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FES, VILLE D'ISLAM
Archè Edizioni 2007,
Pgg: 176, Euro 65,00
Lingua: Francese
Distribuito da Edizioni Pizeta:
http://www.edizionipizeta.it/
Partito per Fès nel 1933 alla ricerca di un maestrato spirituale, l'autore
scopre una città che lo stupisce per la sua cultura, la sua vita, la sua
atmosfera. Il giovane artista appassionato di metafisica studia la lingua,
le scienze islamiche, si familiarizza con l'architettura, le arti, le
tecniche.
Questo incontro intimo con Fès è all'origine della presente opera. Come
ogni volta che evoca lo spirito di un luogo (Chartres, Siena, l'Andalusia
moresca), Burckhardt intreccia ossevazioni, racconti personali, cronache e
testimonianze. Sa, meglio di chiunque altro, aprirci ad una civiltà,
coglierne l'essenziale; meglio di chiunque altro sa spiegarci lo spirito
delle forme, si tratti di una società, di un'architettura o di un'arte
sacra.
Qui Burckhardt ci presenta l'Islam nei suoi valori eterni, attraverso una
cultura che ebbe il suo apogeo in Andalusia e a Fès l'ultima fioritura. Ma
più della brillante civiltà, l'opera ci fa vedere la potenza di coesione di
un Islam che, applicando la legge coranica, offrì in questa città un
modello di amministrazione politica e di gestione sociale: un ambiente ove
ognuno, ricco o povero, aveva il proprio posto e la propria dignità, ove la
vita e ogni attività avevano un senso.
Rimane a Fès qualcosa della sua realtà di altri tempi, quella di una città
umana, in grado di rispondere a tutte le necessità dell'uomo, quelle del
corpo, dell'anima e dello spirito...
(comunicazione editoriale)
Titus Burckhardt (Firenze 1908- Losanna 1984) è considerato, insieme a René
Guénon, Ananda K. Coomaraswami e Frithjof Schuon, uno dei principali
esponenti della corrente Tradizionalista o Perennialista. Proveniente da una
famiglia di illustri tradizioni culturali (il padre era un importante
scultore e fra i congiunti si ricorda il famoso storico dell'arte Jacob
Burckhardt) in un primo momento sembrò seguire le orme paterne, ma attratto
dagli "studia" etnologici e simbolici si dedicò ben presto alla storia
dell'arte ed allo studio delle diverse tradizioni spirituali ed artistiche.
Dopo il soggiorno a Fès, si trasferisce a Basilea, dove studia nella locale
università lingue e storia delle arti asiatiche. Nel 1942 diviene direttore
editoriale dell'Urs Graf Verlag, una nota casa editrice specializzata nella
riproduzione anastatica di antichi manoscritti medievali. Dopo la seconda
guerra mondiale compì numerosi viaggi di studio in Medio Oriente e
Nordafrica, dove approfondì le sue conoscenze dell'arte popolare e colta.
Nel 1972 lo ritroviamo di nuovo a Fès, dove lavorerà per alcuni anni come
esperto dellì'UNESCO per la salvaguardia del patrimonio artistico
marocchino. In seguito si ritira in Svizzera. Fu tra i più autorevoli
collaboratori della celebre "Etudes Traditionelles" e tradusse dall'arabo
alcuni rilevanti testi della tradizione e Sufi. Parte consistente della sua
produzione letteraria, originariamente scritta in tedesco o francese, è oggi
disponibile in italiano: "La chiave spirituale dell'astrologia musulmana
secondo Mohyiddîn Ibn 'Arabî" (SE, 2008), "Alchimia" (Pizeta 2005),
"Principi e metodi dell'arte sacra" (Arkeios 2004), "Arte sacra in Oriente e
in Occidente" (Bompiani 2003), "L' arte dell'Islam" (Abscondita 2002),
"Siena, città della Vergine" (SE 1999), "Arte sacra in Oriente e in
Occidente" (Rusconi 1990), "L' uomo universale" (Mediterranee 1981),
"Introduzione alle dottrine esoteriche dell'Islam" (Mediterranee 1979),
"Scienza moderna e saggezza tradizionale" (Borla 1967).




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