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Vespa prende il suo posto a cena
Il premier diserta Verona e i suoi festeggiamenti? Non c’è problema, il posto lo prende Bruno Vespa. Alla cena prevista in occasione della Carmen all’Arena, vicino al cancelliere tedesco Schroder e al presidente della Commissione Europea Prodi, nonché ai vari vip e ospiti scelti, il popolare giornalista televisivo si è così trovato un posto di privilegio. Assalto di vip anche durante il ricevimento organizzato nell’intervallo dell’opera.
http://www.libero-news.it/sito/liber...tml?topic=4897
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Quando Sciascia denunciò il “regime delle toghe”
di RENATO BESANA
Primavera 1983. Sciolte le Camere, l’Italia attende di andare a elezioni anticipate. In agosto, Craxi sarebbe diventato presidente del consiglio. La “Milano da bere” celebrava il proprio trionfo e nessuno, in quegli anni, neppure avrebbe osato presentire la stagione di Mani pulite e i suoi eccessi giacobini. Che la deriva giustizialista stesse però cominciando a erodere le istituzioni, era tuttavia già chiarissimo, almeno a chi avesse la lucidità sufficiente a intenderlo e l’indipendenza necessaria a dichiararlo.
http://www.libero-news.it/sito/liber...tml?topic=4921
Sciascia è la stessa persona che tacciò il pool di Caponnetto di essere i "professionisti dell'antimafia".
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Re: Di chi parla?
Citazione:
In Origine Postato da Sant'Eusebio
[...]Ogni parola del condottiero, dell'uomo di governo, del padre amoroso della sua gente, è lapidaria; ogni gesto, definitivo. Ne' suoi discorsi di statista, prorompe all'improvviso la cordialità, sorride la beffa, scatta il comando.
Lo interessa una partita di scherma. Tocca delicatamente il suo violino. E' al volante della macchina preferita: la velocità gli piace. Pilota da sè un trimotore dall'uno all'altro lembo d'Italia.
Ara il suo campo [...]. Conduce il motoscafo nell'Adriatico. Tra poco leggerà un canto dela Divina Commedia. Intrattiene alcuni diplomatici, parlando inglese. [...] Premia gli agricoltori. Detta lettere e leggi[...] Commuove il popolo e persuade i dotti. Riceve gente d'ogni rango e d'ogni Paese. Incanta dei filosofi a convegno. [...]
Intanto, governa l'Italia. La vuole, la vede grande e rispettata tra le nazioni.
A pittori, scultori d'ogni parte della Terra ha stretto cordialmente la mano. [...]
Minkia ... il nuovo Messia...
B.
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BREVI AMORI A VILLA LA CERTOSA /2
Proseguiamo nella pubblicazione del
drammatico diario scritto con mezzi
di fortuna dal giornalista “embedded”
di Libero, Renato Farina, durante
i lunghi giorni della sua prigionia a
villa La Certosa, la sobria residenza
estiva di Silvio Berlusconi in Costa
Smeralda. Per la crudezza delle scene
descritte, se ne sconsiglia la lettura se
non a un pubblico adulto.
Made in Italy. «La vita, a Villa La
Certosa, comincia presto. È martedì.
Berlusconi guarda gli zampilli che irrorano
un prato che sembra di essere in
Canada a maggio, e il paragone gli fa
venire voglia di camminare per i suoi
sentieri insieme frondosi e caraibici che
percorrono questo parco di 70 ettari
sospeso sul mare». Le discese ardite e
le risalite, sul nel cielo aperto, e poi
giù il deserto. I prati come li fa Lui
non li fa nessuno, salvo in Canada. I
sentieri come li fa Lui non li fa nessuno,
salvo ai Caraibi. Se non fosse per
la saliva del giornalista al seguito, parrebbe
quasi di stare all’estero.
Una lacrima sul viso. «Berlusconi
si commuove per l’amico che ha perso
il figlio. Guarda le sperdutezze del mare.
“Che cosa devi dire? Le parole non
servono. L’uomo è ‘pulvis et umbra’.
Chi è che lo ha scritto, Fedele?». Sai,
Fedele, non leggo un libro da vent’anni.
Il Presidente Teologo. «A questo
punto inizia una vigorosa discussione
sull’aldilà, sull’esistenza o meno dell’inferno.
Ve la risparmio. E su che cosa
sia il peccato. Berlusconi dice: “Ho studiato
dai salesiani, ero il loro oratore.
Ora le mostro dove farò una chiesa,
dove la domenica dir messa”». Non
una discussione qualunque: una discussione
vigorosa.
Nuovi posti di lavoro. «Si va all’
agorà dei menhir, le pietre modellate
da uomini primitivi. Ferve il lavoro. In
tutto il parco ci lavorano in 50 tra
tecnici e muratori. Le guardie del corpo
hanno una divisa coloniale, e mentre
noi evitiamo con abilità gli zampilli
rotanti per l’innaffiatura, loro per lavoro
non possono, e si fanno docce ogni
due minuti». Lui li vuole tutti così:
pirla.
I forum del guru. «Lo sa che l’Ulivo
sta già organizzando 40 forum ognuno
dei quali dedicato a un mio difetto?
Sanno solo distruggere… C’è un guru
che sta studiando a tavolino contro di
me. O contro chi mi è vicino. Ha in
mente le accuse di mafia? Hanno persino
creato un reato che non esiste… il
concorso esterno alla mafia. Basta che
uno parli con un mafioso, tratti un
affare con lui, e lo incriminano. Un
reato che andrà eliminato». Magari
smettendola di trattare affari con i
mafiosi.
Faccia da perno. «A Genova, l’ultima
sera del G8, ho visto i grandi capi
delle nazioni fare davvero amicizia…
Però io posi una premessa: il bene più
prezioso è la libertà… Bush fu molto
colpito, accettò questo ragionamento.
Dopo l’11 settembre questo è stato il
suo perno ideologico”. Bush che impara
la dottrina della democrazia da lei,
non è un po’ troppo? “È andata così”».
Ora si capiscono molte cose.
La volpe di Baghdad. «Saddam
ha dimostrato di essere debole, con un
esercito scarso. Le armi di distruzione
di massa non si trovano, le hanno trasferite
all’estero». Astuto, questo rais:
accumula armi di distruzione di massa
per vent’anni e poi, quando finalmente
lo attaccano, che fa? Non le
usa, le nasconde all’estero e si lascia
spodestare senza sparare un colpo.
Geniale.
Il Presidente Mosè. «I dittatori se
ne devono andare. Altrimenti si può
minacciare l’uso della forza. Quando
ho visto di recente Bush mi ha abbracciato
emi ha detto di aver discusso con
teologi protestanti delle tesi che avevo
esposto: ci sono fondamenti nella Bibbia
». L’hanno assicurato i teologi protestanti
a Bush. Che poi ha abbracciato
Berlusconi. Quindi dev’essere vero.
Un Uomo, un calzino. «L’uomo
pensa a tutto. Ghe pensi mi. Proprio
così. Berlusconi guarda i miei piedi e
dice: “Mi aspetti. Le do un paio delle
mie calze, le sue non vanno bene”. E
dire che erano di lusso, marca Gallo.
“Provi queste”. Eccomi dunque a passeggiare
con le calze di Berlusconi. Le
conversazioni, giuro, vengono meglio
». Soprattutto per chi parla coi
piedi. Comunque, da quel giorno,
non le ha più lavate.
Un Uomo, un toupè. «A un certo
punto Berlusconi nota che ho pochi
capelli, ma sparati in su: “Faccia come
me, li tenga giù. Vendono un prodotto
della…”. Non dico la marca, non vorrei
che la boicottassero». Noi siamo in
grado di rivelare almeno il prodotto:
è il pennarello con cui Carlo Rossella,
nel dopo-lavoro, arrotonda lo stipendio
dipingendo i capelli al principale.
Un Uomo, una scarpa. «Sulle
scarpe invece c’è scritto ‘Silvio’. Ma si
capisce lo stesso che è lui: sta sempre
davanti, come nella famosa foto delle
Bermude». Si capisce lo stesso.
La giovane marmotta. «Tremonti,
che si aggiungerà a Confalonieri e
al sottoscritto il giorno dopo, è arrivato
con i calzoni a mezza gamba da esploratore
tropicale. Veniva giù dalle Alpi
e qui per lui è un po’ Africa». E Farina
subito lì pronto con le valigie: «Sì,
buana».
Gambe di velluto. «Berlusconi
con la maglietta blu e i calzoncini bianchi
è del 1936. Ha le gambe che sembrano
la réclame del borotalco dei
bambini, non oso chiedergli se si depila
». A questo punto, per pudore e discrezione, non resta che il silenzio.
Spegniamo le luci e lasciamoli soli.
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Dello stesso autore...
I terroristi giocano ad Assisi di RENATO FARINA
Che cosa è diventata Assisi? Il corpo del Poverello giace lì sotto i cieli turchesi di Giotto, ma verrebbe voglia di traslocarlo. O forse sarebbe meglio traslocare loro. Loro chi? Se li chiamiamo terroristi ci querelano e, in Italia, con questa giustizia, rischiano pure di vincere. Siccome l'idea di finanziarli ci ripugna, fermiamoci a questa definizione: sono comunisti e pacifisti italiani a braccetto con i teorici (e pratici) della violenza antioccidentale. E giocano a fare i terroristi ad Assisi.
http://www.libero-news.it/sito/libero.html
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Successi di governo.
«Apicella accorda la chitarra, gli fa sentire qualche nota e lui, il presidente paroliere, parte in quarta. L’universo sentimentale e musicale del presidente del Consiglio è proprio questo: è lui lo Julio Iglesias d’Italia».
Libero, 3 settembre 2003
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Citazione:
In Origine Postato da MrBojangles
Successi di governo.
«Apicella accorda la chitarra, gli fa sentire qualche nota e lui, il presidente paroliere, parte in quarta. L’universo sentimentale e musicale del presidente del Consiglio è proprio questo: è lui lo Julio Iglesias d’Italia».
Libero, 3 settembre 2003
Libero? Ma non si vergognano a scrivere una macumba simile?
Al cantar l'uccello...
B.