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Discussione: Il turismo sadico

  1. #1
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    Predefinito Il turismo sadico

    Quando comprate un biglietto per la corrida sapete che pagate per vedere la tortura e la morte. Gli animalisti spagnoli continuano da anni a lanciare appelli a tutta l'Europa, affinché venga abolito quello spettacolo che anche il giornale „El Pais ha condannato definendolo „per cafoni e sottosviluppati. È giusto che ognuno di noi conosca la verità sulla corrida, tutto quello che non si vede, tutto quello che si nasconde sotto l‚ambiente di festa.

    L'allevamento

    I tori sono allevati selettivamente per garantire un sacrificio spettacolare. Nell'allevamento il toro se ne sta docile e sicuro assieme alla sua compagnia. Quando viene separato dagli altri e si ritrova solo, scattano in lui e l'insicurezza e l‚istinto di difesa. Altro che belva Pesa quattro o cinque quintali quando viene portato alla corrida.

    Prima dello spettacolo: le torture

    Il toro è un animale mansueto; quando entra nell‚arena è solamente terrorizzato per le torture subite. Prima della corrida, viene messo in un cassone oscuro e tenuto senza mangiare e senza bere. Viene ripetutamente colpito con sacchetti di sabbia e tavole; i suoi occhi sono riempiti di vaselina e le zampe cosparse di trementina per impedirgli di stare fermo; alla fine gli viene infilata della stoppia nella gola e nelle narici. Viene sempre drogato. Esistono leggi che impediscono alcune di queste „pratiche‰ ma vengono sempre violate, come la stessa che impedisce ai minori di quattordici anni di assistere alla corrida. Il toro entra nell‚arena con una lama già conficcata nel dorso, con un nastro in cima (solo questo vede lo spettatore), si chiama „coccarda „ e come altre procedure, ha lo scopo di straziare l‚animale per farlo apparire feroce.

    La corrida

    Il programma inizia con la sfilata nell‚arena di tre toreri; ogni torero ucciderà due tori. Dietro i toreri ci sono le squadre: tre banderilleros e due picadores a cavallo; ogni membro della squadra è preordinato per infliggere un tipo specifico di tortura per demolire l‚animale in modo che il torero non corra rischi! Il toro trasportato in un cassone, appena viene fatto uscire corre nell‚arena: poverino crede di aver riacquistato la libertà poi comincia la paura. Due picadores entrano nell‚arena a cavallo; uno di loro affonda la lancia nella schiena del toro spingendo con tutta la sua forza, spezzandogli i muscoli del collo e delle delle spalle. I picadores feriscono così il toro due volte ciascuno, fino a che l'animale ha difficoltà ad alzare la testa.

    Una volta usciti dall'arena i picadores, è il turno degli impavidi banderilleros, ciascuno munito di un paio di arpioni chiamati ipocritamente „banderill cioè piccole bandiere. Quelle che Piero Sardo definisce inutili perché procurano all‚animale il fastidio delle punture d' insetti . I banderilleros si precipitano verso l'animale cercando di conficcare gli arpioni nei muscoli delle spalle. Sgorga altro sangue che arrossa l'arena. Ora il toro sfinito deve affrontare l‚esecuzione. Il torero deve conficcare la spada in mezzo alle scapole in modo da trapassargli il cuore. Questa spada è lunga un metro. Accade raramente che la morte sia rapida. Dopo vari tentativi la spada colpisce i polmoni e affonda nel corpo del toro che comincia a vomitare sangue: i suoi polmoni ne sono pieni, soffoca e crolla. Per assicurarsi della sua morte un assistente lo accoltella alla base del cranio, per spezzare la colonna vertebrale. E come ultimo segno di disprezzo, tanto per sottolineare la dignità dello spettacolo, il torero ripulisce la daga insanguinata sul pelo del toro; si inchina davanti alla folla, mentre la sua vittima è trascinata via agonizzante da una pariglia di muli.

    Il cavallo

    Anche il cavallo, viene utilizzato nello spettacolo: serve a tenere alto il picador. L‚animale viene obbligato ad avvicinarsi al toro. Gli hanno bendato gli occhi e riempito le orecchie di cotone. I suoi riflessi sono intorpiditi dalla morfina, quindi può accadere che per farlo muovere, lo si colpisca con un bastone sulla testa. Non si sente mai nitrire (gli vengono tagliate le corde vocali). Benché esso sia ricoperto da un materassino, il toro lo incorna facilmente; accade quindi che il cavallo rimanga sventrato, ma dopo essere stato allontanato e ricucito, viene riportato nell‚arena.

    L‚addestramento: una scuola per assassini

    L‚addestramento del torero, avviene in scuole istituite appositamente dal Governo. Questo allenamento comincia all'età di sette anni. In principio c‚era una sola scuola nei pressi di Madrid, ma ora queste si sono moltiplicate e ce ne sono in tutta la Spagna. Gli alunni cominciano con carriole munite di corna; in seguito si esercitano sui vitellini che torturano a lungo, prima di imparare ad uccidere secondo le regole. Nella pontificia Università di Salamanca è stata istituita una nuova Cattedra con una nuova materia „Taurologia ovvero l'esaltazione della corrida„. Insegnante di questa materia è Alfonso Ortega. Quest‚uomo è un frate francescano Egli afferma: <>. Non è raro trovare in Spagna rappresentanti della Chiesa a favore di „spettacoli‰ del genere.

    La mafia taurina

    È dimostrato da tutte le inchieste che la maggioranza degli spagnoli, è contraria alla corrida; ma c'è una minoranza che maneggia l'affare, una specie di mafia. Fanno propaganda alla corrida, cercando, penosamente, di convincere l'opinione pubblica che il toro sia una belva, priva di sensibilità e perciò non soffra. Spesso i turisti sono obbligati ad assistere alla corrida dalle agenzie di viaggio che l'hanno messa in programma. La corrida da lavoro a duemila professionisti; gli altri pur occupati in questa non vivono di corrida. I guadagni vanno quasi totalmente alla mafia taurina: allevatori, impresari, alcuni toreri di successo. Lo spettacolo viene sostenuto anche dal Governo.

    Le feste

    Anche le feste paesane, diventano occasione di torture e di sevizie agli animali. Festa di s. Giovanni. A Coria in giugno vengono linciati per sei giorni dodici tori; frecce e banderillas vengono conficcate anche negli occhi, nella bocca e soprattutto nei genitali (le banderillas vengono confezionate da suore di un convento francescano). Il toro di fuoco. Vengono avvitate alle corna del toro due arnesi recanti in cima due palle di cotone, olio e catrame, alle quali viene dato fuoco. Mentre l‚animale impazzisce per le gocce arroventate che colano nel muso e negli occhi, massi di cemento gli vengono tirati sulla testa. Quando il toro si ferma per la stanchezza, gli vengono infilati bastoni negli occhi e nell‚ano. Viene finito a bastonatein onore della „religione‰ Queste sono solo due, delle tremila feste sadico-religiose, dove vengono torturati non solo tori ma anche oche, capre, asinelli ...

    Non si tratta „solo di animali. Manifestazioni cruente, tradizioni sanguinarie, taurologia all‚Università, bambini educati, sin da piccoli alla tortura e al sangue, persone che pagano per assistere ad uno spettacolo di sofferenza e morte, sono un gravissimo e raccapricciante segno di inciviltà. Eppure siamo soprattutto noi turisti italiani col nostro denaro a mantenere in vita queste assurde sanguinose tradizioni.

    Leila delle Case Movimentio UNA

  2. #2
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    mi chiedo perchè l'unione europea, scritto volutamente minuscolo, che ha lo scopo di unificare le leggi delle varie nazioni permetta queste schifezze in spagna quando, spero, in altri posti sarebbero proibite in modo categorico. $$? Ops, €€? Probabile...per ora mi limito a fare festa quando qualcuno muore incornato, sperando in tragiche sofferenze.
    AZJumbo

  3. #3
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    La corrida è una vera crudeltà...farei festa ogni volta che un toro incorna uno di quegli idioti di toreri.
    Dovrebbero proibirla!
    Saluti Padani
    P.S.E' vero che io ho l'immagine di un cowboy che monta un toro,a me il rodeo piace,ed è una cosa totalmente diversa.Qua l'unico che rischia è chi monta il toro

  4. #4
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    Originally posted by Wyatt Earp
    La corrida è una vera crudeltà...farei festa ogni volta che un toro incorna uno di quegli idioti di toreri.
    Dovrebbero proibirla!
    Saluti Padani
    P.S.E' vero che io ho l'immagine di un cowboy che monta un toro,a me il rodeo piace,ed è una cosa totalmente diversa.Qua l'unico che rischia è chi monta il toro
    io faccio sempre tifo per il toro, e non mi vergogno a dire che quando uno di quelli la viene incornato, godo!
    bisognerebbe boicottare la spagna, non solo per la corrida, ma anche per tutte le altre simpaticissime feste popolari dove asini o capre vengono buttati giù da campanili o uccisi a bastonate.....

  5. #5
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    Predefinito

    Originally posted by Wyatt Earp
    La corrida è una vera crudeltà...farei festa ogni volta che un toro incorna uno di quegli idioti di toreri.
    Dovrebbero proibirla!
    Saluti Padani
    P.S.E' vero che io ho l'immagine di un cowboy che monta un toro,a me il rodeo piace,ed è una cosa totalmente diversa.Qua l'unico che rischia è chi monta il toro
    Vedi Earp, io trovo sempre e comunque privo di giustificazione l'uso di animali in qualsiasi genere di spettacoli, perchè non è questo che loro sceglierebbero se fossero liberi. Inoltre l'uso di un animale cela sempre, a mio avviso, una forma maltrattamento anche se "Qua l'unico che rischia è chi monta il toro" come tu scrivi.

    Saluti Davide

    Per quanto riguarda il Rodeo con i cavalli...




    Relazione tecnica e riscontri sociali riguardanti la negatività
    dello spettacolo denominato Rodeo

    Il Rodeo è una manifestazione spettacolare con uomini e cavalli, molto in
    voga negli Stati Uniti, sulla spinta di alcuni organizzatori tenta di
    diffondersi in Italia. Esso non è inquadrato né inquadrabile nell'agonismo
    equestre sportivo, anche se la monta è simile a quella western.
    Il Rodeo, culturalmente, vorrebbe rievocare metodi di doma dei cow boys di
    oltre due secoli fa, quando esistevano cavalli selvaggi e non si conoscevano
    metodi non traumatici per abituarli alla cavalcatura.

    Lo spettacolo consiste in una sfida tra cavalieri che montano cavalli
    selvaggi, i quali tentano di disarcionare il cavaliere: colui che rimane in
    sella più a lungo vince la sfida e guadagna un consistente premio in danaro;
    non essendo disponibili cavalli selvaggi (praticamente introvabili), negli
    Stati Uniti vengono selezionati equini che caratterialmente non accettano la
    doma, questi selezionatori sono una buona fonte per gli organizzatori del
    Rodeo, ma l'indole ribelle di questi soggetti non è sufficiente a rendere lo
    spettacolo vivo e realistico, per cui viene applicata una cintura di cuoio
    sulla parte inferiore della schiena del cavallo che cinge, con notevole
    stretta, l'inguine dell'animale.
    Il tentativo di liberarsi dalla fastidiosa e dolorosa stretta fa sì che il
    cavallo sgroppi violentemente con dei repentini cambi di direzione.

    E' falsa la propaganda che detti cavalli abbiano ricevuto un addestramento
    specifico in quanto è ormai storia che nessun cavallo può essere addestrato
    ad opporsi all'uomo che è il suo stesso addestratore.
    L'indole avversa alla doma di alcuni equini, per l'utilizzo continuo degli
    stessi, fa sì che questi, pur rimanendo riluttanti, accettino la
    cavalcatura, di fatto senza l'applicazione della cintura nella zona sopra
    descritta, non è possibile provocare più volte l'accentuata reazione del
    cavallo. E' da escludere totalmente che i cavalli coinvolti nel Rodeo
    abbiano tale comportamento per la loro indole, anche se così fosse l'equino
    verrebbe sottoposto comunque ad una violenza, in quanto costretto ad un'
    azione contraria alla sua volontà. E' da sottolineare che nel nostro Paese
    non vi è una selezione di cavalli avversi alla doma.

    L'applicazione della cintura (flank) non è il solo mezzo per creare un'
    imitazione del cavallo selvaggio, sono stati applicati nel tempo altri
    espedienti: speroni capaci di produrre notevole dolore in verità con
    risultati spettacolari poco apprezzabili, doping specifici, spray irritanti
    applicati nella connettura delle natiche, ecc.

    Presidenza FIEW Via dei Rocciatori, 62 - 00143 Roma - tel. 06.5003863
    Nello svolgimento dello spettacolo, al cavallo viene posta la cinghia di
    cuoio o applicati altri espedienti, mentre è chiuso in una recinzione
    sufficientemente piccola da impedirgli ogni movimento, ad esclusione del
    doping che viene applicato prima di rinchiuderlo in gabbia. Il cavaliere lo
    monta all'interno di questa gabbia scavalcando la recinzione, al momento in
    cui la porta di questa gabbia (posta anteriormente al cavallo) viene aperta,
    l'animale esce ed inizia la sua violenta e dolorosa danza.

    Sono da evidenziare le concrete possibilità per questi equini di incorrere
    in danni fisici, il più delle volte permanenti: non avviene alcun preventivo
    riscaldamento del cavallo, pertanto il movimento violento dell'animale
    procura lesioni all'apparato muscolare.
    I movimenti non hanno coordinamento in quanto l'animale è in stato alterato
    e di confusione, in queste condizioni l'unico suo obiettivo è di liberarsi
    del fastidio procurato dal flank o da altri espedienti, ancor peggio se il
    cavallo è sotto effetto di doping specifico.
    Sono i movimenti violenti e scoordinati a procurare al cavallo microfratture
    alle articolazioni, infiammazioni o rotture dei tendini e altri danni
    fisici.
    Per capire la gravità di questo maltrattamento, che va oltre all'eventuale
    danno fisico, bisogna scendere nei fattori che costituiscono il rapporto
    uomo/cavallo, con un breve accenno di storia sul binomio.
    Il cavallo è stato per l'uomo il primo mezzo di trasporto, esso per secoli
    ha messo a disposizione la sua forza, l'uomo ha saputo utilizzare la sua
    velocità ed un insieme di capacità che hanno accelerato il progresso.
    Con l'avvento di altre tecnologie più avanzate, l'utilizzo del cavallo si è
    ridotto come forza lavoro in poche ma essenziali attività agricole e si è
    notevolmente sviluppato per l'uso sportivo, dove ha trovato un sensato
    habitat in comunione con i tempi moderni.
    Il cavallo è divenuto l'amico compagno di tanti giovani che amano cimentarsi
    nell'agonismo condividendo con il nobile animale le proprie emozioni, senza
    dubbio un connubio culturale consolidato di notevole interesse e utilità
    viste le possibilità terapeutiche dell'equitazione.

    La storia prova che il binomio uomo/cavallo è stata la più antica e naturale
    collaborazione tra l'uomo e l'animale che, per motivi legati alla struttura
    genetica comportamentale dell'equino, risulta superiore al rapporto tra l'
    uomo ed il cane. Il cavallo è un erbivoro predato da sempre, le sue qualità
    fisiche ed istintive fanno di lui una macchina vivente progettata per la
    fuga, esso non ha armi di attacco ma solo espedienti di estrema difesa.
    L'uomo, una volta conquistata la fiducia dell'equino, riesce gradualmente ad
    abituarlo alla cavalcatura, ed è proprio in questa fase che nasce il vero ed
    entusiasmante rapporto con il cavallo: il predato viene cavalcato dal più
    abile dei predatori, la stima e la fiducia già instaurata con il forte
    animale fanno sì che le sue difese istintive non vengano rivolte verso il
    cavaliere, si sono così create le condizioni essenziali che consentono al
    cavallo di mettere in atto quelle incredibili capacità di percezione che
    solo con l'uomo riesce ad attivare. Le caratteristiche di un buon cavaliere:
    coraggio, ferma decisione, tranquillità di animo, vengono assorbite dal
    cavallo, trasformandolo in un animale dal comportamento sicuro e fiero. L'
    equino in queste condizioni non ha più le sensazioni stressanti del predato,
    acquisendo un diverso senso di libertà, vera ragione per la quale il cavallo
    accetta la cavalcatura.
    Quando l'uomo si allontana dal cavallo, esso torna nella sua origine di
    predato, anche se domato può essere inserito nel branco tra i suoi simili,
    prenderà la sua posizione sociale gerarchica indipendentemente dalla doma,
    in distanza di tempo l'uomo potrà toglierlo dal branco e cavalcarlo senza
    per questo dover ricostruire le basi di doma e di addestramento, quindi il
    rapporto con l'uomo non cambia la sua origine comportamentale, anche se nel
    binomio il cavallo assorbe molto dal suo cavaliere esso mantiene la sua
    personalità. L'equino, riconoscendo nell'uomo caratteristiche superiori a
    lui mancanti, accetta gli ordini con rispetto pretendendo dall'uomo lo
    stesso rispetto, esso non pone l'uomo nella sua scala gerarchica quindi non
    si sottomette, la prova è data dal fatto che anche uno stallone capobranco
    irriducibilmente dominante si lascia cavalcare dall'uomo.
    Il cavallo, ormai disponibile verso l'uomo, accetta con intelligenza un
    eventuale punizione educativa ma non soccombe al maltrattamento che
    restituisce all'uomo, con i dovuti interessi, anche a distanza di tempo.
    Quando nel binomio si arriva al punto di ingiustificate punizioni da parte
    del cavaliere, quindi maltrattamenti, il rapporto è irrimediabilmente
    incrinato, all'uomo non resta altro che applicare mezzi coercitivi per
    sottometterlo, purtroppo, essendo più intelligente e astuto riesce nel
    cattivo intento. Nelle condizioni di relativa sottomissione il cavallo
    esegue i comandi solo per paura del dolore, i risultati con l'uomo nell'
    agonismo saranno sempre mediocri, la sottomissione costrittiva avrà sul
    cavallo conseguenze neurologiche quali ad esempio il tic d'appoggio e il
    ballo dell'orso, che sono le più semplici e conosciute patologie già
    classificate come vizi redibitori.
    Il rapporto uomo/cavallo è dunque basato su fattori esclusivi e diversi dal
    rapporto che si può instaurare con un altro animale.

    Si è accennato nella relazione il rapporto uomo/cane, usato come esempio
    comune a tutti in quanto integrato nella vita quotidiana dell'uomo. Per una
    maggiore esplicazione del documento si paragona questo secondo rapporto tra predatori a quello più complesso con il cavallo. La razza canina identifica
    subito l'uomo quale essere superiore, essa nelle condizioni originarie di
    branco lo teme e se non può sfuggirlo lo aggredisce. Il cane quando è
    inserito nella vita sociale umana percepisce la sua inferiorità e per
    istinto l'accumula ad una inutilità dovuta al fatto di non ricoprire alcun
    ruolo sociale gerarchico come avviene tra i suoi simili; la ricerca nell'
    uomo di una personale guida sociale "il padrone" è l'unica soluzione per l'
    inserimento in un branco di qualità estremamente superiore ed estraneo alla
    sua origine.
    Il cane, attivando un istinto di protezione verso la guida, difende la sua
    raggiunta posizione sociale. Esso non vorrà più tornare all'origine di
    branco tra i suoi simili, rimarrà fedele all'uomo senza alcuna capacità di
    tradirlo; non si può dire la stessa cosa per l'uomo, il quale accetta l'
    animale per motivi diversi. Quando il cane subisce dal suo padrone punizioni
    ingiustificate, quindi maltrattamenti, soccombe senza ribellione.
    Contrariamente al cavallo, il cane attribuisce il maltrattamento alla sua
    condizione di inferiorità e posizione di sottomissione, il perdono alla
    malefatta del padrone altro non è che l'impellente necessità di proseguire
    il rapporto con la guida sociale di cui è dipendente; da ciò si determina
    che l'incivile maltrattamento al cane può causare danni fisici e morali ma
    non neurologici (esclusi i maltrattamenti estremi).
    Il cavallo, tanto forte quanto delicato, oltre ad essere soggetto a
    sofferenze fisiche e morali come tutti gli animali, ha l'aggravante del
    trauma neurologico che si trascina inesorabilmente nel tempo fino ad
    alterare la sua biologia con risultati catastrofici. Un'attenzione questa da
    evidenziare nel caso di maltrattamenti.

    In questo quadro reale di educazione sociale ove esiste un Ente di diritto
    pubblico specifico per l'incremento delle razze equine (UNIRE) e molteplici
    interessamenti di Regioni e Comuni che hanno investito danaro pubblico per
    incrementare i binomi uomo/cavallo e per proteggere, tutelare nonché
    migliorare la qualità di vita del nobile equino, non intervenire per fermare
    l'esecuzione del Rodeo, forma spettacolare che agisce in una condizione
    organizzativa la cui funzionalità di business privato è basata
    esclusivamente sugli effetti del maltrattamento al cavallo, oltre ad essere
    un controsenso storico contrario alle istituzioni e alla spesa pubblica sul
    cavallo, preclude ogni possibilità futura di intervento su maltrattamenti
    individuali e di massa su qualsiasi animale. In una vetrina per il cavallo,
    quale Fieracavalli di Verona, l'esecuzione del Rodeo diviene una sorta di
    licenza per ripetere simili "spettacoli" su tutto il territorio nazionale.
    Fieracavalli di Verona con l'esecuzione del Rodeo diffonde con il mezzo
    spettacolare un messaggio latente ad un pubblico prevalentemente giovane che viene educato ad un rapporto uomo/cavallo opposto al naturale connubio.

    Sottolineando che non possono esistere giustificazioni o spiegazioni
    tecniche che avvalorino la tesi di un utilizzo idoneo del cavallo nel
    Rodeo, per quanto riportato in questo documento, è dimostrato che porre l'
    equino in una condizione contrastante con il cavaliere al punto di creare
    ribellione, è per la natura stessa del cavallo un'azione considerata 'puro
    maltrattamento'.
    Si aggiunge che nello svolgimento dello spettacolo in oggetto non è
    possibile applicare normative che tutelano l'incolumità fisica del
    cavaliere, pertanto resta da individuare se l'esposizione al rischio fisico
    dell'umano è nei limiti consentiti dalle vigenti leggi in materia

    Si autorizza l'utilizzo di questo documento anche in sede legale.


    Roma, 4 novembre 2002 Il Presidente
    prof. Massimiliano Terzo

  6. #6
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    Beh,diciamo che tutti i cavalli che vengono "domati" per essere utilizzati da monta(anche da animalisti e vegetariani,ecc...scusate la precisione)...vengono sottoposti a molti trattamenti un pò "forzati"...del genere picchiati dall'addestratore se si rifiutano di saltare un fosso o se non ascoltano il padrone...questo non capita a tutti,dipende sempre dal padrone e dal cavallo.
    E "rischia" di più un cavallo a essere montato da una persona "normale",inesperta che da un "cowboy" in un rodeo.
    Il discorso sui tori che dicevo io è diverso ed è off topic.
    Tornando ai cavalli io torno al discorso che ho fatto diverse volte qua sopra...cioè che se non vengono utilizzati dall'uomo scompaiono,scompariranno.E' brutto dire così,ma è la realtà.
    Avevo letto,x es,che in inghilterra alcune razze di cavalli da tiro stavano scomparendo...erano i cavalli che utilizzavano le fabbriche di birra,che con l'avvento delle macchine erano stati abbandonati perchè più costosi.
    Ebbene,l'intervento di queste stesse fabbriche...che avevano cominciato ad utilizzare questi cavalli(anche se solo per scopi pubblicitari,o con piccoli allevamenti,sempre a scopo pubblicitario) avevano in parte scongiurato questo pericolo.
    Ma senza andare lontano,guardiamo da noi,negli ultimi 40 anni sono scomparse decine e decine di razze di animali...vacche,cavalli,galline,ecc...perchè non vengono + "utilizzate"...l'unione europea(anche le singole regioni) stanno cercando di favorire l'allevamento di razze di animali in pericolo...ripeto,è brutto il pensare che se un animale non serve all'uomo,rischia di scomparire,ma è la realtà.
    Nel mio paese negli anni '40-'50 c'erano più di 2000 capi di bestiame tra vacche,cavalli,asini e muli.Adesso ci sono qualche centinaio di vacche (max 300) e un cavallo...
    Il bello dell'animalismo sfrenato tipo vegan o vegetariani è proprio che porterà alla scomparsa di gran parte degli animali e dell'abbandono di molta terra(che non si trasformerà in boschi e foreste...).
    L'unico rimedio sarebbe l'estinzione umana...ma questa salvo disgrazie catastrofiche è un'utopia.
    Saluti Padani

  7. #7
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    Originally posted by Wyatt Earp
    Beh,diciamo che tutti i cavalli che vengono "domati" per essere utilizzati da monta(anche da animalisti e vegetariani,ecc...scusate la precisione)...vengono sottoposti a molti trattamenti un pò "forzati"...del genere picchiati dall'addestratore se si rifiutano di saltare un fosso o se non ascoltano il padrone...questo non capita a tutti,dipende sempre dal padrone e dal cavallo.
    E "rischia" di più un cavallo a essere montato da una persona "normale",inesperta che da un "cowboy" in un rodeo.
    Il discorso sui tori che dicevo io è diverso ed è off topic.
    Tornando ai cavalli io torno al discorso che ho fatto diverse volte qua sopra...cioè che se non vengono utilizzati dall'uomo scompaiono,scompariranno.E' brutto dire così,ma è la realtà.
    Avevo letto,x es,che in inghilterra alcune razze di cavalli da tiro stavano scomparendo...erano i cavalli che utilizzavano le fabbriche di birra,che con l'avvento delle macchine erano stati abbandonati perchè più costosi.
    Ebbene,l'intervento di queste stesse fabbriche...che avevano cominciato ad utilizzare questi cavalli(anche se solo per scopi pubblicitari,o con piccoli allevamenti,sempre a scopo pubblicitario) avevano in parte scongiurato questo pericolo.
    Ma senza andare lontano,guardiamo da noi,negli ultimi 40 anni sono scomparse decine e decine di razze di animali...vacche,cavalli,galline,ecc...perchè non vengono + "utilizzate"...l'unione europea(anche le singole regioni) stanno cercando di favorire l'allevamento di razze di animali in pericolo...ripeto,è brutto il pensare che se un animale non serve all'uomo,rischia di scomparire,ma è la realtà.
    Nel mio paese negli anni '40-'50 c'erano più di 2000 capi di bestiame tra vacche,cavalli,asini e muli.Adesso ci sono qualche centinaio di vacche (max 300) e un cavallo...
    Il bello dell'animalismo sfrenato tipo vegan o vegetariani è proprio che porterà alla scomparsa di gran parte degli animali e dell'abbandono di molta terra(che non si trasformerà in boschi e foreste...).
    L'unico rimedio sarebbe l'estinzione umana...ma questa salvo disgrazie catastrofiche è un'utopia.
    Saluti Padani


    Quello che scrivi è in parte vero e condivisibile. Tra l'altro uno dei principi-cardine discussi al Summit di Rio di una decina d'anni fa, fu proprio quello sulla biodiversità, cioè la difesa dell'enorme varietà di specie viventi sulla Terra. Si tratta di evitare l'estinzione di specie, ma anche di valorizzare le specificità locali. Per esempio, contenere gli effetti della monocultura agricola dettata dai consumi di massa. Così assolutamente non credo che "il bello dell'animalismo sfrenato tipo vegan o vegetariani è proprio che porterà alla scomparsa di gran parte degli animali e dell'abbandono di molta terra(che non si trasformerà in boschi e foreste...)" come tu scrivi, sia uno degli imputati dell'impoverimento genetico. Credo invece piuttosto che si tratti di maggior resa, di maggior produttività in agricoltura appunto, come nell'allevamento Insomma, come al solito "di sempre più business", altro che vegan e vegetariani.

    Ciao
    Davide

  8. #8
    PADANIA LIBERA!
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    Tutti gli animali che oggi vengono allevati...per produzione di carne,latte,animali di compagnia...quelli utilizzati per l'agricoltura biologica scompariranno tutti...e i terreni che oggi vengono utilizzati per l'agricoltura perderanno di valore e potranno venire tranquillamente trasformati in cemento.
    Questo è quello che succede in tutti i nostri paesi e città.E più si abbandona l'agricoltura e più sarà così.
    Saluti Padani

  9. #9
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    a proposito di spettacoli con gli animali, non comprerò mai un biglietto del circo. Sono dei maledetto sfruttatori e usano molte punizioni corporali sugli animali per addestrarli!
    AZJumbo

 

 

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