http://www.repubblica.it/2003/h/sezi...no/corano.html
Credo che la soluzione sia la regola della reciprocità: partito per partito, moschea per chiesa, libertà per libertà, in senso reale e secondo patteggiamenti precisi ed unitari (pezzo per pezzo) tra l'Italia, le comunità islamiche ed i paesi di origine.
Ad esempio: si vuole insegnare l'Islam in una particolare scuola? Bene, che la comunità islamica che avanza tale richiesta specifica (non generalizzata su tutto il territorio italiano) provveda al gemellaggio della pari opportunità con un'altra similare scuola in un paese mussulmano. Costruire una nuova moschea? Certamente... contemporaneamente ad una nuova chiesa in gemellaggio. E se l'Islam non lo permette per scrupolo di sacralità, la cosa deve concludersi con il famoso motto berlusconiano ai francesi, per non restare "fregati": "Dare tappeti, vedere cammelli!"
Democrazia pedagogica, conforme d'altronde alle regole ed ai principi dell'ONU e della Dichiarazione Universale Dei Diritti Dell'Uomo.
Quando tale democrazia non funziona, i "Falchi" hanno l'alibi per mettersi "all'opera".
L'Islam moderato e democratico ha così maniera per dimostrarsi veramente tale.
L'Alternativa (sinistra o non sinistra) è purtroppo per questioni di sicurezza e lungimiranza: ognuno a casa sua.
Tale alternativa verrà presa però alla carlona da chi parte troppo alla svelta per le crociate ma non conosce le "proprie" Sacre Scritture - senza le quali l'Islam vince e vincerà: sintomo d'ignoranza dei conflitti spirituali dietro la scena politico-economica e sociale.




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