le nostre sono le forze dell'ordine sono le forze dell'ordine di un paese democratico?
per me no in italia non esiste una cultura dei diritti umani e civili nella concezione di pubblica sicurezza come in altri paesi europei(quelli civilizzati tutti).
alcuni fattifonte amnesty international)
2002
A marzo cinque giovani, di cui tre albanesi, hanno sporto denuncia contro alcuni agenti di polizia di Pistoia e un buttafuori di una discoteca. Essi hanno denunciato che, dopo un litigio con il buttafuori, sono stati arrestati da alcuni agenti fuori dalla discoteca e condotti in una stazione di polizia in cui sono stati aggrediti da almeno cinque agenti e dal buttafuori. Uno degli arrestati ha dovuto sottoporsi a cure mediche ospedaliere per la frattura del setto nasale, la rottura di un timpano e un testicolo tumefatto. Gli agenti hanno sporto denuncia contro i giovani per oltraggio a pubblico ufficiale e lesioni. Essi hanno affermato di aver arrestato i giovani dentro la discoteca e di essere intervenuti per fermare una rissa tra i giovani e il buttafuori all’interno della stazione di polizia. In seguito all’episodio cinque agenti sono stati incriminati per lesioni, falso ideologico e calunnia; uno di essi è stato incriminato anche per ingiurie e sequestro di persona. A dicembre, dopo il patteggiamento della pena, tre agenti sono stati condannati a periodi di reclusione tra 11 e 14 mesi, mentre due sono stati rinviati a giudizio.
Ad aprile tre carabinieri sono stati posti sotto indagine per omicidio. Alcuni abitanti di Ladispoli hanno riferito di aver visto, in marzo, salire su una vettura dei carabinieri il cittadino tunisino Edine Imed Bouabid, immigrato illegalmente in Italia, circa 30 minuti prima che il suo cadavere fosse rinvenuto ai bordi di un’autostrada. L’autopsia e gli esami forensi hanno chiaramente stabilito che Edine Imed Bouabid è morto per tre colpi inferti con un oggetto pesante che hanno provocato la frattura del cranio.
A febbraio dieci tra agenti di custodia e sanitari in servizio nel carcere di Potenza sono stati iscritti nel registro degli indagati in relazione a possibili accuse di lesioni gravi e gravissime e falsa certificazione medica. Nell’agosto 2000 era stata avviata un’indagine penale dopo che Tbina Ama, un detenuto tunisino, era salito sul tetto del carcere per protestare contro un pestaggio di cui, a suo dire, era stato vittima il giorno precedente a opera di alcune guardie carcerarie. Un esame forense effettuato su richiesta della Procura aveva concluso che le ferite sul suo corpo erano coerenti con quanto aveva denunciato. Tbina Ama si è suicidato nel maggio 2001.
A ottobre il giudice per l’udienza preliminare ha iniziato a esaminare la richiesta del sostituto procuratore per il rinvio a giudizio di 95 persone a seguito dell’inchiesta penale sulle denunce secondo le quali oltre 40 detenuti del carcere di Sassari, sarebbero stati maltrattati. Il 3 aprile 2000 sarebbero stati sottoposti a trattamenti crudeli, inumani o degradanti, in alcuni casi configurantisi come tortura, da parte di decine di agenti di custodia in servizio in varie istituzioni penali sarde. Tra gli accusati figuravano anche l’ex direttrice del carcere di Sassari, l’ex provveditore regionale per gli istituti di pena della Sardegna, vari medici in servizio nelle prigioni di Sassari, Macomer e Oristano, nonché i direttori delle carceri di queste ultime due città.




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