L'attentato nella città santa degli sciiti ha provocato 229 feriti
Nel nord assalto contro un convoglio Usa. Muore un soldato

BAQUBA (Iraq) - Ennesima giornata di sangue in Iraq. Un'autobomba è esplosa davanti alla moschea (sciita) di Najaf, nel sud del Paese provocando almeno 82 morti, fra cui l'ayatollah Mohammad Baqr al
Hakim, guida spirituale degli sciiti iracheni, e 229 feriti. E questo a poche ore da un assalto, questa volta a nord, ad un convoglio militare americano in cui un soldato è morto ed altri tre sono rimasti feriti. Nelle stesse ora, sempre a sud, una base dell'esercito bulgaro è stato fatto segno di colpi anticarro ma fortunatamente senza provocare danni.

Un bollettino sempre più inquietante. Il fatto nuovo e più grave nel bilancio della violenza quotidiana che affligge l'Iraq è l'autobomba davanti alla moschea sciita di Najaf nel giorno che i musulmani dedicano alla preghiera. La vettura imbottita di esplosivo è saltata in aria davanti a uno dei siti più sacri dell'Islam, l'uscita sud della moschea ove è custodita la Tomba di Alì, cugino e genero di Maometto del quale secondo la tradizione sposò la figlia, Fatima. Una porta dalla quale stavano uscendo centinaia di fedeli e dalla quale, come sapevano gli attentatori, sarebbe dovuto passare l'ayatollah al Hakim, colpito a morte dall'esplosione insieme ad altre 81 persone.

Più consueto, invece, l'assalto ai soldati Usa a Baquba, centro sunnita una sessantina di chilometri a nord di Bagdad nel pieno di quello che è chiamato il "triangolo sunnita" la zona dove la concentrazione di fedeli all'ex Rais è la più alta di tutta l'Iraq.

Mentre le truppe Usa, un convoglio di sei veicoli, stava attraversando la cittadina un commando ha preso la mira ed ha sparato con dei lancia granate. L'effetto degli spari è stato dirompente: un autoveicolo è andato completamente distrutto mentre un altro è rimasto seriamente danneggiato. I soldati supersiti si sono schierati in formazione da difesa ed hanno chiamato i rinforzi.

Sono arrivati due elicotteri da combattimento che hanno iniziato a pattugliare la zone ed hanno fornito copertura dal cielo ai superstiti a terra impegnati a portare i primi soccorsi ai commilitoni rimasti feriti. Uno dei soldati, ha poi detto un ufficiale portavoce delle truppe americane, è morto mentre i tre feriti sono stati evacuati dopo che la zona è stata isolata completamente dai soldati americani.

Intanto, a sud del Paese, a Kerbala, alcuni proiettili anti-carro sono stati sparati contro una base bulgara. Secondo quanto reso noto a Sofia, dal Ministero della Difesa, i proiettili non hanno causato danni. Dopo l'attacco, nella zona è stata fatta scattare una operazione per la ricerca dei responsabili, alla quale partecipano, con i militari bulgari, anche soldati americani e polacchi oltre ad agenti della polizia irachena.


(29 agosto 2003)