Stolti nazicomunisti...finiti sono i giorni in cui potevate scorrere impuniti nelle vaste praterie di POL, finiti sono i posts in cui potete corrompere con le vostre assurde ipotesi le giovani menti di nuovi forumisti. Mr. Hyde, il discepolo delle nobili discipline economiche è ritornato dai suoi viaggi, con la rafforzata conferma dell'importanza delle liberta' dell'individuo!
Ora vorrei riportare la sfida lanciata dall'auterovole e (ovviamente, basta vedere il titolo) OGGETTIVO settimanale britannico THE ECONOMIST al presidente del consiglio. Inviterei i lettori globalia leggersi la brillante investigazione al sito originale (www.economist.com). Per chi legge solo italiano intanto ecco l'assaggino:
L'Economist attacca Berlusconi
Ultimo aggiornamento 1 agosto 2003, 15:12 ora italiana (13:12 GMT)
Il settimanale britannico “Economist” ha pubblicato una lettera aperta a Silvio Berlusconi
ROMA (CNN) -- "Il Presidente del Consiglio ha altro da fare che leggere l'Economist - ha affermato, venerdì, Paolo Bonaiuti, portavoce del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi - lo leggeranno i suoi avvocati".
Lo stesso Silvio Berlusconi ha ribadito frettolosamente il concetto rispondendo alle domande dei giornalisti in merito agli ennesimi attacchi sferrati nei suoi confronti dal settimanale inglese "Economist". "Niente da aggiungere. Paolo Bonaiuti ha già detto tutto".
Perché è tanto seccato il Premier?
Oggi, il settimanale britannico "Economist" ha pubblicato una lettera aperta a Silvio Berlusconi, nella quale chiede al presidente del Consiglio di rispondere pubblicamente ad una lunga serie di questioni riguardanti le inchieste in cui è stato coinvolto.
Il servizio dell'Economist è molto ampio e articolato. Oltre al pezzo in cui si spiega l'iniziativa ai lettori, c'è anche il testo della lettera inviata dal direttore del settimanale, Bill Emmot, a Palazzo Chigi e un dossier di 35 pagine, suddiviso in sei capitoli, il cui argomento principale è l'affare Sme. Nel dossier si parla anche degli altri processi di Berlusconi e dei suoi esordi da imprenditore.
L'Economist lancia una sfida a Berlusconi: "un premier in carica deve poter rispondere davanti al tribunale dell'opinione pubblica"
Il settimanale britannico spiega ampiamente le ragioni per cui ha inviato la lettera al primo ministro italiano: lo scontro al Parlamento europeo con il deputato tedesco Peter Schulz e il conseguente "pasticcio con il governo" di Berlino, che secondo l'Economist "ha distratto l'attenzione dalle accuse reali che il parlamentare tedesco stava rumorosamente muovendo. In sostanza - spiega il settimanale britannico - Berlusconi ha sfruttato la sua maggioranza parlamentare in Italia per mettersi al di sopra della legge".
"E' proprio questo che ha fatto" prosegue l'Economist, Berlusconi "inseguito da una serie di inchieste giudiziarie e processi quando ha assunto il suo incarico, nel 2001, è riuscito a sconfiggere i procuratori e le corti".
Il settimanale elenca poi tutta una serie di provvedimenti, dalla depenalizzazione del falso in bilancio al lodo per le immunità alle cinque alte cariche dello stato, fino al blocco delle rogatorie di Castelli.
Così lancia una sfida al presidente del Consiglio italiano "un premier in carica deve poter rispondere, su questo tema, davanti al tribunale dell'opinione pubblica, non davanti ai tribunali della legge".
"Abbiamo redatto un corposo dossier sulle sue presunte malefatte - prosegue il settimanale britannico - sostenuto da prove documentarie - e aggiunge che essendosi discolpato in tribunale il 5 maggio al processo Sme "con affermazioni che sembrano divergere dalle prove, Berlusconi deve spiegare pubblicamente perché quelle prove sono sbagliate".
Fonte CNN ITALIA




a leggersi la brillante investigazione al sito originale (
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