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    Predefinito Chi paga gli Antiglobal?

    di Maurizio Blondet

    I "no global" combattono la globalizzazione con i soldi dei capitalisti. Ricevono denaro da ricchissimi finanzieri e da fondazioni ultramiliardarie. Perché gli uni e gli altri perseguono un fine comune: distruggere gli Stati sovrani.

    L'attivismo no-global costa. Decine di migliaia di militanti si spostano nel mondo per partecipare alle manifestazioni contro il liberismo globale: Seattle, Washington, Porto Alegre, Genova… A Genova, nel luglio 2001, il "Genoa Social Forum" di Agnoletto è riuscito a radunare oltre 700 associazioni e sigle (Centri sociali, Organizzazioni non governative, Arci, gruppi cattolici) e 300 mila persone. Alloggiate e mantenute per una settimana, fra concerti, conferenze, ospiti d'onore invitati dall'estero. Da dove vengono i soldi?

    Il mistero è stato in parte svelato da un articolo apparso sul Wall Street Journal (il quotidiano finanziario di New York) il 13 agosto 2001. Qui, ci si spiega che il Genoa Social Forum è ricalcato sul modello di un International Global Forum, che ha sede a San Francisco. Questo "è generosamente finanziato dalla Foundation for Deep Ecology", una fondazione "culturale" creata dal miliardario Douglas Tompkins, e dotata di 150 milioni di dollari (320 miliardi di lire). Tompkins è il padrone della Esprit Clothing Co., una multinazionale dell'abbigliamento giovanile. Grazie a questi fondi, l'International Global Forum, scrive il Journal, "funziona come una finanziaria che fornisce i capitali iniziali per il lancio di gruppi antiglobal in tutto il mondo".

    Altro denaro arriva dai sindacati. Precisamente, dai "fondi di solidarietà" che molte organizzazioni sindacali hanno creato, inizialmente, per l'aiuto economico ai lavoratori in caso di scioperi prolungati. Ora, parte di questi fondi finisce ai movimenti antiglobal. Ma mobilita miliardi per la "causa" anche la cosiddetta "Sinistra al caviale" (Gauche-Caviar) francese, i gruppi radical-chic che fanno capo a Danielle Mitterrand (la vedova del presidente socialista), grande protettrice dei movimenti secessionisti "rossi" - dall'ETA basca agli zapatisti del Chiapas - e il cui organo è il mensile Le Monde Diplomatique (pubblicato in Italia dal Manifesto). Il direttore del mensile, Bernard Cassens, è uno dei capi di ATTAC, il più importante movimento antiglobal francese.

    Però l'apporto sostanziale viene da alcuni grandi capitalisti e finanzieri. Oltre a Tompkins di Esprit, va citato Theodore (Teddy) Goldsmith: ebreo anglo-francese, speculatore mondiale in metalli preziosi, ha fondato The Ecologist, la rivista dell'ecologismo estremo cui sono affiliati intere reti mondiali di gruppi ecologisti, dal WWF (fondato da Filippo di Edimburgo, marito della regina britannica) a Greenpeace e alle reti neo-anarchiche. Il figlio di Teddy, Zac Goldsmith, dirige la rivista ed è anche il leader del gruppo anarchico "Reclaim the Street" (Riprendiamoci la strada), contiguo ai Black Bloc e attore tra i più violenti delle manifestazioni. A luglio, mentre a Genova si svolgevano gli scontri attorno al G8, Teddy Goldsmith osservava la situazione dalla sua splendida villa di Siena.

    Un altro miliardario finanziatore è George Soros, l'ebreo ungherese-american divenuto famoso per le sue speculazioni contro la lira. Soros finanzia decine di "fondazioni" come il Lindesmith Center (che promuove la liberalizzazione delle droghe e l'eutanasia) e l'Human Right Watch, un ente che veglia contro il "risorgere del nazionalismo dell'Est europeo", ed ha lo status di ONG: bell'esempio di come certe organizzazioni non-governative "nate spontaneamente dal basso" siano in realtà creazioni di altissimi finanziatori. È importante capire che tutte queste potenze sono collegate fra loro, e con alcuni dei più discutibili movimenti "rivoluzionari". Al principio del 2001, in Messico, il capo del cosiddetto "esercito zapatista" del Chiapas, il celebre Subcomandante Marcos, intraprese coi suoi fidi una marcia "pacifica" su Città del Messico. Ad aspettarlo c'erano tutti: da Danielle Mitterrand al nostro Fausto Bertinotti; il Lindesmith Center di Soros diffuse allora un volumetto dove gli zapatisti erano presentati come "campioni dei diritti umani". Il World Social Forum (finanziato dal miliardario Tompkins) invitò Marcos al suo prossimo convegno. I servizi segreti canadesi hanno segnalato in quell'occasione che la guardia del corpo personale del Subcomandante non era formata da poveri contadini del Chiapas, bensì da "anarchici francesi e italiani", ossia gli stessi che partecipano ai disordini antiglobal a Genova, Seattle, Washington. Ma perché miliardari, finanzieri globali spesso a capo di multinazionali promuovono gli anti-global anticapitalisti? C'è una sottile affinità ideologica che unisce gli uni agli altri. Nel '94, va ricordato, Teddy Goldsmith e suo fratello James (ora defunto, uno dei dodici uomini più ricchi del mondo) lanciarono un progetto chiamato "Eurotopia": lo smembramento degli Stati d'Europa in 75 "macro-regioni" senza sovranità. La grande finanza globale, è noto, considera nemici gli Stati sovrani, perché coi loro confini e leggi porrebbero ostacoli alla "libera circolazione di merci uomini e capitali", ossia alla globalizzazione compiuta. Sono, non vi stupirà, le stesse idee espresse da Toni Negri (l'ex cattivo maestro, arrestato per terrorismo) nel suo ultimo saggio, Empire: "Lo Stato nazionale è sempre stato un nemico" per noi, dice Negri, perché "integra i lavoratori", potenzialmente rivoltosi, nella cittadinanza, dove esercitano diritti e doveri. Questo non piace a Negri, perché toglie forza all'insurrezione permanente. "L'impero globale è il benvenuto", perché riduce i cittadini a "moltitudini", nuovo proletariato planetario. Non a caso, il libro di Negri è stato entusiasticamente recensito sia da Monde Diplomatique, dal New York Times (il giornale della finanza ebraica americana) e dal Corriere della Sera.

    Da non perdere - "Perché una folla indistinta e vociante, eterogenea e rissosa, si addensa in giro per il mondo protestando contro la globalizzazione? Chi sono coloro che, abbigliati in tute bianche o in tute nere, manifestano non di rado con violenza contro le strategie internazionali dei potentati economici, senza tuttavia esibire alcun riconoscibile progetto alternativo? Che cos'hanno in comune i settecento diversi gruppi e sigle che nel luglio 2001 si accalcavano per le strade di Genova e, prima ancora in quelle di Seattle, di Quebec, di Praga? Da dove vengono, quale cultura li ha generati? […] Maurizio Blondet spiega come e perché siano sorti, contemporanei e complici, la nuova burocrazia planetaria e il nuovo indomabile Quinto Stato: due caste contrapposte negli scopi, ma apparentate dallo sprezzo per la civiltà democratica e dalla capacità di mobilitazione. L'una vuole il controllo globale, l'altra, propriamente, non vuole, perché non è capace di intendere e di volere (ed è per questo che il supercapitalismo l'apprezza come il migliore degli antagonisti). La battaglia è cominciata e già divampa. Ma non è questione di Talebani o di Black Bloc. In gioco è l'intera dinamica educativa delle nuove generazioni".

    (Maurizio Blondet, No Global. La formidabile crescita dell'antagonismo anarchico, Edizioni Ares 2002, IV di copertina)

    Il Timone n. 19 - Maggio/Giugno 2002
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    La massoneria governa l'Europa


    Francia, il Gran Maestro alza il velo sui retroscena della potente lobby



    Mauro Bottarelli



    Di dubbi ne avevamo veramente pochi, ora anche quei residui scrupoli culturali che restavano sono stati spazzati via. La massoneria non solo esiste ed è attivissima, ma non fa nemmeno più mistero del potere di intervento di cui gode nell'ambito politico internazionale.

    A confermare tutto, alla faccia di chi vede nella lotta alla massoneria soltanto l'esercizio di stile un po' paranoico di estremisti o amanti del complottismo, ci ha pensato Alain Bauer, grande maestro del Grande Oriente di Francia (GODF), in una lunga intervista pubblicata sul numero del 12 dicembre scorso del settimanale Le Nouvel Observateur. Il lungo botta e risposta, una sorta di manifesto per la massoneria in epoca di globalizzazione, non lasciava spazio agli interrogativi nemmeno nel titolo scelto: "Ecco chi siamo veramente". [...]

    E vediamolo, quindi, chi sono e cosa vogliono questi attivissimi grembiulini francesi. Dopo aver definito Chirac "un uomo piuttosto filo-massone, nonostante mantenga tutte le contraddizioni dell'individuo", Bauer getta la maschera e svela gli ultimi interventi di cui la massoneria si è resa protagonista in ambito politico internazionale. Alla domanda su come velutasse la nuova Europa e la nascita della Costituzione europea [ma chi gliel'ha mai chiesta? - Nota], Bauer risponde candidamente: "Se all'interno dei testi riguardanti l'Unione europea non si pone più la questione di introdurre il concetto di eredità cristiana questo non è un caso, poiché i massoni fanno quel che c'è da fare. La massoneria ha per vocazione la tendenza ad intervenire su un certo numero di argomenti: ecco la nostra posizione, voi fate come volete ma questa è la nostra posizione! Anche in bioetica è così: noi siamo per la libertà assoluta per la ricerca scientifica, contro tutti i divieti morali".

    Ecco dunque l'ammissione della presenza, in sede di politica comunitaria, di un potente lobby massonica in grado di influenzare ad altissimo livello le decisioni degli organismi di vigilanza e di indirizzo. A Bruxelles comandano i grembiulini, a quanto sembra con buona pace di Prodi e di tutti gli eurocrati intenti a gonfiare il petto di fronte alla grandezza e all'autonomia del progetto europeo.

    Bauer prosegue mettendo in evidenza che "le riflessioni della loggia sono determinanti sulle decisioni politiche" e lanciando un altro segnale di chiarezza cristallina. "La massoneria è favorevole all'ingresso della Turchia nell'Unione Europea anche perché la massoneria considera da sempre la Turchia come Europa": l'intervista è stata pubblicata il 12 dicembre, quindi prima del vertice di Copenaghen e dello slittamento al 2004 dell'avvio dei colloqui con Ankara, ma ugualmente appare inquietante come i poteri occulti avessero già deciso il loro piano d'azione. Prepariamoci, quindi, a qualche colpo di coda da qui al maggio 2004.

    Il lungo testo pubblicato dall'Observateur è un pozzo di conoscenza: si scopre, ad esempio, che "molte associazione che lottano contro la globalizzazione come Attac (gli amici d'Oltralpe di Casarini e soci) o la Confédération paysanne di José Bovè vedono al loro interno molti nostri fratelli": giudicate voi, se ancora avevate dei dubbi, la bontà della spirito anti-mondialista del cosiddetto "movimento dei movimenti". Di più: "Bernard Cassen (fondatore e leader di Attac) è regolarmente invitato dalle logge del Grande Oriente, da noi è sempre il benvenuto. Molti nostri fratelli stanno con José Bové: certamente non per smontare i Mc Donald's!". Servi dei poteri forti e dei massoni, altro che rivoluzionari: burattini di cui il potere si serve per creare paura nella gente - spingendola inconsciamente a ritenere la globalizzazione il male minore - e contemporaneamente agenti di legittimazione democratica del modello di sviluppo imposto da grembiulini e banchieri. L'esistenza dei no-global, il loro poter sfilare e parlare (oltre che distruggere e saccheggiare), dimostra infatti al circo mediatico come l'attuale assetto politico sia foriero di tutele democratiche e di rappresentanza per tutti.

    I grembiulini stanno costruendo sopra le nostre teste un continente a misura di massone: laicismo estremizzato volto a svuotare d'ogni senso morale la persona, distruzione di qualsiasi eredità religiosa, libertà di ricerca finalizzata alla creazione artificiale della vita umana, derubricazione di ogni sovranità popolare in nome di un mondo governato dagli "illuminati". Il tutto con la complicità appassionata dei "no global".
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Maurizio Blondet (giornalista di Avvenire) ha riportato nel suo ultimo libro "No Global" (ed. Ares) una interessante analisi “……Nella categoria chiamata gioventù, questa attitudine denuncia l’aggravarsi di un male che un altro filosofo, Ortega y Gasset, indicò come invasione verticale dei barbari.

    I barbari di cui parlava sono i giovani. Negli Stati moderni ben strutturati in una “forma”, i barbari – almeno prima della globalizzazione – non venivano dall’esterno, dalle steppe oltre confine. Non avvengono più da gran tempo (anche se le cose stanno cambiando) invasioni “orizzontali” di barbari. Tuttavia, anche le società “formate” subiscono di continuo un’invasione barbarica da dentro. Ogni generazione nuova è questa invasione “verticale”; i nostri figli sono barbari nelle culle e la società deve compiere uno sforzo continuo per civilizzarli, adeguarli ai suoi usi, alle sue leggi, alla sua “forma”. L’educazione era questo: insegnare ai giovani la civiltà. E non era compito esclusivo dell’istituzione scolastica: la trasmissione delle esperienze dei padri, della cultura elaborata dalle generazioni precedenti, degli errori corretti, delle fatiche nella ricerca della verità e della giustizia sostenute dagli avi e divenute idee, patrimonio intellettuale e morale, saggezza acquisita: tutto ciò era appunto la tradizione. Traditio, ossia “consegna” alle giovani generazioni di ciò che avevano appreso (a loro spese, e spesso col loro sangue) le vecchie. Tradizione era il processo con cui la società civilizzava i suoi barbari verticali.

    Il nostro tempo ha tragicamente interrotto questo continuo, molecolare, quotidiano processo civilizzatore. E non per caso, ma per programma: la cultura corrente si vuole “progressista”, e perciò rifiuta di trasmettere la tradizione. Essere “progressista”, nella cultura corrente, significa deliberatamente questo: essere “trasgressiva” rispetto al patrimonio e alla saggezza del passato, spregiare la tradizione come un peso inutile nello slancio verso il futuro; e dissiparla totalmente.

    Ma così la società trasgressiva lascia crescere i giovani, i barbari tra noi, senza civilizzarli. E i barbari diventano adulti non civilizzati, acquistano forza e potere, senza conoscere i moventi profondi della civiltà; ogni nuova generazione deve ripartire da zero, riscoprire a sue spese (e a prezzo di sangue) il patrimonio di saggezza che le avrebbe risparmiato la fatica e il sangue. Questo ripartire da zero, questo ripetere gli stessi errori e rifare le stesse esperienze sulla propria carne generazione dopo generazione, è il contrario del progresso. Si può dire che il “progressismo” ha avuto questo esito: di non trasmettere più il progresso…” (opera citata, pag. 78/79)

    Effettivamente nella nostra epoca i genitori cristiani, fatte salve le solite eccezioni, hanno abdicato al loro compito di principali educatori dei figli ed hanno delegato tale ruolo esclusivamente ai catechisti, alla scuola e soprattutto a "mamma tv". Sedotti dalle teorie del mondo anticristiane che ammorbano la nostra società ateizzata e paganizzata, e per paura di non essere "moderni", hanno preferito lasciar crescere i figli come moderni selvaggi nella giungla tecnologica. Normalmente i genitori, oberati da numerosi impegni progettati da una "mente occulta" per tenerli lontani dalla famiglia, preferiscono evitare le discussioni generazionali e, per non andare contro corrente, affidano i figli all'educazione del mondo. Mentre la Parola di Dio prescrive l'insegnamento familiare generazionale degli insegnamenti eterni del Signore “Ascolta, figlio mio, l'istruzione di tuo padre e non disprezzare l'insegnamento di tua madre, perché saranno una corona graziosa sul tuo capo e monili per il tuo collo. Figlio mio, se i peccatori ti vogliono traviare, non acconsentire!” (Pr. 1,8), la situazione attuale ha "imposto" l'accantonamento della Bibbia. Di conseguenza la nostra società sta allevando giovani (e futuri genitori) senza alcun ancoraggio alla tradizione, aperti a tutte le idee di libertà. Quindi lo spinello libero, le perversioni sessuali, la pedofilia, la sopraffazione, il consumismo sessuale, la musica satanica ecc. sono i nuovi idoli che hanno sostituito Dio. Ovviamente l'estesa assenza del ruolo educativo dei genitori crea maggiori difficoltà anche a quanti si sforzano di assolvere il loro compito evangelico. Il "così fan tutti" è diventata la pronta risposta di molti giovani affascinati dalle sirene del mondo. Di conseguenza, la frase profetica "Dio dice" è stata sostituita dal "così fan tutti", anche se quest'ultima espressione non gioverà come giustificativo nel giorno del giustizio in quanto "Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho annunziato lo condannerà nell'ultimo giorno" (Gv. 12,48)

    L'oggettività morale (cfr. Veritatis Splendor, Giovanni Paolo II) è stata sostituita, anche in casa cattolica, dal relativismo etico e, di conseguenza, al cristianesimo è subentrato il fai da te.

    Come condimento di tale amalgama si stanno aggiungendo con progressione preoccupante gli omicidi generazionali (figli che uccidono i genitori e viceversa). Se esaminiamo con attenzione i numerosi messaggi che la Madonna sta regalando al mondo da Medjugorje troviamo più volte l'appello alla lettura in famiglia della Bibbia. E' chiara, quindi, la riconferma dell'essenzialità dell'educazione familiare della Parola di Dio che non dev'essere delegata ad altri, ma assolta come primario compito dei genitori. L'inosservanza di questo importantissimo messaggio spalanca le porte ad una società sempre più allo sbando morale, nella quale i valori divini si sono capovolti. L'illecito diventa quindi lecito e viceversa, la libertà viene confusa con il permissivismo, l'ordine con l'anarchia, il matrimonio con le convivenze, il pudore con l’impudicizia; il servizio al prossimo viene sostituito dall'interesse personale (tangentopoli docet), l'assistenza dall'assistenzialismo, la predicazione dalla resa incondizionata nei confronti di quanto è opposto a Cristo (es. la richiesta di eliminare il Crocifisso) ecc.

    Purtroppo quanto affermato dallo Spirito Santo è di fresca attualità "Poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che è benedetto nei secoli. Amen. Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s'addiceva al loro traviamento. E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d'una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno, colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d'invidia, di omicidio, di rivalità, di frodi, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa." (Rm. 1,25 seg.)
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    Der Wehrwolf

 

 

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