di John Pilger





La verità nascosta e' che l'attacco non
provocato all'Iraq ed il furto delle sue
risorse e' il 73esimo intervento coloniale
americano. Questi, insieme ad altre
centinaia di sanguinose "covert operations",
sono stati insabbiati da un sistema e da
un'autentica tradizione di menzogne
sponsorizzate dallo stato, che risalgono
alle campagne genocide contro i nativi d'America ..

A Baghdad, l'ascesa e la follia del rapace potere imperiale sono commemorate in un cimitero dimenticato chiamato Cancello nord. I suoi visitatori sono i cani; le inferriate arrugginite sono chiuse da un lucchetto e matasse di fumo da traffico pendono sulla sua facciata di pietre sbriciolate ed immutabile verità storica.
Il luogo-tenente generale sir Stanley Maude e' sepolto qui, in un mausoleo adatto al suo rango, se non al colera a cui fu costretto a soccombere. Nel 1917 egli dichiarò: "I nostri eserciti non sono venuti ... come conquistatori o nemici, ma come liberatori". In tre anni, ne morirono 10.000 in continue rivolte contro i britannici, che gasarono e bombardarono coloro che definivano "furfanti". Fu un'avventura dalla quale l'imperialismo britannico in Medioriente non si risollevò mai.

Adesso, negli USA, ogni giorno i media onni-pervasivi dicono agli americani che il loro massacro in Iraq e' sotto controllo, sebbene la verità sul numero degli attacchi sia tenuto di certo nascosto. Tra breve, saranno più i soldati uccisi durante la "liberazione" che durante l'invasione. Sostenere il mito della "missione" sta diventando difficile, come in Vietnam. Ciò non per dubitare dei successi della propaganda degli invasori, la quale ha nascosto che gli iracheni si opponevano agli invasori anglo-americani tanto quanto si opponevano a Saddam. Una delle ragioni per cui Downing Street si e' infuriata con Andrew Gilligan, della BBC, e' perche' egli ha rivelato che, per gli iracheni, la sanguinosa invasione-occupazione e' letale quanto la deposta dittatura.

Ciò e' impossibile da rivelare qui in America. Le decine di migliaia di iracheni morti o feriti non esistono. Quando intervistai Douglas Feith, il numero tre di Donald Rumsfeld al Pentagono, lui scosse la testa e mi diede una lezione sulla "precisione" delle armi americane. Il suo messaggio era che la guerra era diventata una scienza incruenta al servizio della divinità unica dell'America. Era come intervistare un prete. Solo i "ragazzi" e le "ragazze" americani soffrono, per mano di "residui del Ba'ath", un termine auto-illusorio sulla lunghezza d'onda dei "furfanti" del generale Maude. I media amplificano tutto ciò, alludendo di rado all'esistenza di una resistenza popolare e pubblicando foto di militari amputati, descritti con nauseante sciovinismo che celebra il vittimismo dell'invasore e descrive come benigno il crudele imperialismo che essi servono. Al Dipartimento di Stato, il sotto-segretario per la Sicurezza Nazionale, John Bolton, mi ha suggerito che, per il fatto di investigare sul fondamentalismo della politica americana, ero certamente un eretico, un "membro del partito comunista", come l'ha messa.

Come la grande catastrofe umana in Iraq, gli ospedali abbandonati, i bambini che muoiono di sete e di gastroenterite in numero maggiore che prima dell'invasione, con circa l'8% dei bambini che soffrono di estrema malnutrizione, dice l'UNICEF; come la crisi nell'agricoltura che, dice l'Organizzazione per il cibo e l'agricoltura, e' al collasso: non esistono. Come l'assedio medievale condotto dall'America per 12 anni, che ha distrutto migliaia di vite irachene, non vi e' alcuna notizia di ciò negli USA: dunque non e' accaduto. Al meglio, gli iracheni sono un non-popolo: al peggio, sono tarati e bisogna far loro del male.

"Per ogni militare ucciso", dice una lettera al New York Daily News, a cui e' stata data grande prominenza alla fine dello scorso mese, "dovrebbero essere giustiziati 20 iracheni". La settimana scorsa, la Task Force 20, una unità d'elite americana composta da malfattori incaricati di dare la caccia, ha assassinato almeno cinque civili in una strada di Baghdad, come e' tipico.

Notoriamente, i maestosi New York Times e Washington Post non sono rozzi quanto il News e Murdoch. Invece, il 23 luglio, entrambi i giornali hanno dato importanza da prima pagina al "ritorno a casa" attentamente manipolato dal governo della 20enne soldatessa Jessica Lynch, ferita in un incidente d'auto durante l'invasione e catturata. Era stata curata da medici iracheni, che le avevano probabilmente salvato la vita e che avevano rischiato la loro per restituirla alle forze americane. La versione ufficiale, cioe' che lei combatté coraggiosamente contro assalitori iracheni, e' un mucchio di bugie, come la sua "liberazione" (da un ospedale quasi deserto), filmata con telecamere munite di visori notturni da un regista hollywoodiano. Tutto ciò e' noto a Washington, e gran parte e' già stato rivelato.

Tuttavia non ha dissuaso il meglio ed il peggio del giornalismo americano dal costruire il palcoscenico adatto al beato ritorno ad Elizabeth, West Virginia, ed il Times ha riportato il diniego del Pentagono di aver abbellito e colorito l'intera vicenda. Secondo il Post, la faccenda Lynch era stata "infangata da controversi rapporti giornalistici". George Orwell descrisse tutto ciò come "parole che cadono sui fatti come soffice neve, offuscando i loro profili e coprendo tutti i dettagli". Grazie alla stampa più libera al mondo, la gran parte degli americani, secondo un sondaggio nazionale, crede che l'Iraq sia dietro l'11 settembre. "Siamo stati le vittime della più colossale manovra di insabbiamento di tutti i tempi", dice Jane Harman, una voce rara nel Congresso. Anche questa e', comunque, un'illusione.

La verità nascosta e' che l'attacco non provocato all'Iraq ed il furto delle sue risorse e' il 73esimo intervento coloniale americano. Questi, insieme ad altre centinaia di sanguinose "covert operations", sono stati insabbiati da un sistema e da un'autentica tradizione di menzogne sponsorizzate dallo stato, che risalgono alle campagne genocide contro i nativi d'America ed al connesso "mito della frontiera"; e alla guerra spagnolo-americana, scoppiata dopo che la Spagna fu falsamente accusata di aver affondato una nave da guerra americana, il Maine, mentre la febbre da guerra fu montata dai giornali Hearst;

e al non-esistente "divario missilistico" tra gli USA e l'Unione Sovietica, basato su falsi documenti dati ai giornalisti nel 1960, che servì ad accelerare la corsa agli ordigni nucleari; e, quattro anni dopo, al non-esistente attacco vietnamita a due cacciatorpediniere americani nel Golfo di Tonkino, per il quale i media chiesero la rappresaglia, conferendo al presidente Johnson il pretesto che cercava per bombardare il Vietnam del nord.

Nei tardi anni '70, il silenzio dei media consentì al presidente Carter di armare l'Indonesia mentre questa massacrava la popolazione di Timor est e di iniziare il supporto segreto per i mujahidin afghani, da cui verranno i Talebani e Osama bin Laden. Negli anni '80, la "minaccia" all'America rappresentata dai movimenti popolari del Centro America, i sandinisti del piccolo Nicaragua, permise al presidente Reagan di armare e sostenere gruppi terroristici come i Contras, che causarono circa 70.000 morti. Il fatto che l' America di George W. Bush dia rifugio a centinaia di torturatori latino-americani, dittatori assassini e dirottatori anti-castristi, terroristi secondo ogni definizione, e' quasi sempre taciuto, così come il lavoro compiuto da una "scuola di addestramento" a Fort Benning, Georgia, i cui "laureati" potrebbero dare lezioni ad Osama bin Laden.

Gli americani, dice Time Magazine, vivono in un "eterno presente". Il punto e' che non hanno scelta. I media "correnti" sono oggi dominati dal network televisivo Fox, di Rupert Murdoch. La Commissione Federale per le Comunicazioni, guidata dal figlio di Colin Powell, Michael, sta liberalizzando la televisione, sicchè la Fox ed altri quattro conglomerati controlleranno il 90% dell'audience terrestre e via cavo. Inoltre, i 20 siti internet più importanti sono oggi posseduti da Fox, Disney, AOL, Time Warner e da un gruppetto di altri giganti. Solo 14 compagnie attraggono il 60% del tempo che tutti gli utenti americani del web trascorrono on-line.

Il direttore di Le Monde Diplomatique, Ignacio Ramonet, lo riassume perfettamente: "Per giustificare una guerra preventiva che l'ONU e la pubblica opinione mondiale non volevano, una macchina di propaganda e mistificazione, organizzata dalla setta dottrinale che ruota attorno a Bush, ha prodotto bugie sponsorizzate dallo stato con una determinazione caratteristica dei peggiori regimi del 20esimo secolo".

Molte delle bugie venivano inviate a Downing Street direttamente dall'Ufficio di Comunicazioni Globali 24 ore della Casa Bianca. Molte erano invenzioni di una unità altamente segreta del Pentagono, chiamata "Ufficio Piani Speciali", che rendeva "eccitanti" informazioni di intelligence non elaborate, molte delle quali pronunciate da Tony Blair. In questo luogo furono progettate le più famose bugie a proposito delle armi di distruzione di massa. Il 9 luglio, Donald Rumsfeld, con un sorriso, disse che l'America non aveva mai avuto una "nuova prova drammatica", ed il suo vice, Paul Wolfowitz, rivelò che l'intera faccenda delle armi era stata costruita per "motivi burocratici", "dal momento che essa era l'unica ragione per la quale tutti si sarebbero trovati d'accordo" [per invadere l'Iraq].

Gli attacchi del governo Blair alla BBC sono parte di tutto ciò. Essi non sono solo una distrazione dalla criminale associazione di Blair alla gang di Bush. Come ha sottolineato l'astuto commentatore americano Danny Schechter, gli introiti della BBC sono cresciuti fino ai 5,6 miliardi di dollari; la BBC e' guardata da più americani che britannici, e ciò che Murdoch ed altri influenti conglomerati aspettano da tempo e' che la BBC sia "controllata, interrotta, privatizzata ... Tutto questo potere e denaro diventeranno verosimilmente l'obiettivo dei regolatori del governo Blair e degli uomini felici di Ofcom, che vogliono contenere le imprese pubbliche e servire la causa degli avidi affaristi privati, facendo a fette il mercato azionistico della BBC". Come fosse imbeccata, Tessa Jowell, il ministro britannico della Cultura, ha chiesto il rinnovo dello statuto della BBC.

L'ironia di tutto questo, dice Schechter, e' che la BBC era già solidamente pro-guerra. Cita un importante studio condotto dal Media Tenor, l'istituto indipendente da lui fondato, che analizzò la copertura dell'attacco all'Iraq data dalle più importanti televisioni e indicò nella BBC la rete che trasmetteva meno dissenso di tutte, incluse quelle americane. Uno studio dell'Università di Cardiff giunse allo stesso risultato. La BBC ha molto spesso amplificato le invenzioni della macchina di bugie di Washington, come ad esempio l'inesistente attacco iracheno sul Kuwait con missili Scud. E come dimenticare il memorabile resoconto vittorioso di Andrew Marr proprio sulla soglia di Downing Street: "Tony Blair disse che Baghdad sarebbe caduta senza spargimento di sangue e che, alla fine, gli iracheni avrebbero festeggiato. E su entrambe le questioni ha dimostrato di avere indubitabilmente ragione".

Quasi ogni sua parola era stupida o fuorviante. Le stime ci dicono che 10.000 civili e 20.000 militari iracheni sono già morti. Se questo non e' un bagno di sangue, come definire l'uccisione di 3.000 persone nelle Torri Gemelle?

Per contro, sono commosso e quasi sollevato dalla descrizione dell'eroico dottor David Kelly fatta dalla sua famiglia. "La vita professionale di David", hanno scritto, "fu caratterizzata dall'integrità, onore e dedizione nel cercare la verità, spesso nelle circostanze più difficili. E' difficile comprendere l'enormità di questa tragedia".
Non c'e' dubbio sul fatto che la maggioranza dei britannici capiscano che David Kelly era l'antitesi di coloro che si sono dimostrati gli agenti di un potere estero pericoloso e rampante. Fermare questa minaccia e' oggi più urgente che mai, per gli iracheni e per noi.