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  1. #1
    Globalization Is Freedom
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    Thumbs up Protezionismo: Bossi non convince Pagliarini

    http://www.ilriformista.it/documenti...p?id_doc=10550

    PROTEZIONISMO 1. COME AFFRONTARE IL «PERICOLO GIALLO»
    La Lega insiste, ma Bossi non convince Pagliarini
    Carbonato: «La Cina è il polmone per la domanda mondiale»

    «Questa storia del protezionismo mi fa venire in mente la Fiat quando otteneva il contingentamento delle importazioni delle auto giapponesi, con il risultato che i cittadini pagavano una tassa per l'inefficienza» - lo dice il deputato leghista Giancarlo Pagliarini - uno dei principali esperti economici della Lega che non sposa in pieno la svolta protezionistica del suo partito, ma poi precisa: «Penso che Bossi abbia in mente qualcosa di più complesso: un modo per proteggere le piccole imprese, ma che può funzionare solo a patto che chi viene beneficiato - e per un breve periodo di tempo - poi sia costretto a investire immediatamente nella ricerca. Rimane il fatto che un'impresa che ha bisogno di essere aiutata non è un impresa sana, se non ce la fa da sola meglio che chiuda. Io piuttosto utilizzerei il federalismo per aprire il mercato: diamo più potere alle regioni in modo che riescano ad attrarre gli investimenti utili». Pagliarini non si convince nemmeno rispetto alla teoria del dumping sociale - bassi costi dovuti alla scarsa tutela dell'ambiente, della qualità del prodotto e dei lavoratori - di cui si avvantaggerebbe la Cina. «La decisione di penalizzarla per motivi del genere è al di sopra delle forze di un solo Paese, ci possono riuscire solo Europa e Stati Uniti con un accordo congiunto».
    Le perplessità di Pagliarini diventano vera e propria diffidenza se si chiede un parere agli stessi imprenditori. Anzi è convinzione diffusa che qualsiasi mossa protezionistica contro le importazioni dalla Cina e dai paesi dell'Estremo oriente si rivelerebbe un danno economico ben maggiore degli effetti difensivi. Soprattutto se si chiede a chi ha già degli avamposti in quella che promette di essere la prossima frontiera del libero mercato. «Cina non significa più solo produrre a bassi costi, ma sta diventando sempre più l'unico posto in cui non c'è una domanda di sola sostituzione, ma vera crescita» spiega Gianfranco Carbonato, amministratore delegato di Prima Industrie, multinazionale hi-tech torinese che costruisce laser per applicazioni industriali. C'è il timore di essere estromessi per ritorsione dal mercato su cui si decideranno le sorti di gran parte delle aziende di tutto il pianeta, dove oltre un miliardo di persone stanno assumendo capacità di consumo paragonabili a quelle occidentali.
    La decisione di difendere un mercato da 50 milioni di abitanti e vedersene precluso uno venti volte più grande suona come un eresia alle orecchie di ogni imprenditore. Soprattutto se poi il made in Italy più classico: abbigliamento, alimentari etc.. riscuotono in Cina notevole successo. E poi c'è un'altra considerazione: «Porre un freno alle importazioni dalla Cina non ha molto senso visto che, la quasi totalità della produzione mondiale, come i piccoli elettrodomestici, viene da lì. Tutti, dalle multinazionali alle piccole imprese costruiscono in Cina, spesso negli stessi stabilimenti» lo spiega Antonio Cassano, imprenditore pugliese che con la sua General Trade importa dal paese della «lunga marcia» quattromila container l'anno colmi di giocattoli ed articoli per la casa. In realtà la leadership più significativa della Cina è quella negli investimenti esteri: nel 2002 ha raccolto 53 miliardi di euro, uno dei pochi casi di aumento in un anno in cui gli investimenti transnazionali sono diminuiti del 20%. Segno che le imprese globali pensano ad aprire il mercato cinese piuttosto che recintarlo.
    «Casi di vendite sottocosto ce ne sono - spiega Giancarlo Berti responsabile della divisione fibre della Snia e presidente dei produttori europei - ma il vero danno ce lo procurano le lungaggini burocratiche dell'Ue che per accertare le violazioni ci mette mediamente più di un anno e mezzo. Basterebbe essere più celeri nel far rispettare le regole. Ma niente guerre, d'altronde anche per i produttori di fibre europei il mercato cinese vale 170 milioni di euro all'anno».
    "Non spargerai false dicerie; non presterai mano al colpevole per essere testimone in favore di un'ingiustizia. Non seguirai la maggioranza per agire male e non deporrai in processo per deviate la maggioranza, per falsare la giustizia. Non favorirai nemmeno il debole nel suo processo" (Esodo 23: 1-3)

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  2. #2
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    Predefinito Re: Protezionismo: Bossi non convince Pagliarini

    In origine postato da Stonewall
    http://www.ilriformista.it/documenti...p?id_doc=10550

    PROTEZIONISMO 1. COME AFFRONTARE IL «PERICOLO GIALLO»
    La Lega insiste, ma Bossi non convince Pagliarini
    Carbonato: «La Cina è il polmone per la domanda mondiale»

    .
    I cinesi OGGI non comprano le nostre merci ma esportano le loro da noi in concorrenza sleale .
    Nella sostanza l' articolo riportala solita favola liberista che gia' il keynes preso per il culo . a bretton wood ... ...
    Infatti nella pratica i cinesi cominceranno a comprare le nostre merci ' alla lunga' .... quando le nostre industrie saranno tutte morte ...

  3. #3
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    Predefinito Re: Re: Protezionismo: Bossi non convince Pagliarini

    In origine postato da larth
    I cinesi OGGI non comprano le nostre merci ma esportano le loro da noi in concorrenza sleale .
    Nella sostanza l' articolo riportala solita favola liberista che gia' il keynes preso per il culo . a bretton wood ... ...
    Infatti nella pratica i cinesi cominceranno a comprare le nostre merci ' alla lunga' .... quando le nostre industrie saranno tutte morte ...
    e per quale motivi tutti noi consumatori dovremmo pagare di più dei prodotti per salvare il culo di pochi?
    Di imprese padane ne chiuderanno tante, ed è giusto che sia così.

  4. #4
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    Predefinito Re: Re: Re: Protezionismo: Bossi non convince Pagliarini

    In origine postato da PINOCCHIO
    e per quale motivi tutti noi consumatori dovremmo pagare di più dei prodotti per salvare il culo di pochi?
    Di imprese padane ne chiuderanno tante, ed è giusto che sia così.

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Protezionismo: Bossi non convince Pagliarini

    In origine postato da Celtic Pride
    -fabbriche= - immigrati -inquinamento -lavoro più qualificato -tasse a roma -più soldi per tutti (paradossalmente ma è così)

  6. #6
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Protezionismo: Bossi non convince Pagliarini

    In origine postato da PINOCCHIO
    -fabbriche= - immigrati -inquinamento -lavoro più qualificato -tasse a roma -più soldi per tutti (paradossalmente ma è così)
    Aggiungici pure, che certamente non guasta, salvaguardia del territorio, diventato oramai un unica grande ed immensa zona industriale.

  7. #7
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    Predefinito

    di fatto il nostro problema più grosso è proprio questo: tutti gli "esperti" indicano che la Padania DOVRA' diventare una immensa zona industriale, di fatto la più grande del pianeta, con una densità di popolazione che dovrebbe raddoppiare nel giro di quindici anni: naturalmente tutta gente da fuori.
    Naturalmente gli "esperti" se ne sbattono della qualità della vità, che da quindici anni a questa parte è in forte regresso.

    Speriamo che nel giro di cinque anni ci sia un'inversione di marcia col fallimento almeno del 30% delle nostre ditte altrimenti sarà sarà un suicidio.
    Purtroppo abbiamo capacità di adattamento imprenditoriali incredibili

  8. #8
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    Predefinito Re: Re: Re: Protezionismo: Bossi non convince Pagliarini

    In origine postato da PINOCCHIO
    e per quale motivi tutti noi consumatori dovremmo pagare di più dei prodotti per salvare il culo di pochi?
    Di imprese padane ne chiuderanno tante, ed è giusto che sia così.
    piu' che giusto ... ma in tal caso i milioni di ex-dipendenti padani non avranno niente da consumare ...

    perche' 'deindustrializzare' come a bagnoli e' facile e senza conseguenze sociali ...basta che ci sia lo stato che paga ..

    In realta' la mossa di bossi e' ancora padanisticamente piu' furba di quanto appaia .. ma non posso certo spiegartela in pubblico...

  9. #9
    Ridendo castigo mores
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    Predefinito

    In origine postato da PINOCCHIO
    .

    Speriamo che nel giro di cinque anni ci sia un'inversione di marcia col fallimento almeno del 30% delle nostre ditte altrimenti sarà sarà un suicidio.
    Purtroppo abbiamo capacità di adattamento imprenditoriali incredibili
    Gli impianti in Veneto chiuderanno di sicuro , in proporzione al trasferimento delle propria tecnologia in posti dove la manodopera non costa e il costo ambientale nullo .

    Nella attuale fase gli stessi industriali veneti che stanno 'delocalizzando ' vogliono ANCHE lucrare il massimo dall ' area veneta importando appunto ,manodopera a basso costo , che serve anche a ' calmierare' il costo del dipendente veneto ..ovviamente con la precisa idea di scaricare tutti i costi ' ambientali' e ' sociali' sulla comunita' .

    Per un po' le cose funzioneranno , il personale veneto manterra' i suoi consumi non facendo figli e quindi rarefacendosi .. rimpiazzato dai nuovi arrivi afroislamici .. finche' la percentuale afroislamica sara' tale da rendere afroislamica anche la produttivita' ...

    A quel punto i figli degli ex-industriali chiuderanno tutto , fonderanno una banca d' affari e andranno a fare la bella vita tra montecarlo e la svizzera

  10. #10
    Simply...cat!
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    Predefinito

    In origine postato da larth
    finche' la percentuale afroislamica sara' tale da rendere afroislamica anche la produttivita' ...
    Già: il grande errore degli economisti ortodossi è il pensare a prescindere dal fattore umano,che una teoria applicata bene,dia sempre lo stesso risultato.
    Ma il fattore umano invece conta eccome.

 

 
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