dall'Arena di Verona:

Il plico è arrivato all’ufficio del protocollo di Palazzo Barbieri e ha fatto scattare la procedura di controllo. Indagini della Digos

Allarme per una busta al sindaco

Conteneva svastiche e una polvere sospetta: antrace? Un’impiegata è in terapia

Auto della Polizia, camion dei Vigili del fuoco, dirigenti dell’Ulss, uffici sigillati, condizioni di allerta. Se a Palazzo Barbieri pensavano di essersela cavata con la partenza da Verona di Prodi e Schroeder, e poi di Berlusconi, ieri mattina sono stati bruscamente ricondotti a un nuovo fuori programma. Intorno alle 11.30 il municipio è ripiombato in un clima di emergenza e stavolta anche di preoccupazione. È successo quando all’ufficio protocollo, l’ufficio che controlla e smista la corrispondenza in arrivo in Comune, è arrivata una busta la cui apertura ha fatto scattare l’allarme. Il plico, formato commerciale e indirizzato al sindaco Paolo Zanotto, conteneva un foglio con svastiche, croci uncinate, frasi in stampatello inneggianti a Hitler, minacce di stampo nazista rivolte al primo cittadino, e forse anche accenni alla visita a Verona di Prodi e Berlusconi. Ma soprattutto conteneva una polvere bianca che ha subito seminato il panico. È stato in quel momento infatti che a Palazzo Barbieri è scoppiata la paura antrace, anche perchè l’impiegata che ha maneggiato la busta avrebbe lamentato immediatamente strani pruriti alle mani.
Attentato vero? Gesto di uno sconsiderato? Scherzo di cattivo gusto? L’Ulss ha mostrato scetticismo sulla possibilità che la polvere fosse antrace. Tuttavia nessuno poteva permettersi di indugiare di fronte a dubbi di questo tipo, quindi, scattato l’allarme in municipio sono accorsi Digos, Croce Verde e Vigili del fuoco muniti delle speciali tute isolanti anti-contaminazione. Sono questi «palombari» che hanno prelevato il materiale sospetto per consegnarlo con un mini-frigo in condizioni di sicurezza a Digos e Ulss, secondo le precauzioni obbligate e dettate dal codice di comportamento imposto dopo l’11 settembre dal ministro della Salute Girolamo Sirchia attraverso le Regioni. Sempre osservando queste regole, l’impiegata del Comune che ha aperto la busta e le tre colleghe che erano all’ufficio protocollo sono state messe temporaneamente in isolamento, due stanze dell’ufficio sono state sigillate e lo rimarranno anche oggi e fino a quando l’esame biologico accerterà di quale natura fosse la sostanza affiorata dalla busta. Alle quattro donne è stata poi offerta l’opportunità di sottoporsi a profilassi antibiotica all’ospedale. Quella che è stata più a contatto con la busta ha accettato, le altre hanno declinato l’offerta. Oggi per precuazione non saranno al lavoro.
Intanto, mentre a Palazzo Barbieri arrivavano gli esperti dell’Ulss - con il dottor Massimo Valsecchi del Dipartimento di prevenzione - veniva informato il sindaco Zanotto ed emergevano nuovi particolari sulla busta: fuori riportava il nome del mittente, una persona con ogni probabilità all’oscuro dell’iniziativa e indicat a per non destare sospetti all’ufficio protocoll o, all’interno non conteneva nomi o sigle che potessero far risalire a paternità o rivendicazioni.
Il plico è stato prelevato con tutte le cautele del caso, dopo l’intervento dei Vigili del fuoco, dalla Digos e dall’Ulss, che lo ha fatto recapitare al laboratorio di microbiologia dell’ospedale di Borgo Trento. Ci vorranno 48 ore per sapere se quella polvere bianca era antrace o borotalco, o magari farina. O gesso.