



L’associazione promozione sociale CASA D’ITALIA PRATI è una Comunità di uomini e donne che da tempo vivono in condizioni di precarietà ed in emergenza abitativa.
Uomini e donne pronte a lottare per i propri diritti e anche doveri.
Per questo abbiamo occupato la scuola Valadier, stabile abbandonato da diversi anni, di proprietà della Siae
Per noi è vergognoso che interi palazzi vengano lasciati marcire mentre migliaia di romani vengono sfrattati, lasciati in mezzo alla strada o non ce la fanno più, causa caro-vita, a pagare un affitto o la rata del mutuo.
Noi siamo un esercito, l’esercito dei senza casa, famiglie gettate, da questo sistema, nel fango e nell’ultimo gradino della società, ma che, rifiutando pietismo, compassione e assistenzialismo, hanno deciso di contrattaccare, di occupare, di prendersi un tetto.
A via Valadier, ora, non ci sono solo case, tra l’altro rese vivibili ed agibili dal nostro lavoro e dalle nostre economie, ma associazioni sociali, laboratori, cineforum, corsi di preparazione e formazione lavorativa, palestra, sport, arte, cultura messe a disposizione di tutto il quartiere.
CASA D’ITALIA PRATI è il nostro sogno, la nostra occasione ed è per questo che vogliamo difenderla con ogni mezzo e chiediamo alle istituzioni di intervenire e regolarizzare la nostra posizione.
Così come hanno fatto con altre occupazioni.
Noi siamo pronti, come famiglie e comunità, ad ogni confronto ed ad ogni trattativa, magari iniziando a parlare della nostra proposta di legge in materia abitativa, quella del MUTUO SOCIALE.
O più semplicemente chiediamo senso di responsabilità da parte della Proprietà (Siae) e dalle Istituzioni, ad ogni livello territoriale, nel porre in essere il diritto all’abitare e nel porre in atto le politiche dell’emergenza abitativa così come stabilite nei regolamenti comunali e regionali.
Dal canto nostro noi siamo pronti a
regolarizzare la nostra situazione, accedendo a quegli strumenti normativi e finanziari predisposti dalle Istituzioni territoriali.
In particolare a quelli indicati nella Deliberazione Programmatica sulle Politiche Abitative del Comune di Roma n. 110/05, nel Piano Straordinario per il Lazio e in diverse Risoluzioni del Consiglio della Regione Lazio, soprattutto nei punti che stabiliscono la possibilità di acquisto sul mercato, di affitto con patto di futura vendita, di autorecupero di immobili, di cambi di destinazione d’uso, di riscatto a rateo solidale.
Gli inquilini di CASA D’ITALIA PRATI – Via Valadier 37


OCCUPAZIONE SCOPO ABITATIVO - PALAZZO S.I.A.E.VIA VALADIER, 37 – ROMAIstanza per la regolarizzazioneAlla cortese attenzionedel Presidente della S.I.A.E.Dr. Giorgio ASSUMMAdel Direttore Generale della S.I.A.E.Dr. Angelo DELLA VALLEdel Sindaco di RomaOn. Walter VELTRONI
del Delegato del Sindaco per l'Emergenza AbitativaDr. Nicola GALLOROal Prefetto di RomaDr. Carlo MOSCAal Questore di RomaDr. Marcello FULVIall’Assessore alle Politiche Abitative del Comune di RomaOn. Claudio MINELLIall’Assessore ai Lavori Pubblici e alle Politiche per la Casa della Regione LazioDr. Bruno ASTORRE
Il sottoscritto Giuliano Castellino, in qualità di presidente dell’Associazione Casa d’Italia Prati, con sede in Via Valadier n° 37 – Roma, espone alle SS.VV. quanto in seguito espresso.all’Assessore alle Politiche Sociali e per la Famiglia della Provincia di RomaOn. Claudio CECCHINIal Presidente del XVII municipioDott.ssa Antonella DE GIUSTI
A Roma il giorno 25 giugno 2007, coordinate dall’associazione OSA (Occupazioni Scopo Abitativo), un gruppo di famiglie in emergenza abitativa ha occupato uno stabile di proprietà della SIAE, in via Valadier 37.
L’emergenza abitativa a Roma conta 35.000 persone a reddito ERP; l’aspettativa per ottenere un appartamento di edilizia pubblica è di oltre 10 anni.
Da un lato acuiscono il problema le dismissioni del patrimonio pubblico, l’aumento degli sfratti per morosità dovuti alla diminuzione generale del reddito delle famiglie, l’aumento dei canoni locativi, le speculazioni edilizie, la crescita esponenziale dei valori immobiliari e conseguentemente degli affitti, la progressiva scomparsa delle case degli enti previdenziali destinate all’affitto.
Ad aggravare la situazione, si aggiungono poi continue cessioni illecite di alloggi dietro compenso e occupazioni abusive costantemente sanate a scapito di chi, invece, possiede pieni titoli per accedere a una casa ERP.
Uno schiaffo, un meccanismo perverso che indurrebbe chiunque a insistere sulle occupazioni di fatto. Uno stato delle cose preoccupante e pericoloso, ben chiaro all’Amministrazione Comunale e agli Enti pubblici coinvolti.
Qualche manovra correttiva è stata tentata, ma con risultati inefficaci come ammettono, nella Deliberazione del Consiglio Comunale di Roma n. 110/05, lo stesso Ente pubblico.
I buoni proponimenti e i calcoli ottimistici espressi in un “a venire” piano quinquennale del Comune non rassicurano. E angoscia una tardiva quanto insignificante “tolleranza zero” verso le occupazioni abusive di alloggi popolari: quasi uno sgombro al giorno, di contro alle migliaia di occupazioni abusive che, proprio in questo periodo, stanno per essere sanate.
Per questi motivi abbiamo occupato a Roma il palazzo SIAE di via Valadier 37, abbandonato alla fatiscenza da 4 anni,.
Ora, è stato parzialmente restaurato dando alloggio a 27 nuclei familiari - composti da 64 inquilini, tra cui 18 minori e 4 invalidi - senza dimora o sotto procedura di sfratto.
Sono inoltre state avviate delle attività artigianali, ricreative, sportive e sociali in grado di offrire spazi e opportunità di partecipazione alla città e al quartiere.
È nato un laboratorio di abbigliamento artigianale, ha preso vita un centro di raccolta libri di studio da destinare alle biblioteche delle carceri e ai paesi svantaggiati; stanno nascendo una palestra, un cineforum e un laboratorio artistico. E’ stata data infine ospitalità all’associazione “Anni Verdi”, che opera nel volontariato a supporto dei bambini autistici.
La decisione di compiere questo atto per l’ottenimento di quello che è un diritto calpestato e ampiamente riconosciuto – il diritto all’abitare (art. 25 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo; art. 34 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea; art. 2 e 3 della Costituzione; sentenza 35580/07 Corte di Cassazione) - è stata presa con ponderazione e tenuto conto della impossibilità oggettiva, pur rientrando ampiamente nei suoi parametri, di ottenere un alloggio ERP.
Paghiamo già alla proprietà i consumi elettrici ed energetici. Ora, vogliamo pagare anche le case e gli spazi che abbiamo ricavato. Siamo consapevoli di vivere in un palazzo d’importanza storica e architettonica. La nostra azione è stata pertanto fatta e si sviluppa con convinzione, fermezza e senso di responsabilità.
che almeno altrettanto senso di responsabilità venga mostrato dalla Proprietà e dalle Istituzioni ad ogni livello territoriale nel porre in essere il diritto all’abitare e nel porre in atto le politiche dell’emergenza abitativa così come stabilite nei regolamenti comunali e regionali.Chiediamo
di regolarizzare la nostra situazione accedendo a quegli strumenti normativi e finanziari predisposti dalle Istituzioni territoriali.Ci proponiamo
In particolare a quelli indicati nella Deliberazione Programmatica sulle Politiche Abitative del Comune di Roma n. 110/05, nel Piano Straordinario per il Lazio e in diverse Risoluzioni del Consiglio della Regione Lazio, soprattutto nei punti che stabiliscono la possibilità di acquisto sul mercato, di affitto con patto di futura vendita, di autorecupero di immobili, di cambi di destinazione d’uso, di riscatto a rateo solidale.
infine di poter essere ascoltati dai tutti i soggetti istituzionali, politici e sociali coinvolti nelle politiche dell’emergenza abitativa al fine di sensibilizzare la Pubblica Amministrazione sulla gravità del problema e ottenere una soluzione corretta e, soprattutto, possibile per regolarizzare la nostra attuale condizione.Auspichiamo


a RINASCITA NAPOLETANA e SALA MACCHINE RIETI....
Napoli, lì 7 dicembre 2007
Casa d’Italia Prati
Via Valdur 37 – ROMA
Giuliano Castellino - Presidente Casa d’Italia Prati
Nicola Trisciuoglio Coordinatore di RINASCITA NAPOLETANA saluta e plaude a
CASA d’ ITALIA PRATI esempio fulgido e vivido di militanza per il popolo.
Nel degrado istituzionale traditore dei valori della tradizione le
“occupazioni scopo abitativo” e Casa d’Italia Prati sono esempi di atti
concretamente ed autenticamente rivoluzionari.
Casa d’Italia Prati e già Casa Pound sono come le Torri di Gondor e di Rohan
fuochi nella nebbia in un mondo di rovine.
La battaglia napoletana di affermare - anche giudiziariamente - il principio
generale che l’affitto costituisce titolo d’acquisto una volta rimborsato il
capitale, vuole provvedere a fornire in proprietà la casa alle famiglie di
lavoratori di ogni categoria, ed è atto di rivolta contro “il sistema” …
speculare alla Vostra battaglia.
Nella speranza che vuole essere certezza di una futura collaborazione dei
movimenti ci uniamo idealmente a Voi in questo giorno autenticamente
rivoluzionario.
Viva il Fascismo … Viva l’Italia
(Avv. Nicola Trisciuoglio)
ave giuliano!
stasera la ciurma della sala macchine Teseo Tesei non potrà essere presente fisicamente all'innaugurazione di Casa D'Italia Prati perchè impegnati sulla nostra barricata, ma saremo con voi e con il vostro slancio edificatore pronti a sostenere sempre chi nel proprio quartiere o nella propria città erigge nuovi avanposti da difendere ma soprattutto da vivere giorno dopo giorno tutti i giorni e per mille anni ancora!!!!Si tutti i giorni disciplina interiore, goliardia, forza creatrice, esempio per il nostro popolo!
SOLIDARIETA' A COSA D'ITALIA PRATI DALLA CIURMA REATINA, ARREMBA SEMPRE!!!


Luca Gramazio e Alessandro Cochi, consiglieri comunali di An di Roma,
nonchè nostri amici, che il 7 dicembre sono intervenuti alla festa....
e si sono messi subito in moto per difendere il palazzo.
Un grazie anche anche segretario romano di AG, ieri presente, con una delegazione a CASA D'ITALIA PRATI...
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all'On Aracri (cons. Regionale di An nel Lazio),
che forte e chiaro si è schierato con noi.
Grande Francesco... uomo vero e dalle palle di ferro!
COORDINAMENTO REGIONALE LAZIO
Att. Sig. Giuliano Castellino
Roma 07.12.2007
Caro Giuliano,
non posso partecipare alla vostra iniziativa di oggi pomeriggio, perché impegnato in un’altra manifestazione in quel di Marino.
Ti esprimo la mia più totale solidarietà e vicinanza, che, ti prego di estendere a tutti gli amici che con te hanno dato vita a questa importante esperienza.
Un caro saluto
Francesco Aracri
E DOPO I SALUTI DI RITO... L'ATTACCO! GRANDE!
Risposta all'avvocato della Siae che aveva intimato i politici di sostenere CdIP...
COORDINAMENTO REGIONALE LAZIO
Att. Avv. Maurizio Mendel
Roma 07.12.2007
Gentile avvocato,
ho ricevuto la Sua nota, con la quale tra l’altro mi segnala che in caso di mia partecipazione all’iniziativa promossa dagli amici di Casa Pound, potrei essere oggetto di denuncia, da parte vostra, per concorso all’occupazione dell’immobile di via Valadier.
Mi sottolinea inoltre, che detta vostra posizione, è basata sul fatto che Lei deve difendere i diritti di 80.000 autori ed editori, e che sempre in forza di ciò, reclamerete il risarcimento dei gravissimi danni subiti o subenti.
Faccio presente a Lei e agli 80.000 autori ed editori, che detto immobile, è stato lasciato vuoto e inutilizzato per svariati anni, ciò è dimostrato anche dall’indicibile stato di degrado e fatiscenza nel quale è stato trovato.
La documentazione fotografica di detto incredibile abbandono è a disposizione Sua e dei vostri associati, che potrebbero anche domandarsi, come si sia potuta determinare e precipitare negli anni una situazione del genere.
Le faccio presente, che numerose ed insistenti voci, riportavano che questo immobile, ribadisco dopo anni di abbandono, era diventato improvvisamente interessante per qualche immobiliarista.
Lei potrà dirmi, che sono solo voci e magari prive di ogni fondamento, ma un antico adagio recita “ vox popoli vox dei”.
Le faccio presente che l’immobile, nelle sue parti interne, è stato rimesso a posto e ripristinato, sottraendolo al colpevole stato di degrado un cui era stato lasciato andare.
Trovo quanto meno bizzarro tutelare, come Lei afferma, un immobile condannandolo al degrado, ma, ed anche qui sottopongo alla sua attenzione un altro antico proverbio,”a pensar male si fa peccato ma a volte….”.
Fatta chiarezza, sul fatto che nulla è stato danneggiato, anzi, mi permetto di significarle che l’associazione OSA ha comunicato a tutti gli enti interessati che intendeva regolarizzare la posizione, ivi compreso il pagamento delle varie utenze.
L’associazione OSA, contrariamente ad altri organismi tutelati e coccolati dall’amministrazione capitolina non ruba luce, acqua e quantaltro.
I centri gestiti dall’OSA non sono luoghi di degrado sociale e depravazione morale o supermarket della droga, ne tantomeno, sono luoghi da dove partono molestie e violenze varie in danno dei cittadini romani.
Le faccio presente che, anche qui diversamente da altri, l’associazione OSA ha prontamente e correttamente comunicato a tutti, SIAE compresa, la volontà di regolarizzare la propria posizione in ordine alla gestione dell’immobile, sottolineando tra l’altro, che nell’immobile di via Valadier non ci sarebbero stati personaggi dalle discutibili abitudini e costumanze, bensì ci sarebbero stati 27 nuclei familiari, composti da 64 inquilini, tra cui 18 minori e 4 diversamente abili, tutti cittadini italiani senza dimora o sotto procedura di sfratto.
Accanto a ciò si sarebbero avviate attività artigianali, sportive e sociali.
Contemporaneamente l’OSA ha chiesto agli enti interessati la regolarizzazione della propria posizione, in base all’applicazione di tutti quei strumenti normativi e finanziari predisposti dalle istituzioni territoriali, in particolare a quelli indicati nella deliberazione programmatica sulle politiche abitative del Comune di Roma n° 110/05, nel piano straordinario per il Lazio, e nelle diverse risoluzioni del Consiglio Regionale del Lazio, soprattutto nei punti che stabiliscono la possibilità di acquisto sul mercato, di affitto compatto di futura rendita, di auto recupero di immobili, di cambi di destinazione d’uso di riscatto a rateo solidale.
Se a fronte di una iniziativa, meritoria sotto il profilo sociale e della solidarietà, in una città come Roma che, vive la più grande emergenza abitativa degli ultimi anni, che, vede oltre 35.000 persone a reddito ERP, si immagina che la risposta degli enti e delle istituzioni sia quella degli assordanti silenzi, e/o delle minacce più o meno velate oppure il porre in essere “politiche” che porgono al centro non l’interesse dei cittadini, ma solo speculazioni immobiliar-finanziarie a favore dei soliti noti, ebbene se questo è, ognuno farà le proprie scelte. Sicuramente noi abbiamo fatto la nostra e la difenderemo fino in fondo.
Il Coordinatore Regionale del Lazio
Francesco Aracri
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La società rivuole indietro lo stabile di via Valadier, di cui ha preso possesso l´associazione Osa, legata a Fiamma Tricolore
Siae, a Prati l´archivio italiano del ´900
Valeria Forgnone
Un patrimonio musicale, letterario, cine e tv. Ma il palazzo è occupato
Non trova pace il palazzo di via Valadier 37. Dal 1882 di proprietà della Siae, è stato un istituto tecnico per geometri fino al 2001. Poi la chiusura, per cinque anni. La novità arriva lo scorso 25 giugno, quando l´associazione Osa (occupazione a scopo abitativo) che fa riferimento a Fiamma Tricolore, se ne impossessa abusivamente. Le aule diventano appartamenti e da quel momento l´edificio si chiama "Casa d´Italia Prati". Ma la Siae, che ha già avviato le pratiche legali per lo sgombero, ha un progetto: rendere quel palazzo storico un grande archivio del Novecento italiano. Una raccolta di opere letterarie, teatrali, televisive, cinematografiche e musicali. Ma gli occupanti promettono «una lotta che avverrà con tutte le forze e con tutti i mezzi affinché la nostra voce venga ascoltata».
«Dall´inizio del 2007 - spiega il presidente della Siae, Giorgio Assumma - abbiamo avviato la raccolta del materiale in nostro possesso. Vogliamo allestire in quel palazzo il più grande centro didattico e culturale per metterlo a disposizione di studenti e professori. Organizzeremo seminari, corsi di aggiornamento e perfezionamento». Giusto qualche numero per comprendere il patrimonio Siae: 3 milioni di opere musicali, 150mila cinematografiche e l´intero repertorio di 3mila scrittori, pittori e scultori. Oltre al diario personale di Ettore Petrolini, il testo originale di Liolà di Luigi Pirandello e le lettere di Eleonora Duse e di Vittorio Alfieri.
Ma c´è di più. «La Siae - continua Assumma - come ente pubblico, gestisce ed elargisce i sussidi di sopravvivenza per gli editori e autori in difficoltà. Da quando lo stabile di via Valadier è stato occupato noi abbiamo perso questa garanzia». E ci tiene a precisare: «L´edificio non è mai stato abbandonato. Nel 2001 è scaduto il contratto di locazione con la scuola professionale. Così è stato chiuso, ma le utenze sono sempre state pagate. Capiamo bene il lato umano e la drammatica situazione degli occupanti, ma non può essere la Siae a provvedere».
Gli ottanta occupanti di "Casa d´Italia Prati" non hanno intenzione di cedere. Hanno fatto dei lavori e creato molte attività interne allo stabile (laboratorio artistico, cineforum, palestra di pugilato). «Questo stabile è rimasto abbandonato per cinque anni - dice Giuliano Castellino, responsabile di Casa d´Italia Prati - grazie al nostro intervento è stato riqualificato. Quando lo abbiamo occupato sapevamo delle difficoltà a cui andavamo incontro. Vogliamo solo essere ascoltati: chiediamo che la nostra posizione venga regolarizzata. Siamo disposti ad aprire un tavolo di trattative con la Siae, trovare un accordo. Non si può snaturare la vita delle 27 famiglie che vivono in questo palazzo».






Forse il dott.Assuma non è mai entrato nello stabile prima che lo occupassimo, altrimenti avrebbe visto i soffitti caduti, le finestre sventrate e lasciate aperte con le ovvie conseguenze sui pavimenti...O gli infissi di legno bruciati dalle intemperie che erano pericolanti...E si informasse meglio con la sua amministrazione sui pagamenti delle bollette...Stia tranquillo dott. Assuma: da lì ce ne andremo solo 'sugli scudi'.