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  1. #1
    Iterum rudit leo
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    Predefinito Mons. Sgreccia sugli OGM: provare l'utilità e verificare i rischi

    PROVARE L'UTILITA' E VERIFICARE I RISCHI PER LA SALUTE UMANA
    NEL RISPETTO DELL'AMBIENTE E DELL'ETICA ECONOMICA:
    LA CHIESA IN ATTEGGIAMENTO DI APERTURA VERSO LA SCIENZA
    A SERVIZIO DELL'UOMO ATTENDE RISPOSTE CERTE SUGLI `OGM'

    - Intervista con mons. Elio Sgreccia -

    Si allarga e si approfondisce anche nel mondo cattolico il
    dibattito sugli `Ogm', gli organismi geneticamente modificati,
    usati in campo agricolo: c'è bisogno di maggiori informazioni
    `pro e contro' perché il pubblico, i consumatori, i cittadini
    possano capire e decidere su un aspetto tanto importante
    quale è quello del cibo per la salute umana, per l'ambiente,
    per gli equilibri economici e per i risvolti etici.
    Luca Collodi, del nostro programma "One-o-five live" ha
    interpellato il vescovo Elio Sgreccia, vicepresidente della
    Pontificia Accademia per la Vita e direttore del Centro di
    Bioetica dell'Università Cattolica del "Sacro Cuore":

    **********

    R. "Prima di tutto non ci deve essere chiusura per l'intervento
    dell'uomo sulle piante e sugli animali anche nel campo genetico,
    qualora questo risulti esente da danni e utile per l'uomo
    stesso.
    Il secondo punto è che ci sia una verifica dei rischi, una
    verifica che deve essere obiettiva, deve essere scientifica, che
    deve essere fatta sui prodotti naturali ma anche sui farmaci e,
    per una ragione ancor più delicata, sugli organismi geneticamente
    modificati.
    E' la verifica del rischio, il cosiddetto principio di
    precauzione.
    Finora non sono stati denunciati, se non come allarme, gravissimi
    rischi.
    Mi sembra che si vada con le debite cautele, con una sorta di
    sperimentazione prima di immettere sul mercato.
    Un'altra condizione è che si rispetti anche l'equilibrio ecologico,
    cioè si rispetti la biodiversità.
    Le specie nuove non debbono soppiantare quelle preesistenti.
    La biodiversità deve essere custodita nel mondo perché è una
    ricchezza di tutti.
    Terzo, il cittadino deve essere informato, cioè noi siamo per una
    etichettatura dei prodotti.
    Del prodotto che viene immesso nel mercato si deve sapere se è
    `ingegnerizzato', non `ingegnerizzato' anche perché, vero o no il
    rischio, si dia tempo alla gente di persuadersi, ma a quel punto
    ci sia la libertà e la consape-volezza di sapere se il prodotto è
    `ingegnerizzato' o no.
    In ultimo, questa materia - ecco l'altra componente del problema -
    deve essere anche rispettosa dell'etica economica a livello
    internazionale.
    Cioè, prodotti `ingegnerizzati' non devono servire per esclusiva
    utilità delle grandi imprese, delle grandi industrie.
    Tutte le industrie hanno il loro vantaggio, devono avere il loro
    giusto vantaggio, ma non deve essere un monopolio che diventi
    gravoso per chi fosse costretto a utilizzare questi prodotti.
    Il discorso sulle biotecnologie non deve poi essere utilizzato a
    fini protezionistici.
    Di questa istanza si è fatto portavoce il cardinale Ersilio
    Tonini, e cioè la paura che i prodotti preesistenti possano venire
    in concorrenza con quelli nuovi a loro svantaggio.
    Ci deve essere un equilibrio, un rispetto anche delle ragioni
    etiche del mercato, non solo quelle etiche della salute.



    D. Quando parliamo di tematiche così delicate, c'è sempre un
    impatto molto attento da parte della gente ...



    R. Su questo problema, come su molti altri di grande importanza in
    questo scorcio di storia, il segreto sta nel congiungere insieme
    la scienza, con le sue indubbie capacità di avanzare, di verificare
    le verità oggettive, di carattere sperimentale, e l'etica che metta
    in confronto le risorse della scienza con i valori umani e con la
    persona che deve stare al centro.
    L'etica, inoltre, deve guardare anche ai processi economici a
    carattere internazionale, globalizzati.

    **********



    (C) Radio Vaticana, 5 agosto 2003

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito

    +

    il discorso si fa in modo differente perchè se io non mi fido me li ritrovo lo stesso nel piatto, com'è accaduto in Piemonte con il mais.

    +etilico

  3. #3
    Manuel
    Ospite

    Predefinito

    Un mutato atteggiamento della Chiesa su temi che rigurdano la scienza quando questa viene messa a servizio dell'uomo che mi sembra lascia ben sperare, sono lontani i tempi in cui si proibiva l'autopsia o si costrigeva Galileo all'abiura. Resta il veto sull'uso degli embrioni umani a scopo scientifico ma qui giustamente viene fatto valere il principio che fin dal primo concepimento si è in presenza di una nuova vita.

 

 

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