Premier preoccupato, Bossi all'attacco
Berlusconi dalla Sardegna: "La sinistra è più unita, bisogna ampliare il consenso della maggioranza". Dopo la pausa, torna il Senatùr che avverte: "La Dc non tornerà".
ROMA - "La sinistra marcia dovunque unita, sfiorando il 50 per cento dei voti". Dal buen retiro in Sardegna, Silvio Berlusconi ha fatto i conti e ne ha ricavato una Preoccupazione. Con la "P" maiuscola. Quella di un Ulivo che si è ricompattato e che vede anche il Prc pronto a confluire in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Sotto il patio di Villa Certosa sorseggiando un tè col ministro Giovanardi, Berlusconi ha fatto il punto su riforme istituzionali e legge finanziaria, studiato ipotesi di "moratorie" sul fronte caldo della giustizia. Ma anche affrontato il bilancio dell'attività di due anni di governo. E qui premier non ha nascosto i suoi timori sul futuro elettorale del centrodestra, tanto più che, a fronte di un centrosinistra che sta lavorando per rafforzarsi, il centrodestra negli ultimi mesi si è presentato sempre più spesso diviso e in preda a fibrillazioni interne. D'altra parte tutto questo si è riflesso nei recenti sondaggi che hanno descritto una Cdl in calo di popolarità. Dunque si tratta di risalire la china.
Il premier sente quindi di dover assolutamente individuare una strategia non per consolidare i consensi della Cdl, che potrebbero non bastare più, ma per ampliarli il più possibile. Pena il rischio di debacle elettorali. Il campanello d'allarme nella Cdl è suonato proprio allora, soprattutto col caso Friuli: un'ombra che il Cavaliere forse vede aleggiare anche sui prossimi appuntamenti. Ma le turbolenze politiche della maggioranza riverbano anche lontano dalla Costa Smeralda. Nella tradizionale vacanza di Ponte di Legno, finita la convalescenza che l'ha tenuto inoperoso per settimane, Umberto Bossi è pronto a lanciare la battaglia d'autunno col tradizionale comizio di Ferragosto. Ieri, sotto il Passo del Tonale, si è esercitato per il ritorno sul palco. Davanti ai suoi, ha parlato di riforme, di dazi e di confini. "Bisognerà alzare le barriere doganali - ha avvertito il Senatùr - contro i prodotti made in Oriente", che stanno soffocando le piccole e medie imprese del Nord, bacino da cui pesca da sempre i voti il Carroccio.
Sullo stato di salute dellla maggioranza, a dispetto delle riflessioni non proprio ottimistiche di Berlusconi, Bossi si è mostrato battagliero. Tanto da descrivere con un'immagine fantastica l'attuale momento che lui e il Paese stanno attraversando: "Io sono aggrappato alla parete di una montagna, qualcuno spera che cada giù". E' forse la prima volta che il leader della Lega accenna all'eventualità estrema. "Ma se anche dovesse accadere nessuno si può illudere. Il dopo Berlusconi è più lontano della luna. Non potrà tornare il vecchio sistema del debito pubblico, Dc, Psi e Pci. La Dc è irrimedibilmente sepolta".




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