Tra le tante interpretazioni date alla sortita sconvolgente di Fini in merito al voto agli extra-comunitari, ne emerge una che chiama in causa i cattolici. Infatti sembra che Fini con questa mossa abbia voluto "approcciare" i cattolici, tranquilizzandoli sulla moderazione, modernità e apertura del suo partito. Tradotto in soldoni: Fini avrebbe tranquillizzato i cattolici proponendo il voto ai musulmani. E' evidente che qui siamo alla follia pura, dove ogni logica è saltata per aria, dove il cattolico, se si sente rassicurato da ciò, non ha più nemmeno la coscienza d'esser tale e nemmeno quella virtù chiamata prudenza che dovrebbe condurre a preferire una pacata omogeneità di valori (garantita nella circostanza da un'omogeneità "etnica")a un caotico accavallarsi pluralistico di fedi. Qui il discorso verte soprattutto sulla necessità della prudenza, di non sconfessare il valore dell'etnicità che altro non è se non il naturale sottofondo attraverso cui si perpetua la tradizione,la principale condizione d'esistenza di un corpo sociale, un "mezzo" ,cioè, rispetto al fine di non far naufragare le nostre comunità in un pericolosissimo incontro-scontro fra diverse fedi o culture, senza alcuna garanzia di quali saranno tra l'altro i futuri rapporti di forza. E allora qualcuno dica ai "cattolici" conciliari che i diritti politici non sono e non devono essere i diritti umani, i quali se già hanno schiuso scenari pericolosi per l'integrità della fede, figurarsi a quali conseguenze possono condurre se fagocitati anche dai settori teoricamente conservatori. Qui l'obiettivo è la società cosmopolita senz'anima, senza senso, senza destino, in balia di forze pericolose, e vorrei che lorsignori vescovi e cardinali "materialiter", mi spiegassero quale spazio può esistere in questo contesto per la regalità di Cristo, per la Fede e i costumi. Come già scritto altrove, la naturale conseguenza di questa politica sarà la riduzione della Fede cattolica alla sfera più intima. La nostra coscienza dovrà essere una catacomba, e lo spazio pubblico sarà destinato esclusivamente alla religione dell'Uomo nata sulla scia del liberalismo e dell'ecumenismo. Il mondo che ci aspetta sarà né più né meno che ateo,poichè privo di un oggetto di Fede INTEGRO e conscio quindi allo stesso tempo di ciò che include e di ciò che esclude, ed è a questo che la Chiesa stessa, con l'alibi della solidarietà e di un amore comunque spurio, vuole condurci.




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