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Discussione: Voci fuori dal coro

  1. #1
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    Post Voci fuori dal coro

    La stampa italiana? Pessima e faziosa col premier


    Duro atto d'accusa del New York Times: "Giornalisti poco obiettivi e scorretti". Nel mirino Travaglio "l'ex comunista" e Biagi, "rispettabile ma emblema della gerontocrazia".


    WASHINGTON – Tutto si può dire di Silvio Berlusconi, tranne che non faccia notizia. Persino oltreoceano appena si fa cenno al Cavaliere, alle sue tv, ai rapporti con i media e all’immancabile conflitto di interessi, scoppia la polemica.

    Stavolta è l'autorevole New York Times a sollevare il polverone. Questa volta, però, i l prestigioso quotidiano newyorchese non se la prende con il presidente del Consiglio italiano, bensì con la stampa italiana, accusata di scarsa obiettività nei confronti del premier italiano.

    L'occasione è fornita da una trasmissione della Pbs, che ha dedicato il suo programma di approfondimento Wide Angle (Grand'angolo) al presidente del Consiglio italiano. La puntata, intitolata “The Prime Minister and The Press” (Il premier e la stampa), intende "rispondere alle domande" sull'indipendenza dei media italiani. In particolare, come si legge nel sito Web dell'emittente televisiva, si intende puntare i riflettori su un premier che è "proprietario di un vaso impero dei media senza confronti" in Italia.

    Un appuntamento sul piccolo schermo che il critico televisivo del NYT, Alessandra Stanley, ha visto in anteprima e commentato. Non proprio benevolmente. Nulla però a confronto della "rampognata" che la Stanley rifila alla stampa di casa nostra. "I giornali e i settimanali italiani sono ideologici e di opinione - è l'accusa - e i fatti non vengono sempre accuratamente verificati". Secondo la critica televisiva "con poche eccezioni, i media italiani non sono corretti, obiettivi o tenaci. Erano rumorosi, ma allineati sotto i precedenti governi, e oggi sono ancora meno preparati a respingere le incursioni ancora più pesanti dell'attuale premier".

    A riprova della poca professionalità dei colleghi giornalisti italiani viene fatto presente che i dossier più ampi e approfonditi su Berlusconi sono stati pubblicati dal britannico The Economist e non da quotidiani o settimanali del Bel Paese.

    Stampa pessima, peggio i commentatori. Nel mirino finiscono Marco Travaglio ed Enzo Biagi, due giornalisti che non sono mai stati teneri col premier. Presentati come campioni della libertà di parola oppressi, vengono messi all'indice senza tanti complimenti. Di Travaglio si ricorda il passato all'Unità , "il giornale che apparteneva al Pci". Biagi viene dipinto come "un simbolo del giornalismo italiano rispettabile, ma anche l'emblema della gerontrocrazia che controlla ancora oggi i media italiani e anche qualcosa di più ".

    La conclusione è lapidaria. "La stampa italiana ha il premier che si merita".

  2. #2
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    Predefinito Re: Voci fuori dal coro

    In Origine Postato da benny3
    La stampa italiana? Pessima e faziosa col premier


    Duro atto d'accusa del New York Times: "Giornalisti poco obiettivi e scorretti". Nel mirino Travaglio "l'ex comunista" e Biagi, "rispettabile ma emblema della gerontocrazia".


    WASHINGTON – Tutto si può dire di Silvio Berlusconi, tranne che non faccia notizia. Persino oltreoceano appena si fa cenno al Cavaliere, alle sue tv, ai rapporti con i media e all’immancabile conflitto di interessi, scoppia la polemica.

    Stavolta è l'autorevole New York Times a sollevare il polverone. Questa volta, però, i l prestigioso quotidiano newyorchese non se la prende con il presidente del Consiglio italiano, bensì con la stampa italiana, accusata di scarsa obiettività nei confronti del premier italiano.

    L'occasione è fornita da una trasmissione della Pbs, che ha dedicato il suo programma di approfondimento Wide Angle (Grand'angolo) al presidente del Consiglio italiano. La puntata, intitolata “The Prime Minister and The Press” (Il premier e la stampa), intende "rispondere alle domande" sull'indipendenza dei media italiani. In particolare, come si legge nel sito Web dell'emittente televisiva, si intende puntare i riflettori su un premier che è "proprietario di un vaso impero dei media senza confronti" in Italia.

    Un appuntamento sul piccolo schermo che il critico televisivo del NYT, Alessandra Stanley, ha visto in anteprima e commentato. Non proprio benevolmente. Nulla però a confronto della "rampognata" che la Stanley rifila alla stampa di casa nostra. "I giornali e i settimanali italiani sono ideologici e di opinione - è l'accusa - e i fatti non vengono sempre accuratamente verificati". Secondo la critica televisiva "con poche eccezioni, i media italiani non sono corretti, obiettivi o tenaci. Erano rumorosi, ma allineati sotto i precedenti governi, e oggi sono ancora meno preparati a respingere le incursioni ancora più pesanti dell'attuale premier".

    A riprova della poca professionalità dei colleghi giornalisti italiani viene fatto presente che i dossier più ampi e approfonditi su Berlusconi sono stati pubblicati dal britannico The Economist e non da quotidiani o settimanali del Bel Paese.

    Stampa pessima, peggio i commentatori. Nel mirino finiscono Marco Travaglio ed Enzo Biagi, due giornalisti che non sono mai stati teneri col premier. Presentati come campioni della libertà di parola oppressi, vengono messi all'indice senza tanti complimenti. Di Travaglio si ricorda il passato all'Unità , "il giornale che apparteneva al Pci". Biagi viene dipinto come "un simbolo del giornalismo italiano rispettabile, ma anche l'emblema della gerontrocrazia che controlla ancora oggi i media italiani e anche qualcosa di più ".

    La conclusione è lapidaria. "La stampa italiana ha il premier che si merita".
    "La PBS ha dedicato ieri un'intera trasmissione d'approfondimento, "Wide-angle", al caso del presidente del consiglio italiano, che "controlla il 90% delle risorse radiotelevisive"




    Un "abuso di potere" incomprensibile per gli americani. Che lo accusano anche di aver confezionato leggi "per proteggersi dai magistrati", e di voler cambiare la Costituzione, "redatta con l'intenzione di indebolire l'esecutivo ed evitare la comparsa di un altro uomo forte, come il leader fascista Mussolini".
    Un confronto imbarazzante, che laPBS ha ripetuto più volte tra un passato regime ed un futuro incerto.
    Ricordando una serie di casi in cui la libertà d'informazione è stata ostacolata, la PBS racconta la situazione italiana; "una nazione occidentale che non è riuscita ad andare oltre il 40° posto nell'indice di Reporter sans frontiere" sulla libertà di stampa.
    Dice Crispiam Balmer: "E' difficile sopravvalutare l'influenza che ha Berlusconi nella vita quotidiana degli italiani. Oltre a guidare il Paese, il primo ministro controlla in modo diretto o indiretto più del 90% della televisione italiana. Ha creato l'azienda pubblicitaria più importante del Paese, controlla la rete di distribuzione cinematografica più forte, ha grandi interessi nel campo dei servizi finanziari e del mercato immobiliare".
    La PBS cita anche , nei servizi, Enzo Biagi e Marco Travaglio. Definendo quest'ultimo uno dei "più rispettabili reporter investigativi italiani", in lotta con una situazione anomala.
    E innesca una polemica con il NYT, secondo il quale "la stampa italiana ha il premier che si merita", e Marco Travaglio che "lavora ADESSO per L'Unità, il giornale che apparteneva al PCI, ed oggi a un ramo di esso, i DS"
    (Travaglio lavora per L'Unità da UN ANNO; sappilo)
    Quindi un giornalista di parte, "anche se ciò non significa che i servizi sui misfatti di Berlusconi siano sbagliati".

    Per ulteriori chiarimenti: La Fonte


  3. #3
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    Chiedo scusa; ho malinterpretato il post, riferendolo esclisivamente (o quasi) alla trasmissione della PBS e non, anche, alla replica del NYT.

    Per il resto, vale quello che riporto.

  4. #4
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    hai fatto tutto da solo.
    volevo solo dimostrare che c`e` qualcuno al mondo che si azzarda a parlare bene di Berlusconi.
    la vita e` bella perche` e` varia.

  5. #5
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    In Origine Postato da benny3
    hai fatto tutto da solo.
    volevo solo dimostrare che c`e` qualcuno al mondo che si azzarda a parlare bene di Berlusconi.
    la vita e` bella perche` e` varia.
    La vita "sarebbe bella se FOSSE varia"; qua mi sembra più "avariata".

    Non hai dimostrato nulla, cmq!

    Se hai dato un'occhiata al sito, avrai visto un'analisi accurata a monte della trasmissione e dei servizi.
    Quello che hai postato tu è solo l'opinione di un'editorialista in aperta polemica con la televisione pubblica americana.
    Condita di falsità.

  6. #6
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    E poi qualcuno si lamenta... ormai siamo famosi in tutto il mondo... siamo unici e rari... ammirati da tutti...

    B.

  7. #7
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    In Origine Postato da Barbanera
    E poi qualcuno si lamenta... ormai siamo famosi in tutto il mondo... siamo unici e rari... ammirati da tutti...

    B.
    Si ma, intanto, hanno disinnescato anche la trasmissione della PBS.
    Quanti italiani credi ne verranno messi al corrente?

    Aneddoto:
    ieri ho cenato con amici di Firenze che non vedevo da più di tre anni.
    Inevitabilmente si è finiti a parlare di politica e di Berlusconi. Ad una loro obiezione ho fatto riferimento ai tre dossier che The Economist ha dedicato all'Unto.
    Beh! E' gente normale, che legge e s'informa normalmente; NON NE SAPEVANO NIENTE!
    Mi fanno: "ma tu sei abbonato a The Economist?"

    Non dico altro.

  8. #8
    Hanno assassinato Calipari
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    Benny3, fammi 1 esempio per cui si possa parlare bene di berlusconi in politica.

    Cosa ha fatto?

  9. #9
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    In Origine Postato da MrBojangles
    Si ma, intanto, hanno disinnescato anche la trasmissione della PBS.
    Quanti italiani credi ne verranno messi al corrente?

    Aneddoto:
    ieri ho cenato con amici di Firenze che non vedevo da più di tre anni.
    Inevitabilmente si è finiti a parlare di politica e di Berlusconi. Ad una loro obiezione ho fatto riferimento ai tre dossier che The Economist ha dedicato all'Unto.
    Beh! E' gente normale, che legge e s'informa normalmente; NON NE SAPEVANO NIENTE!
    Mi fanno: "ma tu sei abbonato a The Economist?"

    Non dico altro.
    Hai perfettamente ragione... figuriamoci la massa... quella dell'appena licenza media...

    B.

  10. #10
    Claude
    Ospite

    Predefinito Re: Voci fuori dal coro

    In Origine Postato da benny3
    La stampa italiana? Pessima e faziosa col premier


    Duro atto d'accusa del New York Times: "Giornalisti poco obiettivi e scorretti". Nel mirino Travaglio "l'ex comunista" e Biagi, "rispettabile ma emblema della gerontocrazia".


    WASHINGTON – Tutto si può dire di Silvio Berlusconi, tranne che non faccia notizia. Persino oltreoceano appena si fa cenno al Cavaliere, alle sue tv, ai rapporti con i media e all’immancabile conflitto di interessi, scoppia la polemica.

    Stavolta è l'autorevole New York Times a sollevare il polverone. Questa volta, però, i l prestigioso quotidiano newyorchese non se la prende con il presidente del Consiglio italiano, bensì con la stampa italiana, accusata di scarsa obiettività nei confronti del premier italiano.

    L'occasione è fornita da una trasmissione della Pbs, che ha dedicato il suo programma di approfondimento Wide Angle (Grand'angolo) al presidente del Consiglio italiano. La puntata, intitolata “The Prime Minister and The Press” (Il premier e la stampa), intende "rispondere alle domande" sull'indipendenza dei media italiani. In particolare, come si legge nel sito Web dell'emittente televisiva, si intende puntare i riflettori su un premier che è "proprietario di un vaso impero dei media senza confronti" in Italia.

    Un appuntamento sul piccolo schermo che il critico televisivo del NYT, Alessandra Stanley, ha visto in anteprima e commentato. Non proprio benevolmente. Nulla però a confronto della "rampognata" che la Stanley rifila alla stampa di casa nostra. "I giornali e i settimanali italiani sono ideologici e di opinione - è l'accusa - e i fatti non vengono sempre accuratamente verificati". Secondo la critica televisiva "con poche eccezioni, i media italiani non sono corretti, obiettivi o tenaci. Erano rumorosi, ma allineati sotto i precedenti governi, e oggi sono ancora meno preparati a respingere le incursioni ancora più pesanti dell'attuale premier".

    A riprova della poca professionalità dei colleghi giornalisti italiani viene fatto presente che i dossier più ampi e approfonditi su Berlusconi sono stati pubblicati dal britannico The Economist e non da quotidiani o settimanali del Bel Paese.

    Stampa pessima, peggio i commentatori. Nel mirino finiscono Marco Travaglio ed Enzo Biagi, due giornalisti che non sono mai stati teneri col premier. Presentati come campioni della libertà di parola oppressi, vengono messi all'indice senza tanti complimenti. Di Travaglio si ricorda il passato all'Unità , "il giornale che apparteneva al Pci". Biagi viene dipinto come "un simbolo del giornalismo italiano rispettabile, ma anche l'emblema della gerontrocrazia che controlla ancora oggi i media italiani e anche qualcosa di più ".

    La conclusione è lapidaria. "La stampa italiana ha il premier che si merita".
    Mi domando perche il NYT se la prende con Biagi e Travaglio, dichiaratamente antiberlusconiani, e ignora i TG rai, che fanno rimpiangere quelli Onofrio Pirrotta.

    Ma vivessero due giorni da telespettatore medio italiano, e poi se ne riparla.

 

 
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