreti di espulsione arrestato due giorni fa dalla polizia ferroviaria. Per lui c'è stata una condanna a due mesi con la sospensione condizionale della pena e la remissione in libertà.

«Lavoro sprecato e attività frustrante» dicono i sindacati di polizia. Come dare loro torto?

A Venezia, comunque, almeno si arriva al processo. In altre Procure, come Torino, Modena o Bologna, il pubblico ministero non convalida l'arresto ritenendo questa norma incostituzionale. Il reato previsto dalla Bossi-Fini è allo stato attuale una contravvenzione, per il quale l'arresto in flagranza secondo il codice è previsto solo per atti di "spiccatissima pericolosità sociale" e non per quelli di "modesta entità". Tradotto in termini non giuridici, questo vorrebbe dire che a parità di reato un immigrato "clandestinamente presente in Italia" viene trattato peggio di una qualunque altra persona che compie una qualsiasi altra contravvenzione.

Tutto questo, ovviamente, genera confusione e incertezza sull'applicazione di questa norma. I destinatari ovviamente comprendono questa situazione e non perdono occasione per farsi beffa dello Stato.

A Verona, ad esempio, un Tg2 di sabato sera si è visto un uomo di circa 30 anni farsi strada fra le guardie del corpo di Berlusconi e chiedergli un autografo. Pochi giorni prima quello stesso uomo, uno scatolettista kossovaro, era stato arrestato dagli agenti della squadra di polizia giudiziaria dei vigili urbani.

Michele Fullin





Anch'io se fossi un ladruncolo lo ammirerei tanto da chiedergli un autografo!