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Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    Manuel
    Ospite

    Predefinito Una madre Bresciana si getta dal balcone e uccide la piccola figlia

    Madre cade dal balcone con la figlia,
    morta la neonata

    25 agosto 2003

    BRESCIA. Aveva solo otto giorni la piccola Olivia. Era in braccio alla sua mamma Pamela C. di 27 anni, di Desenzano, che ha deciso di buttarsi dal balcone del secondo piano dell'abitazione in cui viveva con il marito, in via Lungolago a Desenzano.
    L'episodio è avvenuto ieri sera poco prima delle 23. Il marito della donna, che era in casa, ha sentito solo il tonfo dei due corpi caduti sull'erba del giardino, dopo un volo di circa sette metri. La madre se la caverà, nella caduta ha riportato fratture al bacino e al polso, ed è stata ricoverata in rianimazione al vicino ospedale della città gardesana.

    La piccola Olivia invece non ce l'ha fatta. È morta sul colpo nonostante gli immediati soccorsi degli operatori del 118. Sul posto, insieme ai carabinieri, anche il sostituto procuratore Ivano Brigantini che dovrà decidere quali misure prendere nei confronti della donna.
    Ancora sconosciuti al momento i motivi del gesto disperato della
    ventisettenne.

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  2. #2
    SILVIO INNOCENTE!!!!!!!!!
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    Predefinito Re: Una madre Bresciana si getta dal balcone e uccide la piccola figlia

    Mi ci scommetterei le palle che c'è il solito extracomunitario musulmano di mezzo.

    Saluti romani

  3. #3
    T34
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    Predefinito

    (ANSA)CAGLIARI,25 AGO-Una donna di 42 anni Marianna Piseddu,di Nuragus (Nuoro) ha ucciso il marito,Giuseppe Ibba di 54,a colpi di pistola e poi si e' suicidata con la stessa arma. La tragedia e' avvenuta nell' abitazione della coppia.

  4. #4
    Manuel
    Ospite

    Predefinito

    Il 62,9 % degli omicidi avviene fra le mura domestiche
    Delitti in famiglia, si allunga la lista
    Una recente ricerca dell'Eures fotografa la situazione degli ultimi anni. Sono donne le vittime più numerose
    ROMA - E' una lista sempre più lunga quella dei delitti in famiglia. Oggi gli ultimi due casi a Roma e a Torino. Le vittime due padri, gli assassini due figli. Entrambi gli omicidi si sono consumati nel corso di liti.
    Ecco le cifre di un recente studio condotto dall'Eu.res, Richerche Economiche e Sociali, istituto impegnato a monitorare questo tipo di fenomeni. Nel 2000 in Italia sono state 213 le vittime nei nuclei familiari, nel 2001 226 e nei primi mesi del 2002 già 30.
    Il più alto numero di fatti di sangue si registra tra coniugi, 27,7%. Ma elevata è anche la percentuale dei genitori uccisi dai figli, 15%, e dei figli uccisi dai genitori, 12,7%. Sono stati 13 nel 2000 i bambini in etá prescolare assassinati.

    MOVENTI - Differiscono sostanzialmente tra le regioni del nord e quelle del centro-Sud: nel settentrione sono significativamente alti il numero degli omicidi attribuiti a raptus improvvisi (19,2%), a un suo disturbo psicopatologico (9%) o a un disagio della vittima (7,7%): si tratta, quasi sempre, di omicidi che maturano all'interno di un disagio inespresso, ma crescente, che esplode, e del quale nessuno riesce a cogliere i sintomi.

    OMICIDI PASSIONALI - Prevalgono nelle regioni del Centro e del Sud: 32,2% e 44%. Tra le regioni del Nord, il numero più alto degli omicidi in famiglia si segnala in Lombardia, 27, in Veneto 16, in Piemonte 11 e in Emilia Romagna 10; nessun caso in Val d'Aosta nel 2000 e nel 2001. Tra le Regioni del Sud il primato spetta alla Sicilia, 32 vittime, che detiene anche quello nazionale e alla Campania (30). A Roma il più alto numero di vittime nel 2000, 22, seguita da Milano e Napoli 11, Caserta e Catania 8.

    LE VITTIME - Sono soprattutto le donne le vittime degli omicidi «domestici», 58,7%, a fronte del 41,3% degli uomini. Un dato che risulta molto più elevato nelle regioni del Nord, 62,8%, rispetto a quelle del centro, 57,8%, e del sud, 55.6%.

    FASCIA DI ETA' - La più colpita è quella compresa tra i 26 e i 45 anni, 36,6% dei casi: è l'età, secondo gli esperti, nella quale trovano o meno realizzazione la maggior parte delle aspettative di ruolo, interno o esterno alla famiglia. Va sottolineato comunque l'alto numero di omicidi nella fascia fino a 15 anni.

    LUOGHI DEL DELITTO - È dentro casa, 62,9%, e in particolare in camera da letto, 26,9, che ha luogo la maggior parte dei delitti domestici, secondo il rapporto Eures. Questo accade soprattutto nelle regioni del centro, 77,8% contro il 55,6% nel sud, dove la più alta percentuale di questi episodi si consuma all'aperto.

    MATRICIDI-PARRICIDI - E se è in prevalenza donna la vittima di omicidi tra coniugi (36% rispetto al 15,9%), anche il numero dei matricidi risulta più elevato, 18,4%, di quello dei parricidi, 10,2. - Armi. Quanto al mezzo usato, la maggior parte degli omicidi avviene per mezzo di armi da fuoco, 40,4%; seguono le armi da taglio, 24,9% e i corpi contundenti, come spranghe e bastoni, 9,4.

    IDENTIKIT DELLE VITTIME - Per quanto riguarda la condizione lavorativa delle vittime, molto alto è il numero dei pensionati, 15,5%, e delle casalinghe, 8%, anche se la percentuale maggiore delle vittime si registra tra quanti svolgono attivitá lavorativa, con valori particolarmente elevati tra chi fa un lavoro non qualificato: l'8,9% tra gli operai, il 10,3% tra gli impiegati, il 6,1 tra i lavoratori autonomi e il 3,8 tra gli imprenditori.

    OMICIDI PREMEDITATI - Del totale degli omicidi il 48,8% è risultato essere premeditato. Quelli compiuti d'impeto sono il 44,6%. Il movente è passionale nel 32,9% dei casi, il prodotto di una prolungata conflittualitá nel 28,6%, non determinabile nell'11,7% dei casi, che le statistiche tendono a catalogare come «raptus».

    GIUSTIZIA - In quasi la metá dei casi l'autore viene immediatamente arrestato o si costituisce, complessivamente nel 48,4%; molto elevato inoltre è il numero degli omicidi suicidi, 16,4%, ma anche quello dei tentativi di suicidio, 6,1%. Nel 26,3% dei casi, infine, l'autore tenta di sfuggire alla giustizia ma, quasi sempre, inutilmente.






    21 ottobre 2002

 

 

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