Una risoluzione votata a Strasburgo invita i Paesi dell'Ue a considerare "l'effettiva legittimità del protrarsi della detenzione dei detenuti". Emendamento speciale per l'ex leader di Lotta Continua.


STRASBURGO - Mentre in Italia il dibattito sulla concessione della grazia ad Adriano Sofri continua a far discutere e a dividere le istituzioni, gli europarlamentari riuniti a Strasburgo hanno approvato oggi una risoluzione che invita gli Stati membri a considerare “l’effettiva legittimità del protrarsi della detenzione dei detenuti” e cita espressamente il caso Sofri.

Il documento potrebbe essere presentato al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e al ministro della Giustizia Roberto Castelli nel tentativo di ottenere l’estinzione della pena per l’ex leader di Lotta Continua, attorno al quale si sono stretti intellettuali e rappresentanti delle istituzioni.

La risoluzione approvata dal Parlamento europeo riguardava la situazione dei diritti fondamentali nell’Unione europea nel 2002 e ha ottenuto 221voti a favore e 195 contrari. L’emendamento Sofri – come è ormai già stato denominato – ha avuto 409 voti favorevoli e 52 contrari e incita i Paesi europei a considerare la condizione in cui versano numerosi detenuti in Stati come l’Italia, il Portogallo, il Belgio e la Francia: “Anche in base ai principi di legalità, di democrazia e rispetto dello Stato di diritto comuni a tutti i Paesi membri e fondamento dell'Ue debba essere maggiormente monitorata e considerata dalle autorità nazionali competenti l'effettiva legittimità del protrarsi della detenzione dei detenuti il cui vissuto carcerario e la cui attività civile e sociale, successiva al compimento dei reati loro ascritti dimostrino compiuta la funzione della detenzione quale strumento di recupero e di positiva reintegrazione sociale". "Particolarmente eloquente - rileva l'emendamento - è il caso italiano di Adriano Sofri, cosi come è stato ed è riconosciuto da massime autorità dello stato, dalla maggioranza assoluta dei parlamentari e dai più autorevoli organi di stampa di opposte tendenze, nonché da ambienti e personalità autorevoli a livello europeo".

Il voto è stato accolto con soddisfazione dalla presidente della delegazione Ds Pasqualina Napoletano, che ha esortato il governo italiano ed in particolare il suo presidente Silvio Berlusconi a fare un passo nei confronti del ministro della giustizia, il guardasigilli Castelli, perché si risolva ad istruire il procedimento secondo quanto previsto dalla Costituzione italiana".

(4 SETTEMBRE 2003; ORE 14.30)