Da "Il Secolo XIX": la DENUNCIA
«Violenze e minacce senza motivo
dagli agenti allo stadio di Torino»
Genova. Un’amicizia che dura da
trent’anni, quella tra i tifosi del
Genoa e del Torino. E quella del
Delle Alpi, domenica sera, è stata
una cornice perfetta per una partita
di calcio. Amici: prima, durante
e dopo la partita. Un clima
di festa e vero sport. Ma un uomo
in divisa all’uscita dallo stadio ha
spruzzato una sostanza urticante
addosso ad alcuni tifosi del Genoa.
Attimi concitati, che hanno
coinvolto giovani, bambini, uomini
e donne, intere famiglie. Tra
i tifosi c’è chi ha presentato denuncia,
come racconta questa testimonianza.
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Pensavo fosse un incubo. Non lo era,
non lo è stato, e forse lo sarà per sempre.
Due ore di macchina in compagnia di amici,
qualche coda dei rientranti del week end,
sosta all’autogrill, sciarpa al collo, ante risate.
Poi la partita, cori di amicizia con una
tifoseria gemellata da anni. Vincono loro...
vabbe’... abbiamo giocato bene, torniamo
a casa ..
Non si capisce come mai ci tengono dentro,
da dietro spingono, a un certo punto ci fanno
passare. La gente defluisce, pacificamente,
tranquilla come tranquillo sono io.
Ma senza motivo, all’improvviso, un agente
addetto alla sicurezza affera una bomboletta
di gas lacrimogeno e la spruzza in faccia
a chi gli sta davanti (ero io). Non capisco:
che cos’è quella roba gialla? Gli occhi bruciano,
non vedo più, non respiro, che mi
sta succedendo?
Mi gira la testa, cado per terra e dalle scale,
una signora mi aiuta, sento le sue parole
ancora adesso: dai Chicco, forza, su. Dopo
un po’ mi riprendo, è terribile, sto malissimo,
sono pieno di rabbia, ma non reagisco malamente.
Vedo due graduati della polizia,
mi avvicino e gli espongo i fatti, richiedendo
di identificare e di fornirmi le generalità dell’agente
che senza alcun motivo mi ha aggredito.
Loro cordilamente mi ascoltano, ma
sono comunque impegnati a contenere le
proteste di chi ha visto quello che è successo.
Assurdo, inconcepibile.
Si forma un cordone di agenti, con a capo
due persone in borghese, sono gli stessi
agenti che presidiavano l’uscita. Chiedo a
loro di fornirmi le generalità di chi ha usato
il lacrimogeno in maniera, per così dire,
poco consona. Il più giovane mi sberleffa
prendendosi gioco di me e di quanto dico...
faccio notare che lavoro anche io, che sono
una persona anche io, che vivo onestamente
e che è mio diritto richiedere le generalità
di un agente che mi aggredisce senza alcun
motivo.
Il funionario piu’ anziano, in tono arrogante
e presuntuoso, mi minaccia: «Lei non lavora
più da nessuna parte se non sta zitto».
Questo lo ha ripetuto due volte, la seconda
volta, per di più, dopo la mia domanda se
si trattava di una minaccia dei miei confronti.
A quel punto mi sono deciso a procedere
anche contro queste persone, sporgendo
querela presso la questura della mia città.
Spero che certi personaggi non siano più
messi a sfogare le loro frustrazioni in maniera
così vile e meschina.
La violenza negli stadi si combatte mantenendo
l’ambiente rilassato amichevole e
collaborativo, non aizzando la violenza con
atteggiamenti arroganti e violenti. Queste
persone devono cessare di fomentare violenza.
A.P. (tifoso genoano)




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