Solbes prepara la «campagna d’autunno» sulla Francia. Italia in regola



DAL NOSTRO INVIATO
BRUXELLES - Prima il giudizio sui conti della Francia, quindi su Portogallo e Germania. Per l’Italia invece, a meno di scivolate sulla Finanziaria in preparazione, non sembrano alle porte né «preallarmi» di Bruxelles per quest’anno né procedure per deficit eccessivo il prossimo. E’ fitta anche di «trappole» l’agenda di Pedro Solbes quest’autunno. Il commissario agli Affari monetari ne parlerà con i ministri delle Finanze dell’Ue (Ecofin) tra due settimane a Stresa.


RIVOLTA FRANCESE - La chiave lì l’avrà il ministro dell’Economia di Parigi, Francis Mer. Il suo disavanzo si avvia verso il 4% del prodotto lordo (pil) nel 2003, ai massimi dal ’93 e oltre il limite comunitario del 3% per il secondo anno di seguito. L’Ecofin ha già chiesto che la Francia presenti entro il 3 ottobre le «misure necessarie» per il risanamento dal 2004, ma Parigi sembra determinata a proseguire con tagli alle imposte non coperti da riduzioni di spesa. Se a Stresa Mer spiegherà che programma un deficit oltre il 3% anche nel 2004, aprirà una crisi. Il 28 ottobre la Commissione presenterà previsioni in cui il deficit di Parigi risulterà fuori rotta anche l’anno prossimo. Con la velata minaccia di ammende, Solbes proporrà che l’Ecofin a dicembre chieda alla Francia misure precise di rigore, entro scadenze fisse e con l’obbligo per Mer di render conto periodicamente. Resta solo da vedere se le sanzioni davvero scatterebbero nel caso in cui Parigi continuasse a ignorare le richieste.


GERMANIA E PORTOGALLO - Il ministero delle Finanze tedesco ha comunicato a Bruxelles che il deficit del 2003 sarà al 3,8%, sopra al 3% per il secondo anno. Quanto al 2004, ieri il portavoce di Solbes ha sostenuto che Berlino «può centrare un obiettivo di deficit al 3% del pil». Ciò presuppone una crescita al 2%, fuori portata da anni, e tagli di spesa per bilanciare gli sgravi fiscali per lo 0,7% del pil in approvazione a dicembre. L’apertura di credito di Solbes a Berlino mira all’apparenza a isolare Parigi. E forse sui tedeschi le «raccomandazioni», se necessarie, potrebbero partire più tardi. Da verificare è poi se dovrà riceverle anche il Portogallo, che ha un «deficit eccessivo» dal 2001 ma ora versa in recessione ed è colpito dalla catastrofe degli incendi.


ITALIA - Ieri il portavoce di Solbes ha riconosciuto che, in questo momento, il deficit di Roma non è diretto oltre il 3% del pil. L’Fmi lo prevede al 2,6% nel 2003, a causa di una crescita non oltre lo 0,5%. Nelle riunione interne di Bruxelles però Solbes non avrebbe espresso particolare preoccupazione. E per ora non prepara «cartellini gialli» di preallarme, anche per non ingrossare il fronte politico dei «fuorilegge».



Dovrebbe arrivare a questo livello, il massimo dal ’93 in rapporto al pil, il disava nzo 2003 di Parigi. L’Ue chiede alla Francia di presentare entro il 3 ottobre le misure di risanamento sul 2004


Nella comunicazione alla Commissione europea di fine agosto Berlino prevede per il 2003 un deficit di questa entità in rapporto al pil. Per l’anno prossimo l’obiettivo ufficiale
è il 3%


Il Fondo monetario internazionale prevede per l’Italia un «rosso» nei conti pubblici al 2,6% del pil nel 2003. Il livello del deficit è legato in parte a una crescita ridotta, non oltre lo 0,5% quest’anno
Federico Fubini