Milano, spari in strada: uccisa una bimba
Il killer, con precedenti penali, ha ucciso due giovani pregiudicati. Un proiettile, però, ha raggiunto la bimba che era in braccio alla mamma. Morto per la paura anche un pensionato.
LA DISPERAZIONE DEI PARENTI DELLE VITTIME
MILANO – Una carneficina, una scena da vero e proprio Far West a Rozzano, cittadina della immediata periferia milanese. Un uomo, armato di una calibro 9, spara all’impazzata tra la folla e uccide quattro persone. Le vittime sono una bambina di appena due anni, un pensionato di 60 anni e due pregiudicati di 23 e 29 anni. Il killer si è poi dato alla fuga in auto, ma gli investigatori lo hanno identificato: è di origine calabrese ma risiede a Rozzano e ha precedenti penali. Conosceva i due pregiudicati: appartenevano allo stesso giro della malavita locale.
Il movente, secondo le prime indagini, è una violenta lite, forse inerente allo spaccio di droga, avvenuta poco prima tra i due pregiudicati e il presunto killer, Vito C., 27 anni. Nella discussione aveva avuto la peggio ed era stato picchiato. La vendetta, però, ha coinvolto due innocenti.
La sparatoria è avvenuta ieri sera poco dopo le 22, in via Biancospino, una zona di piccole vie tutte intitolate a nomi di fiori, sotto gli occhi attoniti dei pochi passanti che si sono trovati davanti i corpi dei due pregiudicati crivellati di colpi. Poco più in là una donna urlava. Era la mamma della bambina raggiunta al collo da uno dei proiettili sparati dal killer. La donna teneva in braccio la piccola e l’ha sentita accasciarsi tra le proprie braccia. Inutile è stata la corsa all’ospedale San Paolo. Accanto il corpo di un altro passante, un pensionato di 60 anni, che non ha retto alla paura: è stato colpito da infarto. L’uomo aveva portato il proprio cane a passeggiare.
Secondo gli investigatori gli obiettivi erano i due pregiudicati, poco più che ragazzi, Alessio M. di 29 anni e Raffaele D. di 23 anni. Il killer, secondo le testimonianze raccolte, è sceso da un'auto guidata da un complice, puntando diritto verso le i due giovani. I due giovani erano arrivati in via Biancospino su una moto, poi si erano seduti su un muretto che delimita un terrapieno che copre una fila di box. I due sono stati avvicinati dall’uomo armato che ha sparato colpendo a morte una delle vittime designate. L’altra ha tentato una fuga disperata, correndo lungo il muretto dove si trovava una donna con tre bambini. E' stato a questo punto che l'assassino ha sparato di nuovo, mancando il bersaglio e ferendo al collo la bambina di tre anni.
Il giovane ha proseguito la fuga ed è stato alla fine colpito da un proiettile, proprio mentre passava vicino al pensionato, Attilio Bertolotti di 60 anni, che si è accasciato al suolo dalla paura. Il killer si è poi dileguato, mentre sul luogo della sparatoria si radunava moltissima gente, messa in allarme dal rumore degli spari e dalle grida. Sul posto sono accorsi anche i carabinieri, le cui indagini sono coordinate dal sostituto procuratore di turno, Antonio Genna, che procede per il reato di strage.
Disperata la madre di Alessio, una delle vittime: "Mio figlio era un ragazzo tranquillo e sereno, appena sposato - ripeteva -. Non so chi potesse volergli del male. Era troppo generoso, buono e altruista: forse per aiutare qualcuno si è trovato in un guaio".
(23 AGOSTO 2003, ORE 95, ultimo aggiornamento ORE 10
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5, ultimo aggiornamento ORE 10
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