Ci troviamo nel dopoguerra, e l'Italia si apprestava a vivere un'emozionante ed irripetibile boom economico.
Lo scenario era questo: il PCI, con i nervi scoperti da una resistenza appena combattuta, si fondava sulla speranza di una grande classe operai Italiana e la simpatia delle tradizionali classi più disagiate.La DC sperava di consolidarsi in quell'area Giolittiana di liberalismo popolare, che era rappresentato in Italia dal ceto medio e dalla classe impiegatizia.
Una massa impressionante di terroni si spostò dal sud verso la grande fabbrica settentrionale.Perchè?
Alla DC faceva comodo mantenere il potere nella classe media impiegatizia, di Giolittiana memoria, rimasta integra durante il ventennio.
E' chiaro, che l'attenzione del Partito Comunista si spostò sull'immane massa di terroni che presto si sarebbe trasformata in classe operaia.
Ma è a questo punto che si verifica l'incalcolato.
Il meridione registra un numero di diplomati superiore a quello dei stettentrionali, così che, molti insegnanti ed impiegati terroni occupano posti di dirigenza in Italia settentrionale.
A questi meridionali, si aggiunge la nuova classe operai che in massa ha abbandonato le campagne del sud per trasferirsi nella grande fabbrica del nord.
Di fronte a questi fatti, il Governo romano nicchia, perchè il PCI era contento, De Gasperi si prendeva le simpatie del ceto medio, e gli Imprenditori settentrionali navigavano nell'oro.
Insomma, tutti felici e contenti.
La Questione Meridionale viene riposta nel cassetto, gli intellettuali meridionali continuano a sfornare libri e gli imprentitori settentrionali continuano ad assumere immigrati meridionali.
Giungiiamo negli anni 70, precisamente nel 76, quando il PCI si staglia al 36 per cento dei consensi.
Qui avviene la svolta epocale.Il PCI non percepisce o non vuole capire le istanze di rinnovamento a la richiesta di saldatura tra il movimento del 68 con lo stesso PCI.
Invece di balzare al comando, il PCI scende a compromessi con la DC, con il famoso compromesso storico del centrosinistra.
Arriviamo negli anni 80, quando tangentopoli spazza via un'intera classe dirigente e un intero sistema politico.
Ricordiamo che il PCI, dopo la svolta della Bolognina, diventerà un partito essenzialmente riformista e liberale.
Cosa succede:
Il Mito della classe operaia si frantuma.
Nelle fabbriche non vi è più unicità di voto.Il Paese cambia, ed in questo cambiamento che nascono le istanze di rinnovamento della Lega Nord.
Quindi, tale istanze non nascono da un primario bisogno di necessità materiale, ma sono istanze Politiche; mentre la Questione Meridionale si fonda sulla miseria reale di intere aree geografiche del Sud.
Conclusioni: un Italia federalista non può far altro che bene ad un meridione trascurato da sempre dai Governi centrali, a differenza di un Nord coccolato e vezzeggiato dalle lobby industriali e finanziarie locali, cioè del nord stesso.
Quindi, noi meridionali già abbiamo dato.
Ora tocca al meridione diventare una grande potenza economica, e che il Nord vadi pure dove vuole.
Avellino 3 Settembre 2003
Antonio
Il Quarto Stato.Ovvero noi, poveri e dignitosi meridionali.
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