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    Predefinito Il Museo Morandi di Bologna.







    Vita

    Giorgio Morandi nacque a Bologna il 20 luglio 1890 da Andrea e Maria Maccaferri:dopo gli studi regolari, e dopo un breve periodo passato nell'ufficio commerciale del padre, si iscrive, nel 1907, all'Accademia delle Belle Arti delle sue città, dove, nel1930, per chiara fama, gli verrà consegnata la cattedra di incisione.

    Impossibilitato, economicamente, a compiere lunghi viaggi e comprendendo la limitatezza degli studi accademici, arricchisce la propria cultura pittorica consultando testi e riviste, come la Voce, che gli permettono di comprendere,e conoscere soprattutto attraverso riproduzioni, movimenti quali l'Impressionismoe pittori quali Cezanne, Seurat e Rousseau.
    In particolare Cezanne fu il suo "maestro ideale", il punto di partenza per l'elaborazione della sua cultura artistica, anche se, a differenza del francese, Morandi è " più vicino agli oggetti" che divengono i protagonisti dei suoi quadri e che, riportati alla mente divengono espressione, attraverso che li colpisce e l'atmosfera in cui sono avvolti,di una dolorosa caducità del tempo, pur nella loro immobilità quasi alienata dalla vita del mondo.

    Nascono così quelle nature morte tipiche del pittore bolognese dove bottiglie, vasetti, bricchi, lucerne, fruttiere e cuccume sono gli unici oggetti rappresentati giacenti su di un piano.

    Grande importanza riveste in questi quadri la luce, che, colpendo gli oggetti da particolari angolazioni, non solo li rende ancora più reali, ma quasi "vive".Nel biennio 1918/19 Morandi aderisce all'esperienza metafisica.

    L'artista deve osservare l'oggetto, ma, si deve dunque impegnare a"riplasmarlo"in una nuova realtà, mentale, facendolo divenire simbolo del proprio equilibrio interiore, della propria razionalità probabimente derivata dai pittori del Trecento e Quattrocento ai quali Morandi si ispirò per la essenzialità e l'equilibrio dei suoi quadri.

    Dopio il 1920, maturate le sue esperienze
    "metafisiche" e "cubiste",

    Morandi avverte la possibilità di creare un rapporto nuovo con la natura, più"intimo"e più vero, olte che meno soggetto alla accidentalità del fenomeno, e nascono così quei paesaggi in cui ,ancora una volta, più che al particolare l'interesse è rivolto alle forme, di cui le masse compatte e"pesanti"sono espressioni.

    Gli stessi alberi, le stesse foglie perdono la loro individualità per divenire"corpi di colore"che vivono, come essenze, nell'atmosfera che li avvolge.

    Accanto, poi, a nature morte e paesaggi, altro motivo morandiano è rappresentato dai fiori, immagine attraverso la quale il pittore esprime il proprio concetto di "bellezza".

    Di notevole importanza sono inoltre le incisioni e le acqueforti in cui, come dimostra il Poggio al mattino del 1927, la forma, lo spazio e l'atmosfera nella quale vive non hanno più bisogno neanche dei colori per essere determinate, create, come sono, dai reticoli di bianco e nero di cui è intessuta l'acquaforte. Muore a Bologna nel 1964.


    VISITA AL MUSEO MORANDI

    Al suo interno nella versione Flash: intervista con il Maestro in versione audio.


    Natura morta, 1920
    olio su tela, cm 60,5x66,5
    Milano, coll. privata


  2. #2
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    Predefinito

    Da un mio vecchio intervento nel forum Emilia-Romagna...

    Giorgio Morandi è una delle figure di maggior spicco nel panorama dell'arte italiana del primo '900. Ma rispetto ai suoi contemporanei presenta alcune singolarità. Innanzitutto, il suo sostanziale isolamento. In un'epoca dominata dal nascere di gruppi e avanguardie, Morandi non si lascia quasi mai attirare all'interno di gruppi o tendenze. Appartato nell'intimità dello studio, al riparo dai venti di mutamento che percorrono la scena artistica europea, incarna alla perfezione la figura dell'artista isolato.

    La sua attitudine di solitario non significa però disinteresse per ciò che avviene attorno a lui. Morandi è sempre attento a quanto avviene nel mondo della cultura, sia italiana che internazionale. Gli interessi letterari vanno da Hölderlin, a Leopardi, a Pascal. Ammira la monumentalità di Giotto, la solidità di Masaccio e Paolo Uccello. Il confronto con Renoir e l'impressionismo gli offre nuovi stimoli. Ma la vera, grande rivelazione è la pittura di Cézanne, modello di ricerca compositiva e di rapporti volumetrici.
    Altra singolarità di Giorgio Morandi è la monotonia della ricerca artistica e dei soggetti. Per coloro che conoscono il lavoro, parlare di Morandi equivale a parlare delle sue nature morte, e soprattutto delle sue "bottiglie". Con rare eccezioni, costituite per lo più da autoritratti, per tutta la vita gli unici soggetti sono paesaggi, ma soprattutto nature morte. Protagonisti principali sono gruppi di bottiglie, vasetti, brocche, fruttiere, recipienti di ogni tipo: oggetti semplici e umili, che l'artista va accumulando nello studio. Morandi li ripropone a più riprese, rimescolati e ricombinati. Ripetuti con costanza ossessiva per quasi 50 anni, le "bottiglie" di Morandi sono la fedele testimonianza delle minute trasformazioni stilistiche della sua pittura.

    Ecco alcuni esempi:

    * 1936
    * 1946
    * 1948
    * 1951
    * 1954

    Negli anni '10 Morandi dipinge alcuni paesaggi, da cui traspare evidente l'influenza di Cézanne. Nelle nature morte del 1916 si attua un processo di schematizzazione, caratterizzato dalla semplificazione delle forme, dall'eliminazione della profondità e da campiture piatte di colore. Il mutamento stilistico prelude alla breve parentesi metafisica, che impegna l'artista nel 1918 e 1919. Sotto l'influenza di Carrà e de Chirico, Morandi raffigura spazi inerti, in cui risultano collocati gruppi di oggetti apparentemente incongruenti: una bottiglia, una scatola, una testa di manichino, una palla, un cilindro. Avare di quel potere evocativo e paradossale proprio delle composizioni di Carrà e De Chirico, le nature morte metafisiche di Morandi propongono oggetti che si danno come tali, nell'assolutezza delle proprie sembianze e della propria essenza (esempio 1esempio 2 ).

    L'incontro con Mario Broglio e con Valori Plastici riporta l'attenzione di Morandi sull'arte italiana del passato. Le nature morte dei primi anni '20 rivelano un rinnovato interesse per lo spazio, il volume e la plasticità. Gli oggetti raffigurati si ergono sulla tavola rigidi, austeri, rigorosamente torniti nelle loro tonalità scure. Ma la tecnica pittorica è destinata col tempo a farsi più morbida e sciolta. La pasta pittorica si ispessisce. Nelle loro tonalità di verde, rosso e marrone, gli oggetti sono ripresi da un punto di vista un po' rialzato.
    Tra la fine degli anni '20 e i primi anni '30 la pittura di Morandi diviene più tormentata. Le bottiglie si stagliano come eroi silenziosi sui fondali scuri delle nature morte, mentre la visuale si abbassa. Nello stesso periodo Morandi realizza paesaggi e si dedica intensamente all'acquaforte. I soggetti delle incisioni sono ancora una volta paesaggi e nature morte. Segni sottili e rettilinei si intrecciano, dando vita a trame più o meno fitte, che consentono all'artista di ottenere un'infinità di varianti tonali.

    Dal sito www.artdreamguide.com


    Natura morta - 1946

 

 

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