http://www.benjaminforiraq.org/Perch...0all%27ONU.htm


perché l'attacco alla sede onu di baghdad ?



S'interroga la comunità internazionale, si sviluppano analisi e commenti sulle colonne dei quotidiani, ci si chiede perché colpire funzionari internazionali che sono in Iraq per aiutare gli iracheni. La risposta si trova in un libro di tredici anni fa intitolato "Sanzioni". Apriamolo.





le spie della cia all'unscom
Mi torna in mente quello che Tareq Aziz mi disse il 14 dicembre 1998 a proposito delle menzogne di Richard Butler, capo della Commissione UNSCOM per il disarmo dell'Iraq, nel suo ufficio a Baghdad, due giorni prima dei bombardamenti unilaterali anglo-americani. Dopo quell'aggressione, Scott Ritter, all'epoca capo degli ispettori dell'UNSCOM, presentò le sue dimissioni ammettendo che gli ispettori lavoravano per conto della CIA. Sono un ex funzionario dell'ONU e posso dire con certezza che questo tipo di attività non è prevista dalla Carta dell’ONU e non figura tra le regole d’ingaggio dei funzionari internazionali. Una commissione ONU rappresenta la Comunità internazionale e non può lavorare per conto dei servizi d’intelligence di un governo. Tutto questo, gli iracheni se lo ricordano.





340 milliardi di dollari chiesti all’iraq
La United Nations Compensation Commission (UNCC) è la commissione delle Nazioni Unite che valutava le richieste e stabiliva gli indennizzi che l'Iraq era tenuto a pagare come danno di guerra. La UNCC è stata creata in seguito alla risoluzione 692 del Consiglio di sicurezza, il 20 maggio 1991. Il consiglio direttivo era formato dai rappresentanti dei 15 membri del Consiglio di sicurezza. Decideva le somme che l'Iraq doveva versare a ogni richiedente in base a un rapporto preparato da un gruppo di tre commissari, scelti dal segretariato esecutivo, che teoricamente era un organo puramente amministrativo, ma in realtà costituiva un autentico centro decisionale. Sin dalle prime ore della sua fondazione, i rappresentanti degli Stati Uniti assunsero il controllo della commissione, orchestrando per anni le decisioni del segretariato.



Durante gli 11 anni della sua esistenza, la commissione ha ricevuto richieste di compensazione dell'ordine di 320 miliardi di dollari, 180 dei quali destinati solo al Kuwait. Questa cifra equivale a nove volte il Prodotto interno lordo dell'Iraq secondo il budget nazionale del 1989. Per rifondere questa somma, l'Iraq avrebbe dovuto consegnare tutto il suo reddito derivante dalle esportazioni di petrolio per 10-15 anni. Se il Paese avesse destinato alle compensazioni un terzo del reddito, il debito sarebbe stato estinto solo nel 2050 o nel 2060. Questo in un Paese dove l'economia e il tessuto sociale erano totalmente distrutti e la popolazione era allo stremo.



La UNCC non consentiva all'Iraq di usare i fondi ricavati dall'esportazione di greggio nemmeno per pagarsi un avvocato. Il Kuwait si avvaleva del contributo dei più affermati studi legali del mondo per sostenere le richieste di compensazione, mentre all'Iraq non era permesso di utilizzare il proprio denaro nemmeno per difendersi. Baghdad era sotto accusa, ma le venivano negati gli strumenti di difesa. L'Iraq doveva pagare gli stipendi dei commissari e dei loro consulenti, ma non poteva avere accesso ai loro rapporti. Le regole e le procedure che venivano seguite costituivano la negazione dei principi fondamentali del diritto internazionale. L'Iraq è stato privato del diritto di essere ascoltato e di potersi difendere adeguatamente davanti a un tribunale che sarebbe dovuto essere indipendente e imparziale. Così ha voluto l’amministrazione di Washington e l’ONU ha obbedito.





due miliardi di dollari all’anno per l’onu a baghdad
Parliamo dei 1500 funzionari delle Nazioni Unite che dal 1991 al marzo 2003 hanno lavorato in Iraq. Erano tutti stipendiati con i soldi pagati dall’Iraq. Per l’anno 2000-2001, Baghdad aveva dovuto versare per la presenza dei funzionari internazionali e il loro materiale, due miliardi di dollari, prelevati direttamente dal conto delle vendite di petrolio presso la Banca Nazionale di Parigi all’ONU. I proventi del petrolio finivano su questo conto, gestiti dalla Commissione delle sanzioni, senza che l’Iraq potesse investire un solo dollaro all’interno dei confini nazionali, essendo obbligato ad acquistare tutto all’estero. Oltre 20 miliardi di dollari sono stati pagati dall’Iraq per la presenza dell’ONU nel Paese.



L’UNICEF, il 29 agosto 1999, affermava nel suo rapporto: “in Iraq muore un bambino ogni otto minuti”. Ma all’Iraq, a causa di un veto britannico, è stato impedito di acquistare i vaccini per i bambini. Si diceva che avrebbe potuto utilizzarli per fabbricare armi biologiche! Basta chiedere a un esperto se ciò sia possibile: vi risponderà di no. Intanto, Tony Blair sbraitava, gridando allo scandalo perché Baghdad non vaccinava i bambini. La lista dei prodotti che erano stati vietati all’Iraq ne comprendeva a migliaia ed era disponibile presso l’ufficio delle Sanzioni delle Nazioni Unite.



Ci sono 28 risoluzioni dell’ONU mai applicate



Si è chiesto ripetutamente all’Iraq di rispettare e applicare le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU, quando Israele ne ha ignorate 28. Che cosa ha fatto l’ONU per la mancata applicazione di queste risoluzioni? Ha forse adottato dei provvedimenti punitivi come è stato fatto nel caso dell’Iraq? La politica del Palazzo di Vetro, allineata con Washington, ha fatto il gioco degli estremisti islamici, ma non ha certamente servito gli interessi della comunità internazionale e la causa della pace.





chi tace acconsente
Dopo che Washington e Londra hanno mentito all’opinione pubblica, hanno ingannato Hans Blix e gli ispettori, hanno preso in giro l’ONU e la comunità internazionale con dichiarazioni e pubblicazioni di documenti falsi, dopo che hanno unilateralmente aggredito, invaso e occupato l’Iraq, il Consiglio di sicurezza dell’ONU non ha trovato il coraggio di pronunciare una sola parola di condanna per le menzogne relative alle armi di distruzione di massa e l’aggressione militare contro uno dei Paesi membri fondatori delle Nazioni Unite. Infine, l’accettazione del governo provvisorio di Baghdad, con alla sua testa un Ahmad Al Chalabi condannato a diversi anni di prigione in Giordania per corruzione e bancarotta fraudolenta, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. A tutto questo, la tragica risposta è arrivata a Baghdad il 19 agosto, alle ore 16 locale.





P. Jean-Marie Benjamin



Assisi 20 agosto 2003



(dalla pagina web: http://www.benjaminforiraq.org/Perch...0all%27ONU.htm)