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ROMA - "Ci sono purtroppo partiti senza democrazia, ma non c'è democrazia senza i partiti". Il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione, spiega così la festa del partito scudocrociato in programma a Fiuggi dal 4 al 7 settembre. E' la rivendicazione del ruolo dei partiti quando siano, sottolinea il presidente, "associazioni di uomini liberi al servizio del Paese". Nessuna democrazia plebiscitaria, ma autogoverno dei cittadini. Da qui, sottolinea il presidente, "la nostra attenzione, secondo la lezione di don Sturzo, verso le autonomie territoriali". Senza egoismi, però. Radicati nella realtà del territorio, eppure, dice, "aperti alle prospettive del mondo". E Buttiglione accenna ai grandi temi della pace e della globalizzazione: colmare il fossato Usa-Ue sfruttando il semestre di presidenza italiana e dare risposte vere alle sfide estere. Fa l'esempio della Cina: "O noi portiamo i salari al livello di quelli cinesi oppure investiamo in tecnologia come gli americani". La festa di Fiuggi sarà, conclude, un luogo di incontri e di confronti, sia pure in un clima gioioso, perché, dice, "la politica non dev'essere per forza noiosa". Festa dell'amicizia? Festa della libertà? E' la prima volta per l'Udc e il "nome", spiega il senatore Amedeo Ciccanti, organizzatore della quattro giorni, "lo decideranno con un referendum i militanti Udc presenti a Fiuggi". Ciccanti ha poi illustrato a grandi linee il programma soffermandosi in particolare sul servizio civile (“Migliaia di giovani lo scelgono a dimostrazione che i valori che rappresentiamo sono più vivi che mai”) e sul futuro dei piccoli Comuni (“Diamo rilievo all’impegno dei tanti sindaci dei Comuni con popolazione al di sotto dei 5.000 abitanti”). La festa, ha concluso, sarà anche uno strumento importante “per consolidare” il processo di unificazione delle tre forze che hanno dato vita all’Udc.
Giuseppe Spezzaferro
"la Discussione"




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